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ESPLORA I PATRIMONI ARCHITETTONICI DI LIGNANO

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117 risultati trovati con una ricerca vuota

  • 50 anni di Architettura a Lignano | Ville di Lignano

    50 anni di Architettura a Lignano 2024, 06 Agosto Diana Barillari Messaggero Veneto Culture Aldo Bernardis uno degli architetti più significativi che ha contribuito a plasmare l’identità di Lignano Sabbiadoro come una città moderna per le vacanze, unendo innovazione e rispetto per il paesaggio. Indietro Scopri di più... Aldo Bernardis: Un Architetto che Ha Trasformato Lignano Aldo Bernardis (1925-2012) è stato uno degli architetti più significativi che ha contribuito a plasmare l’identità di Lignano Sabbiadoro come una città moderna per le vacanze, unendo innovazione e rispetto per il paesaggio. La sua carriera si intreccia profondamente con la storia architettonica di Lignano, dove ha progettato alcuni degli edifici più iconici che caratterizzano ancora oggi la località balneare. Il libro Aldo Bernardis Architetture a Lignano 1953-2003 omaggia questo grande professionista, raccogliendo testimonianze, fotografie e riflessioni sulla sua opera. Il volume, curato da appassionati e studiosi, sottolinea come Bernardis abbia contribuito in modo determinante alla creazione di un contesto architettonico unico nel panorama nazionale. I Progetti Più Iconici di Bernardis a Lignano Bernardis, che ha collaborato con altri grandi architetti come Marcello D'Olivo e Gianni Avon, ha affrontato con originalità il tema della "casa al mare", creando residenze che rispondessero perfettamente alle esigenze di chi cercava una casa vacanze a contatto con la natura. Alcuni dei suoi lavori più celebri includono: Villa Prevedello (1954-55) : Conosciuta affettuosamente come "la pagodina", questa villa è stata una delle prime realizzazioni di Bernardis, che ha sperimentato l'uso innovativo di legno, acciaio e cemento armato per definire spazi e volumi. Villa Caiselli-Troppina : Anche dopo alcune modifiche, questa villa resta un esempio della qualità artigianale e del design che Bernardis ha saputo infondere nei suoi progetti, con un’attenta cura dei dettagli come l'“opus incertum” delle pareti. Villa Borgnolo (1955-56) : Un perfetto esempio di come Bernardis abbia integrato l’architettura con la natura. In questa villa, un pino marittimo cresce attraverso la soletta in cemento armato, creando un "virtuoso esempio di sostenibilità" e un legame tra l’opera umana e il paesaggio. La Terrazza a Mare (1967-72) : Il progetto che simbolizza l’amore di Lignano per il mare. Questa struttura, con il suo pontile coperto e la piattaforma con coperture a forma di conchiglia, è diventata il simbolo stesso della città. La sua leggerezza e la sua forma innovativa sono testimonianza della maestria di Bernardis, che ha saputo coniugare funzionalità e bellezza. L'Architettura del Mare: La Visione di Bernardis Bernardis ha affrontato con grande passione il tema dell'architettura sul mare, coniugando innovazione, estetica e il rispetto per il paesaggio naturale. La Terrazza a Mare è forse il suo progetto più celebre, un'opera che non solo ha reso Lignano una meta internazionale, ma ha anche trasformato il concetto di “luogo pubblico”. La sua struttura è un’ode al mare e alla leggerezza, con un uso innovativo del cemento armato che crea spazi dalle forme fluide, che sembrano fondersi con l’orizzonte marino. L’architetto ha esplorato anche l’uso della prefabbricazione con la torre Zanier (1958-60), un edificio che rappresenta un unicum nell’architettura italiana dell’epoca, con la sua pianta a Y e l’uso di pannelli prefabbricati. Il Futuro di Lignano: Riconoscimento e Conservazione L'opera di Bernardis ha avuto un impatto duraturo su Lignano, che è stata trasformata in una città turistica moderna grazie alla sua visione architettonica. Oggi, la Terrazza a Mare rimane un simbolo iconico della località, ed è essenziale che venga preservata nella sua forma originale, come sottolinea il libro, affinché continui a rappresentare lo spirito di Lignano. Oltre alla Terrazza a Mare , il Kursaal (1965-68), sebbene distrutto da un incendio e successivamente ricostruito negli anni '80, continua a evocare l'innovazione e il design che hanno contraddistinto la città. Altri progetti significativi includono la sede dello Yachting Club e il Municipio di Lignano , quest'ultimo caratterizzato dall'uso del brutalismo che, attraverso il cemento faccia a vista, crea una sintesi tra modernità e tradizione. L'Architetto e l'Uomo Oltre alla sua carriera, il libro offre anche uno spunto sulla personalità di Aldo Bernardis, descritto da chi lo ha conosciuto come un uomo con un grande senso dell'umorismo, amico della socialità e profondamente legato alla città di Lignano. Una delle curiosità emerse dalle testimonianze è che Bernardis trascorreva ogni mercoledì a Lignano, dedicato alla visita di cantieri e clienti, consolidando così il suo legame con la città che tanto amava. Il volume, inoltre, racconta come la sua influenza architettonica abbia contribuito a formare una vera e propria "fan base" di appassionati di architettura, che oggi riconoscono in Lignano un patrimonio architettonico di grande valore. Lignano e la Sua Architettura Aldo Bernardis è stato fondamentale nel dare a Lignano un carattere distintivo, rendendola non solo una città di vacanza, ma anche un esempio di architettura innovativa e integrata con la natura. I suoi progetti, in particolare la Terrazza a Mare, continuano a essere il cuore pulsante della località, simbolo di un’architettura che riesce a fondere leggerezza e solidità, modernità e tradizione. Oggi, l'opera di Bernardis è celebrata non solo per la sua bellezza, ma anche per il suo valore storico e culturale, e il libro Aldo Bernardis Architetture a Lignano 1953-2003 è un'importante testimonianza di questo straordinario legame tra architettura, mare e natura. Precedente Successiva

