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ESPLORA I PATRIMONI ARCHITETTONICI DI LIGNANO
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- Marcello D'Olivo | Ville di Lignano
Marcello D'Olivo 1921–1991 Marcello D’Olivo, architetto modernista, pittore e urbanista visionario, ha lasciato il suo segno indelebile su Lignano Pineta attraverso la famosa "Spirale" urbana. Un'opera che intreccia natura, design organico e innovazione, esplorando il connubio tra estetica, territorio e sperimentazione su scala internazionale. Indietro Scopri di più ... Marcello D’Olivo: visionario architetto della spirale e dell’architettura organica Marcello D’Olivo (1921–1991) è stato una figura di spicco dell’architettura contemporanea, lasciando un segno indelebile nel Friuli-Venezia Giulia e oltre. Nato in una famiglia di decoratori, si formò al liceo artistico di Venezia e completò gli studi in Architettura presso lo IUAV nel 1947, nel difficile contesto del secondo dopoguerra. Fin da allora si delineava la sua visione organica e innovativa. La spirale urbana di Lignano Pineta Nel 1953 firmò il piano urbanistico di Lignano Pineta, caratterizzato dall’iconica “chiocciola”, una struttura viaria spiraliforme pensata per armonizzarsi con la vegetazione e la pineta circostante. Pubblicato su Domus nel 1954, questo progetto esprimeva una sintesi tra rispetto ambientale e abitare turistico, precorrendo nuovi approcci architettonici. Tra architettura e pittura, oltre i confini Artista e urbanista poliedrico, D’Olivo non si limitò al panorama locale ma si cimentò in sfide internazionali, come la ricostruzione mediorientale e progetti urbanistici in Africa. Tra le sue opere spiccano anche sperimentazioni con la prefabbricazione e residenze organiche come Villa Spezzotti a Lignano, in cui esterni e interni sembrano fondersi in un dialogo continuo. Un maestro di visione e sperimentazione La sua produzione, vasta e variegata, comprende quasi 400 progetti che spaziano dall’architettura all’urbanistica, fino alla pittura. Attivo in Libia, Libano e Gabon, arrivò a progettare una città satellite a Libreville. Nel 1972 sintetizzò la sua filosofia in Discorso per un’altra architettura , un manifesto che riflette il suo equilibrio tra estetica artistica, rispetto naturale e innovazione tecnologica. Riscoperta e valorizzazione postuma Dopo la sua scomparsa, la città di Udine e altre istituzioni hanno celebrato la sua eredità attraverso mostre retrospettive e iniziative commemorative, come la piazza a Lignano Pineta dedicata al suo nome. Il centenario della sua nascita nel 2021 ha visto nuovi approfondimenti critici da parte di esponenti illustri come Massimiliano Fuksas e Gillo Dorfles. Marcello D’Olivo rimane una figura imprescindibile nell’architettura del Novecento. La sua ricerca organica, associata a un’audace visione del rapporto tra forme urbane e natura, offre spunti fondamentali per quanti oggi lavorano alla tutela e valorizzazione del paesaggio architettonico moderno. Precedente Successiva
- Villa Sordi | Ville di Lignano
Villa Sordi Aldo Bernardis 1958 – 1959 Arco del Maestrale & Raggio del Bisato, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Si distingue per un'ampia copertura in coppi e una struttura introversa, ideata come rifugio privato per l'attore. Indietro Un Ritiro Privato per Alberto Sordi, tra Architettura e Funzionalità Nel cuore di Lignano Pineta, a cavallo tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60, nasce una delle abitazioni più emblematiche della zona: la Villa Sordi. Questo progetto, voluto fortemente dal celebre attore Alberto Sordi, si inserisce all’interno di un'iniziativa promossa dalla società Lignano Pineta, che intendeva attrarre personaggi del mondo dello spettacolo per contribuire alla visibilità e alla promozione turistica