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ESPLORA I PATRIMONI ARCHITETTONICI DI LIGNANO
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117 risultati trovati con una ricerca vuota
- Fineste e aperture vetrate nella storia del costruire | Ville di Lignano
21 febbraio 2025 Fineste e aperture vetrate nella storia del costruire Viale Pier Andrea Mattioli, 39, Torino, TO, Italia La ricerca sulla storia delle finestre e aperture vetrate nel contesto architettonico, esplorando le innovazioni produttive, le tecniche progettuali e i cambiamenti sociali che hanno influenzato la costruzione di serramenti nei secoli. Indietro Scopri di più... Giornate di Studi: "Fin estre e Aperture Vetrate nella Storia del Costruire" Il Construction History Group (CHG) del Politecnico di Torino organizza la quinta edizione delle "Giornate di Studi", che si terranno il 20 e 21 febbraio 2025 presso il Castello del Valentino. Le giornate sono dedicate alla ricerca sulla storia delle finestre e delle aperture vetrate nel contesto architettonico, esplorando le innovazioni produttive, le tecniche progettuali e i cambiamenti sociali che hanno influenzato la costruzione di serramenti nel corso dei secoli. Dettagli dell'evento: Luogo : Castello del Valentino, Viale Mattioli 39, Torino Data : 20-21 febbraio 2025 Modalità : In presenza e con possibilità di partecipazione a distanza tramite link Organizzazione : Curatori : Rossella Maspoli, Gabriele Neri, Edoardo Piccoli (Politecnico di Torino, DAD) Organizzazione : Valentina Burgassi, Rosa Caruso (Politecnico di Torino, DAD) Programma delle Giornate: Prima gi ornata - 20 febbraio 2025, mattina 09:00 - Saluti istituzionali e introduzione dei curatori 09:15 - Nicoletta Marconi: "Divina lux parata est lucere: produzione, montaggio e manutenzione delle finestre della Basilica di San Pietro in Vaticano tra XVI e XIX secolo" 09:45 - Nigel Isaacs: "A need for air – development of English building code window area rules and their links to Italy" Sessione 1.1 – Età Moderna: Innovazioni Produttive e Progettuali 10:15 - Francesca Funis: "Dalle impannate (o incartate) alle invetriate. Le finestre a Firenze nel secondo Cinquecento" 10:40 - Pietro Giovanni Pistone: "La costruzione di grandi vetrate a Roma nel Seicento. Le finestre perdute di Borromini per San Giovanni in Laterano" 11:05 - Alberto Grimoldi, Angelo Giuseppe Landi: "Chiusure a vetri di aperture di grandi dimensioni nell’Italia del Seicento" 11:30 - Edoardo Piccoli: "Verso la normalizzazione: progetto e realizzazione dei serramenti vetrati nel Piemonte, secoli XVII-XVIII" 11:55 - Marica Forni: "Le voci delle finestre a Milano ‘gran cittadone’" 12:20 - Sandro Baroni, Giuseppe Maggi, Maria Pia Riccardi: "Vetri antichi come testimoni del tempo" Pranzo : 13:15 Prima giornata - 20 febbraio 2025, pomeriggio Sessione 2.1 – Verso l'Industria: Tempi e Risultati della Produzione 14:30 - Manfredo di Robilant: "Luminosità, sicurezza e precisione. La promozione commerciale e ideologica delle finestre moderne" 15:00 - Mauro Volpiano: "Serramenti lignei a Torino dal secondo Settecento agli anni postunitari" 15:25 - Rossella Maspoli: "Evoluzione dei serramenti industriali fra fine ‘800 e metà ‘900. Il caso Torino a confronto" 15:50 - Tanja Marzi, Daniela Bosia, Virginia Bombelli: "Serramenti razionali metallici": innovazioni tecnologiche e brevetti della A. Bombelli 16:15 - Simona Salvo: "Facciate continue in metallo e vetro, finestre di una modernità ‘altra’ del Novecento italiano" Sessione 2.2 – Sistemi Tecnologici, Materiali e Brevetti 17:00 - Elena Vitagliano: "Un’armatura coperta di cristalli e formata a cono". Materiali, tecniche e vulnerabilità delle lanterne in ferro e vetro nelle cupole italiane di primo Ottocento 17:25 - Riccardo Segradin: "La finestra a nastro a Venezia. Racconto di un serramento moderno in vetro artistico di Murano" 17:50 - Alberto Bologna, Ilaria Giannetti: "Brevetti per finestre smontabili. Esperimenti di proto Design for Disassembly in Italia (1945-1950)" 18:15 - Conclusioni Seconda giornata - 21 febbraio 2025, mattina Sessione 3.1 – Il Progetto Costruttivo e il Prestigio dell'Autore 09:15 - Giulia Marino, Franz Graf, Giuseppe Galbiati: "Gli involucri vetrati del complesso delle Officine ICO di Ivrea (1908-1949): storia, conoscenza, restauro" 09:45 - Silvia Berselli: "Come un otturatore fotografico: le finestre regolabili di Eileen Gray" 10:10 - Michela Comba: "Il Palazzo degli Affari di Torino: un prisma luminoso ‘per evitare l’incombenza di quelle famose masse a tutto vetro’" Coffee Break : 10:35 11:00 - Diana Barillari, Massimo Bortolotti, Francesca Agostinelli: "La casa dell’artista: Giancarlo De Carlo e Giuseppe Zigaina a Cervignano del Friuli" 11:25 - Rita Vecchiattini: "Il Museo di Architettura e Scultura ligure a Sant’Agostino in Genova" 11:50 - Giovanni Bellucci: "Gaetano Minnucci e le vetrate. La tecnica e l’architettura" 12:15 - Monica Resmini, Eleonora Caggiati: "Una ‘finestra con panorama’ nell’architettura di Giuseppe Pizzigoni" 12:40 - Conclusioni Visita : 14:30 – Visita ai disegni di serramenti tra XIX e XX secolo delle Collezioni Storiche del Politecnico di Torino Contatti: Construction History Group Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di TorinoCastello del Valentino, Viale Mattioli 39 Email : chg@polito.it Le Giornate di Studi sono un’occasione imperdibile per approfondire la storia delle finestre e delle aperture vetrate, esplorando come questi elementi architettonici si sono evoluti nel corso dei secoli, dal Rinascimento all’epoca moderna. Precedente Successiva
- Excelsior Residence | Ville di Lignano
Excelsior Residence Luciano Gemin, Luciano Zambon 1963 – 1966 Raggio di Venere, 4, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Torre elegante e aperta verso il mare, con una pianta studiata per garantire vista alla spiaggia e un raffinato gioco di luci e volumi. Indietro Eleganza funzionale e apertura al paesaggio marino Costruita tra il 1963 e il 1966 su progetto degli architetti Gemin e Zambon , la Excelsior Residence rappresenta una delle opere più raffinate e tecnicamente evolute della stagione architettonica di Lignano Pineta. Si tratta di una torre residenziale progettata con l’obiettivo chiaro di massimizzare il rapporto visivo e spaziale con il mare , pur mantenendo un’impronta discreta nel paesaggio naturale della pineta. L’edificio nasce da una sfida progettuale ben precisa: consentire a tutti gli appartamenti una vista sulla spiaggia . Per riuscirci, gli architetti adottano una pianta fortemente articolata e orientata , che si apre a ventaglio verso il fronte marino e arretra sul lato della laguna, dove vengono concentrati gli spazi di servizio. Questa soluzione permette di massimizzare l’esposizione