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- Carla Tagliaferri testimone della Storia | Ville di Lignano
Carla Tagliaferri testimone della Storia 2025/09/21 Messaggero Veneto Culture - STEFANO LORENZETTO Messaggero Veneto Carla Tagliaferri, socialista d'antan, conserva un vivo ricordo di quel giorno del 1976 quando, alla chiusura della campagna elettorale in piazza Santi Apostoli, a Roma, il segretario Bettino Craxi, che l'aveva inserita nella direzione nazionale del Psi, chiese proprio a lei di consegnare un garofano rosso agli oratori e di presentarli alla folla. Indietro Scopri di più... Tagliaferri, testimone della Storia Carla Tagliaferri, socialista d'antan, conserva un vivo ricordo di quel giorno del 1976 quando, alla chiusura della campagna elettorale in piazza Santi Apostoli, a Roma, il segretario Bettino Craxi, che l'aveva inserita nella direzione nazionale del Psi, chiese proprio a lei di consegnare un garofano rosso agli oratori e di presentarli alla folla. Articolo di STEFANO LORENZETTO, Messaggero Veneto Culture 21 Settembre 2025 Umiliò Carlo Scarpa e vide il br che stava per rapire Moro «Ero amica di Falcone, mi urlò: "Va' via, io sono un morto” L'architetta che ha incontrato la Storia: «Peggy Guggenheim? Dama impettita» Carla Tagliaferri, l’architetta che ha attraversato la Storia Siamo particolarmente orgogliosi di annunciare che Carla Tagliaferri , architetta e pittric e veronese di fama internazionale, è una cara amica della nostra presidente Sabrina Mazza . La sua vita straordinaria, intrecciata con l’architettura, la politica e gli eventi cruciali del Novecento italiano, rappresenta un patrimonio di memoria e visione che sentiamo vicino ai valori della nostra Associazione. Abbiamo avuto l’onore di incontrarla e, prossimamente, condivideremo interviste inedite sul suo percorso umano e professionale sui nostri profili social. L’inizio di una carriera fuori dal comune Nata a Verona nel 1933, Carla Tagliaferri appartiene a quella generazione di donne che hanno dovuto affermarsi in un ambiente accademico e professionale ancora profondamente maschile. Studentessa allo IUAV di Venezia, fu una delle pochissime donne del suo corso. Il suo carattere diretto e la sua forza la resero subito un personaggio capace di non lasciarsi intimidire: rimane celebre l’episodio in cui, durante un esame, rispose con decisione a un commento sessista di Carlo Scarpa , scagliandogli contro il libretto universitario. Nonostante gli ostacoli, scelse l’architettura dopo un incontro folgorante: una lezione di Frank Lloyd Wright , che al tempo visitò Venezia per illustrare i suoi progetti. Quelle parole, che parlavano dell’umiltà necessaria a conoscere un luogo prima di costruirvi sopra, la segnarono per sempre. Tra i grandi del Novecento La carriera di Carla Tagliaferri si è intrecciata con figure che hanno segnato la storia dell’architettura e della cultura del Novecento. Le Corbusier la chiamava “l’angelo dai capelli biondi”, mentre Bruno Zevi la volle come assistente allo IUAV. Collaborò e dialogò con grandi come Alvar Aalto e si trovò a confronto con la visionaria Peggy Guggenheim , con la quale, come lei stessa racconta, non riuscì mai a instaurare un vero legame. Non meno straordinari i progetti che portò avanti in Italia e all’estero: piani edilizi a Beirut, quartieri-giardino in Olanda, strutture sanitarie in Madagascar, acquedotti e progetti urbanistici in varie città italiane. La sua visione abbracciava sempre un concetto di architettura come strumento sociale , al servizio delle comunit à. Una vita accanto alla Storia La vita di Carla Tagliaferri non è stata solo architettura, ma anche una corsa parallela con la Storia. Nel 1978 si trovò testimone involontaria del rapimento di Aldo Moro in via Fani: vide in faccia Mario Moretti , il brigatista che guidava l’azione, e pochi istanti dopo udì le raffiche di mitra che avrebbero segnato una delle pagine più drammatiche della Repubblica. Negli anni successivi entrò in contatto con Giovanni Falcone , che rifiutò amaramente la sua proposta di tenere una conferenza per paura di essere assassinato. Pochi giorni dopo, come tutti sappiamo, il magistrato perse la vita nella strage di Capaci. Episodi che testimoniano come la sua biografia sia stata attraversata non solo dalla cultura e dall’arte, ma anche dai momenti più difficili della storia politica e civile italiana. Un legame speciale con i Papi e con i potenti della cultura Tra gli aneddoti che racconta, emergono incontri sorprendenti: due Papi, Giovanni Paolo II e Bergoglio (allora ancora cardinale a Roma), con i quali ebbe episodi di vicinanza personale; Franco Zeffirelli , con cui progettò un Museo del Cinema a Roma; e persino Bill Clinton , che presentò il suo progetto di “creative garden design” al Guggenheim Museum di New York. La sua vita sembra una trama in cui architettura, politica, spiritualità e cultura internazionale si sono intrecciate continuamente, restituendo un’immagine di donna indipendente, libera e visionaria. Tra architettura e pittura Oltre al lavoro di architetta, Carla Tagliaferri è stata anche pittrice, allieva di Emilio Vedova . Nelle sue opere artistiche come nei suoi progetti architettonici ritroviamo lo stesso filo rosso: la tensione verso l’umanità, la natura e il dialogo con i luoghi. La sua attività ha sempre mostrato come arte e architettura siano discipline