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RISULTATI DI RICERCA

ESPLORA I PATRIMONI ARCHITETTONICI DI LIGNANO

Benvenuto nella sezione dei risultati di ricerca. Qui potrai trovare i contenuti che rispondono ai tuoi criteri di ricerca: articoli, video, mappe e schede dettagliate sulle ville e sull'architettura del Novecento a Lignano. Utilizza i le parole chiave per affinare ulteriormente la tua ricerca e scoprire il ricco patrimonio culturale della cittadina friulana.

130 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Marcello D'Olivo | Ville di Lignano

    Marcello D'Olivo 1921–1991 Marcello D’Olivo, architetto modernista, pittore e urbanista visionario, ha lasciato il suo segno indelebile su Lignano Pineta attraverso la famosa "Spirale" urbana. Un'opera che intreccia natura, design organico e innovazione, esplorando il connubio tra estetica, territorio e sperimentazione su scala internazionale. Indietro Scopri di più ... Marcello D’Olivo: visionario architetto della spirale e dell’architettura organica Marcello D’Olivo (1921–1991) è stato una figura di spicco dell’architettura contemporanea, lasciando un segno indelebile nel Friuli-Venezia Giulia e oltre. Nato in una famiglia di decoratori, si formò al liceo artistico di Venezia e completò gli studi in Architettura presso lo IUAV nel 1947, nel difficile contesto del secondo dopoguerra. Fin da allora si delineava la sua visione organica e innovativa. La spirale urbana di Lignano Pineta Nel 1953 firmò il piano urbanistico di Lignano Pineta, caratterizzato dall’iconica “chiocciola”, una struttura viaria spiraliforme pensata per armonizzarsi con la vegetazione e la pineta circostante. Pubblicato su Domus nel 1954, questo progetto esprimeva una sintesi tra rispetto ambientale e abitare turistico, precorrendo nuovi approcci architettonici. Tra architettura e pittura, oltre i confini Artista e urbanista poliedrico, D’Olivo non si limitò al panorama locale ma si cimentò in sfide internazionali, come la ricostruzione mediorientale e progetti urbanistici in Africa. Tra le sue opere spiccano anche sperimentazioni con la prefabbricazione e residenze organiche come Villa Spezzotti a Lignano, in cui esterni e interni sembrano fondersi in un dialogo continuo. Un maestro di visione e sperimentazione La sua produzione, vasta e variegata, comprende quasi 400 progetti che spaziano dall’architettura all’urbanistica, fino alla pittura. Attivo in Libia, Libano e Gabon, arrivò a progettare una città satellite a Libreville. Nel 1972 sintetizzò la sua filosofia in Discorso per un’altra architettura , un manifesto che riflette il suo equilibrio tra estetica artistica, rispetto naturale e innovazione tecnologica. Riscoperta e valorizzazione postuma Dopo la sua scomparsa, la città di Udine e altre istituzioni hanno celebrato la sua eredità attraverso mostre retrospettive e iniziative commemorative, come la piazza a Lignano Pineta dedicata al suo nome. Il centenario della sua nascita nel 2021 ha visto nuovi approfondimenti critici da parte di esponenti illustri come Massimiliano Fuksas e Gillo Dorfles. Marcello D’Olivo rimane una figura imprescindibile nell’architettura del Novecento. La sua ricerca organica, associata a un’audace visione del rapporto tra forme urbane e natura, offre spunti fondamentali per quanti oggi lavorano alla tutela e valorizzazione del paesaggio architettonico moderno. Precedente Successiva

  • Bici e Ville - Luglio | Ville di Lignano

    5 luglio 2025 Bici e Ville - Luglio Raggio di Levante, 35, Lignano Sabbiadoro, UD, Italia Bici e Ville storiche di Lignano. Sabato 5 luglio visita guidata all’architettura moderna: interni, esterni e storie. Contributo: €20. Ritrovo ore 9.45, Raggio di Levante 35. Indietro Scopri di più... BICI e VILLE – Tour guidato tra le architetture di Lignano Sabato 5 luglio 2025 – ore 10:00-12:00 Ritrovo: ore 9:45 – Raggio del Levante 35, Lignano Torna la stagione delle visite guidate in bicicletta alla scoperta dell’architettura moderna di Lignano. Un itinerario unico tra ville e condomini realizzati tra gli anni Cinquanta e Sessanta, firmati da alcuni dei protagonisti della scena architettonica friulana: Gianni Avon, Marcello D’Olivo, Aldo Bernardis. Il percorso si snoda tra la Pineta e il Lido, e include la visita con ingresso a due edifici di grande interesse: il Condominio Casa Albergo (1957–1958, arch. Gianni Avon) e la Casa Christoff (1956–1957, arch. Gianni Avon). Durante il tour si ammireranno inoltre – dalla pubblica via – la Villa Mainardis, Villa Spezzotti e Villa Sordi, opere iconiche che testimoniano la stagione più fertile e visionaria dell’architettura balneare lignanese. Contributo di partecipazione: €20,00 a persona. I fondi raccolti saranno interamente destinati ai progetti di valorizzazione culturale promossi dall’Associazione Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano. Nota: il noleggio bici non è incluso. Per registrarsi: https://www.villedilignano.it/contatti Precedente Successiva