  • Edificio Fontana | Ville di Lignano

    Edificio Fontana Gianni Avon 1966 – 1967 Piazza del Sole & Viale a Mare, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Armonia tra commercio e residenza, con fontana monumentale e spazi porticati pensati come luoghi urbani accoglienti e domestici. Indietro Architettura urbana tra paesaggio e spazio pubblico Progettato e realizzato tra il 1966 e il 1967, l’ Edificio Fontana rappresenta uno dei casi più emblematici della volontà, tipica dell’epoca, di coniugare funzione commerciale, residenziale e qualità dello spazio urbano . Situato nel cuore di Lignano Pineta , all’estremità orientale di piazza del Sole, lungo il viale a Mare, questo edificio si presenta come una prosecuzione naturale del treno commerciale che caratterizza la spirale disegnata da Marcello D’Olivo. La particolarità dell’edificio è data da una forte vocazione orizzontale , a contrasto con le torri residenziali che si stavano sviluppando negli stessi anni. L’ articolazione dei volumi e la presenza scenografica della fontana lo rendono un unicum nel contesto urbano lignanese: un'opera che, pur nella sua discrezione formale, ambisce a diventare un nodo urbano significativo , un luogo di passaggio ma anche di sosta, in dialogo diretto con il mare e con il paesaggio costruito. La composizione orizzontale e la fontana monumentale L’elemento più iconico dell’edificio è sicuramente la fontana a gradoni , collocata sul prospetto sud. Essa si articola su più livelli, con vasche disposte in sequenza decrescente , a partire dalla copertura dell’edificio fino a terra. Questa scelta non è solo decorativa: la fontana diventa un vero e proprio dispositivo urbano , capace di chiudere visivamente la testata dell’edificio con un gesto architettonico forte, ma anche dinamico e vibrante. L’acqua, elemento ricorrente nella tradizione mediterranea e nella poetica architettonica degli anni Sessanta, qui assume un ruolo scenografico e simbolico : rappresenta la connessione tra la vita urbana e quella naturale, tra l’interno dell’edificio e il suo contesto. Le vasche a cascata introducono un ritmo visivo e sonoro che accompagna chi percorre il viale a Mare, attirando lo sguardo e invitando alla sosta. Commercio e residenza in equilibrio L’edificio è pensato come un organismo misto , capace di rispondere alle diverse esigenze funzionali tipiche di una località turistica in espansione. Il piano terra è interamente destinato ad attività commerciali , che si affacciano su uno spazio porticato continuo, a sua volta collegato direttamente al flusso pedonale del viale. Il portico non è un semplice elemento distributivo: grazie al controsoffitto in legno a listelli , è trasformato in uno spazio intermedio, quasi domestico , accogliente, ombreggiato e ritmato da una scansione precisa degli elementi strutturali. Il legno, materiale caldo e naturale, contribuisce a rendere questo ambiente più vicino alla scala umana, contrastando la freddezza che spesso caratterizza gli spazi commerciali standardizzati. Il primo piano è invece dedicato ad abitazioni , che beneficiano della posizione privilegiata dell’edificio. Le residenze, pur collocate sopra a una fascia attiva e rumorosa, mantengono un buon grado di privacy e comfort grazie alla sapiente distribuzione interna e all’orientamento verso aree verdi e spazi più tranquilli. Un linguaggio architettonico coerente e ben calibrato Il progetto dell’Edificio Fontana si distingue anche per l’ accurata gestione dei materiali e dei dettagli costruttivi . La copertura, sviluppata su più livelli digradanti , accompagna il declivio naturale del terreno e rafforza il senso di orizzontalità dell’intero impianto. Non si tratta di un semplice tetto tecnico, ma di un vero e proprio elemento compositivo, che dialoga con la fontana e ne riprende la logica a gradoni. Questa scelta conferisce all’edificio una leggerezza visiva che si contrappone alla compattezza volumetrica di altri interventi coevi. L’intero complesso appare così inserito nel paesaggio urbano con garbo e discrezione , evitando l’effetto monolitico e puntando invece su una logica di continuità con gli spazi pubblici adiacenti. I materiali impiegati — cemento, klinker, legno — sono utilizzati con misura e coerenza. Nessun elemento è superfluo, ogni scelta costruttiva risponde a un’esigenza funzionale o spaziale. La cura per i dettagli riflette una cultura del progetto che non si accontenta della resa estetica, ma cerca di costruire ambienti significativi, vivi e relazionali . L’edificio come luogo urbano: un’idea di città a misura d’uomo In un contesto come quello di Lignano Pineta — segnato da un piano urbanistico d’avanguardia e da un'intensa sperimentazione architettonica — l’Edificio Fontana si inserisce con una funzione urbana ben precisa : fare da cerniera tra il tessuto commerciale e il paesaggio marino. Non è un edificio isolato, bensì un elemento di continuità , una soglia tra due mondi. La sua progettazione attenta agli spazi collettivi, alla qualità percettiva e sensoriale dei materiali, all’equilibrio tra le diverse destinazioni d’uso, lo rendono un modello virtuoso di architettura urbana moderna . A differenza delle architetture residenziali introverse e chiuse in sé stesse, qui troviamo un’apertura programmatica al pubblico , un desiderio di costruire non solo edifici ma spazi di relazione . È una lezione che ancora oggi mantiene tutta la sua validità, in un tempo in cui le città sono sempre più alla ricerca di luoghi che sappiano coniugare funzionalità e identità. L’acqua come architettura e la città come paesaggio L’Edificio Fontana non è solo una costruzione ben riuscita: è un frammento di città , una riflessione concreta sul modo in cui l’architettura può generare qualità urbana senza gesti eclatanti, ma attraverso l’armonia tra funzione, materia e spazio pubblico . La sua fontana monumentale, che scende dal tetto fino a terra, è il simbolo di questa visione: l’architettura che si fa paesaggio , che accoglie e accompagna, che celebra l’acqua come elemento naturale e urbano insieme. In un luogo come Lignano, dove la relazione con l’ambiente è fondamentale, questo edificio rimane un punto di riferimento silenzioso ma eloquente . 4o Precedente Successiva