della località. Per incentivare questa partecipazione, l’offerta era quella di un lotto di terreno gratuito, a condizione che ogni personaggio famoso costruisse una casa che riflettesse la propria personalità. Alberto Sordi aderì a questa proposta e diede vita a quella che è oggi conosciuta come Villa Sordi. Un Progetto a Misura di Rifugio: Introversione e Privacy La villa si caratterizza per la sua essenza introversa, pensata non per essere esposta al mondo, ma per offrire al celebre attore un rifugio lontano dalla curiosità pubblica. Progettata da Bernardis tra il 1958 e il 1959, la casa si presenta come una sorta di "tana" moderna, un luogo sicuro dove Sordi potesse ritirarsi e godere della sua privacy. Questo carattere di riservatezza è accentuato dalla scelta architettonica di orientare e modellare gli spazi in modo che la villa sembri quasi "nascosta", protetta dal rumore e dalle sollecitazioni esterne. Il design di Villa Sordi è emblematico di un tipo di architettura che non si limita a rispondere a necessità funzionali, ma che gioca con la forma e la materia per creare un'atmosfera di intimità e sicurezza. La villa non è un edificio che si espone verso l'esterno, ma piuttosto si nasconde nel paesaggio, come una "capsula" che accoglie i suoi abitanti in un contesto protetto. La Copertura in Coppi: Un Elemento Caratterizzante Uno degli aspetti più riconoscibili di Villa Sordi è senza dubbio la sua copertura, costituita da un ampio tetto a coppi. Questa scelta non è solo una soluzione estetica, ma rappresenta anche un elemento simbolico. La copertura ampiamente inclinata ha un forte impatto visivo, connotando figurativamente l’edificio e amplificando il suo carattere introverso. La scelta dei coppi, un materiale tradizionale, richiama le tipiche abitazioni rurali italiane, ma qui viene reinterpretato in chiave moderna, integrandosi perfettamente con le linee sobrie e minimali del resto dell’architettura. La copertura è anche una risposta alle condizioni climatiche della zona: l’inclinazione permette un'efficace gestione delle acque piovane, proteggendo al contempo gli ambienti interni dalla luce solare diretta, elemento essenziale in un contesto residenziale pensato per la privacy e il riposo. Struttura e Forma: L’Articolazione del Tetto e dei Telai Il tetto di Villa Sordi si appoggia su una serie di telai in cemento piegati ad angolo ottuso, una soluzione che rappresenta un equilibrio perfetto tra funzionalità e ritmo visivo. Questi telai non solo svolgono una funzione statica fondamentale, supportando il peso del tetto, ma contribuiscono anche a definire un ritmo cadenzato nei prospetti della villa. L’inclinazione degli angoli e l’articolazione dei telai creano un effetto visivo dinamico che guida l’occhio lungo le facciate, rendendo l’edificio visivamente interessante senza mai perdere la sua sobrietà e il suo carattere riservato. Questa particolare attenzione alla struttura e alla forma evidenzia una delle qualità distintive del progetto: l'abilità del suo architetto, Bernardis, nel controllare e manipolare le forme strutturali in modo da rispondere in maniera efficace alle necessità pratiche senza sacrificare l'estetica. La scelta di telai piegati ad angolo ottuso non è solo una questione di estetica, ma anche una risoluzione ingegneristica che permette di ottenere un edificio solido e stabile, ma al contempo con un carattere innovativo e distintivo. La Collaborazione con Marcello D’Olivo e l’Impresa Ursella Un altro aspetto che merita di essere sottolineato è la lunga collaborazione di Bernardis con il progettista Marcello D'Olivo e l’impresa Ursella, che ha giocato un ruolo fondamentale nella realizzazione del progetto. D’Olivo, figura di spicco nel panorama architettonico italiano dell'epoca, ha condiviso con Bernardis la visione di un’architettura