  • Casa Albergo | Ville di Lignano

    Casa Albergo Gianni Avon 1957 – 1958 Raggio di Levante, 35, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Edificio residenziale multipiano con servizi integrati, progettato con soluzioni tecnologiche innovative per comfort abitativo e qualità estetica. Indietro Innovazione tipologica e comfort moderno nella spirale di Lignano Pineta Un nuovo concetto di abitare turistico Tra gli edifici più rappresentativi della sperimentazione tipologica a Lignano Pineta, la Casa Albergo si distingue per essere stata una delle prime architetture residenziali a proporre una forma mista tra residenza e servizi collettivi , anticipando in parte l’idea di condominio moderno attrezzato . Il nome stesso – “Casa Albergo” – indica l’intento originario: offrire non solo alloggi vacanza, ma una gamma di servizi integrati , tra cui un ristorante e una lavanderia, pensati per rendere il soggiorno estivo più confortevole e funzionale. Sebbene oggi questi servizi non siano più presenti, l’impianto architettonico conserva tutta la carica innovativa e il rigore progettuale con cui fu concepito. Composizione volumetrica dinamica e funzionale L’edificio si sviluppa su sette piani fuori terra e presenta una composizione articolata in tre corpi sfalsati . Questi volumi ruotano attorno al vano scala centrale , vero perno distributivo del progetto. La scelta di scomporre il volume principale in corpi autonomi ma connessi consente: una migliore esposizione alla luce , una maggiore articolazione funzionale , la possibilità di creare prospetti differenziati e vivaci. Ogni corpo accoglie due alloggi per piano , ad eccezione del terzo piano , in cui l’organizzazione spaziale si differenzia, portando a cinque nuclei abitativi distinti. Questa variazione programmatica si riflette anche nel linguaggio architettonico, introducendo un ritmo compositivo e volumetrico di forte interesse. Doppio solaio: tecnologia e qualità abitativa Uno degli aspetti più notevoli della Casa Albergo è l’adozione della tecnologia del doppio solaio . Pensato per garantire: un’ adeguata ventilazione tra i livelli, una maggiore insonorizzazione acustica , una maggiore efficienza climatica ,questo sistema costruttivo è un chiaro indice dell’attenzione posta al comfort abitativo , anche all’interno di una residenza turistica. Ma il doppio solaio non è solo funzionale: viene reinterpretato come elemento estetico , conferendo profondità e articolazione alle facciate, e trasformandosi in una vera forza espressiva del prospetto . L’eleganza del rivestimento e il gioco cromatico Dal punto di vista formale, l’edificio esprime una sobria eleganza modernista . Due elementi definiscono la lettura architettonica della facciata: il rivestimento in cotto , che dona calore e matericità all’intero edificio, le lesene intonacate bianche , che segnano il ritmo verticale, introducendo un contrasto cromatico raffinato . Questa alternanza di pieni e vuoti, di toni caldi e superfici chiare, costruisce un linguaggio architettonico sobrio e contemporaneo , in linea con le ricerche formali dell’architettura europea del dopoguerra. Un edificio residenziale con anima urbana Casa Albergo non è solo un edificio turistico: la sua concezione introduce una visione urbana del vivere la vacanza, con un mix di servizi comuni , spazi privati di qualità e soluzioni distributive innovative . In questo senso si pone in continuità con l’idea di città giardino che anima l’intera Pineta, proponendo una densità abitativa ben risolta , armonizzata con il paesaggio e con il disegno complessivo della spirale. Tipologia mista e modernità funzionale La Casa Albergo rappresenta una delle più interessanti sperimentazioni tipologiche a Lignano Pineta . Sintesi tra: residenza collettiva, servizi comuni, attenzione tecnica e materica,questo edificio testimonia l’ambizione di costruire un’architettura moderna, intelligente, vivibile anche nei contesti vacanzieri. Con la sua verticalità discreta, l’articolazione planimetrica sfalsata e la qualità dei dettagli, Casa Albergo rimane una testimonianza viva della ricerca progettuale degli anni Cinquanta , e un modello ancora attuale di edilizia turistica evoluta . Precedente Successiva