sorelle, capaci di nutrirsi a vicenda. Una testimone per il presente Oggi, a oltre 90 anni, Carla Tagliaferri continua a raccontare con lucidità e passione la sua vita ricca di episodi, incontri e conquiste. Una voce che è memoria storica ma anche guida per le nuove generazioni di architetti e artisti, che in lei possono ritrovare il coraggio di un percorso non convenzionale. Per la nostra Associazione, che ha come missione la tutela e la valorizzazione del patrimonio architettonico di Lignano, incontrare e collaborare con personalità come lei significa rafforzare la consapevolezza che l’architettura non è mai un fatto isolato, ma parte di un più grande racconto culturale, umano e civile. Carla Tagliaferri non è soltanto “l’angelo dai capelli biondi” come la chiamava Le Corbusier: è una donna che ha attraversato la Storia, una professionista che ha dimostrato come l’architettura possa essere strumento di cambiamento, memoria e identità. Siamo felici di annunciare che prossimamente pubblicheremo interviste inedite con lei sui nostri canali social, per approfondire la sua visione e il suo percorso di vita. Un’occasione preziosa per scoprire una testimone straordinaria del Novecento e una voce ancora oggi attuale e necessaria. Fonte testo: Riproduzione riservata © Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" www.villedilignano.it Consultare pagina: Fonti e Crediti Precedente Successiva
- Avon Giulio | Ville di Lignano
Avon Giulio Architetto Socio Fondatore Esperto Architetto e docente, Giulio Avon ha curato importanti restauri e mostre, tra cui Villa Manin e il Duomo di Cividale. Figlio di Gianni e nipote di Gino Avon, promuove con passione l’architettura e l’arte del Novecento a Lignano e non solo. Indietro Scopri di più ... Giulio Avon Architetto, curatore, docente, testimone di una storia familiare radicata nell’arte e nell’architettura friulana. Nato a Udine nel 1956, Giulio Avon appartiene a una famiglia che ha profondamente segnato il volto architettonico e artistico del Friuli Venezia Giulia. Figlio dell’architetto Gianni Avon e nipote del mosaicista Gino Avon, Giulio ha vissuto fin da giovane in un ambiente permeato da arte, progetto e cultura materiale. Dopo la laurea in Architettura conseguita all’Università IUAV di Venezia nel 1983, con una tesi dedicata all’architetto veneziano Ludovico Cadorin, inizia una carriera ricca di interventi progettuali, restauri e attività curatoriali. I suoi primi incarichi significativi lo vedono impegnato nell’allestimento di grandi mostre d’arte: tra queste, la mostra su Sebastiano Ricci a Villa Manin (1989), la rassegna sui Longobardi a Cividale del Friuli (1990), e Palmanova fortezza d’Europa (1993). Seguono altri allestimenti tra cui Floriano e Ponte di arte e fede tra i popoli in Europa a Illegio. Nel campo del restauro ha seguito numerosi cantieri di rilievo, in particolare a Cividale del Friuli: il Palazzo ex Monte di Pietà, il Cimitero Maggiore e il Duomo. Assieme alla sorella Elena ha curato anche il restauro dell’Esedra di levante a Villa Manin, con un approccio rispettoso dei valori storici e architettonici dei luoghi. Nel tempo, l’attività dello Studio Associato Avon si è estesa anche a progetti di edilizia sanitaria e termale. Giulio Avon ha contribuito alla realizzazione dei padiglioni della Casa di Cura di Abano Terme, delle nuove sale operatorie, dell’ampliamento delle Terme Marine di Grado e del padiglione Infettivi del Policlinico Universitario di Udine. Dal 2003 al 2008 ha insegnato Composizione Architettonica all’Università degli Studi di Udine, contribuendo alla formazione di giovani architetti, con particolare attenzione all’integrazione tra progetto contemporaneo e contesto storico. Un altro intervento emblematico è il restauro e la ricostruzione del Castello di Artegna, distrutto dal sisma del 1976 e riaperto al pubblico nel 2014, oggi importante centro di riferimento culturale per il territorio. Oltre alla pratica professionale, Giulio Avon ha sempre promosso la valorizzazione dell’architettura del Novecento a Lignano Sabbiadoro, Pineta e Riviera. Ha ideato e curato mostre, pubblicazioni monografiche e percorsi di ricerca che raccontano l’identità architettonica di queste località, nate tra le visioni urbanistiche di Marcello D’Olivo e le realizzazioni di numerosi protagonisti della scena architettonica italiana. La sua visione unisce rigore scientifico e profondo amore per i luoghi. La sua attività come Socio Fondatore dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano” rappresenta la naturale prosecuzione di un impegno trentennale nella tutela e promozione del patrimonio architettonico e culturale della regione. Precedente Successiva
- Giorgio Casali | Ville di Lignano