che fosse al tempo stesso innovativa e radicata nella tradizione. L’impresa Ursella, dal canto suo, ha contribuito con la sua esperienza nel campo delle costruzioni, garantendo che il progetto fosse realizzato con la massima attenzione ai dettagli e alla qualità dei materiali. Questa collaborazione ha permesso di ottenere una villa che non è solo un’opera architettonica, ma anche un esempio di come la sinergia tra progettista, ingegnere e costruttore possa dar vita a un edificio che resiste alla prova del tempo, sia dal punto di vista strutturale che estetico. Il Ruolo della Villa Sordi nella Promozione di Lignano Pineta La costruzione di Villa Sordi non fu solo un atto di creazione architettonica, ma anche un passo importante per la promozione di Lignano Pineta come località turistica di prestigio. Offrendo terreno gratuito a personalità del mondo dello spettacolo, la società Lignano Pineta mirava a attrarre l’attenzione dei media e a costruire una rete di vip che avrebbero contribuito a dare visibilità alla località. La presenza di Sordi, uno degli attori più amati e conosciuti in Italia, ha avuto un impatto significativo sulla popolarità di Lignano Pineta, contribuendo a far crescere l’interesse per la zona e a cementare la sua reputazione come meta turistica esclusiva. Un'Eleganza Discreta e Funzionale Villa Sordi non è solo un rifugio privato per Alberto Sordi, ma anche un esempio di architettura che riflette la ricerca dell’intimità e della privacy attraverso una forma innovativa e funzionale. La villa è un’opera di grande eleganza, ma allo stesso tempo è un luogo che nasconde il suo fascino, puntando sulla discrezione piuttosto che sull’esposizione. Il progetto di Bernardis, arricchito dalla collaborazione con Marcello D’Olivo e l’impresa Ursella, rappresenta una delle vette dell’architettura residenziale dell’epoca, capace di fondere tradizione e modernità in modo perfetto. Precedente Successiva
- Carla Tagliaferri testimone della Storia | Ville di Lignano
Carla Tagliaferri testimone della Storia 2025, 21 Settembre Messaggero Veneto Culture - STEFANO LORENZETTO Carla Tagliaferri, socialista d'antan, conserva un vivo ricordo di quel giorno del 1976 quando, alla chiusura della campagna elettorale in piazza Santi Apostoli, a Roma, il segretario Bettino Craxi, che l'aveva inserita nella direzione nazionale del Psi, chiese proprio a lei di consegnare un garofano rosso agli oratori e di presentarli alla folla. Indietro Scopri di più... Tagliaferri, testimone della Storia Carla Tagliaferri, socialista d'antan, conserva un vivo ricordo di quel giorno del 1976 quando, alla chiusura della campagna elettorale in piazza Santi Apostoli, a Roma, il segretario Bettino Craxi, che l'aveva inserita nella direzione nazionale del Psi, chiese proprio a lei di consegnare un garofano rosso agli oratori e di presentarli alla folla. Articolo di STEFANO LORENZETTO, Messaggero Veneto Culture 21 Settembre 2025 Umiliò Carlo Scarpa e vide il br che stava per rapire Moro «Ero amica di Falcone, mi urlò: "Va' via, io sono un morto” L'architetta che ha incontrato la Storia: «Peggy Guggenheim? Dama impettita» Carla Tagliaferri, l’architetta che ha attraversato la Storia Siamo particolarmente orgogliosi di annunciare che Carla Tagliaferri , architetta e pittric e veronese di fama internazionale, è una cara amica della nostra presidente Sabrina Mazza . La sua vita straordinaria, intrecciata con l’architettura, la politica e gli eventi cruciali del Novecento italiano, rappresenta un patrimonio di memoria e visione che sentiamo vicino ai valori della nostra Associazione. Abbiamo avuto l’onore di incontrarla e, prossimamente, condivideremo interviste inedite sul suo percorso umano e professionale sui nostri profili social. L’inizio di una carriera fuori dal comune Nata a Verona