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Villa Mainardis

Marcello D’Olivo

1954 – 1955

Raggio di Levante, 37, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia

Villa a pianta circolare su due piani firmata da D’Olivo. Un’architettura organica ispirata a Frank Lloyd Wright, integrata nella pineta di Lignano.

Villa Mainardis

Un’architettura organica tra natura e sperimentazione


Una villa circolare, tra modernismo e ispirazione americana

Villa Mainardis rappresenta uno dei progetti più iconici dell’architettura residenziale di Lignano Pineta, non solo per la sua forma circolare, ma per la forza con cui l’edificio si distacca dalla tradizione edilizia del dopoguerra e si inserisce in una visione architettonica sperimentale, in linea con il piano urbanistico innovativo concepito dallo stesso Marcello D’Olivo nel 1953.

Costruita tra il 1954 e il 1955, la villa è situata lungo il Raggio di Levante, perfettamente inserita nel disegno spiraliforme del quartiere. Il committente, uno degli azionisti della Società Lignano Pineta, affidò a D’Olivo la realizzazione di una residenza che fosse al tempo stesso funzionale, moderna e immersa nel paesaggio.


Pianta circolare: una scelta non convenzionale

La villa si sviluppa su pianta perfettamente circolare, elemento già di per sé radicale in un panorama edilizio italiano ancora largamente ancorato a volumi rettangolari e simmetrici.

L’organizzazione si articola su due livelli:

  • Il piano inferiore, in parte interrato, è destinato a garage e locali di servizio.

  • Il piano superiore ospita invece l’intero spazio abitativo, articolato in una distribuzione fluida e funzionale.


Al centro della composizione si impone il nucleo scala, anch’esso circolare, che non è solo elemento distributivo ma fulcro simbolico e spaziale del progetto. Da qui si accede all’appartamento e si percepisce l’unità spaziale dell’intero edificio.


Distribuzione e qualità dello spazio

La distribuzione degli ambienti interni segue la curvatura della pianta, favorendo un’articolazione radiale dei vani. L’uso del cerchio consente una continuità visiva e funzionale tra i diversi ambienti, con ampie vetrate a tutta altezza che si aprono verso la pineta circostante.

Particolarmente interessante è la terrazza sagomata, che segue la curvatura della copertura, prolungando visivamente lo spazio interno verso l’esterno e rafforzando la connessione tra architettura e natura.


Una casa atterrata tra le dune: l’immaginario futurista

La villa è stata più volte definita come un “oggetto volante atterrato nella natura”, metafora visiva efficace per descrivere l’aspetto aerodinamico e sospeso dell’edificio.

La copertura a spiovere si avvolge sull’intera struttura come una carena, proteggendola e nello stesso tempo rendendola riconoscibile. L’immagine evoca una dimensione quasi spaziale, in cui l’edificio perde le sue connotazioni tradizionali per trasformarsi in una macchina abitativa futurista, perfettamente inserita nel paesaggio.


Influenze internazionali: il richiamo a Frank Lloyd Wright

Il confronto più diretto, spesso evocato dagli studiosi, è con la David and Gladys Wright House (1950–1952) progettata da Frank Lloyd Wright a Phoenix, Arizona.

La casa americana, anch’essa su pianta circolare e sollevata da terra, con scala centrale e terrazze sinuose, condivide con Villa Mainardis la volontà di superare la griglia rettangolare, esplorando nuove forme spaziali che si adattino al contesto e stimolino un diverso modo di abitare.

D’Olivo riprende questa ispirazione reinterpretandola con linguaggio personale, mediterraneo, costruito su materiali locali e un rapporto profondo con il paesaggio della pineta friulana.


Materiali e finiture: modernismo discreto

Villa Mainardis presenta murature intonacate, tagli netti nelle aperture, parapetti leggeri e una copertura in materiali tradizionali reinterpretati con stile. Il tutto concorre a creare un’architettura organica, compatta ma elegante, che comunica sobrietà e innovazione insieme.

L’assenza di ornamenti e la prevalenza della forma pura rendono l’edificio una dichiarazione progettuale: l’essenzialità diventa linguaggio, il volume si fa protagonista.


Innovazione tipologica e importanza storica

Villa Mainardis non è solo un esempio isolato: è una sintesi perfetta del progetto urbano e architettonico di D’Olivo, che concepiva ogni lotto edilizio come parte di un sistema coerente, armonico, dinamico.

La pianta circolare è, in questo senso, anche una risposta urbanistica: consente di ruotare l’edificio sul lotto per ottimizzare esposizione e privacy, in una visione molto attuale di architettura adattiva.

Dal punto di vista storiografico, rappresenta una delle prime vere sperimentazioni organiche della costa adriatica, aprendo la strada a linguaggi alternativi e più liberi nella progettazione di residenze estive.


Una villa-manifesto

Oggi Villa Mainardis è riconosciuta come una delle residenze più rappresentative della Lignano del dopoguerra, e uno dei capolavori di Marcello D’Olivo. La sua forma, il suo linguaggio e la sua capacità di evocare suggestioni internazionali la rendono un unicum nel panorama architettonico friulano.

Preservarla, raccontarla e renderla accessibile significa valorizzare un patrimonio che unisce cultura del progetto, innovazione e identità territoriale.

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