  • Arena Alpe Adria | Ville di Lignano

    Arena Alpe Adria Studio Nizzoli 1978 – 1988 Viale Europa, 26, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Una delle opere architettoniche più emblematiche e innovative della città, rappresentando una fusione di storia, modernità e simbolismo. Indietro Combinazione di elementi L' Arena Alpe Adria , situata a Lignano Sabbiadoro in viale Europa, 26 , è una delle opere architettoniche più emblematiche e innovative della città, rappresentando una fusione di storia, modernità e simbolismo. Realizzata tra il 1978 e il 1988 , l'arena si propone come una rivisitazione postmoderna di un teatro romano , reinterpretando in modo creativo e sofisticato uno dei più celebri archetipi dell'architettura antica. Il progetto, concepito dallo Studio Nizzoli , che all'epoca era composto da Giuseppe Mario Oliveri , Antonio Susini , e Paolo Viola , ha visto una combinazione di elementi storici e simbolici, mescolando tradizione e innovazione con un linguaggio visivo unico. La sua costruzione si inserisce in un periodo in cui l'architettura postmoderna stava emergendo come risposta alle rigide forme moderniste, con una maggiore attenzione al contesto culturale e all'ironia visiva. L'ingresso "Anamorfico" e la Rivisitazione del Passato Una delle caratteristiche più affascinanti di questa struttura è l'ingresso, descritto dai progettisti come "anamorfico" . Si tratta di una soluzione che crea una dimensione riflessa , utilizzando uno specchio che restituisce un'immagine tridimensionale di se stessa. Questo approccio non solo fa riferimento a tecniche artistiche e architettoniche storiche, ma incorpora anche una riflessione sulla percezione visiva, che diventa una metafora del passaggio tra la realtà e la percezione alterata. L'ingresso non è solo un punto di accesso fisico ma anche un elemento simbolico che stimola il visitatore ad avvicinarsi all'opera in un modo nuovo, suggerendo un legame tra la memoria storica e la reinterpretazione contemporanea. In questo modo, l'Arena Alpe Adria non è semplicemente una replica di un antico modello architettonico, ma una reinterpretazione che dialoga con il presente attraverso l'uso di tecniche e simbolismi moderni. Il Giardino dei Sentieri che si Biforcano: Un Tributo a Borges Il design circostante dell'arena è un altro elemento distintivo, pensato come un paesaggio che gioca con le idee di labirinto e di spazio fragmentato. I progettisti, infatti, si ispirano all'opera letteraria di Jorge Luis Borges e in particolare al concetto di "giardino dei sentieri che si biforcano" . In omaggio a Borges, la progettazione del giardino non è lineare ma si sviluppa in modo complesso, come un percorso che si divide in molteplici direzioni. Questo spazio, concepito come un labirinto simbolico, è realizzato attraverso una combinazione di diversi tipi di mazes: dal labirinto mesopotamico a quello di Cnosso , fino alla versione "paleotecnica" costruita con sassi di fiume . Il labirinto, con la sua associazione al mito, al pensiero filosofico e al senso di esplorazione e di scoperta, diventa un elemento centrale del progetto, non solo come spazio fisico ma come metafora della ricerca e dell'incertezza. La scelta di utilizzare diversi tipi di labirinto e le varietà di materiali fa di questo giardino un'installazione che coinvolge i visitatori in un'esperienza sensoriale e intellettuale, invitandoli a riflettere sul rapporto tra il passato e il presente, tra l'arte e l'architettura. Il Colore, la Luce e la Struttura Postmoderna La struttura architettonica dell'Arena Alpe Adria è caratterizzata da un uso sapiente della luce e del colore, tipici dell'architettura postmoderna, che rifiuta la rigidità e la funzionalità a favore di un'espressione più libera e visivamente stimolante. Gli spazi sono progettati per essere vissuti e percepiti in modo dinamico, con l'uso di superfici che riflettono e modificano la luce, creando effetti scenografici che arricchiscono l'esperienza del visitatore. La scelta di includere un teatro romano come riferimento progettuale è interessante non solo per la sua rilevanza storica, ma anche per il modo in cui il design moderno riesce a riscoprire e rielaborare gli elementi tradizionali. L'arena non è una mera ripetizione del passato, ma piuttosto una continua rielaborazione della sua struttura e significato, contestualizzata in un’epoca in cui il concetto di spazio pubblico e di performance si evolve rapidamente. Una Visione Urbanistica Integrata L'Arena Alpe Adria si inserisce anche in un più ampio disegno urbanistico che comprende il Marina Punta Faro , realizzato dagli stessi progettisti tra il 1977 e il 1984, e altre opere contemporanee a Lignano. La presenza di questi progetti nella stessa area riflette un tentativo di creare un insieme coeso di spazi pubblici e privati, dove l'arte, l'architettura e il paesaggio si incontrano. La strategia di progettazione urbana di quegli anni mirava a valorizzare le potenzialità del territorio, sia in termini estetici che funzionali, integrando le nuove opere con il paesaggio naturale e urbano preesistente. Un Progetto che Definisce l'Identità di Lignano L'Arena Alpe Adria non è solo un monumento architettonico, ma anche un elemento fondamentale nell'identità visiva e culturale di Lignano Sabbiadoro . La sua forte presenza nel paesaggio urbano la rende un punto di riferimento, non solo per la sua funzione come spazio per eventi e spettacoli, ma anche come simbolo dell'approccio innovativo e creativo che ha caratterizzato la città negli anni Settanta e Ottanta. Il progetto di Nizzoli Studio ha avuto un impatto significativo nel panorama architettonico dell'epoca, non solo per la sua originalità ma anche per la sua capacità di dialogare con il passato e con le esigenze della contemporaneità. Oggi, l'Arena Alpe Adria rimane un'icona di Lignano Sabbiadoro , un esempio di come l'architettura possa non solo rispondere a necessità funzionali ma anche trasformarsi in un'opera d'arte, ricca di simbolismo e di significato. In conclusione, l'Arena Alpe Adria rappresenta una delle realizzazioni più significative dell'architettura postmoderna in Italia, un'opera che, con la sua rivisitazione di temi storici e la sua esplorazione di spazi simbolici, continua a suscitare interesse e ammirazione. La sua presenza a Lignano non solo arricchisce il patrimonio architettonico della città, ma la rende anche un punto di riferimento culturale, attirando visitatori da tutto il mondo. Precedente Successiva