nel 1933, Carla Tagliaferri appartiene a quella generazione di donne che hanno dovuto affermarsi in un ambiente accademico e professionale ancora profondamente maschile. Studentessa allo IUAV di Venezia, fu una delle pochissime donne del suo corso. Il suo carattere diretto e la sua forza la resero subito un personaggio capace di non lasciarsi intimidire: rimane celebre l’episodio in cui, durante un esame, rispose con decisione a un commento sessista di Carlo Scarpa , scagliandogli contro il libretto universitario. Nonostante gli ostacoli, scelse l’architettura dopo un incontro folgorante: una lezione di Frank Lloyd Wright , che al tempo visitò Venezia per illustrare i suoi progetti. Quelle parole, che parlavano dell’umiltà necessaria a conoscere un luogo prima di costruirvi sopra, la segnarono per sempre. Tra i grandi del Novecento La carriera di Carla Tagliaferri si è intrecciata con figure che hanno segnato la storia dell’architettura e della cultura del Novecento. Le Corbusier la chiamava “l’angelo dai capelli biondi”, mentre Bruno Zevi la volle come assistente allo IUAV. Collaborò e dialogò con grandi come Alvar Aalto e si trovò a confronto con la visionaria Peggy Guggenheim , con la quale, come lei stessa racconta, non riuscì mai a instaurare un vero legame. Non meno straordinari i progetti che portò avanti in Italia e all’estero: piani edilizi a Beirut, quartieri-giardino in Olanda, strutture sanitarie in Madagascar, acquedotti e progetti urbanistici in varie città italiane. La sua visione abbracciava sempre un concetto di architettura come strumento sociale , al servizio delle comunità. Una vita accanto alla Storia La vita di Carla Tagliaferri non è stata solo architettura, ma anche una corsa parallela con la Storia. Nel 1978 si trovò testimone involontaria del rapimento di Aldo Moro in via Fani: vide in faccia Mario Moretti , il brigatista che guidava l’azione, e pochi istanti dopo udì le raffiche di mitra che avrebbero segnato una delle pagine più drammatiche della Repubblica. Negli anni successivi entrò in contatto con Giovanni Falcone , che rifiutò amaramente la sua proposta di tenere una conferenza per paura di essere assassinato. Pochi giorni dopo, come tutti sappiamo, il magistrato perse la vita nella strage di Capaci. Episodi che testimoniano come la sua biografia sia stata attraversata non solo dalla cultura e dall’arte, ma anche dai momenti più difficili della storia politica e civile italiana. Un legame speciale con i Papi e con i potenti della cultura Tra gli aneddoti che racconta, emergono incontri sorprendenti: due Papi, Giovanni Paolo II e Bergoglio (allora ancora cardinale a Roma), con i quali ebbe episodi di vicinanza personale; Franco Zeffirelli , con cui progettò un Museo del Cinema a Roma; e persino Bill Clinton , che presentò il suo progetto di “creative garden design” al Guggenheim Museum di New York. La sua vita sembra una trama in cui architettura, politica, spiritualità e cultura internazionale si sono intrecciate continuamente, restituendo un’immagine di donna indipendente, libera e visionaria. Tra architettura e pittura Oltre al lavoro di architetta, Carla Tagliaferri è stata anche pittrice, allieva di Emilio Vedova . Nelle sue opere artistiche come nei suoi progetti architettonici ritroviamo lo stesso filo rosso: la tensione verso l’umanità, la natura e il dialogo con i luoghi. La sua attività ha sempre mostrato come arte e architettura siano discipline sorelle, capaci di nutrirsi a vicenda. Una testimone per il presente Oggi, a oltre 90 anni, Carla Tagliaferri continua a raccontare con lucidità e passione la sua vita ricca di episodi, incontri e conquiste. Una voce che è memoria storica ma anche guida per le nuove generazioni di architetti e artisti, che in lei possono ritrovare il coraggio di un percorso non