e l’illuminazione naturale , dando vita a un’architettura insieme funzionale e scenografica. Una pianta aperta e intelligente Il cuore dell’intervento risiede nella distribuzione planimetrica: a differenza di molte torri coeve che presentano impianti centrali e simmetrici, la Excelsior Residence rompe la rigidità tipologica grazie a un disegno che privilegia l’ apertura visiva e il dialogo con il paesaggio. La facciata rivolta verso il mare si sviluppa con ampie terrazze e aperture regolari, creando un effetto di continuità tra spazio interno e ambiente esterno . Ogni appartamento gode così di affacci privilegiati , una scelta che trasforma la permanenza stagionale in un’esperienza immersiva nella natura costiera. Sul lato opposto, rivolto verso la laguna, il prospetto è più chiuso, definito da piccole aperture regolari che ospitano locali di servizio, scale e zone tecniche. Questa asimmetria compositiva si traduce in un effetto chiaroscurale molto sofisticato , in cui la massa edilizia viene visivamente “stemperata”, articolandosi in una sequenza ritmica di pieni e vuoti. Materiali, colori e scelte compositive: tra modernismo e sensibilità artistica Uno degli elementi più distintivi della Excelsior Residence è la cura estrema per le finiture . L’ originale colorazione in bianco ottico fu una scelta coraggiosa e volutamente in contrasto con il verde intenso della pineta e con le cromie più sobrie delle altre torri di Lignano. Questo colore brillante e luminoso faceva letteralmente emergere la torre dal paesaggio , rendendola visibile da lontano e conferendole un’aura di eleganza severa e modernissima. Questa attenzione cromatica, così come la raffinatezza della distribuzione spaziale, tradisce l’influenza culturale di Carlo Scarpa , con cui Gemin aveva collaborato a lungo . Il gusto per il dettaglio, l’uso sapiente della luce naturale e la volontà di creare un’architettura non solo funzionale ma anche “narrativa” rendono la Excelsior una costruzione che trascende il suo ruolo abitativo per farsi gesto poetico nel paesaggio . La torre nel paesaggio: presenza e leggerezza Pur essendo un edificio a sviluppo verticale, la Excelsior non appare mai ingombrante. Questo grazie alla frammentazione volumetrica della facciata e alla sottile modulazione degli aggetti e delle ombre , che ne riducono visivamente l’impatto. Le terrazze sporgenti non solo aumentano lo spazio abitabile ma scandiscono i piani con un ritmo leggero , che spezza la compattezza del volume e restituisce un senso di movimento fluido . Il volume della torre si distingue anche per una verticalità addolcita : se le linee principali seguono un impianto ortogonale, le variazioni nella profondità e nelle ombreggiature conferiscono una lettura plastica e dinamica. In questo modo, l’edificio assume una doppia natura : da vicino appare come un organismo complesso, articolato e aperto; da lontano, si staglia come un monolite bianco, netto ma non aggressivo. Un’eredità importante: il secondo intervento sul lotto L’intervento sul lotto non si conclude con la costruzione della torre. Negli anni Settanta, Gemin realizza insieme a Isidoro Martin un secondo progetto , questa volta costituito da un complesso di nove case a schiera che si affacciano su via Giardini. Anche in questo caso si nota la stessa attenzione per il rapporto con il verde, la modulazione dei volumi e la cura per i dettagli materici e cromatici. Questo secondo intervento conferma la capacità del progettista di adattarsi a scale diverse , mantenendo però coerenza formale e linguistica. L’intero lotto diventa così un piccolo laboratorio di architettura residenziale moderna , in cui si sperimenta un nuovo modo di abitare la costa: più intimo, più consapevole, più integrato nel paesaggio. Un'architettura che guarda avanti La Excelsior Residence non è soltanto un elegante esempio di torre residenziale degli anni Sessanta. È una dichiarazione di metodo , un esempio virtuoso di come si possa costruire in un contesto fragile come quello litoraneo senza imporsi, ma al contrario cercando un dialogo sottile e rispettoso. Con il suo disegno planimetrico aperto, l’attenzione per il paesaggio, l’uso poetico della luce e l’equilibrio compositivo, la Excelsior rimane oggi un modello di modernità consapevole , capace di ispirare anche le pratiche architettoniche contemporanee più attente alla sostenibilità e alla qualità del vivere. In un’epoca in cui la progettazione urbana è sempre più chiamata a confrontarsi con i limiti ambientali e sociali, opere come questa ci ricordano che la buona architettura è sempre anche un gesto di responsabilità : verso il luogo, verso chi lo abita, verso il futuro. Precedente Successiva
- 90 Architetture di Lignano | Ville di Lignano
90 Architetture di Lignano 2016 Giulio Avon e Ferruccio Luppi Comune di Lignano Sabbiadoro Una pubblicazione che esplora l’evoluzione architettonica della città, presentando 90 opere significative realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta, simbolo della "nuova città per le vacanze". Indietro Scopri di più... La città moderna per le vacanze Lignano Sabbiadoro, rinomata località turistica della riviera adriatica, è da sempre un punto di riferimento per le vacanze italiane. Ma oltre al mare, alla sabbia dorata e alla vita notturna, la città si è distinta anche per la sua particolare evoluzione architettonica, che ha saputo coniugare le esigenze turistiche con un'impronta estetica e funzionale all’avanguardia. Il volume 90 Architetture del Novecento a Lignano , curato da Giulio Avon e Ferruccio Luppi, è una raccolta che documenta questo fenomeno, mettendo in luce le trasformazioni architettoniche che hanno caratterizzato la città tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Questa pubblicazione, realizzata con il contributo di numerosi fotografi e archivi, tra cui quelli di Pier Giorgio Dazzan, Italo Zannier e Giorgio Casali, offre una panoramica delle principali opere architettoniche che hanno definito Lignano come la "nuova città per le vacanze", un modello di modernità in grado di rispondere alle sfide della crescente domanda turistica dell'epoca. Lignano tra il Moderno e il Turismo Il secondo dopoguerra ha visto un'Italia attraversata da una rapida espansione economica, e Lignano non ha fatto eccezione. Il boom turistico, che ha avuto il suo culmine negli anni Cinquanta e Sessanta, ha spinto la città a dotarsi di infrastrutture moderne e funzionali, ma anche esteticamente innovative. Lignano ha infatti rappresentato un terreno fertile per sperimentare nuove soluzioni architettoniche, con un approccio che rispecchiava le tendenze internazionali del momento, ma al contempo rispondeva alle specifiche esigenze di un territorio a vocazione turistica. In questo