  • La Capannella | Ville di Lignano

    La Capannella Luciano Vignaduzzo 1957 – 1958 Arco del Libeccio, 2, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Casa a pianta circolare con copertura conica in canne palustri: un dialogo tra architettura moderna e tradizione lagunare firmato Vignaduzzo. Indietro Architettura vernacolare reinterpretata nella Lignano degli anni Cinquanta Un omaggio alla tradizione dentro la modernità Nel cuore della Pineta di Lignano, immersa nel verde e nel silenzio degli archi curvilinei che definiscono l’urbanistica di D’Olivo, si trova Casa “La Capannella” , una delle residenze più originali e affascinanti per il suo connubio tra innovazione distributiva e richiamo al vernacolo lagunare .Progettata tra il 1957 e il 1958 dall’architetto Vignaduzzo , figura attivissima nella stagione architettonica lignanese, la casa si distingue per una composizione semplice ma evocativa, dove ogni scelta formale racconta un legame profondo con il territorio. La pianta circolare e l’ispirazione a D’Olivo La scelta della pianta circolare richiama immediatamente le sperimentazioni di Marcello D’Olivo , in particolare la vicina Villa Mainardis , con cui “La Capannella” condivide l’impostazione radiale e il concetto di distribuzione centripeta .Tuttavia, mentre D’Olivo fa della circolarità una metafora del futuro e della leggerezza architettonica, Vignaduzzo riporta la casa alle sue radici più locali , arricchendo la struttura con elementi simbolici e materici fortemente legati al paesaggio lagunare. Una copertura conica tra memoria e identità L’elemento che più caratterizza l’edificio è la copertura a cono , realizzata con una struttura lignea rivestita in canne palustri : una citazione esplicita dei casoni dei pescatori che punteggiano ancora oggi le rive della laguna friulana. Al centro del cono si apre un oculo circolare , che consente di vedere dall’interno la struttura della copertura e le sue componenti naturali. Questo elemento, oltre a favorire la ventilazione e la luce zenitale , introduce una dimensione quasi sacrale allo spazio centrale della casa, dove si ritrovano architettura, natura e simbolo . Distribuzione fluida e intelligenza spaziale La pianta è organizzata secondo un principio anulare , con un corridoio circolare che disimpegna le varie funzioni: il soggiorno occupa la zona centrale e più aperta, la zona notte e la cucina sono separate da due setti murari in pietra a vista , la distribuzione interna è funzionale e discreta, con una chiarezza compositiva che riequilibra l’irregolarità della pianta. Questi setti si prolungano anche all’esterno, delimitando un porticato generoso orientato verso sud-est, pensato come spazio intermedio tra interno e natura , protetto ma aperto. Materiali poveri, ricchezza espressiva Casa “La Capannella” si presenta come un esperimento raffinato di architettura minimale con riferimenti culturali forti . L’uso di: mattoni e pietra a vista per i setti, intonaci neutri , strutture in legno a vista , e soprattutto canne palustri come materiale di copertura,costituisce un vocabolario architettonico sobrio, poetico e coerente con il contesto . Il linguaggio vernacolare come progetto culturale L’architettura di Vignaduzzo, in questo progetto, non si limita alla forma , ma propone una riflessione sul paesaggio e sulla cultura abitativa locale .“La Capannella” è in questo senso un manifesto silenzioso di un’epoca in cui la modernità non escludeva la memoria, e in cui l’identità del luogo veniva espressa attraverso la reinterpretazione colta della tradizione . Tra racconto, territorio e architettura Casa “La Capannella” è più di una semplice casa vacanze. È un microcosmo progettuale , in cui: la tradizione costruttiva del Friuli lagunare , la ricerca distributiva dell’architettura moderna , e la cura materica tipica degli anni Cinquanta,si incontrano in un’opera essenziale ma densa di significato. Una casa che, pur nella sua piccola scala, rappresenta uno dei momenti più alti del dialogo tra architettura e paesaggio a Lignano Pineta . Precedente Successiva