  • Avon Giulio | Ville di Lignano

    Avon Giulio Architetto Socio Fondatore Esperto Architetto e docente, Giulio Avon ha curato importanti restauri e mostre, tra cui Villa Manin e il Duomo di Cividale. Figlio di Gianni e nipote di Gino Avon, promuove con passione l’architettura e l’arte del Novecento a Lignano e non solo. Indietro Scopri di più ... Giulio Avon Architetto, curatore, docente, testimone di una storia familiare radicata nell’arte e nell’architettura friulana. Nato a Udine nel 1956, Giulio Avon appartiene a una famiglia che ha profondamente segnato il volto architettonico e artistico del Friuli Venezia Giulia. Figlio dell’architetto Gianni Avon e nipote del mosaicista Gino Avon, Giulio ha vissuto fin da giovane in un ambiente permeato da arte, progetto e cultura materiale. Dopo la laurea in Architettura conseguita all’Università IUAV di Venezia nel 1983, con una tesi dedicata all’architetto veneziano Ludovico Cadorin, inizia una carriera ricca di interventi progettuali, restauri e attività curatoriali. I suoi primi incarichi significativi lo vedono impegnato nell’allestimento di grandi mostre d’arte: tra queste, la mostra su Sebastiano Ricci a Villa Manin (1989), la rassegna sui Longobardi a Cividale del Friuli (1990), e Palmanova fortezza d’Europa (1993). Seguono altri allestimenti tra cui Floriano e Ponte di arte e fede tra i popoli in Europa a Illegio. Nel campo del restauro ha seguito numerosi cantieri di rilievo, in particolare a Cividale del Friuli: il Palazzo ex Monte di Pietà, il Cimitero Maggiore e il Duomo. Assieme alla sorella Elena ha curato anche il restauro dell’Esedra di levante a Villa Manin, con un approccio rispettoso dei valori storici e architettonici dei luoghi. Nel tempo, l’attività dello Studio Associato Avon si è estesa anche a progetti di edilizia sanitaria e termale. Giulio Avon ha contribuito alla realizzazione dei padiglioni della Casa di Cura di Abano Terme, delle nuove sale operatorie, dell’ampliamento delle Terme Marine di Grado e del padiglione Infettivi del Policlinico Universitario di Udine. Dal 2003 al 2008 ha insegnato Composizione Architettonica all’Università degli Studi di Udine, contribuendo alla formazione di giovani architetti, con particolare attenzione all’integrazione tra progetto contemporaneo e contesto storico. Un altro intervento emblematico è il restauro e la ricostruzione del Castello di Artegna, distrutto dal sisma del 1976 e riaperto al pubblico nel 2014, oggi importante centro di riferimento culturale per il territorio. Oltre alla pratica professionale, Giulio Avon ha sempre promosso la valorizzazione dell’architettura del Novecento a Lignano Sabbiadoro, Pineta e Riviera. Ha ideato e curato mostre, pubblicazioni monografiche e percorsi di ricerca che raccontano l’identità architettonica di queste località, nate tra le visioni urbanistiche di Marcello D’Olivo e le realizzazioni di numerosi protagonisti della scena architettonica italiana. La sua visione unisce rigore scientifico e profondo amore per i luoghi. La sua attività come Socio Fondatore dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano” rappresenta la naturale prosecuzione di un impegno trentennale nella tutela e promozione del patrimonio architettonico e culturale della regione. Precedente Successiva

  • Stabilimenti balneari | Ville di Lignano

    Stabilimenti balneari Gianni Avon 1955 – 1956 (solo 3 realizzati) Lungomare Trieste, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Stabilimenti a pianta circolare con ali orientate verso il mare. Solo tre realizzati, tra sperimentazione formale e funzionalismo costruttivo. Indietro L'architettura del paesaggio costiero tra forma e funzione Contesto: architettura della vacanza e visione urbana Nel pieno del boom turistico degli anni ’50, Lignano Sabbiadoro si afferma come una delle località balneari emergenti dell’Adriatico. In questo clima di espansione e trasformazione, l’ Azienda di Soggiorno affida all’architetto Gianni Avon l’ambizioso progetto di quindici stabilimenti balneari , destinati a punteggiare l’intero tratto costiero compreso tra la Terrazza a Mare progettata da Provino Valle e la colonia marina di Zanini . Di questa visione iniziale, solo tre stabilimenti verranno effettivamente realizzati tra il 1955 e il 1956, diventando tuttavia dei veri e propri manufatti simbolici dell’architettura del tempo, capaci di coniugare funzione, sperimentazione e riconoscibilità . Composizione: un “fungo” con ali aperte al mare Ogni stabilimento balneare è concepito secondo una pianta centrale a forma di fungo , con un corpo principale circolare da cui si dipartono due ali laterali disposte con un’inclinazione di 120° , orientate strategicamente verso il mare . Questa configurazione, oltre a offrire una distribuzione funzionale delle cabine , crea una prospettiva guidata verso l’orizzonte marino e contribuisce a racchiudere visivamente l’area dello stabilimento, garantendo privacy e una certa monumentalità dello spazio. Forma, funzione e paesaggio La scelta di utilizzare la pianta circolare non è solo un elemento di originalità formale: in essa si legge l’influenza di Marcello D’Olivo , con il quale Avon condivideva la riflessione sull’architettura organica e sul superamento della griglia ortogonale. Ma se in D’Olivo la spirale è gesto urbano, in Avon il cerchio diventa dispositivo spaziale funzionale : organizza l’accesso, il percorso, la relazione tra gli ambienti. È un’architettura razionale , ma non priva di poetica balneare , adatta alla leggerezza della vacanza. Materiali e tecniche: economia e rigore La realizzazione degli stabilimenti è affidata all’impresa Ursella , che esegue le opere con una particolare attenzione ai tempi e costi contenuti . I materiali utilizzati sono semplici e “poveri”: Cemento a vista Laterizio pieno e forato Elementi prefabbricati per le coperture rovesce , rialzate e sporgenti La copertura è uno degli elementi più riconoscibili del progetto: rialzata e concava , quasi sospesa sopra la struttura, offre protezione e ventilazione allo stesso tempo. La sua forma “a padiglione rovesciato” diventa tratto distintivo visivo , visibile da lontano e in grado di dialogare con il profilo della costa . Dettagli costruttivi e cura del disegno Avon, noto per la sua attenzione al disegno tecnico e al dettaglio esecutivo, cura con rigore ogni elemento costruttivo: i moduli ripetuti delle cabine i percorsi di accesso la logica modulare delle pensiline l’integrazione di struttura e funzione Questa attenzione si riflette in un’opera che, pur concepita per l’uso stagionale e spesso soggetta a obsolescenza, riesce a conservare dignità architettonica e qualità percettiva . Una visione interrotta: il sogno dei quindici Il progetto iniziale prevedeva una sequenza regolare di quindici stabilimenti , una sorta di “colonnato” balneare lungo il litorale. Le difficoltà economiche e logistiche portarono alla realizzazione solo di tre unità, lasciando incompiuta una visione urbana ambiziosa , che avrebbe potuto ridefinire il rapporto tra città e spiaggia. Tuttavia, la forza del linguaggio architettonico e la coerenza progettuale rendono questi tre stabilimenti esempi paradigmatici di edilizia costiera moderna , ancora oggi capaci di comunicare un’idea di vacanza colta e progettata. Un’eredità da riscoprire Gli stabilimenti balneari di Avon non sono semplici padiglioni funzionali, ma micro-architetture urbane , costruite con intelligenza formale e attenzione al contesto. Oggi più che mai, di fronte al rischio di sostituzione o abbandono, è importante rivalutare queste architetture minori , che raccontano l’identità progettuale della Lignano degli anni Cinquanta e restituiscono una dimensione architettonica alla vacanza . Precedente Successiva