contesto, l’architettura ha dovuto affrontare la sfida di progettare edifici che non solo fossero funzionali ma che, nel contempo, si integrassero armoniosamente con il paesaggio naturale e rispecchiassero la crescente richiesta di comfort. L’idea che Lignano fosse destinata a diventare una città moderna per le vacanze si traduceva in un approccio progettuale in cui gli spazi aperti, la luce naturale e la funzionalità degli edifici erano elementi centrali. Gli edifici che si sono realizzati in quel periodo sono esempi di una modernità che si coniuga con la tradizione turistica, come le ville e gli alberghi che, pur nelle loro linee essenziali e moderne, si inserivano perfettamente nel contesto balneare, rispondendo al bisogno di una vacanza che fosse anche un'esperienza estetica. L'approccio fotografico e il valore documentario Una delle caratteristiche più affascinanti di 90 Architetture del Novecento a Lignano è la sua ricca documentazione fotografica, che rende il libro una testimonianza visiva dell'evoluzione architettonica della città. Grazie agli scatti di fotografi come Italo Zannier e Giorgio Casali, il volume non solo descrive le architetture, ma le fa vivere al lettore, con immagini che ne restituiscono l'atmosfera, la luce e l’impatto visivo nel contesto urbano e naturale di Lignano. La raccolta di fotografie è un viaggio nel tempo che permette di cogliere le peculiarità estetiche e le soluzioni progettuali messe in atto in quegli anni, contribuendo a una migliore comprensione del periodo storico e delle scelte architettoniche. Il volume raccoglie 90 progetti selezionati per la loro importanza e per la loro capacità di rappresentare le caratteristiche distintive del periodo. Ogni edificio, dall’albergo alla villa privata, dall’edificio pubblico alla struttura turistica, è accompagnato da una didascalia che ne racconta la storia, il progettista e le specifiche tecniche. L'accuratezza nella documentazione visiva e nella selezione delle opere è una delle forze di questo libro, che diventa così uno strumento utile non solo per gli appassionati di architettura, ma anche per chi desidera comprendere come la città si è trasformata in un simbolo del modernismo applicato al turismo. Le figure chiave dell'architettura lignanese Dietro queste opere si nascondono alcune delle figure più significative dell'architettura italiana del Novecento. Tra i protagonisti, spiccano i nomi di architetti come Marcello D'Olivo, Gianni Avon, e Aldo Bernardis, che hanno contribuito alla creazione di un paesaggio urbano unico nel suo genere. La ricerca di un equilibrio tra modernità e funzionalità è stata la chiave del loro approccio progettuale, con una grande attenzione anche alla qualità dei materiali e al rapporto con la natura circostante. Marcello D'Olivo, in particolare, è stato uno dei principali esponenti di una visione moderna e innovativa dell’architettura balneare, proponendo edifici che si inserivano perfettamente nel contesto paesaggistico di Lignano, senza snaturarlo, ma arricchendolo con nuove forme e soluzioni innovative. Il suo approccio architettonico si distingue per l’uso di forme semplici ma fortemente espressive, che traducevano un’idea di modernità legata alla funzionalità e all’innovazione tecnologica. Il ruolo di Giulio Avon e Ferruccio Luppi Giulio Avon e Ferruccio Luppi, curatori del volume, sono figure fondamentali per la comprensione della storia architettonica di Lignano. Entrambi hanno dedicato gran parte della loro carriera alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio architettonico del Novecento, con una particolare attenzione alla documentazione storica e alla promozione della conoscenza delle opere significative del periodo. Il loro lavoro ha contribuito a far emergere Lignano come uno degli esempi più rilevanti di città turistica moderna, dove l'architettura non è solo funzionale, ma anche espressione di un’epoca e di un modo di vivere il tempo libero. Un libro per conoscere Lignano 90 Architetture del Novecento a Lignano è un'opera fondamentale per chiunque desideri conoscere in profondità il processo di trasformazione architettonica della città, che ha visto la nascita di un nuovo modello di località balneare, dove l'architettura e il turismo si intrecciano per dare vita a un paesaggio urbano distintivo. Non si tratta solo di un viaggio nel passato, ma anche di una riflessione sul ruolo che l’architettura può giocare nella costruzione di un'identità urbana che sia, allo stesso tempo, innovativa e rispettosa della tradizione. Con il suo ricco apparato fotografico e la cura nella selezione delle opere, questo volume si conferma come uno strumento imprescindibile per comprendere l’evoluzione architettonica di Lignano, e per apprezzare il ruolo che l’architettura ha avuto nel plasmare l’immagine di questa città unica nel panorama turistico italiano. Precedente Successiva
- Bici e Ville - Tour Guidato - Ville Storiche di Lignano | Ville di Lignano
16 settembre 2023 Bici e Ville - Tour Guidato - Ville Storiche di Lignano Viale della Pittura, 9, 33054 Lignano Sabbiadoro, Lignano Sabbiadoro UD, Italia Progetti innovativi per l'architettura di vacanza tra anni 50' e 70'. Indietro Scopri di più... Scopri la storia e l'architettura delle ville storiche di Lignano, un viaggio guidato alla scoperta dei progetti innovativi che hanno definito l'architettura di vacanza tra gli anni '50 e '70. Un’opportunità unica per esplorare la città e le sue residenze che hanno segnato l’evoluzione del turismo e dell'architettura moderna. Precedente Successiva
- CONTRAPPUNTO 03 | Ville di Lignano
24 agosto 2024 CONTRAPPUNTO 03 Arco dell'Erica, Lignano Sabbiadoro, UD, Italia Riflessioni sull'Arte Contemporanea: L’Artista racconta la sua opera - Riflessioni sull’arte contemporanea in compagnia di Matteo Attruia, Loretta Cappanera, Alfonso Firmani e Anna Pontel. Indietro Scopri di più... L’Artista racconta la sua opera Francesca Agostinelli, curatrice indipendente e Vania Gransinigh, responsabile di Casa Cavazzini – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine. L’arte contemporanea avvicina le persone. L’evento straordinario organizzato dall’Associazione “Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano” in collaborazione con Casa Cavazzini. In questo affascinante contesto, abbiamo avuto il piacere di ospitare artisti contemporanei che sono coinvolti nel progetto CONTRAPPUNTO edizione attuale e precedenti in mostra a museo di Udine. Dopo il successo della visita alla mostra di Gino Valle, abbiamo creato uno spazio di dialogo tra l’arte e il patrimonio culturale. Gli artisti Matteo Attruia, Loretta Cappanera, Alfonso Firmani e Anna Pontel hanno condiviso le loro riflessioni, trasformando Casa Christoff in un palcoscenico