  • Giorgio Casali | Ville di Lignano

    Giorgio Casali 1913 - 1995 Dal 1950 alla metà degli anni Ottanta, Giorgio Casali è stato il fotografo di riferimento per l'architettura italiana. Le sue immagini pubblicate su Domus hanno contribuito a raccontare il design e l'architettura post-bellica, diventando una testimonianza vivida di un'epoca di rinnovamento culturale e estetico. Indietro Scopri di più ... Giorgio Casali: lo sguardo che ha definito l’architettura moderna italiana Giorgio Casali, nato nel 1913 e scomparso nel 1995, si affermò come una figura centrale nella fotografia d’architettura italiana. Per più di trent’anni, i più influenti designer e architetti nazionali si affidarono al suo occhio sensibile e meticoloso per dare forma e visibilità alle loro creazioni. Attraverso le sue opere, pubblicate frequentemente su Domus, Casali condusse i lettori in un viaggio visivo che esaltava le forme, le strutture e l’anima delle opere di design contemporaneo. Il reportage dell’Italia del dopoguerra Le sue fotografie non erano mere rappresentazioni statiche degli spazi, bensì potenti narrazioni dei progetti architettonici. Ogni immagine racchiudeva estetica e contenuti, trasformandosi in veicoli di diffusione per una cultura architettonica in profonda evoluzione. Casali riuscì a valorizzare non solo i grandi maestri del design, ma anche talenti meno considerati, contribuendo così al rinnovamento dell'immagine del Paese nell’era del dopoguerra. Mostre e valorizzazione postuma Nel 2013, il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona gli dedicò una mostra monografica dal titolo "Giorgio Casali Fotografo. Domus 1951–1983". Curata da Angelo Maggi e Italo Zannier e realizzata in collaborazione con IUAV, l’Estorick Collection of Italian Modern Art di Londra e Domus, l’esposizione esibiva una selezione di fotografie emblematiche che avevano segnato una generazione. L’evento fu un omaggio postumo alla sua arte e alla sua capacità di immortalare momenti cruciali della creatività italiana. Un testimone della creatività italiana Casali fu un osservatore privilegiato della stagione di rinnovo culturale ed estetico che caratterizzò il dopoguerra. I suoi scatti catturarono oggetti, case, arredi e ambienti, ma anche le persone e il contesto che animavano il paesaggio architettonico del tempo. La sua collaborazione con Domus continua a rappresentare un punto di riferimento per comprendere il dialogo tra la modernità italiana e le influenze internazionali. L’eredità visiva Oggi l'eredità visiva lasciata da Giorgio Casali è custodita nell'archivio fotografico dell'Università IUAV di Venezia. Le sue composizioni, straordinariamente attente alla luce, alla materialità e alla forma, restano una fonte d’ispirazione per professionisti e appassionati del design e della fotografia. La sua abilità nel sintetizzare innovazione visiva e memoria storica lo rende un riferimento unico per lo studio dell'architettura moderna. Casali ha saputo costruire una narrazione visiva che trascende il semplice documento, facendosi interprete di un’intera stagione della cultura del progetto in Italia. La mostra a lui dedicata e il suo archivio fotografico costituiscono oggi un patrimonio indispensabile per chiunque voglia approfondire l’evoluzione del design, dell’architettura e dell’identità visiva del Paese. Precedente Successiva

  • Gianni Avon | Ville di Lignano

    Gianni Avon 1922 – 2006 Gianni Avon, Architetto modernista originario del Friuli, ha lasciato un'impronta significativa nella Lignano del dopoguerra attraverso edifici iconici e importanti opere pubbliche. Il suo stile progettuale si distingue per un equilibrio tra pragmatismo e attenzione al contesto, coniugando innovazione e legame con le tradizioni locali. Indietro Scopri di più ... Gianni Avon: architetto modernista tra Lignano e Friuli–Venezia Giulia Gianni Avon (1922–2006) rappresenta una delle figure di riferimento dell’architettura del secondo dopoguerra in Friuli–Venezia Giulia. Laureato presso l’Università IUAV di Venezia nel 1947 insieme a colleghi come Marcello D’Olivo, Avon ha incarnato il dialogo tra il modernismo internazionale e la valorizzazione delle specificità territoriali. Un moderno radicato al territorio Nel periodo immediatamente successivo al conflitto mondiale, Avon partecipa al programma INA-Casa, contribuendo alla progettazione di nuovi quartieri a Udine e Tarcento. Dalla metà degli anni Cinquanta diviene una figura centrale nell’urbanistica di Lignano Pineta, dove realizza opere emblematiche come il Grand Hotel Pineta Palace (1956–58), la Casa Albergo (1957–58) e la Torre Ariston (1960–63, in collaborazione con Silvano Zorzi). Tra i suoi progetti a Lignano spiccano anche la Residenza dei Pini, il Meublé e la già citata Torre Ariston, esempi esemplari dell’equilibrio tra intervento architettonico e ambiente naturale. Opere urbanistiche e culturali A Udine Avon firma alcune opere riconosciute e premiate. Tra queste figurano l’edificio residenziale di viale della Vittoria (1961–64), insignito della targa In/Arch nel 1964, il Palazzo delle Manifestazioni (1964–70), la sede della ex Banca Cattolica del Veneto (1965–72), l’ammodernamento della sede universitaria (1968–82) e il padiglione materno-infantile dell’Ospedale Civile (1975–84). Ricostruire comunità Avon si dedica anche alla ricostruzione post-alluvione di Longarone a partire dal 1964, collaborando alla realizzazione del cimitero di Muda Maè (1966–72, insieme al collega Marco Zanuso). Nel 1977 diviene protagonista di interventi emergenziali per le strutture scolastiche danneggiate dal terremoto in Friuli, sotto l’egida dell’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale. Famiglia e studio Dal 1983 lo studio di Avon si trasforma in "Avon Associati", con l’ingresso dei figli Elena e Giulio che ne arricchiscono l’attività. Tra i progetti più significativi di questo periodo figurano la chiesa di Lusevera (1988–90), nuovi padiglioni ospedalieri a Udine (1996–2001), interventi museografici e importanti opere di ristrutturazione come il Palazzo Antonini–Cernazai. Un moderno aperto alle influenze Il lavoro di Avon si distingue per la cura delle proporzioni, l’attenzione ai materiali e l’armonia con il paesaggio, affrontando il rapporto tra purezza del modernismo e le tradizioni locali. Ispirato da maestri come Le Corbusier, Asplund, il neoplasticismo olandese e le architetture organiche, Avon ha saputo tradurre queste influenze in edifici destinati a resistere nel tempo e a dialogare in modo sostenibile con il contesto circostante. Gianni Avon ha saputo combinare innovazione e radicamento territoriale, interpretando la modernità in sintonia con l’anima del Friuli–Venezia Giulia. Le sue opere, distribuite tra Lignano, Udine e il resto della regione, continuano a rappresentare esempi significativi di un’architettura pensata per rispondere alle esigenze contemporanee senza perdere la propria identità profonda. Precedente Successiva