  • MOSTRA: Lignano 1954 -1972 Fotografia, mosaico, architettura | Ville di Lignano

    18 ottobre 2025 MOSTRA: Lignano 1954 -1972 Fotografia, mosaico, architettura Via Treviso, 2, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Dopo il grande successo di questa estate, riprende presso la Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro, la mostra “A Lignano, la fotografia d’arte incontra l’architettura d’autore”. Indietro Scopri di più... MOSTRA: Lignano 1954 -1972 Fotografia, mosaico, architettura Dopo il grande successo di questa estate, riprende presso la Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro, la mostra “A Lignano, la fotografia d’arte incontra l’architettura d’autore”. Un percorso tra scatti d’archivio del Maestro Italo Zannier e nuove immagini di Sara Trimarchi, che rileggono le opere di Gianni Avon e i mosaici realizzati dal padre Gino Avon. Il passato, la modernità e la bellezza delle ville di Lignano, tra luce, materia e memoria visiva. Un dialogo tra generazioni e linguaggi visivi, per scoprire l’identità architettonica di Lignano attraverso lo sguardo di chi l’ha raccontata e continua a reinterpretarla. Dal 18 ottobre al 22 novembre 2025 Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro – Via Treviso, 2 Ingresso libero Orari: Lunedì – Venerdì: 14.30 – 19.00 Giovedì: 10.00 – 12.00 Sabato: 10.00 – 19.00 Associazione “Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano” www.villedilignano.it Precedente Successiva

  • Municipio | Ville di Lignano

    Municipio Aldo Bernardis 1968 – 1973 Viale Europa, 26, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Una delle opere più significative della città, non solo per la sua funzione, ma anche per la sua progettazione innovativa e simbolica. Indietro La centralità della funzione pubblica Il Municipio di Lignano Sabbiadoro , progettato dall'architetto Bernardis , è una delle opere più significative della città, non solo per la sua funzione, ma anche per la sua progettazione innovativa e simbolica. Questo edificio è concepito come un complesso edilizio aperto verso uno spazio circostante ampio e ben definito, con l'intento di evidenziare la centralità della funzione pubblica e il legame tra l'edificio e la comunità. Struttura e design simbolico Il progetto presenta un'ampia area esterna , corrispondente a un atrio monumentale interno , che funge da spazio di transizione e accoglienza. L'edificio stesso è caratterizzato da una serie di pilastri rastremati che delimitano lo spazio e creano un portico che ritma l'architettura. La scelta dei pilastri rastremati conferisce un aspetto slanciato e imponente, rendendo l'edificio simbolicamente forte e introverso, quasi come una fortezza pubblica. Riferimenti e influenze culturali Bernardis, con il suo progetto, sembra rielaborare influenze provenienti da altre opere simboliche degli anni Sessanta, rievocando, in particolare, due architetture iconiche del periodo: Il Convento de La Tourette di Le Corbusier , con la sua struttura austera, che enfatizza il concetto di spazio monumentale e isolato. Il Municipio di Kurashiki di Kenzo Tange , che con il suo approccio innovativo e simmetrico, aveva già lasciato un'impronta nella progettazione degli spazi pubblici moderni. Questi riferimenti sono reinterpretati in chiave locale, cercando di fondere le influenze internazionali con le specificità culturali e paesaggistiche di Lignano. Architettura introversa e simbolica Il design del Municipio, con la sua imponente facciata e la ripetizione dei pilastri, crea un effetto di simbolismo architettonico , enfatizzando l’importanza del luogo come sede del potere pubblico. La scelta di un'architettura più introversa, che si apre attraverso portici ma al contempo rimane unita al suo contesto, riflette il desiderio di creare uno spazio solenne, ma anche accessibile e in armonia con l'ambiente circostante. Precedente Successiva