vivente, dove il passato e il presente si incontrano e si celebrano. Le opere, uniche e coinvolgenti, ci ricordano che ogni intervento artistico è un omaggio alla storia, rivelando la bellezza della continuità tra ciò che è stato e ciò che sarà. Un evento che ha dimostrato come l’arte possa unire e ispirare, creando nuove connessioni in un ambiente ricco di storia. Riflessioni sull'Arte Contemporanea: Un Evento Straordinario a Lignano L'Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" ha recentemente realizzato un evento privato straordinario a Casa Christoff, una delle ville storiche di Lignano, in collaborazione con Casa Cavazzini – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine. Questo incontro ha rappresentato un'opportunità unica per avvicinare il pubblico all'arte contemporanea attraverso la presenza di artisti coinvolti nel progetto CONTRAPPUNTO edizione attuale e precedenti in mostra a museo di Udine. Il punto di partenza per questo evento è stata una visita organizzata dall'associazione alla mostra dedicata a Gino Valle, avvenuta a febbraio, che ha riscosso un notevole successo di pubblico. In questa occasione, gli artisti Matteo Attruia, Loretta Cappanera, Alfonso Firmani e Anna Pontel hanno condiviso le loro riflessioni sull’arte contemporanea, offrendo uno sguardo privilegiato sul processo creativo e sull’interpretazione delle loro opere. Matteo Attruia, artista concettuale di Sacile, ha esplorato il confine tra domanda e risposta, utilizzando vari media come neon, fotografia e scultura. La sua ricerca si concentra sull'idea di un viaggio senza approdo sicuro, invitando il pubblico a riflettere insieme a lui. Loretta Cappanera, invece, ha portato in scena la sua passione per il Libro d’artista, una forma espressiva che ha approfondito nel corso degli anni. La sua abilità nell'incisione e l'uso di materiali diversi, dal legno alla stoffa, creano opere che uniscono tradizione e innovazione. Alfonso Firmani ha presentato le sue opere come “contenitori narrativi”, dove oggetti e immagini raccontano storie all’interno di un impianto teatrale. La sua capacità di mescolare diversi linguaggi artistici ha colpito i presenti, stimolando una riflessione profonda sulla narrativa visiva. Infine, Anna Pontel ha condiviso la sua ricerca sul corpo e la sua assenza, affrontando il concetto di opera come involucro, una visione poetica che gioca con il vuoto e la leggerezza. Ad accompagnare gli artisti, Francesca Agostinelli, curatrice indipendente, e Vania Gransinigh, responsabile di Casa Cavazzini, hanno arricchito l'incontro con le loro competenze, offrendo un contesto critico e approfondito sulle tematiche artistiche trattate. Le loro interazioni hanno reso l'evento non solo una presentazione di opere, ma un vero e proprio dialogo tra artisti e pubblico, creando un ambiente stimolante e ricco di spunti di riflessione. Questo evento ha dimostrato come l’arte contemporanea possa avvicinare le persone, creando connessioni e dibattiti. La sinergia tra l’Associazione "Raggi e ArchiTetture" e Casa Cavazzini ha dato vita a un’esperienza culturale preziosa, contribuendo a valorizzare il patrimonio artistico del territorio e a promuovere una maggiore consapevolezza e interesse verso l'arte. Precedente Successiva
- Dentro Lignano | Inside Lignano | Ville di Lignano
Dentro Lignano | Inside Lignano 2019 Giulio Avon e Ferruccio Luppi Gaspari Editore L’evoluzione dell'architettura evidenziando il ruolo della città come laboratorio di sperimentazione del "miracolo italiano". Documenta opere di architetti di spicco, testimoniando l'influenza di riferimenti internazionali e il valore compositivo di numerose realizzazioni. Indietro Scopri di più... Un viaggio tra le architetture della città balneare Lignano Sabbiadoro, località turistica della riviera adriatica, non è solo una meta di villeggiatura estiva, ma anche un importante laboratorio architettonico che ha visto nel secondo Novecento una fioritura di progetti innovativi e sperimentali. Questo aspetto, tuttavia, non è sempre stato al centro dell'attenzione, fino a quando due architetti, Giulio Avon e Ferruccio Luppi, hanno deciso di dedicare al tema un volume che indaga in profondità le trasformazioni della città. Il libro Dentro Lignano , edito da Gaspari, racconta la storia di questa evoluzione architettonica, risalendo soprattutto agli anni Cinquanta e Sessanta, periodi in cui Lignano si è affermata come un vero e proprio laboratorio per la sperimentazione architettonica nazionale. Il volume non solo documenta, ma celebra anche un periodo che ha visto la città come un microcosmo di "miracolo italiano", in cui la modernizzazione e l’urbanizzazione si sono fuse con l’innovazione estetica e funzionale. Lignano tra il "miracolo italiano" e la sperimentazione architettonica Il secondo dopoguerra in Italia è stato segnato da un fervore di cambiamenti, che ha coinvolto in modo particolare l’architettura. In un contesto segnato da una rapida crescita economica e sociale, Lignano è stata una delle località in cui il paesaggio urbano ha subito profonde trasformazioni, mantenendo però una forte impronta sperimentale. La città, meta prediletta per le vacanze estive, ha rappresentato per gli architetti un’occasione unica di progettare edifici che, pur rispondendo alle esigenze turistiche, si distinguevano per la qualità compositiva e l'uso innovativo dei materiali. Questo fenomeno non era isolato, ma rientrava in un movimento più ampio che ha caratterizzato l’Italia del boom economico. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono stati dunque cruciali per il rinnovamento del paesaggio architettonico italiano, e Lignano ha giocato un ruolo di primo piano in questa evoluzione. In particolare, la località ha visto l’avvento di soluzioni moderne che rispondevano sia ai cambiamenti sociali che alle esigenze di una clientela sempre più esigente. Gli edifici progettati durante questo periodo rispecchiano la volontà di innovare, cercando di conciliare la funzionalità con una nuova sensibilità estetica che risentiva degli influssi internazionali, dalle correnti europee al linguaggio modernista che spopolava negli Stati Uniti. La qualità compositiva e l’influenza internazionale Nel volume Dentro Lignano , il lettore può scoprire come la città sia stata teatro di numerose realizzazioni firmate da architetti di rilievo, che si sono espressi attraverso una produzione di alta qualità. Tra gli esempi più significativi ci sono gli interventi di architetti che, pur operando all’interno di un contesto nazionale, hanno saputo intrecciare riferimenti internazionali, creando opere che sono al contempo moderne e radicate nel contesto italiano. L’opera si caratterizza non solo per l'approfondimento storico-architettonico, ma