Giorgio Casali 1913 - 1995 Dal 1950 alla metà degli anni Ottanta, Giorgio Casali è stato il fotografo di riferimento per l'architettura italiana. Le sue immagini pubblicate su Domus hanno contribuito a raccontare il design e l'architettura post-bellica, diventando una testimonianza vivida di un'epoca di rinnovamento culturale e estetico. Indietro Scopri di più ... Giorgio Casali: lo sguardo che ha definito l’architettura moderna italiana Giorgio Casali, nato nel 1913 e scomparso nel 1995, si affermò come una figura centrale nella fotografia d’architettura italiana. Per più di trent’anni, i più influenti designer e architetti nazionali si affidarono al suo occhio sensibile e meticoloso per dare forma e visibilità alle loro creazioni. Attraverso le sue opere, pubblicate frequentemente su Domus, Casali condusse i lettori in un viaggio visivo che esaltava le forme, le strutture e l’anima delle opere di design contemporaneo. Il reportage dell’Italia del dopoguerra Le sue fotografie non erano mere rappresentazioni statiche degli spazi, bensì potenti narrazioni dei progetti architettonici. Ogni immagine racchiudeva estetica e contenuti, trasformandosi in veicoli di diffusione per una cultura architettonica in profonda evoluzione. Casali riuscì a valorizzare non solo i grandi maestri del design, ma anche talenti meno considerati, contribuendo così al rinnovamento dell'immagine del Paese nell’era del dopoguerra. Mostre e valorizzazione postuma Nel 2013, il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona gli dedicò una mostra monografica dal titolo "Giorgio Casali Fotografo. Domus 1951–1983". Curata da Angelo Maggi e Italo Zannier e realizzata in collaborazione con IUAV, l’Estorick Collection of Italian Modern Art di Londra e Domus, l’esposizione esibiva una selezione di fotografie emblematiche che avevano segnato una generazione. L’evento fu un omaggio postumo alla sua arte e alla sua capacità di immortalare momenti cruciali della creatività italiana. Un testimone della creatività italiana Casali fu un osservatore privilegiato della stagione di rinnovo culturale ed estetico che caratterizzò il dopoguerra. I suoi scatti catturarono oggetti, case, arredi e ambienti, ma anche le persone e il contesto che animavano il paesaggio architettonico del tempo. La sua collaborazione con Domus continua a rappresentare un punto di riferimento per comprendere il dialogo tra la modernità italiana e le influenze internazionali. L’eredità visiva Oggi l'eredità visiva lasciata da Giorgio Casali è custodita nell'archivio fotografico dell'Università IUAV di Venezia. Le sue composizioni, straordinariamente attente alla luce, alla materialità e alla forma, restano una fonte d’ispirazione per professionisti e appassionati del design e della fotografia. La sua abilità nel sintetizzare innovazione visiva e memoria storica lo rende un riferimento unico per lo studio dell'architettura moderna. Casali ha saputo costruire una narrazione visiva che trascende il semplice documento, facendosi interprete di un’intera stagione della cultura del progetto in Italia. La mostra a lui dedicata e il suo archivio fotografico costituiscono oggi un patrimonio indispensabile per chiunque voglia approfondire l’evoluzione del design, dell’architettura e dell’identità visiva del Paese. Precedente Successiva
- Bici e Ville - Luglio | Ville di Lignano
5 luglio 2025 Bici e Ville - Luglio Raggio di Levante, 35, Lignano Sabbiadoro, UD, Italia Bici e Ville storiche di Lignano. Sabato 5 luglio visita guidata all’architettura moderna: interni, esterni e storie. Ritrovo ore 9.45, Raggio di Levante 35. Indietro Scopri di più... BICI e VILLE – Tour guidato tra le architetture di Lignano Sabato 5 luglio 2025 – ore 10:00-12:00 Ritrovo: ore 9:45 – Raggio del Levante 35, Lignano Torna la stagione delle visite guidate in bicicletta alla scoperta dell’architettura moderna di Lignano. Un itinerario unico tra ville e condomini realizzati tra gli anni Cinquanta e Sessanta, firmati da alcuni dei protagonisti della scena architettonica friulana: Gianni Avon , Marcello D’Olivo , Aldo Bernardis . Il percorso si snoda tra la Pineta e il Lido, e include la visita con ingresso a due edifici di grande interesse: il Condominio Casa Albergo (1957–1958, arch. Gianni Avon) e la Casa Christoff (1956–1957, arch. Gianni Avon). Durante il tour si ammireranno inoltre, dalla pubblica via, la Villa Mainardis , Villa Spezzotti e Villa Sordi , opere iconiche che testimoniano la stagione più fertile e visionaria dell’architettura balneare lignanese. Nota: il noleggio bici non è incluso. Per registrarsi: https://www.villedilignano.it/contatti Precedente Successiva
- Lignano Pineta | Ville di Lignano
Lignano Pineta 1960 Görlich Editore Görlich Editore - Milano Un documento d’epoca fondamentale per comprendere le dinamiche progettuali e architettoniche che hanno dato forma alla celebre località turistica friulana. Indietro Scopri di più... Spiagge d’Italia n.1 – Lignano Pineta Pubblicato nel 1960, Lignano Pineta è il primo volume della collana “Spiagge d’Italia” e rappresenta un documento d’epoca fondamentale per comprendere le dinamiche progettuali e architettoniche che hanno dato forma alla celebre località turistica friulana. Il volume si concentra sull’originale visione urbanistica dell’architetto Marcello D’Olivo , che ideò una pianta a spirale per Lignano Pineta: una soluzione inedita e all’avanguardia, in cui la progettazione edilizia si fonde con l’ambiente naturale preesistente, in particolare con la rigogliosa pineta. Il testo e le fotografie d’epoca illustrano l’equilibrio raggiunto tra sviluppo urbanistico e rispetto paesaggistico, anticipando il concetto di urbanistica sostenibile , oggi centrale nella pianificazione territoriale. Oltre a documentare l’intervento di D’Olivo e le prime fasi della costruzione di Lignano Pineta, il libro testimonia lo spirito ottimista del dopoguerra, quando l’Italia si confrontava con il bisogno di modernizzare le proprie coste e renderle accessibili a un turismo emergente ma consapevole. Fonte testo: Riproduzione riservata © Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" www.villedilignano.it Consultare pagina: Fonti e Crediti Precedente Successiva