  • Riavis Veronica | Ville di Lignano

    Riavis Veronica Insegnate Università di Udine (Sezione Laboratorio Architettura) Comitato Scientifico Ricercatrice in Disegno presso UNIUD, esperta in rappresentazione inclusiva e tecnologie BIM. Vincitrice della Targa d’Argento “Gaspare De Fiore” per i suoi studi sulla rappresentazione tattile di pittura e architettura. Indietro Scopri di più ... Veronica Riavis Ricercatrice in Disegno presso il Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura (DPIA) dell’Università degli Studi di Udine. Svolge attività di ricerca e didattica nell’ambito della rappresentazione architettonica, con un’attenzione particolare ai temi dell’inclusione, dell’accessibilità e della comunicazione visivo-tattile del patrimonio. Opera all'interno dell' Advanced 3DLab , laboratorio dedicato alla sperimentazione 3D e all’innovazione applicata alla fruizione dei beni culturali e architettonici. La sua attività si concentra sulla rappresentazione per la fruizione psico-sensoriale di opere d’arte, architetture e contesti urbani, con l’obiettivo di renderli accessibili a un pubblico più ampio, inclusi ipovedenti e non vedenti. Nel 2020 è stata insignita della prestigiosa Targa d’Argento “Gaspare De Fiore” , assegnata in occasione del Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione. Il riconoscimento è stato conferito per la sua tesi di dottorato dal titolo “Rappresentazioni tattili di pittura e architettura: ricostruzione geometrica della Chiesa di Sant’Ignazio a Gorizia e restituzione prospettica dell’affresco parietale” , sviluppata durante il suo Ph.D. in Ingegneria Civile Ambientale e Architettura (XXXII ciclo) nell’ambito del programma interateneo fra le Università di Udine e Trieste. Parallelamente all’attività di ricerca, Veronica Riavis è impegnata nell’insegnamento dei corsi di Laurea in Scienze dell’Architettura, Ingegneria Civile e Ambientale e Tecniche dell’Edilizia e del Territorio , contribuendo anche all’attività didattica del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Civile Ambientale e Architettura . Ha inoltre svolto attività come visiting professor presso l’Universitat Politècnica de València , ampliando il suo approccio al confronto internazionale. È coinvolta nel progetto PNRR “iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem” , dedicato all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione dei processi formativi e produttivi, contribuendo con competenze su BIM, modellazione 3D e rappresentazione avanzata. Oltre all’impegno accademico, partecipa attivamente a progetti di divulgazione scientifica, orientamento scolastico e promozione della cultura del disegno come linguaggio universale e accessibile. Nel contesto dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano”, Veronica Riavis apporta una visione tecnica e umanistica insieme, con particolare attenzione alla valorizzazione inclusiva del patrimonio architettonico . Il suo contributo mira a integrare tecnologie innovative e approcci sensibili alla narrazione delle architetture storiche, rendendole comprensibili e fruibili da tutti, senza barriere. La sua figura rappresenta un ponte tra mondo scientifico, cultura visiva e sensibilità sociale: una professionista che mette la tecnologia al servizio della memoria e dell’accessibilità del patrimonio comune. Precedente Successiva

  • MOSTRA - Condominio Pineta Palace | Ville di Lignano

    Mostra a Lignano Pineta A Lignano, la fotografia d’arte incontra l’architettura d’autore CONDOMINIO PINETA PALACE Piazza del Sole, 8 - Lignano Pineta DAL 19 LUGLIO AL 21 SETTEMBRE 2025 Dal lunedì alla domenica ore 18.30 - 22.00 CONTENUTI MULTIMEDIALI Il percorso espositivo si concentra sugli scatti del grande fotografo Giorgio Casali , figura di riferimento per la rivista Domus e l’estetica editoriale del design italiano del dopoguerra. Completano la mostra un omaggio della Scuola Mosaicisti del Friuli a Gino Avon e una sezione dedicata ai progetti di Gianni Avon analizzati dagli studenti del DPIA – Università di Udine , tra cui una stampa 3D di uno degli edifici studiati. Collaborazione e passione per la diffusione della cultura. La realizzazione della mostra è frutto di un progetto a più mani tra i membri dell'Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" e diversi collaboratori uniti dalla comune dedizione alla divulgazione del patrimonio culturale . In questa sezione del sito mettiamo a disposizione gli ascolti che accompagneranno il percorso della mostra dei visitatori. Ringraziamo la Consigliera dell'Associazione, Federica Esposito per esserne la voce e tutti coloro che hanno preso parte alla realizzazione della mostra . PRIMA STANZA R1 ITALO ZANNIER E GIORGIO CASALI INCONTRANO LE OPERE DI GINO E GIANNI AVON.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 02:22 R2 ITALO ZANNIER.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 05:07 R3 GIORGIO CASALI.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 04:31 R4 GINO AVON.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 04:06 R5 GIANNI AVON.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 04:22 R14 CASA ALBERGO.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:19 R15 CASETTE CASTELLARIN.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 00:55 R16 MEUBLÈ IN ARCO DEL GRECALE.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:08 R18 VILLA SCHREURS.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:03 R17 TORRE ARISTON.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:22 R19 RESIDENZA NEI PINI.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:15 R20 EDIFICIO FONTANA.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 00:56 R21 CONCESSIONARIA BREGGION.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:14 R22 ALBERGO BELLA VENEZIA.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:12 R23 EDIFICIO PAOLINI.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:22