anche per una raffinata selezione di apparati fotografici e grafici, che permettono di apprezzare appieno la bellezza e l’originalità delle realizzazioni. La documentazione visiva è un elemento fondamentale del libro, poiché consente di rendere tangibile l’evoluzione del linguaggio architettonico a Lignano, consentendo al lettore di rivivere le atmosfere di un’epoca straordinaria. I protagonisti dell'architettura a Lignano Tra gli architetti che hanno contribuito in modo determinante al panorama architettonico di Lignano, spiccano figure come Gianni Avon, Marcello D'Olivo e Piero Castellini Baldissera. Ognuno di questi professionisti ha portato un proprio stile, una propria visione dell’architettura, che ha saputo rispondere alle esigenze di una città in continua trasformazione. Le loro opere, sebbene rispondano a bisogni pratici come la costruzione di alberghi, residenze e strutture turistiche, mostrano una cura estetica e compositiva che è tutt'altro che casuale. A questo proposito, il libro Dentro Lignano non si limita a una mera descrizione delle opere architettoniche, ma offre anche una riflessione sul contesto storico e culturale che ha plasmato queste creazioni. Il volume si inserisce così in un quadro più ampio che riguarda l’evoluzione dell’architettura italiana nel secondo Novecento e le sue interconnessioni con il processo di crescita e modernizzazione del paese. Il contributo di Giulio Avon e Ferruccio Luppi Giulio Avon, architetto e curatore del volume, ha una lunga carriera fatta di progetti di restauro e di allestimenti espositivi, che testimoniano la sua sensibilità verso l’architettura e il patrimonio storico. La sua esperienza, unita alla collaborazione con Ferruccio Luppi, che ha dedicato parte della sua carriera alla ricerca storica e alla documentazione architettonica, rende questo libro una risorsa imprescindibile per chi desidera comprendere la storia di Lignano e del suo sviluppo architettonico. Entrambi i curatori sono stati protagonisti di importanti mostre e pubblicazioni che hanno affrontato il tema dell’architettura del Novecento, portando alla luce aspetti spesso poco conosciuti di un periodo storico ricco di trasformazioni. Dentro Lignano è quindi il frutto di una lunga ricerca, che ha permesso di ricostruire un tassello fondamentale della storia dell’architettura italiana, attraverso una visione inedita e approfondita. La testimonianza Dentro Lignano è molto più di un semplice volume di architettura. Esso è una testimonianza di un periodo straordinario nella storia dell'architettura e della società italiane, e offre una riflessione sulla città di Lignano, che, pur non essendo un grande centro urbano, ha saputo affermarsi come un laboratorio d’innovazione e sperimentazione. La qualità delle opere documentate, il valore delle architetture che caratterizzano la città e il contributo degli architetti che hanno lavorato a Lignano sono aspetti che rendono questo libro un contributo fondamentale per chiunque desideri comprendere l’evoluzione dell’architettura italiana del secondo Novecento. Precedente Successiva
- Bici e Ville - Agosto | Ville di Lignano
2 agosto 2025 Bici e Ville - Agosto Arco dell'Alba, n. 127, Lignano Sabbiadoro, UD, Italia Bici e Ville storiche di Lignano. Sabato 2 agosto visita guidata all’architettura moderna: interni, esterni e storie. Contributo: €20. Ritrovo ore 9.45, Arco dell’Alba 127. Indietro Scopri di più... BICI e VILLE – Tour guidato tra le architetture di Lignano Sabato 2 agosto 2025 – ore 10:00-12:00 Ritrovo: ore 9:45 – Arco dell’Alba 127, Lignano Pineta Prosegue la stagione delle visite guidate in bicicletta alla scoperta dell’architettura moderna di Lignano. Un itinerario speciale tra ville e condomini realizzati tra gli anni Cinquanta e Settanta, che raccontano l’evoluzione del turismo balneare attraverso il linguaggio del progetto. Durante il tour visiteremo tre opere emblematiche: Villa Chantal (1960–61, arch. Gianni Avon) Casa Caselli Troppina (1954–55, arch. Aldo Bernardis) Condominio Pineta Palace (1956–58, arch. Gianni Avon) – sede della mostra fotografica “Giorgio Casali e l’architettura come visione editoriale”, visitabile al termine del tour. Un’occasione unica per esplorare la città, conoscere il suo patrimonio architettonico e vivere un’esperienza culturale all’aria aperta. Contributo di partecipazione: €20,00 a persona Nota: il noleggio bici non è incluso Per registrarsi: www.villedilignano.it/contatti Info: raggiearchitetture@villedilignano.it Evento promosso da Associazione Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano Con il sostegno di IO SONO FVG Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia #IoSonoFVG Precedente Successiva
- Il Treno | Ville di Lignano
Il Treno Marcello D'Olivo, Edoardo Belgrado, Adelsi Bulfoni 1952 – 1960 Raggio dell'Ostro, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Edificio a due piani con negozi e abitazioni lungo la spina dei servizi di Lignano Pineta, progettato da Marcello D'Olivo. Un'icona moderna tra architettura e paesaggio. Indietro L'Architettura lineare e paesaggio urbano nel cuore di Lignano Pineta Progettato dall’architetto Marcello D’Olivo tra il 1952 e il 1954, e realizzato in tre fasi successive (1954, 1957-58 e 1959-60), l’edificio in linea denominato comunemente “Il Treno” rappresenta uno dei primi e più significativi interventi architettonici realizzati all’interno del piano urbanistico spiraleiforme di Lignano Pineta , località balneare d’avanguardia del dopoguerra. Inserito lungo la “spina dorsale” dei servizi, l’edificio percorre per oltre 110 metri la sinusoide che collega il centro della spirale urbanistica al fronte mare, configurandosi come infrastruttura multifunzionale e simbolica. Una sintesi tra architettura e urbanistica Il progetto è esemplare per la sua capacità di fondere architettura, paesaggio e viabilità urbana. Non si tratta semplicemente di un edificio commerciale con residenze sovrastanti, ma di un’ architettura di connessione .