- Golf Club | Ville di Lignano
Golf Club Vittorio Zanfagnini 1993 – 2000 Via Casa Bianca, 6, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Un esempio perfetto di come l'architettura contemporanea possa integrarsi armoniosamente con un paesaggio naturale delicato. Indietro Fonte immagine: ©foto Arch. Giulio Avon L'armonia ambientale Il Complesso Golf Club , situato a Lignano Riviera in via Casa Bianca, 6 , è un esempio perfetto di come l'architettura contemporanea possa integrarsi armoniosamente con un paesaggio naturale delicato. Realizzato tra il 1993 e il 2000 , questo complesso residenziale è un'oasi di tranquillità e bellezza che si affaccia sul verdeggiante campo da golf e si inserisce perfettamente nel contesto paesaggistico limitrofo al fiume Tagliamento . La progettazione del complesso è stata affidata all'architetto Vittorio Zanfagnini , uno dei più noti progettisti udinesi, che ha saputo creare un'architettura raffinata e in perfetta sintonia con l'ambiente circostante. Un'Architettura Che Dialoga con il Paesaggio Il complesso si sviluppa attraverso ville in linea , disposte in modo tale da ridurre al minimo il loro impatto visivo sul paesaggio. L'attenzione dell'architetto si è concentrata su una progettazione che rispetta e valorizza l'ambiente naturale, minimizzando il rilievo visivo degli edifici, che sono in parte nascosti dall'andamento morbido delle alte dune. Questa soluzione non solo preserva la bellezza naturale del territorio, ma contribuisce anche a creare un'atmosfera di tranquillità, offrendo privacy e serenità agli abitanti. L'idea di Zanfagnini è quella di un'architettura che si fonde con la natura, utilizzando forme morbide e fluide che sembrano crescere spontaneamente dal terreno. Le abitazioni sono progettate in diverse tipologie, tutte caratterizzate da ampi soggiorni a doppia altezza che si affacciano sul campo da golf, creando un forte legame visivo tra l'interno e l'esterno. Questo design non solo ottimizza la vista sul paesaggio, ma consente anche di godere della luce naturale, creando ambienti luminosi e accoglienti. L'Armonia dell'Architettura Organica Lo stile dell'architetto Vittorio Zanfagnini si distingue per una forte ispirazione all' architettura organica , un approccio progettuale che cerca di adattare le strutture alla forma e al contesto naturale, piuttosto che forzare l'ambiente a conformarsi a modelli prefissati. In questo complesso residenziale, Zanfagnini ha saputo esprimere questa filosofia con un linguaggio architettonico raffinato, che rispetta il paesaggio senza rinunciare a comfort e funzionalità. L'uso di linee morbide e fluide nelle forme degli edifici e la scelta dei materiali contribuiscono a creare un'atmosfera di eleganza discreta. Ogni villa è progettata per integrarsi perfettamente con il paesaggio circostante, con ampie vetrate che permettono di ammirare la vista sul verde e l'orizzonte. Le soluzioni architettoniche, come i soggiorni a doppia altezza e l'orientamento strategico delle finestre, favoriscono la ventilazione naturale e l'illuminazione, contribuendo a una maggiore efficienza energetica. Un'Opportunità di Vita Unica a Lignano Riviera Il Complesso Golf Club non è solo una residenza, ma un'esperienza di vita che unisce il comfort abitativo alla bellezza del paesaggio. Gli spazi verdi che circondano le abitazioni, la vicinanza al fiume Tagliamento e l'accesso diretto al campo da golf offrono agli abitanti un contesto unico, dove poter godere della natura in ogni momento della giornata. Le ville sono pensate per chi cerca la tranquillità e il benessere, lontano dal caos della città, ma con la comodità di avere tutti i servizi a portata di mano. Questo complesso residenziale rappresenta un perfetto equilibrio tra il desiderio di vivere immersi nella natura e la necessità di un'abitazione moderna e funzionale. La scelta di Zanfagnini di adottare un linguaggio architettonico organico e armonioso ha creato un ambiente che invita alla riflessione e al riposo, senza rinunciare alla bellezza estetica e al comfort. Un'Opera Che Valorizza Lignano Riviera Il Complesso Golf Club è una delle realizzazioni più significative a Lignano Riviera, che esprime l’evoluzione dell'architettura residenziale nella città e il suo costante impegno per la sostenibilità e il rispetto dell'ambiente. L'integrazione tra natura e architettura è uno degli aspetti che rende questo progetto unico nel suo genere, e testimonia la capacità della città di evolversi pur mantenendo un forte legame con la tradizione e il paesaggio circostante. Oggi, il complesso non è solo una residenza esclusiva, ma anche un punto di riferimento per chi desidera vivere in armonia con la natura senza rinunciare alla modernità e al lusso. Il Complesso Golf Club rappresenta quindi un modello di progettazione che unisce bellezza, funzionalità e rispetto per l’ambiente, offrendo ai suoi abitanti una qualità della vita superiore, in un contesto unico come quello di Lignano Riviera . Fonte testo: Riproduzione riservata © Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" www.villedilignano.it Consultare pagina: Fonti e Crediti Precedente Successiva
- Ville al Mare | Ville di Lignano