  • Fonti e Crediti | Ville di Lignano

    La pagina Fonti e Crediti di Ville di Lignano documenta con accuratezza gli autori, gli archivi fotografici e le fonti bibliografiche utilizzate nei contenuti del sito, con particolare attenzione alla trasparenza editoriale e alla valorizzazione del patrimonio visivo e documentale legato al modernismo architettonico e culturale del Friuli Venezia Giulia. Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" FONTI E CREDITI Riconoscimenti e fonti a supporto del progetto Il nostro lavoro di ricerca, documentazione e divulgazione è reso possibile grazie alla disponibilità e alla collaborazione di archivi pubblici e privati, autori, fotografi e case editrici. A loro va il nostro sincero ringraziamento per il contributo fondamentale alla valorizzazione del patrimonio architettonico di Lignano Sabbiadoro. Crediti fotografici Comune di Lignano Sabbiadoro Comune di Lignano – Biblioteca Civica Archivio E.M.E. Ursella S.r.L. – Buia BILLIANI SRL società unipersonale Archivio Studio Avon – Udine Architetto Giulio Avon Valter Sbaiz Sara Trimarchi Photography Andrea Gregoratti Crediti testuali Gaspari Editore Asti Maria Enrica Vittoria Architetto Giulio Avon Federica Esposito Diana Barillari Veronica Riavis Oscar D’Agostino Bibliografia di riferimento Dentro Lignano | Inside Lignano – Giulio Avon, Ferruccio Luppi – Gaspari Editore Aldo Bernardis - Architetture a Lignano 1953–2003 – Giulio Avon – Gaspari Editore Lignano Pineta – Spiagge d’Italia n° 1 – Görlich Editore, Milano Ville al mare – Görlich Editore, Milano 90 Architetture di Lignano - Comune di Lignano Sabbiadoro

  • Contatti | Ville di Lignano

    La pagina Contatti di Ville di Lignano offre informazioni su come mettersi in comunicazione con l'Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano". Scopri i dettagli per collaborazioni, richieste di informazioni e opportunità professionali nel campo dell'architettura, design e arte modernista. Raggiungi i nostri esperti per avviare nuove connessioni e progetti nel settore. Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" CONTATTI INFORMAZIONI, COLLABORAZIONI, APPROFONDIMENTI Per richieste, collaborazioni, visite guidate o per approfondire le nostre attività non esitare a contattarci. Siamo lieti di dialogare con studiosi, professionisti, studenti e appassionati di architettura moderna. Compila il form, oppure scrivici ai nostri indirizzi ufficiali: ti risponderemo nel più breve tempo possibile. Insieme possiamo contribuire a far conoscere e valorizzare il patrimonio architettonico di Lignano. Italy, Udine 33100 Via Monte San Marco n. 22 +39 328 4554500 raggiearchitetture@villedilignano.it Cognome* Nome* Telefono* Email* Profilo* Azienda Privato Architetto Ingegnere Geometra Designer Artista Altro Messaggio* Dichiaro di aver letto l’Informativa sulla Privacy e acconsento al trattamento dei miei dati personali ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR). (I dati inseriti non saranno salvati né condivisi con terze parti.) * Invia I NOSTRI CONTATTI Mail raggiearchitetture@villedilignano.it Telefono +39 328 4554500 Sede Italy, Udine 33100 Via Monte San Marco n. 22

  • Privacy Policy | Ville di Lignano

    La Privacy Policy di Ville di Lignano descrive come raccogliamo, utilizziamo e proteggiamo i dati personali dei visitatori del sito. In conformità con le normative sulla privacy, questa pagina fornisce informazioni dettagliate sulle pratiche di gestione dei dati e sui diritti degli utenti, garantendo trasparenza e sicurezza. Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" PRIVACY POLICY Ultimo aggiornamento: 29 aprile 2025 Sito web: www.villedilignano.it Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano” si impegna a proteggere la tua privacy e i tuoi dati personali in conformità con la normativa europea vigente (Regolamento UE 2016/679 – GDPR). Titolare del trattamento Associazione "Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano" Via Monte San Marco, 22 – 33100 Udine (UD) Email: raggiearchitetture@villedilignano.it Telefono: +39 328 4554500 1. Quali dati raccogliamo Possiamo raccogliere due categorie di dati: Dati forniti volontariamente dall’utente Attraverso moduli di contatto o altri strumenti presenti sul sito: Nome Cognome Email Altri dati forniti spontaneamente Dati raccolti automaticamente Durante la navigazione del sito: Indirizzo IP Tipo di browser e dispositivo Pagine visitate e durata della sessione Cookie e strumenti di tracciamento (vedi Cookie Policy ) 2. Finalità del trattamento Utilizziamo i tuoi dati per: Rispondere a richieste inviate tramite i form Migliorare la navigazione e i contenuti del sito Garantire la sicurezza del sito Adempiere a obblighi legali 3. Base giuridica del trattamento Trattiamo i dati solo se: Hai espresso il tuo consenso È necessario per fornirti un servizio È richiesto da obblighi legali C’è un legittimo interesse del Titolare 4. Modalità e luogo del trattamento I tuoi dati sono trattati in modo lecito, sicuro e trasparente. Il trattamento avviene presso le sedi operative del Titolare e tramite i servizi Wix.com, Ltd., che ospita e gestisce il sito web. 5. Conservazione dei dati I dati vengono conservati per il tempo strettamente necessario a raggiungere gli scopi per cui sono stati raccolti. In caso di consenso esplicito, potranno essere conservati più a lungo fino alla revoca. 6. Diritti dell’utente Puoi in qualsiasi momento: Accedere ai tuoi dati Richiederne la rettifica o cancellazione Limitare o opporti al trattamento Chiedere la portabilità dei dati Revocare il consenso Presentare un reclamo all’Autorità Garante (www.garanteprivacy.it ) 7. Trasferimento dei dati Alcuni dati potrebbero essere trattati al di fuori dello Spazio Economico Europeo. Wix, il nostro fornitore di hosting, ha sede in Israele, Paese riconosciuto come adeguato dalla Commissione Europea. 8. Cookie Per informazioni dettagliate sull’utilizzo dei cookie, consulta la nostra Cookie Policy . 9. Modifiche alla presente policy Ci riserviamo il diritto di modificare la presente informativa in qualsiasi momento. Le modifiche saranno pubblicate su questa pagina con data di aggiornamento. Ti invitiamo a consultarla periodicamente. Contatti Per qualsiasi domanda sulla nostra Privacy Policy o per esercitare i tuoi diritti: raggiearchitetture@villedilignano.it Associazione Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano, Udine Navigando su questo sito, dichiari di aver letto e compreso questa Privacy Policy. Questa informativa è redatta in conformità con l’art. 13 del GDPR (Reg. UE 2016/679).