“Il Treno” è parte integrante della promenade , che scorre tra i negozi e il pergolato verde sorretto da montanti curvi: un sistema continuo di spazio pubblico, ombra, movimento e sosta, che dialoga con l’architettura e con la vegetazione autoctona. Il riferimento diretto è all’idea di “paesaggio architettonico totale”, in cui strada, pergolato, portico e verde concorrono a costruire l’esperienza dello spazio urbano. La copertura a pagoda , visivamente leggera e ricurva, richiama l’organicismo internazionale, evocando un dialogo con le fronde dei pini marittimi, tipici della zona. Tipologia e tecniche costruttive: prefabbricazione sperimentale Dal punto di vista tipologico, “Il Treno” è un edificio in linea bifunzionale , con negozi al piano terra e appartamenti residenziali al primo piano . I sette corpi di fabbrica che lo compongono presentano una leggera curvatura planimetrica, in armonia con la sinuosità della strada. La struttura è realizzata con moduli prefabbricati , una scelta progettuale e costruttiva che riflette la necessità di tempi rapidi e costi contenuti. Il sistema costruttivo include: Piloni prefabbricati in cemento armato Muri faccia a vista con bugne quadrate Serramenti in metallo e solai prefabbricati Elementi decorativi in calcestruzzo Montanti e coperture curvilinee del pergolato Per accelerare i lavori fu impiegata una gru montata su binari , proveniente dalla Germania, capace di posizionare i diversi elementi prefabbricati lungo l’intero sviluppo dell’edificio. Si tratta di un uso del prefabbricato misto piuttosto raro nel panorama italiano dell’epoca, e testimonia la modernità tecnica e progettuale del cantiere D’Olivo. Architettura organica e visione urbanistica L’edificio assume un valore strategico nella visione sistemica di Marcello D’Olivo per Lignano Pineta. La scelta di integrarlo nella “spina dei servizi” rende evidente la volontà di costruire un tessuto urbano attivo , dove le funzioni residenziali e commerciali convivano in modo fluido. Lo stile adottato oscilla tra il razionalismo mediterraneo e suggestioni neoespressioniste , dove le forme si adattano al contesto naturale. La pagoda non è un vezzo formale, ma un gesto architettonico dialogico , che rompe la monotonia del parallelepipedo funzionale e introduce un’armonia “morbida” tra artificiale e paesaggio. La mancata estensione e la versione incompiuta Inizialmente, il progetto prevedeva una conclusione scenografica: un edificio a sei piani che avrebbe chiuso simbolicamente il Treno verso il mare. Tuttavia, questa parte non venne mai realizzata, lasciando al “Treno” l’aspetto di struttura dinamica ma aperta , in coerenza con il movimento della spirale urbana. Oggi l’edificio conserva la sua funzione originaria, con negozi e residenze, mantenendo buone condizioni di conservazione in tutte le sue componenti strutturali e materiche. Un edificio-manifesto Il Treno non è solo una costruzione funzionale, ma un manufatto identitario , un’icona della visione urbanistica e architettonica di D’Olivo. È un raro esempio di architettura totale , in cui spazio pubblico, tipologia abitativa, commercio e paesaggio si fondono in un organismo coerente, riconoscibile e ancora attuale. Con il suo carattere lineare, l’uso innovativo del prefabbricato, e il legame formale con il contesto naturale, questo edificio si impone come uno dei capolavori della modernità diffusa che caratterizza Lignano Pineta. Precedente Successiva
- Casa Christoff | Ville di Lignano
Casa Christoff Gianni Avon 1956 – 1957 Arco dell'Erica, 9, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Villa a più livelli, incastonata nel terreno. La terrazza e la scala circolare definiscono l’architettura, tra paesaggio, tecnica e leggerezza. Indietro Una villa che modella il terreno e guarda l’orizzonte Architettura e topografia in dialogo continuo Tra le opere residenziali progettate da Gianni Avon a Lignano Pineta, Casa Christoff si distingue per l’attenzione alla morfologia del suolo e per l’uso della sezione come strumento compositivo . Costruita tra il 1956 e il 1957 in una delle zone più suggestive della Pineta, la villa nasce da un gesto preciso: seguire il declivio naturale del terreno e modellarlo attraverso volumi architettonici leggeri e articolati , posizionati con cura per valorizzare le visuali e il rapporto con l’ambiente. Ingresso multiplo e livelli sfalsati La distribuzione degli accessi racconta l’intelligenza progettuale con cui Avon ha immaginato il rapporto tra costruito e natura: L’ ingresso carrabile e l’autorimessa sono collocati al piano inferiore, in corrispondenza del punto più basso del lotto. L’ accesso pedonale alla residenza principale è invece posto a una quota intermedia , protetto e riservato. Questa articolazione dei livelli non è solo funzionale , ma permette di spezzare il volume architettonico , riducendone l’impatto visivo e favorendo una maggiore integrazione nel paesaggio pinetato . La scala come elemento figurativo e connettivo Elemento iconico del progetto è la scala esterna circolare , che connette il portico al piano terra con la profonda terrazza del primo piano .Questa scala, dalla geometria semplice ma espressiva, è un vero fulcro visivo e compositivo : definisce il carattere dinamico della facciata, lega verticalmente i livelli abitativi , si staglia con eleganza contro il verde del giardino, trasformando un elemento funzionale in segno architettonico riconoscibile . La copertura “sospesa”: composizione e sostenibilità Uno degli aspetti più originali della villa è la copertura sollevata rispetto ai volumi sottostanti.Sostenuta da travi sottili e arretrata rispetto ai muri perimetrali, la copertura crea un’ intercapedine d’aria che ha funzione sia estetica che climatica .Questo dispositivo è ricorrente nelle architetture di Avon , e rivela la sua attenzione per: la ventilazione naturale , la riduzione dell’irraggiamento diretto , la percezione visiva di leggerezza dell’intero volume costruito. In questo senso, Casa Christoff anticipa temi oggi al centro del dibattito architettonico contemporaneo: architettura bioclimatica , ventilazione passiva , disegno sostenibile e integrato . Materiali e linguaggio espressivo La villa si distingue per un uso sobrio ma raffinato dei materiali : strutture in cemento armato , superfici intonacate di bianco , serramenti in metallo dai profili esili, travi a vista e copertura aggettante. Il contrasto tra i volumi pieni e le aperture arretrate , la sequenza delle ombre proiettate sotto la copertura sospesa, e la pulizia dei dettagli concorrono a definire un linguaggio progettuale moderno e misurato , radicato nella cultura architettonica friulana ma aperto alle influenze internazionali. Spazio interno e apertura al paesaggio La zona giorno della casa si affaccia sulla terrazza principale con ampie vetrate, creando una continuità visiva e fisica tra l’interno e l’esterno.Le camere, disposte con criterio distributivo preciso, garantiscono privacy e comfort , mentre la sezione dell’edificio guida l’aria e la luce attraverso gli spazi, grazie alla posizione sopraelevata e alle aperture differenziate sui quattro lati. Una residenza che guarda, respira e si solleva Casa Christoff è una delle testimonianze più chiare del pensiero architettonico di Gianni Avon : il rispetto per il paesaggio , la volontà di costruire in leggerezza , la precisione progettuale nei dettagli . La villa è un esempio significativo di come l’architettura residenziale degli anni Cinquanta potesse rispondere con intelligenza ai vincoli climatici e topografici, proponendo soluzioni innovative oggi più che mai attuali. Architettura in equilibrio Nel contesto di Lignano Pineta, Casa Christoff rappresenta un intervento di alta qualità, equilibrato tra estetica e tecnica , paesaggio e funzione .Un progetto silenzioso e colto, che ha ancora molto da insegnare nella sua capacità di adattarsi al luogo senza rinunciare a una chiara identità architettonica . Promuoverne la conoscenza e la valorizzazione significa sostenere un modello virtuoso di edilizia turistica e residenziale , che mette al centro l’ambiente, l’abitante e il progetto . Precedente Successiva