  • Fonti e Crediti | Ville di Lignano

    La pagina Fonti e Crediti di Ville di Lignano documenta con accuratezza gli autori, gli archivi fotografici e le fonti bibliografiche utilizzate nei contenuti del sito, con particolare attenzione alla trasparenza editoriale e alla valorizzazione del patrimonio visivo e documentale legato al modernismo architettonico e culturale del Friuli Venezia Giulia. Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" FONTI E CREDITI Riconoscimenti e fonti a supporto del progetto Il nostro lavoro di ricerca, documentazione e divulgazione è reso possibile grazie alla disponibilità e alla collaborazione di archivi pubblici e privati, autori, fotografi e case editrici. A loro va il nostro sincero ringraziamento per il contributo fondamentale alla valorizzazione del patrimonio architettonico di Lignano Sabbiadoro. Crediti fotografici Comune di Lignano Sabbiadoro Comune di Lignano – Biblioteca Civica Archivio E.M.E. Ursella S.r.L. – Buia BILLIANI SRL società unipersonale Archivio Studio Avon – Udine Architetto Giulio Avon Valter Sbaiz Sara Trimarchi Photography Andrea Gregoratti Crediti testuali Gaspari Editore Asti Maria Enrica Vittoria Architetto Giulio Avon Federica Esposito Diana Barillari Veronica Riavis Oscar D’Agostino Bibliografia di riferimento Dentro Lignano | Inside Lignano – Giulio Avon, Ferruccio Luppi – Gaspari Editore Aldo Bernardis - Architetture a Lignano 1953–2003 – Giulio Avon – Gaspari Editore Lignano Pineta – Spiagge d’Italia n° 1 – Görlich Editore, Milano Ville al mare – Görlich Editore, Milano 90 Architetture di Lignano - Comune di Lignano Sabbiadoro

  • Riavis Veronica | Ville di Lignano

    Riavis Veronica Insegnate Università di Udine (Sezione Laboratorio Architettura) Comitato Scientifico Ricercatrice in Disegno presso UNIUD, esperta in rappresentazione inclusiva e tecnologie BIM. Vincitrice della Targa d’Argento “Gaspare De Fiore” per i suoi studi sulla rappresentazione tattile di pittura e architettura. Indietro Scopri di più ... Veronica Riavis Ricercatrice in Disegno presso il Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura (DPIA) dell’Università degli Studi di Udine. Svolge attività di ricerca e didattica nell’ambito della rappresentazione architettonica, con un’attenzione particolare ai temi dell’inclusione, dell’accessibilità e della comunicazione visivo-tattile del patrimonio. Opera all'interno dell' Advanced 3DLab , laboratorio dedicato alla sperimentazione 3D e all’innovazione applicata alla fruizione dei beni culturali e architettonici. La sua attività si concentra sulla rappresentazione per la fruizione psico-sensoriale di opere d’arte, architetture e contesti urbani, con l’obiettivo di renderli accessibili a un pubblico più ampio, inclusi ipovedenti e non vedenti. Nel 2020 è stata insignita della prestigiosa Targa d’Argento “Gaspare De Fiore” , assegnata in occasione del Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione. Il riconoscimento è stato conferito per la sua tesi di dottorato dal titolo “Rappresentazioni tattili di pittura e architettura: ricostruzione geometrica della Chiesa di Sant’Ignazio a Gorizia e restituzione prospettica dell’affresco parietale” , sviluppata durante il suo Ph.D. in Ingegneria Civile Ambientale e Architettura (XXXII ciclo) nell’ambito del programma interateneo fra le Università di Udine e Trieste. Parallelamente all’attività di ricerca, Veronica Riavis è impegnata nell’insegnamento dei corsi di Laurea in Scienze dell’Architettura, Ingegneria Civile e Ambientale e Tecniche dell’Edilizia e del Territorio , contribuendo anche all’attività didattica del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Civile Ambientale e Architettura . Ha inoltre svolto attività come visiting professor presso l’Universitat Politècnica de València , ampliando il suo approccio al confronto internazionale. È coinvolta nel progetto PNRR “iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem” , dedicato all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione dei processi formativi e produttivi, contribuendo con competenze su BIM, modellazione 3D e rappresentazione avanzata. Oltre all’impegno accademico, partecipa attivamente a progetti di divulgazione scientifica, orientamento scolastico e promozione della cultura del disegno come linguaggio universale e accessibile. Nel contesto dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano”, Veronica Riavis apporta una visione tecnica e umanistica insieme, con particolare attenzione alla valorizzazione inclusiva del patrimonio architettonico . Il suo contributo mira a integrare tecnologie innovative e approcci sensibili alla narrazione delle architetture storiche, rendendole comprensibili e fruibili da tutti, senza barriere. La sua figura rappresenta un ponte tra mondo scientifico, cultura visiva e sensibilità sociale: una professionista che mette la tecnologia al servizio della memoria e dell’accessibilità del patrimonio comune. Precedente Successiva