Ville al Mare 1960 Görlich Editore Görlich Editore, Milano Un viaggio dentro un’idea di architettura profondamente etica, integrata nel paesaggio e orientata al vivere bene. Indietro Scopri di più... Architettura mediterranea, modernità e pianificazione: un modello urbanistico che ancora ispira Il volume "Ville al Mare – Lignano" , pubblicato da Görlich Editore nel 1960, è un tassello fondamentale per comprendere il panorama architettonico italiano del secondo dopoguerra, con un focus speciale sulla nascente località balneare di Lignano Pineta . Questa pubblicazione si inserisce in una serie dedicata alle residenze secondarie italiane — inaugurata con "Ville e chalet di montagna" e seguita da "Ville al lago e in collina" — ma assume un rilievo particolare grazie al ricco repertorio di architetture mediterranee e alla documentazione del progetto urbano di una delle più ambiziose e innovative operazioni di pianificazione costiera del Novecento. Un’architettura a misura di paesaggio Ciò che emerge sin dalle prime pagine del volume è la volontà di raccogliere e offrire al lettore un’ampia gamma di esempi di ville affacciate sul mare o situate in prossimità delle coste italiane. Le tipologie presentate spaziano dalla piccola dimora per un uso weekendiero, composta da uno o due ambienti essenziali, fino alla residenza estiva articolata, dotata di numerosi ambienti, giardino, solarium, aree per gli ospiti e servizi accessori. Oltre ad un notevole apparato iconografico composto da fotografie in bianco e nero e a colori, il volume fornisce piante, sezioni, prospetti e dettagli costruttivi delle architetture proposte. Questo approccio tecnico-divulgativo dimostra la volontà dell’editore di produrre un libro non solo ispirazionale ma anche strumentale , rivolto sia al grande pubblico sia ai professionisti del settore: architetti, geometri, costruttori. Lignano Pineta: il cuore progettuale del volume Il punto focale dell’opera è però il progetto di Lignano Pineta , sviluppato dall’architetto Marcello D’Olivo a partire dai primi anni Cinquanta. Inserita nel più vasto contesto del rinnovamento architettonico e turistico dell’Italia postbellica, Lignano Pineta rappresenta un caso unico di integrazione tra disegno urbanistico e paesaggio naturale. La scelta di adottare una pianta a spirale — ispirata al mondo organico, al disegno naturale e al pensiero urbanistico di stampo wrightiano — ha permesso la realizzazione di un centro turistico in grado di rispettare la morfologia del suolo, in particolare la fitta pineta costiera. Il sistema viario elicoidale, i lotti armonizzati con le curve di livello e il rispetto delle alberature esistenti rappresentano ancora oggi un modello di urbanistica sostenibile ante litteram . Un repertorio di architetture firmate All'interno di Lignano Pineta, Ville al Mare presenta numerosi esempi di edifici progettati da importanti figure del panorama architettonico friulano e italiano dell’epoca, come Gianni Avon , Paolo Pascolo , Aldo Bernardis , oltre allo stesso D’Olivo. Le architetture documentate offrono soluzioni formali e costruttive diverse, ma tutte accomunate da una forte attenzione al dialogo con l’ambiente, all’utilizzo di materiali locali (legno, laterizio, cemento a vista) e a un’estetica razionalista temperata dal calore mediterraneo. Il valore del libro risiede anche nella capacità di far emergere non solo le caratteristiche tecniche e distributive degli edifici, ma anche la loro componente culturale e ambientale. Si tratta infatti di architetture che non aspirano alla monumentalità, ma alla discreta armonia con il luogo e alla funzionalità per la vita estiva. Critica alla speculazione edilizia In un passaggio significativo dell’introduzione, gli autori sottolineano quanto la qualità architettonica e paesaggistica di Lignano Pineta sia stata possibile grazie all’esistenza di un piano regolatore coerente e rispettoso della morfologia del luogo. Lungi dall’essere un elogio nostalgico, questa affermazione suona oggi come una lucida anticipazione di tematiche ancora attuali: la lotta alla cementificazione selvaggia, la necessità di strumenti urbanistici sostenibili e la difesa del paesaggio come bene comune. In questo senso, Ville al Mare non si limita a essere un atlante di belle case, ma si configura come un vero e proprio manifesto culturale , volto a sensibilizzare sia il pubblico generico che gli operatori del settore alla responsabilità dell’atto di costruire. Un libro per progettisti e sognatori Concepito come una guida per chi desiderava costruire la propria casa al mare, il volume si rivolge anche a progettisti, studenti, appassionati e studiosi . Offre spunti pratici, suggerimenti compositivi, esempi di inserimento paesaggistico che ancora oggi possono risultare utili nell’ambito della progettazione residenziale in zone costiere. Al tempo stesso, è un documento prezioso per comprendere lo spirito culturale e architettonico degli anni ’50-’60 , un periodo in cui l ’Italia si stava trasformando in una nazione moderna e dinamica, e in cui la qualità architettonica rappresentava un elemento chiave del benessere e dell’identità territoriale. "Ville al Mare – Lignano" è molto più di una raccolta di progetti: è un viaggio dentro un’idea di architettura profondamente etica, integrata nel paesaggio e orientata al vivere bene. Per l’Associazione Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano , questo volume rappresenta una testimonianza concreta del valore delle architetture del Novecento lignanese e uno strumento fondamentale per la diffusione della cultura architettonica del territorio. Oggi più che mai, tornare a riflettere su progetti come Lignano Pineta significa recuperare una visione del costruire che mette al centro l’armonia con l’ambiente, il rispetto del contesto e la bellezza come bene condiviso. Fonte testo: Riproduzione riservata © Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" www.villedilignano.it Consultare pagina: Fonti e Crediti Precedente Successiva