- Incontro Introduttivo | Ville di Lignano
29 agosto 2021 Incontro Introduttivo Lignano Pineta, 33054 Lignano Sabbiadoro, Lignano Sabbiadoro UD, Italia I primi passi dell'Associazione. Il progetto sta iniziando! Prima serata fra i futuri soci. Indietro Scopri di più... I primi passi dell’Associazione Il progetto sta iniziando! Il 29 agosto 2021 si è tenuta la prima serata informale tra quelli che sarebbero poi diventati i soci fondatori dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano”. Un momento semplice ma significativo, fatto di idee condivise, entusiasmo e visione comune. Nel cuore di Lignano, si è iniziato a delineare il progetto: una rete per valorizzare l’architettura del Novecento , a partire dalle ville storiche, patrimonio prezioso e ancora poco raccontato. È stato il primo passo concreto , tra curiosità, passione e la voglia di dare forma a un’iniziativa culturale nuova, nata dal territorio e per il territorio. Precedente Successiva
- Albergo delle Palme | Ville di Lignano
Albergo delle Palme Paolo Pascolo 1967 – 1968 Viale delle Palme, 24, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Un architettura elegante e frazionata, con terrazze a gradoni immerse nel verde della pineta. Un raffinato equilibrio tra forma e natura. Indietro Eleganza discreta tra i pini di Lignano Tra le architetture più significative della Lignano Pineta degli anni Sessanta, l’ Albergo delle Palme , costruito tra il 1967 e il 1968 lungo viale delle Palme 24 , si distingue per la sobrietà e l’eleganza delle sue soluzioni formali , perfettamente inserite nel paesaggio della pineta costiera. In un contesto in cui lo sviluppo edilizio iniziava ad assumere toni più intensivi, questo edificio si propone come esempio virtuoso di architettura alberghiera integrata nel verde , con un impianto distributivo e volumetrico studiato per mitigare l’impatto sull’ambiente e offrire agli ospiti un soggiorno di qualità, anche dal punto di vista spaziale. Cinque piani, una volumetria "a gradoni" L’hotel si sviluppa su cinque piani , organizzati con il lato lungo perpendicolare rispetto all’asse del viale. Una delle sue scelte progettuali più significative riguarda le testate dei due fronti principali , dove i piani superiori arretrano progressivamente , generando ampie terrazze a ogni livello. Questo movimento verso l’interno crea un effetto a gradoni , che alleggerisce sensibilmente la massa del volume complessivo e introduce una dinamica geometrica coerente con il contesto naturale . L’edificio non si impone sul paesaggio, ma sembra modellarsi su di esso, lasciando spazio alla luce, alla vegetazione e alla ventilazione. Un inserimento attento nel verde della pineta Il frazionamento volumetrico ottenuto con i terrazzi aggettanti si traduce in una migliore armonia con il verde della pineta circostante , elemento caratterizzante e fondante dell’identità urbana di Lignano Pineta. Ogni terrazza si configura come uno spazio abitabile, ombreggiato e aperto sul paesaggio , un’estensione della camera verso l’esterno, che permette all’ospite di vivere il soggiorno in una dimensione più intima e naturale. Il verde non è solo sfondo, ma componente attiva dell’esperienza architettonica . Scelte cromatiche e dettagli sobri L’ intonaco chiaro del rivestimento contribuisce alla leggerezza visiva dell’edificio. In combinazione con la semplicità dei dettagli costruttivi , questa finitura conferisce all’Albergo delle Palme un tono raffinato ma sobrio , perfettamente in linea con la poetica del suo autore, che dimostra una chiara sensibilità verso la misura, il contesto e l’esperienza dell’abitare temporaneo . Le linee nette , i volumi puri e la pulizia formale contribuiscono a rendere l’edificio non solo funzionale, ma anche capace di trasmettere una sensazione di ordine e serenità. Nulla è eccessivo, tutto è calibrato. Una visione moderna dell’ospitalità Questo hotel rappresenta anche un’evoluzione del concetto di ospitalità turistica , che negli anni Sessanta stava rapidamente cambiando. Sempre più turisti, provenienti dal nord Europa e dalle città italiane, chiedevano strutture confortevoli ma non invasive , capaci di offrire relax senza rompere l’equilibrio naturale delle località balneari. L’Albergo delle Palme risponde a questa esigenza con una struttura che concilia densità e qualità spaziale , evitando l’effetto monolitico che spesso caratterizzava i grandi alberghi del periodo. Ogni camera, dotata di terrazzo o affaccio verso il verde, partecipa a una visione collettiva del paesaggio, evitando la serialità sterile e puntando su un’esperienza individuale, quasi domestica . L’importanza dell’autore: una firma sottile Anche se non sempre celebrato nelle narrazioni più note sull’architettura balneare friulana, il progettista dell’Albergo delle Palme dimostra una notevole capacità compositiva , che si manifesta nel saper fare con poco , valorizzando le proporzioni, la luce e il rapporto tra pieni e vuoti. Questa architettura non cerca il protagonismo, ma lavora in profondità, nei dettagli, con una sensibilità rara verso il paesaggio costruito . È un progetto che rispetta le promesse di Lignano Pineta: una località nata non come semplice lottizzazione, ma come esperimento urbanistico organico , in cui ogni edificio contribuisce a disegnare un ambiente unitario, equilibrato e sostenibile. Una lezione di equilibrio L’Albergo delle Palme si impone, ancora oggi, come modello di buona architettura turistica , capace di coniugare funzionalità, estetica e rispetto per il contesto. In un’epoca in cui il turismo spesso coincide con l’iper-sfruttamento del territorio, questo edificio ci ricorda che è possibile costruire nel paesaggio senza distruggerlo , anzi valorizzandolo. È un edificio che sa parlare sottovoce, senza mai urlare la propria presenza , e proprio per questo riesce a diventare parte dell’identità di Lignano: una presenza discreta ma duratura, capace di accogliere, proteggere e offrire bellezza. Precedente Successiva
- Aldo Bernardis | Architetture a Lignano 1953-2003 | Ville di Lignano