  • Casette Castellarin | Ville di Lignano

    Casette Castellarin Gianni Avon 1957 – 1958 Calle del Sorriso, 3, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Due alloggi eleganti e funzionali caratterizzati da un design minimalista e l'uso di materiali naturali. Indietro Un'Icona di Eleganza e Funzionalità nella Modernità Architettonica di Lignano Pineta Le Casette Castellarin, costruite tra il 1957 e il 1958, rappresentano un esempio paradigmatico di architettura moderna e funzionale. Situate a Lignano Pineta, in via Calle del Sorriso, questi due edifici sono il frutto di un'idea innovativa e visionaria, concepiti come case da affitto e progettati per rispondere a esigenze pratiche e estetiche, mantenendo un forte legame con il contesto naturale circostante. La progettazione e la costruzione delle Casette Castellarin sono un chiaro esempio di come l’architettura possa integrarsi perfettamente con l’ambiente e allo stesso tempo soddisfare le necessità abitative contemporanee. Un Design Minimalista e Funzionale Le due casette sono disposte in modo perpendicolare l’una all’altra, creando una disposizione che permette di separare e rendere indipendenti le aree esterne delle abitazioni. Questo approccio spaziale non è solo funzionale ma anche estremamente elegante, rispecchiando l’essenzialità del design moderno. Le abitazioni sono progettate in modo che ogni unità disponga di spazi esterni privati, amplificando la sensazione di indipendenza e isolamento, pur rimanendo parte di un contesto residenziale. La struttura portante delle casette è realizzata con pilastrini in cemento armato prefabbricato lasciati a vista, che ne costituiscono l’elemento distintivo e allo stesso tempo ne supportano l'intera struttura. Questi pilastri sottili, visibili dall’esterno, rappresentano l’ossatura dell’edificio, mentre i tamponamenti in muratura faccia a vista conferiscono robustezza e continuità all’estetica dell’edificio. All’interno, i tamponamenti sono intonacati, creando una continuità tra l’esterno e l’interno, ma al tempo stesso delineando con discrezione le diverse aree dell’abitazione. La finestratura delle Casette Castellarin segue il ritmo dell’interspazio tra i pilastri, offrendo una visione di insieme che evidenzia l’equilibrio tra funzionalità e estetica. Le finestre sono disposte in modo da garantire una buona illuminazione naturale all’interno, senza compromettere la privacy degli abitanti. L’attenzione alla luce naturale è una caratteristica fondamentale di questo progetto, che riflette la volontà di creare ambienti che siano luminosi e accoglienti senza dover ricorrere a eccessi decorativi. Gli Interni: Un’Essenzialità Raffinata La distribuzione interna delle casette è progettata seguendo un’impostazione rigorosa e geometrica, regolata dalla maglia strutturale dei pilastri. Questo approccio conferisce un senso di ordine e simmetria agli spazi interni, che risultano ampi e ben proporzionati. La separazione tra la cucina e il soggiorno è realizzata con sottili divisori in legno, che non solo separano le due aree ma aggiungono anche un tocco di calore e naturalezza all’ambiente. Questo dettaglio è un chiaro esempio di come il legno, materiale naturale per eccellenza, venga utilizzato per bilanciare la durezza e la solidità del cemento, creando un contrasto che enfatizza la domesticità e l’intimità della casa. Il soffitto della zona giorno è rivestito in larice, un legno pregiato che conferisce agli interni un’atmosfera calda e accogliente. Il larice, noto per la sua resistenza e bellezza, è utilizzato non solo come materiale strutturale ma anche come elemento estetico che contribuisce a definire l’atmosfera di ogni stanza. Il rivestimento in legno è un altro segno distintivo di un design che ha saputo unire praticità e bellezza in modo sobrio e raffinato. Il camino in mattoni, posizionato in testata rispetto alla pianta dell’abitazione, svolge una funzione non solo pratica ma anche simbolica. Esso rappresenta il cuore domestico della casa, diventando il punto di riferimento centrale per la zona giorno. La sua posizione sotto la doppia falda del tetto inclinato crea un forte contrasto visivo e un effetto di movimento, sottolineando ulteriormente l’essenzialità e la domesticità dell’ambiente. Il Tetto: Un Elemento Iconico Il tetto delle Casette Castellarin è un altro elemento che contribuisce alla forte identità visiva del progetto. Le due falde inclinate, che si intersecano sopra la zona giorno, sono un chiaro rimando alla tradizione architettonica delle case di campagna, ma rivisitato in chiave moderna. L’inclinazione del tetto non è solo una scelta estetica, ma anche funzionale, poiché permette un’ottima ventilazione e protezione contro le intemperie. Il contrasto tra la struttura in cemento armato e le linee morbide del tetto in legno crea una tensione visiva che rende l’edificio interessante da ogni angolazione. Un Progetto in Sintonia con la Natura Le Casette Castellarin sono un perfetto esempio di come l’architettura moderna possa dialogare armoniosamente con l’ambiente circostante. L’utilizzo di materiali naturali come il cemento armato, il legno e il mattone si integra con il paesaggio di Lignano Pineta, un’area di grande valore naturale e paesaggistico. L’edificio non si impone prepotentemente, ma si fonde con la vegetazione circostante, rispettando e valorizzando il contesto in cui è inserito. Queste case, pensate per rispondere a esigenze abitative semplici ma raffinate, sono un simbolo di come l’architettura possa essere funzionale e al contempo esteticamente appagante. La loro eleganza discreta, unita alla scelta di materiali resistenti e naturali, ha reso le Casette Castellarin un esempio significativo della modernità architettonica italiana, che ancora oggi continua a ispirare nuovi progetti e a rappresentare un punto di riferimento per il design contemporaneo. Le Casette Castellarin non sono solo due edifici residenziali, ma un esempio di come l’architettura possa rispondere alle esigenze di funzionalità e bellezza senza compromessi. La progettazione delle casette è un’ode alla semplicità, alla purezza delle forme e all’uso sapiente dei materiali, che hanno saputo resistere al passare del tempo mantenendo intatto il loro fascino originario. Questo progetto rimane uno dei punti di riferimento per chiunque voglia esplorare l’evoluzione dell’architettura moderna in Italia, unendo innovazione e tradizione in un equilibrio perfetto. 4o mini Precedente Successiva