  • Villa Schreurs | Ville di Lignano

    Villa Schreurs Gianni Avon 1960 – 1961 Raggio delle Capelonghe, 10, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Raffinata residenza su due piani per una famiglia olandese, con passerella interna e terrazze immerse nel verde. Indietro Geometrie moderne e sensibilità nordica nel cuore di Lignano Pineta Nel cuore verde e ordinato di Lignano Pineta , al civico 10 del Raggio delle Capelonghe, si nasconde una villa che esprime perfettamente il sodalizio tra architettura razionale italiana e gusto nordico . Realizzata tra il 1960 e il 1961 per una famiglia olandese innamorata della località friulana, Villa Schreurs rappresenta una delle espressioni più equilibrate e raffinate della stagione modernista lignanese. Pur senza eccessi formali, la casa conquista per la purezza delle sue geometrie , per l’attenzione alla funzionalità degli spazi e per l’inserimento discreto nel contesto ambientale circostante. È un’opera che parla il linguaggio dell’architettura del benessere, della vacanza sobria e contemplativa, in piena armonia con l’idea originale di Lignano Pineta come “città-giardino”. Un progetto su misura: tra razionalismo e domesticità La villa si sviluppa su due livelli , con una chiara distinzione funzionale tra gli ambienti diurni e notturni. Il piano terra accoglie le attività comuni della giornata: la cucina e la zona pranzo , leggermente rialzate rispetto al livello del soggiorno, definiscono una prima interessante articolazione spaziale. Questo dislivello interno contribuisce a suddividere le funzioni senza ricorrere a pareti, in un gioco di spazi semiaperti e continui , coerente con le istanze del Movimento Moderno. Il piano superiore ospita la zona notte: una camera padronale con bagno privato e altre tre camere da letto , tutte dotate di accesso diretto a una delle due ampie terrazze esterne , spazi all’aperto pensati non solo come affacci ma come estensioni abitabili della casa , in linea con lo stile di vita balneare e rilassato che Lignano proponeva e propone tutt’oggi. L’elemento scenografico: la passerella a ponte Un dettaglio architettonico che caratterizza in modo inequivocabile Villa Schreurs è la passerella a ponte sospesa sopra l’ingresso. Pensata inizialmente come semplice collegamento tra due porzioni del piano superiore, questa struttura assume un valore figurativo centrale : introduce una dimensione quasi scenografica all’interno della casa, enfatizzando la verticalità dello spazio interno. La passerella si configura così come elemento narrativo , quasi teatrale, che accompagna il visitatore nella scoperta della casa, mettendo in comunicazione visiva i due piani e offrendo prospettive sempre diverse e dinamiche. È un gesto progettuale semplice, ma di grande efficacia, che rivela la cura con cui è stato pensato ogni dettaglio della villa. Materiali, luce, proporzioni Dal punto di vista costruttivo, la villa adotta soluzioni sobrie ma raffinate . Le murature sono intonacate con un bianco brillante, scelta che accentua i volumi puri e fa risaltare i tagli netti delle aperture. Le finestre, di dimensioni variabili ma sempre ben proporzionate, sono disposte con criterio compositivo preciso , e definiscono le facciate con un ritmo misurato fatto di pieni e vuoti, luce e ombra. I tagli verticali e quadrati delle finestre danno alla casa un volto moderno, ma non freddo: l’architettura qui è al servizio della vita quotidiana, e si percepisce una forte attenzione al comfort abitativo . Le ampie superfici vetrate garantiscono una perfetta illuminazione naturale in ogni ora del giorno, mentre le terrazze e le schermature naturali assicurano la giusta protezione dal sole nelle stagioni più calde. All’interno, il gioco dei livelli e l’uso del legno in alcuni dettagli suggeriscono un’atmosfera calda e accogliente. Le soluzioni distributive e formali sembrano evocare un’ influenza nordica (coerente con la committenza), ma sono perfettamente declinate nel contesto mediterraneo. Dialogo con il paesaggio e sostenibilità ante litteram Come molte delle ville realizzate in quegli anni a Lignano Pineta, anche Villa Schreurs è pensata per inserirsi in modo discreto nel verde . Nessun recinto opprimente, nessuna chiusura ostentata: l’edificio dialoga con il giardino circostante attraverso le sue terrazze, le sue grandi vetrate, i suoi percorsi fluidi. La casa è orientata con attenzione per garantire ventilazione naturale , protezione solare e privacy, senza mai perdere il contatto visivo con l’esterno. Si tratta di una forma di sostenibilità progettuale ante litteram , che non ha bisogno di tecnologie sofisticate per funzionare: bastano il buon senso e un’ intelligente gestione dello spazio e della luce . Una villa d’autore, senza ostentazioni Anche se l’autore del progetto non è indicato con certezza nelle fonti principali, l’alta qualità compositiva e l’equilibrio delle soluzioni fanno pensare a un professionista esperto e consapevole , probabilmente legato al vivace ambiente culturale e tecnico di quegli anni a Lignano. Non si tratta di un’architettura “firmata” nel senso mediatico del termine, ma di una villa d’autore nel senso più profondo e autentico : progettata con attenzione, amore per i dettagli, e una visione moderna del vivere, in cui estetica e funzionalità si fondono. Un rifugio moderno tra cielo, sabbia e pini Villa Schreurs è una delle tante piccole meraviglie che punteggiano il tessuto di Lignano Pineta: un esempio perfetto di quella “architettura del quotidiano” che ha costruito nel tempo l’identità della città. Raffinata ma non ostentata, moderna ma accogliente, disegnata per chi cerca un luogo di quiete, di natura e di bel vivere. Rappresenta oggi una testimonianza concreta del valore durevole dell’architettura ben fatta , capace di attraversare il tempo senza perdere il suo fascino e la sua funzionalità. E continua, silenziosamente, a raccontare la storia di una famiglia che da lontano ha scelto Lignano come casa. Precedente Successiva

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