Aldo Bernardis | Architetture a Lignano 1953-2003 2024 Giulio Avon Gaspari Editore "Architetture a Lignano 1953-2003" esplora il contributo dell'architetto Aldo Bernardis nella città balneare, evidenziando la sua visione unica e l’impronta che ha lasciato nelle costruzioni locali. Indietro Scopri di più... Aldo Bernardis: Architetto e Protagonista di Lignano Lignano Sabbiadoro, una località balneare celebre per la sua vivacità turistica e il fascino naturale, è anche un palcoscenico privilegiato per l'architettura del Novecento. Tra i protagonisti di questo fervente periodo di innovazione, emerge la figura di Aldo Bernardis (1925-2012), architetto che, a partire dagli anni Cinquanta, ha contribuito a definire l'identità urbana di Lignano attraverso edifici che ancora oggi rappresentano luoghi simbolo della città. Il volume "Architetture a Lignano 1953-2003" (Gaspari Editore), a cura di Giulio Avon e Ferruccio Luppi, si propone di restituire, attraverso una raccolta di fotografie, disegni e testimonianze, il percorso professionale di Bernardis e il suo legame con la città. Disponibile la pubblicazione “ Architetture a Lignano 1953-2003 ” monografia sull’Arch. Aldo Bernardis, spedizione gratuita. I fondi raccolti saranno impiegati per sostenere i progetti di valorizzazione culturale del patrimonio architettonico promossi dell’ Associazione Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano . Per info scrivere alla nostra mail: raggiearchitetture@villedilignano.it Un'Architettura che Dialoga con il Paesaggio Bernardis, noto per il suo approccio sperimentale, ha operato in un contesto che si stava rapidamente trasformando in una meta turistica internazionale. La sua architettura, pur radicata nella tradizione locale, ha saputo interpretare le nuove esigenze del tempo libero, creando edifici che sono diventati non solo funzionali ma anche estetici, fortemente riconoscibili e emblematici del paesaggio lignanese. La "terrazza", il Kursaal, lo Yachting Club, il Tenda Bar e la Marina Uno sono solo alcuni dei suoi progetti più celebri, luoghi che, per i residenti e i turisti, sono diventati parte integrante dell’esperienza della città. In un periodo in cui Lignano stava esplorando una propria identità architettonica e urbanistica, Bernardis riuscì a coniugare elementi di modernismo con il rispetto per il paesaggio naturale. Il suo approccio, influenzato anche dalle esperimentazioni avvenute a Venezia durante gli anni universitari, ha avuto un ruolo centrale nel definire un’estetica che sapesse dialogare con l’ambiente circostante. Le sue opere sono caratterizzate da una forte componente di innovazione, ma anche da una consapevolezza dei valori locali e tradizionali. Bernardis e la Creazione di Icone Visive: La Terrazza a Mare e il Kursaal Un aspetto interessante del lavoro di Bernardis è la sua capacità di conciliare funzionalità e bellezza. Le sue opere non sono semplici edifici, ma scenari che riflettono la vivacità e lo spirito della località turistica. La Terrazza a Mare, ad esempio, si erge come un’icona visiva lungo la spiaggia, un punto di riferimento che riesce a combinare il valore estetico con quello pratico, offrendo uno spazio aperto e accogliente per i visitatori. Questo approccio è anche evidente nel Kursaal, che continua a segnare il profilo costiero di Lignano, diventando non solo un edificio ma un simbolo di svago e divertimento. Sperimentazione e Tradizione nelle Prime Opere: La Villa Prevedello Il legame di Bernardis con la città non si limita alla progettazione di edifici pubblici e turistici. Le sue prime opere, come la Villa Prevedello (1954-1955), ribattezzata "la Pagodina", rappresentano un'importante fase di sperimentazione, in cui Bernardis esplorava nuove modalità di rapporto con lo spazio e la natura. Questo edificio, purtroppo demolito all'inizio del nuovo millennio, è un esempio lampante della sua capacità di fondere architettura moderna e paesaggio. La Villa Prevedello, progettata come rifugio estivo per la famiglia dell'architetto, è emblematica della sua ricerca di una sintesi tra funzionalità e poetica, dove ogni dettaglio contribuiva a creare un ambiente armonico e in sintonia con il paesaggio circostante. Casa Caselli: Innovazione e Connessione con l'Esterno Un altro progetto significativo di Bernardis è la Casa Caselli (1954-1955), che si distingue per la sua pianta articolata e la sua disposizione spaziale innovativa. La casa è composta da due appartamenti separati, ma strettamente legati da un’architettura che privilegia la visibilità verso l’esterno, con ampie vetrate angolari che creano un rapporto diretto con il giardino. Il restauro del 1976 a cura di Paolo Pascolo e successivamente quello di Alberto Barazzutti hanno permesso di conservare e attualizzare la qualità di questo edificio, che rappresenta uno degli esempi più riusciti di architettura residenziale a Lignano. Villa Borgnolo e Villa Brustio: Architettura e Paesaggio in Armonia Villa Borgnolo (1955-1956) e Villa Brustio (1955-1958) sono altre due opere significative di Bernardis, che riflettono la sua attenzione al paesaggio e alla necessità di adattare l’architettura alle peculiarità del territorio. Villa Borgnolo, con il suo tetto a falde che si estende oltre il perimetro, è un esempio di come l’architetto sappia sfruttare le piante e i cornicioni per proteggere gli abitanti dal sole, mentre Villa Brustio si distingue per la sua copertura in paglia e canne palustri, che evoca l’immagine del casone dei pescatori, creando un legame con le tradizioni locali. Villa Dada: Un'Espressione di Modernità e Leggerezza Tra le opere più audaci di Bernardis vi è anche Villa Dada (1961-1963), caratterizzata dalla sua copertura piana e dalle travi a vista, che allontanano l’edificio dalle tradizionali forme vernacolari, proponendo invece un'architettura di grande modernità e leggerezza. Un Omaggio alla Conservazione dell'Architettura Moderna di Lignano La pubblicazione a cura di Giulio Avon e Ferruccio Luppi si inserisce in un più ampio sforzo di conservazione e valorizzazione dell’architettura moderna a Lignano, un patrimonio che rischia di essere dimenticato o sovrastato da nuove costruzioni. Attraverso questo volume, si intende non solo celebrare il lavoro di Aldo Bernardis ma anche sensibilizzare il pubblico e le future generazioni sull'importanza di preservare e comprendere le radici architettoniche di una città che ha saputo coniugare bellezza, funzionalità e innovazione. La Memoria di Aldo Bernardis: Un Legato di Creatività e Innovazione Con questo omaggio, la memoria di Bernardis, così come quella delle sue opere, continua a vivere, testimoniando la forza creativa e la passione di un architetto che ha contribuito a dare forma all’identità di Lignano nel Novecento. Precedente Successiva