  • Casa Christoff | Ville di Lignano

    Casa Christoff Gianni Avon 1956 – 1957 Arco dell'Erica, 9, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Villa a più livelli, incastonata nel terreno. La terrazza e la scala circolare definiscono l’architettura, tra paesaggio, tecnica e leggerezza. Indietro Una villa che modella il terreno e guarda l’orizzonte Architettura e topografia in dialogo continuo Tra le opere residenziali progettate da Gianni Avon a Lignano Pineta, Casa Christoff si distingue per l’attenzione alla morfologia del suolo e per l’uso della sezione come strumento compositivo . Costruita tra il 1956 e il 1957 in una delle zone più suggestive della Pineta, la villa nasce da un gesto preciso: seguire il declivio naturale del terreno e modellarlo attraverso volumi architettonici leggeri e articolati , posizionati con cura per valorizzare le visuali e il rapporto con l’ambiente. Ingresso multiplo e livelli sfalsati La distribuzione degli accessi racconta l’intelligenza progettuale con cui Avon ha immaginato il rapporto tra costruito e natura: L’ ingresso carrabile e l’autorimessa sono collocati al piano inferiore, in corrispondenza del punto più basso del lotto. L’ accesso pedonale alla residenza principale è invece posto a una quota intermedia , protetto e riservato. Questa articolazione dei livelli non è solo funzionale , ma permette di spezzare il volume architettonico , riducendone l’impatto visivo e favorendo una maggiore integrazione nel paesaggio pinetato . La scala come elemento figurativo e connettivo Elemento iconico del progetto è la scala esterna circolare , che connette il portico al piano terra con la profonda terrazza del primo piano .Questa scala, dalla geometria semplice ma espressiva, è un vero fulcro visivo e compositivo : definisce il carattere dinamico della facciata, lega verticalmente i livelli abitativi , si staglia con eleganza contro il verde del giardino, trasformando un elemento funzionale in segno architettonico riconoscibile . La copertura “sospesa”: composizione e sostenibilità Uno degli aspetti più originali della villa è la copertura sollevata rispetto ai volumi sottostanti.Sostenuta da travi sottili e arretrata rispetto ai muri perimetrali, la copertura crea un’ intercapedine d’aria che ha funzione sia estetica che climatica .Questo dispositivo è ricorrente nelle architetture di Avon , e rivela la sua attenzione per: la ventilazione naturale , la riduzione dell’irraggiamento diretto , la percezione visiva di leggerezza dell’intero volume costruito. In questo senso, Casa Christoff anticipa temi oggi al centro del dibattito architettonico contemporaneo: architettura bioclimatica , ventilazione passiva , disegno sostenibile e integrato . Materiali e linguaggio espressivo La villa si distingue per un uso sobrio ma raffinato dei materiali : strutture in cemento armato , superfici intonacate di bianco , serramenti in metallo dai profili esili, travi a vista e copertura aggettante. Il contrasto tra i volumi pieni e le aperture arretrate , la sequenza delle ombre proiettate sotto la copertura sospesa, e la pulizia dei dettagli concorrono a definire un linguaggio progettuale moderno e misurato , radicato nella cultura architettonica friulana ma aperto alle influenze internazionali. Spazio interno e apertura al paesaggio La zona giorno della casa si affaccia sulla terrazza principale con ampie vetrate, creando una continuità visiva e fisica tra l’interno e l’esterno.Le camere, disposte con criterio distributivo preciso, garantiscono privacy e comfort , mentre la sezione dell’edificio guida l’aria e la luce attraverso gli spazi, grazie alla posizione sopraelevata e alle aperture differenziate sui quattro lati. Una residenza che guarda, respira e si solleva Casa Christoff è una delle testimonianze più chiare del pensiero architettonico di Gianni Avon : il rispetto per il paesaggio , la volontà di costruire in leggerezza , la precisione progettuale nei dettagli . La villa è un esempio significativo di come l’architettura residenziale degli anni Cinquanta potesse rispondere con intelligenza ai vincoli climatici e topografici, proponendo soluzioni innovative oggi più che mai attuali. Architettura in equilibrio Nel contesto di Lignano Pineta, Casa Christoff rappresenta un intervento di alta qualità, equilibrato tra estetica e tecnica , paesaggio e funzione .Un progetto silenzioso e colto, che ha ancora molto da insegnare nella sua capacità di adattarsi al luogo senza rinunciare a una chiara identità architettonica . Promuoverne la conoscenza e la valorizzazione significa sostenere un modello virtuoso di edilizia turistica e residenziale , che mette al centro l’ambiente, l’abitante e il progetto . Precedente Successiva