convenzionale. Per la nostra Associazione, che ha come missione la tutela e la valorizzazione del patrimonio architettonico di Lignano, incontrare e collaborare con personalità come lei significa rafforzare la consapevolezza che l’architettura non è mai un fatto isolato, ma parte di un più grande racconto culturale, umano e civile. Carla Tagliaferri non è soltanto “l’angelo dai capelli biondi” come la chiamava Le Corbusier: è una donna che ha attraversato la Storia, una professionista che ha dimostrato come l’architettura possa essere strumento di cambiamento, memoria e identità. Siamo felici di annunciare che prossimamente pubblicheremo interviste inedite con lei sui nostri canali social, per approfondire la sua visione e il suo percorso di vita. Un’occasione preziosa per scoprire una testimone straordinaria del Novecento e una voce ancora oggi attuale e necessaria. Precedente Successiva
- Mostra a Lignano Pineta | Ville di Lignano
Mostra a Lignano Pineta 19 luglio 2025 Condominio Pineta Palace Residence, Piazza del Sole, 8, Lignano Sabbiadoro, UD, Italia Giorgio Casali e l’architettura come visione editoriale Indietro CONTENUTI MULTIMEDIALI CONDOMINIO PINETA PALACE Piazza del Sole, 8 - Lignano Pineta DAL 19 LUGLIO AL 21 SETTEMBRE 2025 Dal lunedì alla domenica ore 18.30 - 22.00 INGRESSO LIBERO INFO: Associazione "Raggi e ArchiTetture-Ville di Lignano" Sito: www.villedilignano.it Mostra a Lignano Pineta Giorgio Casali e l’architettura come visione editoriale La seconda sede della mostra si trova nella storica architettura del Condominio Pineta Palace, progettato da Gianni Avon e impreziosito dai pavimenti e mosaici del padre Gino. Proprio uno di questi mosaici, datato 1958, accoglie il visitatore all’ingresso, con la firma originale dell’artista. Qui il percorso espositivo si concentra sugli scatti del grande fotografo Giorgio Casali, figura di riferimento per la rivista Domus e l’estetica editoriale del design italiano del dopoguerra. Completano la mostra un omaggio della Scuola Mosaicisti del Friuli a Gino Avon e una sezione dedicata ai progetti di Gianni Avon analizzati dagli studenti del DPIA – Università di Udine, tra cui una stampa 3D di uno degli edifici studiati. Un viaggio tra passato e futuro che rivela la complessità e la bellezza di un patrimonio che merita attenzione e cura. Precedente Successiva
- Inaugurazione della Stagione Balneare 2025 | Ville di Lignano
3 maggio 2025 Inaugurazione della Stagione Balneare 2025 PalaPineta, Lungomare Alberto Kechler, Lignano Sabbiadoro, UD, Italia Cerimonia ufficiale di apertura della Stagione Balneare 2025 di Lignano. Indietro Scopri di più... Inaugurazione della Stagione Balneare 2025 Sabato 3 maggio 2025, l’Associazione culturale Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano ha partecipato alla Cerimonia Ufficiale di Inaugurazione della Stagione Balneare 2025 , ospitata al Pala Pineta di Lignano Pineta e promossa dal Comune di Lignano Sabbiadoro. L’incontro, intitolato “Incontri di visioni – Turismo, Sport e Cultura tra trend e opportunità” , ha offerto uno spazio di confronto pubblico tra istituzioni, professionisti e realtà culturali attive sul territorio. A moderare il talk, il giornalista Stefano Zurlo , volto noto del panorama nazionale, che ha condotto il dibattito con ritmo e profondità, stimolando una riflessione collettiva sulle prospettive della città in chiave culturale e turistica. Tra gli ospiti e relatori presenti, rappresentanti delle amministrazioni comunali e regionali, operatori del settore turistico, sportivo e culturale, oltre ad alcune voci autorevoli del panorama accademico e giornalistico. In questo contesto, la nostra associazione è stata invitata a rappresentare il patrimonio architettonico modernista di Lignano, contribuendo al dibattito con uno sguardo inedito e consapevole