- MOSTRA - Biblioteca Lignano Sabbiadoro | Ville di Lignano
Mostra a Lignano Sabbiadoro A Lignano, la fotografia d’arte incontra l’architettura d’autore BIBLIOTECA COMUNALE Biblioteca Comunale, Via Treviso, 2, Lignano Sabbiadoro, Lignano Sabbiadoro UD, Italia DAL 12 LUGLIO AL 05 AGOSTO 2025 dal lunedì al venerdì ore 14.30 - 22.00 giovedì 10.00 - 12.00; 14.30 - 22.00 sabato 10.00 - 19.00 CONTENUTI MULTIMEDIALI Il percorso espositivo alla Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro intreccia lo sguardo del fotografo Italo Zannier con l’arte musiva di Gino Avon , attraverso le architetture progettate da Gianni Avon . Accanto alle fotografie d’archivio , messe a disposizione dallo Studio Associato Avon , trovano spazio anche gli scatti inediti della giovane fotografa Sara Trimarchi , che restituisce con sensibilità contemporanea la forza visiva dei mosaici firmati da Gino Avon per le ville del figlio. Collaborazione e passione per la diffusione della cultura. La mostra è frutto di un lavoro condiviso dai membri dell’Associazione "Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano" e da numerosi collaboratori, uniti dall’impegno nella valorizzazione del patrimonio architettonico e artistico della città. In questa sezione del sito mettiamo a disposizione gli ascolti che accompagneranno il percorso della mostra per i visitatori. Ringraziamo la Consigliera dell’Associazione, Federica Esposito , per aver prestato la sua voce a queste narrazioni e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. PRIMA STANZA R1 ITALO ZANNIER E GIORGIO CASALI INCONTRANO LE OPERE DI GINO E GIANNI AVON.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 02:22 R2 ITALO ZANNIER.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 05:07 R3 GIORGIO CASALI.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 04:31 R4 GINO AVON.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 04:06 R5 GIANNI AVON.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 04:22 R11 VILLA CASTELLARIN.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 00:54 R10 CASA STIRA.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:23 R6 ALBERGO DUNA FIORITA.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:19 R9 CASA PIVIDORI.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 00:54 R7 VILLA ZOPPOLA.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:17 R8 STABILIMENTI BALNEARI.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:16 SECONDA STANZA R13 GRAND HOTEL PINETA PALACE.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:20 R12 CASA CHRISTOFF.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:09
- De Monte Faginto Elisa | Ville di Lignano
De Monte Faginto Elisa Laureata triennale in Architettura UNIUD Collaboratrice alla ricerca e divulgazione Studentessa di architettura alla ricerca di nuovi modi per conoscere e raccontare l’architettura. Crede che la conoscenza sia il primo passo per valorizzare e conservare il patrimonio architettonico. Indietro Scopri di più ... Rappresenta una stagione di futuri giovani architetti volti a conferire un contributo all’architettura odierna e a interpretarla sotto una luce nuova. Dopo un diploma in lingue decide di affrontare il percorso in architettura all’ Università di Udine , ottenendo la Laurea triennale nel 2025 con una tesi dedicata agli stabilimenti balneari di Gianni Avon a Lignano Sabbiadoro. Nello stesso anno partecipa alla mostra “Fotografia, mosaico, architettura” , entrando a collaborare con l’ Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" . Nel 2026 si occupa dell’impaginato del volume “Gianni Avon. Architetture a Lignano 1954 - 1974” . È proprio la sua formazione linguistica che le ha permesso di sviluppare fin da subito curiosità per altre culture, luoghi e diversi modi di vivere e guardare il mondo. Ritiene infatti che sia la curiosità a essere alla base della conoscenza: conoscere un edificio, un luogo, un patrimonio, significa comprenderne la storia, le trasformazioni e il rapporto con il contesto in cui è inserito. È convinta che conoscenza, valorizzazione e conservazione siano parti di uno stesso processo: la conoscenza è il punto di partenza per riconoscere il valore di un bene, la valorizzazione permette di renderlo più significativo, la conservazione diventa il modo attraverso cui questo valore può essere trasmesso nel tempo. Il suo obiettivo è quello di raccontare l’architettura non solo a chi già possiede i mezzi per comprenderla, ma anche a chi vi si avvicina per la prima volta. Ritiene che divulgare il patrimonio territoriale crei un legame tra il luogo e le persone che la abitano, stimolando consapevolezza e senso di appartenenza. Il suo percorso è ancora in costruzione, l’esperienza in Associazione le conferisce un’opportunità per continuare ad approfondire, sperimentare e confrontarsi con l’architettura. Precedente Successiva