  • Festival Lignano Noir 2024 - Omaggio a Giorgio Scerbanenco | Ville di Lignano

    27 ottobre 2024 Festival Lignano Noir 2024 - Omaggio a Giorgio Scerbanenco Via Treviso, 2, 33054 Lignano Sabbiadoro, Lignano Sabbiadoro UD, Italia Un appuntamento imperdibile per gli amanti della narrativa, del cinema, della musica e del teatro! Un evento dedicato ai misteri del noir, promosso dalla città di Lignano e dalla Biblioteca Comunale. Indietro Scopri di più... Omaggio a Giorgio Scerbanenco dal 24-10-2024 al 27-10-2024 Ritorna il Festival Lignano Noir 2024 dedicato allo scrittore Giorgio Scerbanenco Noi di Associazione Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano siamo felici di condividere con voi questa bella iniziativa, portata avanti dalla città e dalla sua Biblioteca Comunale. Non mancate! Dal 24 al 27 ottobre a Lignano Sabbiadoro, torna Lignano Noir : un appuntamento imperdibile per gli amanti della narrativa, del cinema, della musica e del teatro! Un evento dedicato ai misteri del noir, promosso dalla città di Lignano e dalla Biblioteca Comunale . Tra gli ospiti d'eccezione: - Giulio Avon , Socio Fondatore Esperto, Architetto e curatore di libri sull'architettura. - Cecilia Scerbanenco presenta Giorgio Scerbanenco, Cinema tra le donne, La Nave di Teseo Il Festival Lignano Noir è un omaggio allo scrittore Giorgio Scerbanenco, riconosciuto maestro del genere giallo e noir in Italia. 📍 Info evento: Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro , Via Treviso 2 📞 0431 409160 | ✉️ biblio@lignano.org Il programma completo dell'evento è disponibile al seguente link . fb: Festival Lignano Noir - Omaggio a Giorgio Scerbanenco IL PROGRAMMA: Giovedì 24 ottobre 2024 ore 21.00 - Cinecity Concerto jazz noir Francesco Bearzatti “Post atomic Zep” con Francesco Bearzatti - sax, elettronica Alessandro Turchet - basso, elettronica Marco D’Orlando - batteria, voce Venerdì 25 ottobre 2024 ore 18.00 - Biblioteca Comunale Crimini italiani incontro con il giornalista Pino Rinaldi ore 20.00 - Monaco Suites Hotel - The Taste & Al Bancut Restaurant A Cena con il Giallo tra ricette dello chef Rudi Santuz e conversazioni letterarie con l’amichevole intervento di Luca Crovi e Paola Alberti (su prenotazione, euro 50 – Hotel Monaco, Via Gorizia 24, Lignano Sabbiadoro tel. 0431.71926 - segreteria@hotelmonaco.net ) Sabato 26 ottobre 2024 ore 17.00 - Biblioteca Franco Forte presenta il suo nuovo romanzo L’alba di Cesare , Mondadori conduzione del vicesindaco Manuel Massimiliano La Placa a seguire 10a edizione Premio Scerbanenco@Lignano Cerimonia di premiazione dei vincitori ore 20.30 - Cinecity Proiezione del film Glory hole (2024) Ospiti d’onore: il regista Romano Montesarchio e l’attore Francesco Di Leva Interverrà il magistrato Dario Grohmann Domenica 27 ottobre 2024 ore 16.00 - Biblioteca Comunale Dalle indagini negli archivi: Cecilia Scerbanenco presenta Giorgio Scerbanenco , Cinema tra le donne , La Nave di Teseo Giulio Avon presenta Architetture in copertina a seguire Un tè con Agatha Christie divagazioni “in giallo” con Luca Crovi e delizie di pasticceria Nelle giornate del Festival, in Biblioteca, la mostra fotografica “Omaggio a Giorgio Scerbanenco” a cura del Fotocineclub Lignano Ingresso libero. Per partecipare consultare il regolamento ufficiale . Ringraziamo per l'iniziativa: https://lignanosabbiadoro.it/it/eventi/lignano-noir-2024/ https://comune.lignano-sabbiadoro.ud.it/vivere-il-comune/eventi/festival-lignano-noir-2024 Precedente Successiva

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