sulla storia urbana e sull’identità culturale della città. Abbiamo ribadito l'importanza di includere l’architettura del Novecento e le sue ville iconiche nella narrazione turistica del territorio, sia per la loro valenza storica che per il crescente interesse del pubblico nei confronti di una “cultura del paesaggio” che unisce natura, progettazione e memoria. Il Pala Pineta, affacciato sul Lungomare Kechler e circondato dal verde della pineta, si è rivelato una cornice perfetta per l’evento: ariosa, accessibile e immersa nel cuore della Lignano “residenziale”, quella dei viali curvilinei progettati da Marcello D’Olivo . L’evento ha confermato la volontà dell’amministrazione comunale di promuovere una visione integrata del turismo: non solo spiaggia e ospitalità , ma anche valorizzazione delle identità locali, investimenti culturali e nuove forme di racconto del territorio . Un approccio che trova piena sintonia con la nostra missione associativa. Come associazione, riteniamo fondamentali questi momenti di apertura e ascolto reciproco, in cui cultura, istituzioni e imprese possono lavorare insieme per disegnare un futuro sostenibile e consapevole per Lignano Sabbiadoro . Ringraziamo il Comune di Lignano Sabbiadoro per l’invito e l’accoglienza, con l’auspicio che il dialogo avviato possa tradursi in future collaborazioni e progetti condivisi. Precedente Successiva
- Villa Capra | Ville di Lignano
Villa Capra Giovanni Barbin 1959 Arco del Grecale, 16, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Un raffinato esempio di architettura wrightiana a Lignano, con pianta esagonale e geometria sofisticata su maglia modulare. Indietro Geometria organica e modernità a Lignano Pineta Realizzata nel 1959 su progetto dell’architetto Gianni Barbin, Villa Capra rappresenta uno degli esempi più emblematici di architettura residenziale sperimentale a Lignano Pineta . Si tratta di una villa che, nella sua configurazione planimetrica e nella cura per il dettaglio costruttivo, incarna pienamente le suggestioni provenienti dall’architettura organica americana, e in particolare da quella di Frank Lloyd Wright . La disposizione su una maglia geometrica rigorosa , la forma esagonale dei corpi di fabbrica e la composizione articolata degli spazi la rendono un oggetto architettonico di grande interesse, ancora oggi in ottimo stato di conservazione. La forma come principio generatore La villa è costituita da due volumi distinti , entrambi impostati su una pianta esagonale allungata , collegati tra loro secondo un angolo di 120° . Questa impostazione planimetrica non è casuale: risponde a un preciso intento progettuale, teso a superare la rigida ortogonalità della tradizione e a instaurare un nuovo rapporto tra architettura e ambiente. L’utilizzo della maglia triangolare o esagonale, che si rifà direttamente ai principi wrightiani e alla ricerca di un linguaggio “organico”, consente una maggiore flessibilità nella distribuzione spaziale e un’armoniosa integrazione con il paesaggio circostante. Nel volume maggiore della villa sono distribuiti due appartamenti , uno per piano. Il secondo blocco, di dimensioni minori, accoglie invece un unico appartamento duplex , disposto su due livelli. Questa articolazione funzionale dimostra una notevole padronanza nella gestione dei volumi abitativi, e risponde all’esigenza di differenziare gli spazi pur mantenendo una coerenza formale d’insieme. Suggestioni da Piccinato e architettura moderna italiana Se le suggestioni wrightiane sono evidenti nella geometria e nell'impostazione spaziale, Villa Capra è anche un esempio significativo di come l’architettura italiana del secondo dopoguerra abbia saputo confrontarsi con esperienze internazionali, rielaborandole in modo personale. Non a caso, la maglia su cui si sviluppa la villa ricorda da vicino