- Casa Lena | Ville di Lignano
Casa Lena Giannino Furlan 1969 – 1971 Viale delle Terme, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Una villa unifamiliare caratterizzata da eleganti volumi collegati da un percorso sospeso e da tetti a padiglione distintivi. Indietro Fonte immagine: ©foto Arch. Giulio Avon Un Esempio di Architettura Moderna a Lignano Riviera La Casa Lena , progettata tra il 1969 e il 1971, rappresenta uno degli esempi più significativi di villa unifamiliare nel contesto di Lignano Riviera. Questa residenza, che si inserisce armoniosamente nel paesaggio circostante, è un'opera che combina funzionalità, eleganza e audacia stilistica, riflettendo l'evoluzione dell'architettura residenziale nel periodo post-bellico. Progettata per una famiglia che cercava un’abitazione moderna e luminosa, la villa si sviluppa in modo innovativo, con una composizione di volumi distinti, ciascuno con una sua funzione e un proprio linguaggio architettonico. Il progetto è caratterizzato da un uso sapiente dello spazio e dei materiali, una qualità che emerge in ogni dettaglio, dai raffinati particolari architettonici agli accorgimenti strutturali che conferiscono a Casa Lena una personalità unica. Una Composizione Funzionale e Raffinata Casa Lena si articola in due nuclei separati ma collegati, concepiti per soddisfare le diverse esigenze funzionali della famiglia residente. La zona sud, la parte più esposta, ospita la zona giorno, ed è definita da un tetto a padiglione a pianta quadrata molto sporgente, che conferisce all’edificio un aspetto imponente e distintivo. Questo tetto, ampio e slanciato, è una delle caratteristiche principali della villa, creando un contrasto elegante con i volumi più contenuti delle stanze sottostanti. Al piano rialzato, la zona giorno si apre in un ambiente luminoso e arioso, caratterizzato dalla disposizione fluida degli spazi. La sala da pranzo e il soggiorno sono collocati in modo strategico per sfruttare la luce naturale e godere della vista sul giardino circostante. Le ampie finestre e la disposizione aperta degli ambienti favoriscono un forte legame con l’ambiente esterno, una qualità che rende la villa particolarmente adatta a un vivere in simbiosi con la natura. Un Collegamento Verticale e Orizzontale tra i Nuclei Un elemento distintivo di Casa Lena è il percorso sospeso che collega i due corpi principali dell’edificio. Questo corridoio in quota non solo ha una funzione pratica, ma diventa anche un elemento figurativo che valorizza l’aspetto architettonico della villa. Il collegamento tra la zona giorno e la zona notte, che avviene tramite una scala interna e un collegamento orizzontale , rafforza ulteriormente il concetto di separazione ma anche di continuità tra le diverse aree della casa. Il nucleo della zona notte è costituito da un corpo rettangolare, posto su due livelli, anch'esso coperto da un ampio tetto a padiglione. La zona notte è collocata al piano superiore, separata dalla zona giorno per garantire la privacy, ma sempre in perfetto equilibrio con il resto della villa. Qui trovano spazio le camere da letto, spaziose e luminose, tutte progettate per garantire il massimo comfort e la massima funzionalità. Al piano terra di questo corpo, si trovano il garage e i locali di servizio, fondamentali per completare la vita quotidiana della famiglia. Il Dettaglio Architettonico come Elemento di Unità Un aspetto fondamentale di Casa Lena è la cura maniacale per i dettagli architettonici, che elevano l’intero progetto a una delle residenze più raffinate della zona. I particolari architettonici sono il filo conduttore che lega i vari elementi della villa, creando un’armonia complessiva che si distingue per la sua eleganza senza tempo. La scelta dei materiali, tra cui il legno per il rivestimento degli interni e il cemento per le strutture portanti, è funzionale ma anche esteticamente piacevole, con una predilezione per le linee pulite e moderne. Una Villa nel Contesto di Lignano Riviera Lignano Riviera, con il suo paesaggio unico e la vicinanza al mare, offre il contesto ideale per una villa come Casa Lena. L'edificio si inserisce in modo delicato nel paesaggio naturale, con la sua configurazione che rispetta le linee del territorio circostante. La villa è una testimonianza del desiderio di costruire un rifugio moderno che allo stesso tempo non rompa con l'ambiente naturale, ma che lo esprima in modo contemporaneo. Casa Lena è un progetto che riesce a fondere in modo magistrale la funzionalità dell'abitare quotidiano con la bellezza e l'armonia estetica. I volumi della villa si sviluppano in modo tale da non risultare mai invadenti, ma al contrario si aprono verso il panorama circostante, offrendo una vista incredibile e godendo della luce naturale durante tutto l'anno. Preservare e Valorizzare un Patrimonio Architettonico Unico In un’epoca in cui le costruzioni moderne sono spesso sotto minaccia di demolizione o ristrutturazione che ne compromettono l’aspetto originario, Casa Lena rappresenta un esempio di architettura da preservare. La sua unicità e la sua importanza storica la rendono una delle ville di Lignano che merita di essere tutelata come patrimonio architettonico della città. Per l’associazione che si occupa della preservazione di queste ville, è fondamentale proteggere e valorizzare opere come Casa