quella del Palazzo della Provincia di Treviso (1953-1957) progettato da Luigi Piccinato , uno dei maestri dell’urbanistica e dell’architettura razionalista italiana, con cui Barbin aveva collaborato nei primi anni della sua carriera. Questa influenza è evidente nella scelta di una griglia modulare non ortogonale, nella definizione degli spazi secondo principi di flessibilità e adattabilità, e nella grande attenzione alla relazione tra geometria, funzione e percezione. In entrambi i progetti, la griglia esagonale è utilizzata non come semplice esercizio formale, ma come strumento di organizzazione dello spazio, capace di generare architetture dinamiche, in dialogo con l’intorno. Materiali e dettagli costruttivi: un’eleganza sobria Dal punto di vista materico, Villa Capra si distingue per una scelta sobria ma raffinata. L'uso dei materiali è misurato, volto a esaltare le qualità spaziali dell’edificio piuttosto che a imporsi visivamente. Le superfici sono trattate con finiture naturali, e la costruzione rispetta un linguaggio coerente con l’ambiente e il clima di Lignano. L’uso del cemento armato , impiegato con eleganza e senza ostentazione, si affianca a materiali locali e finiture che richiamano la tradizione costruttiva italiana. L’attenzione ai dettagli costruttivi è evidente anche nella gestione delle aperture : le finestre e le logge sono studiate per valorizzare la vista e la luce naturale, con tagli netti e geometrie pulite che seguono l’impianto esagonale. I soffitti interni e i divisori mostrano una cura artigianale, con soluzioni che integrano estetica e funzione, coerenti con il carattere unitario del progetto. L’ambiente e la villa: un dialogo continuo Uno degli aspetti più rilevanti di Villa Capra è il suo rapporto con il contesto . Inserita in un lotto verde del quartiere Pineta, la villa non si impone sul paesaggio, ma si integra armoniosamente con esso. L'orientamento dei corpi edilizi, la disposizione degli spazi esterni e la geometria aperta della pianta permettono una fruizione continua degli spazi verdi, creando una sorta di “dialogo silenzioso” tra architettura e natura. Le ampie superfici vetrate e le aperture angolate favoriscono una ventilazione naturale e un’illuminazione diffusa, aspetti fondamentali per un’abitazione estiva. La disposizione a “V” dei due volumi crea inoltre una sorta di corte interna semi-protetta, che funge da spazio di transizione tra interno ed esterno, offrendo intimità e apertura allo stesso tempo. Un progetto che resiste al tempo A oltre sessant’anni dalla sua realizzazione, Villa Capra si presenta in ottimo stato di conservazione , a testimonianza della qualità costruttiva e della validità delle scelte progettuali. La sua impostazione geometrica e compositiva continua ad affascinare per la coerenza dell’impianto e la sua capacità di coniugare forma e funzione, innovazione e tradizione. L’edificio si pone come esempio di un’architettura che non ha mai cercato l’effetto spettacolare, ma che ha saputo distinguersi per equilibrio, razionalità e sensibilità . È proprio questa sobria eleganza, unita a una profonda consapevolezza progettuale, che fa di Villa Capra un riferimento importante nel panorama dell’architettura moderna a Lignano. Villa Capra è un’opera che testimonia la capacità degli architetti italiani del secondo Novecento di guardare al di là dei confini nazionali, assorbendo e rielaborando influenze internazionali per dar vita a soluzioni architettoniche originali, radicate nel territorio ma aperte alla sperimentazione. La sua struttura, la composizione geometrica e la cura per i dettagli la rendono ancora oggi un modello di architettura residenziale avanzata , un piccolo capolavoro nascosto tra le pinete di Lignano. Precedente Successiva
- Incontro Introduttivo | Ville di Lignano