Lena, che raccontano la storia dell'architettura moderna e della cultura edilizia di Lignano. Il suo design innovativo e la sua eleganza senza tempo sono un tributo alla visione e alla creatività degli architetti che l'hanno concepita, e oggi più che mai è essenziale che il pubblico riconosca l’importanza di conservare tali edifici, non solo come testimonianze di un'epoca, ma anche come esempi di architettura che ancora oggi hanno molto da offrire. In conclusione, Casa Lena è molto più di una semplice villa residenziale. È un'opera architettonica che incarna lo spirito di un periodo e il desiderio di costruire in modo armonioso con l'ambiente. La sua conservazione è essenziale per mantenere viva la memoria di una parte importante della storia edilizia di Lignano e per ispirare le future generazioni di architetti e progettisti. Fonte testo: Riproduzione riservata © Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" www.villedilignano.it Consultare pagina: Fonti e Crediti Precedente Successiva
- Esposito Federica | Ville di Lignano
Esposito Federica Ex. Impiegata di Banca (appassionata di Teatro) Consigliere Con entusiasmo sostiene la tutela delle ville storiche di Lignano. Ha lavorato come aiuto regista e regista seguendo la passione del padre Federico Esposito, storico regista friulano legato alle stagioni liriche di Lignano e al teatro di Udine. Indietro Scopri di più ... Federica Esposito Da sempre legata a Lignano Sabbiadoro, contribuisce con passione alla promozione e alla tutela delle ville storiche e del patrimonio culturale della città balneare . La sua esperienza e il suo entusiasmo nascono da una profonda familiarità con la vita sociale, musicale e teatrale di Lignano, radicata fin dall’infanzia. Figlia del celebre regista friulano Federico Esposito, protagonista indiscusso della vita culturale udinese e della stagione lirica di Lignano negli anni ’70, Federica ha respirato fin da piccola l’atmosfera vivace e artistica di quei momenti. Federico Esposito, nato a Napoli nel 1921, ha lasciato un segno indelebile nel Friuli con il suo impegno nel teatro e nell’opera lirica: fondatore della compagnia di prosa del Bancario e del Teatro Udinese di Prosa (TUP), direttore dell’Accademia Nico Pepe e regista di numerose opere liriche e allestimenti teatrali importanti in tutta Italia. Federica ha lavorato al fianco del padre come aiuto regista, seguendo con entusiasmo le produzioni di opere liriche, concerti di musica classica e allestimenti teatrali per l’Azienda autonoma di soggiorno di Lignano Sabbiadoro. La sua passione per il teatro e la regia si è sviluppata negli anni, tanto da ricoprire poi il ruolo di regista in maniera autonoma. Nonostante in seguito abbia scelto di dedicarsi ad altri settori, il legame con il mondo artistico e culturale è rimasto forte, così come il suo interesse per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale di Lignano. Il percorso artistico del padre Federico, ricordato anche attraverso una stele omaggio dello scultore Giorgio Celiberti nel foyer del Teatro Giovanni da Udine, ha lasciato a Federica un’eredità importante di dedizione al teatro e alla cultura. Federico Esposito è stato infatti un protagonista del teatro friulano, portando con successo opere liriche come “Elisir d’amore” e “La Traviata”, collaborando con grandi artisti e organizzando stagioni liriche di rilievo. La sua attività ha permesso a Lignano e a Udine di affermarsi come poli culturali di primo piano nel territorio. Federica, forte di questa esperienza, oggi si dedica con passione e competenza alla promozione delle ville storiche di Lignano, impegnandosi a mantenere vivo il ricordo e la memoria di un’epoca culturale e artistica che ha segnato profondamente la città. Il suo contributo è prezioso nel far dialogare storia, arte e architettura per valorizzare il territorio e coinvolgere nuove generazioni. Attraverso la sua sensibilità e la conoscenza diretta della scena artistica locale, Federica rappresenta un ponte tra passato e presente, offrendo uno sguardo appassionato e consapevole su Lignano e il suo patrimonio culturale. Precedente Successiva
- TOUR Bici e Ville | Ville di Lignano
18 luglio 2026 TOUR Bici e Ville 33054, Arco della Vela, 32, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Tour guidato tra le architetture di Lignano Indietro Scopri di più... TOUR Bici e Ville BICI e VILLE Tour guidato tra le architetture di Lignano Sabato 18 luglio 2026, ore 10:00-12:00 Ritrovo ore 9:45 Condominio Torre Ariston, Arco della Vela n.32, Lignano Pineta Appuntamento estivo con le nostre visite guidate in bicicletta! Un itinerario tra gli anni ’50 e ’70 alla scoperta degli edifici che hanno segnato l’evoluzione del turismo e dell’architettura moderna a Lignano. Tra le tappe del tour: Torre Ariston , atrio ingresso e terrazza panoramica, Arco della Vela n.32; Villa Mainardis , esterno dalla pubblica via, Raggio di Levante; Villa Spezzotti , da giardino di proprietà, Arco del Maestrale n.2 ; Cond. Casa Albergo , esterno e atrio d’ingresso, Raggio di Levante n. 35; Casa Christoff , interno e da giardino di proprietà, Arco dell'Erica n. 9. Un’occasione unica per leggere il paesaggio urbano attraverso le opere dei protagonisti dell’architettura friulana del dopoguerra. Il noleggio bici non è previsto Info & Registrazioni: raggiearchitetture@villedilignano.it Precedente Successiva