29 agosto 2021 Incontro Introduttivo Lignano Pineta, 33054 Lignano Sabbiadoro, Lignano Sabbiadoro UD, Italia I primi passi dell'Associazione. Il progetto sta iniziando! Prima serata fra i futuri soci. Indietro Scopri di più... I primi passi dell’Associazione Il progetto sta iniziando! Il 29 agosto 2021 si è tenuta la prima serata informale tra quelli che sarebbero poi diventati i soci fondatori dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano”. Un momento semplice ma significativo, fatto di idee condivise, entusiasmo e visione comune. Nel cuore di Lignano, si è iniziato a delineare il progetto: una rete per valorizzare l’architettura del Novecento , a partire dalle ville storiche, patrimonio prezioso e ancora poco raccontato. È stato il primo passo concreto , tra curiosità, passione e la voglia di dare forma a un’iniziativa culturale nuova, nata dal territorio e per il territorio. Precedente Successiva
- Chi siamo | Ville di Lignano
La pagina Chi siamo di Ville di Lignano presenta il team e i collaboratori dell'Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano". Scopri i professionisti e le competenze che supportano la valorizzazione dell'architettura modernista e la promozione del design, arte e paesaggio di Lignano Sabbiadoro. Un punto di riferimento per il mondo accademico e professionale nel settore dell'architettura e del design. Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" CHI SIAMO CONOSCICI MEGLIO "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" è un'associazione culturale no-profit, i cui soci sono proprietari di ville, case ed edifici a Lignano Sabbiadoro (Udine) nelle località Pineta, Riviera e Sabbiadoro. Quest'ultime sono state progettate nel Novecento da architetti noti, tra cui: Marcello D'Olivo, Gianni Avon, Aldo Bernardis, Paolo Pascolo, Claudio Nardi, Iginio Cappai e Pietro Mainardis. In quegli anni si è costituito un territorio ricco di opere architettoniche perfettamente inquadrate nell’ambiente. È nata qui l’architettura di Lignano Pineta! Un’architettura fatta con i materiali locali, con il legno e la pietra del retroterra, con i mattoni ed il cemento del posto. Un’architettura con prevalenza della linea orizzontale, adattata alle dune ed ai lievi dislivelli del terreno. Enti ed Aziende Partner LA NOSTRA STORIA Negli anni ’50 la zona del comune di Lignano Sabbiadoro era libera, l’urbanistica da poco tracciata, le architetture integravano con queste realtà. Eventi come: La mostra di Gianni Avon Architetture a Lignano 1954-1972 90 architetture del Novecento a Lignano I mercoledì dell’Architetto, omaggio di Lignano ad Aldo Bernardis, incontri prima alla Terrazza a Mare e poi presso la Biblioteca Comunale sono stati le premesse per la pubblicazione del libro “Dentro Lignano - Inside Lignano” del 2019. Il libro, curato dall’architetto Giulio Avon e dal dott. Ferruccio Luppi con editore Gaspari di Udine, ha coinvolto anche i proprietari delle ville ad aprire e fotografare queste pregiate architetture. Le immagini sono state impaginate inseguito alle fotografie d’epoca meno note. Con queste iniziative alcuni proprietari, consapevoli di detenere parte di un patrimonio storico, si sono resi disponibili verso l’esterno, hanno fondato l'Associazione Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano. "Associazione Raggi e Architetture - Ville di Lignano" Riconosciuta dall'Albo delle Associazioni della città di Lignano Sabbiadoro. Con determinazione N. Reg. Gen. 456 del giorno 05/06/2023 è stato aggiornato l’Albo delle Associazioni della Città di Lignano Sabbiadoro, alla "Associazione Raggi e Architetture - Ville di Lignano" è stata attribuita la numerazione: N. 117. Perché “Raggi e ArchiTetture” Il nome della nostra Associazione trae ispirazione dalla celebre “chiocciola” urbanistica ideata dall’architetto Marcello D’Olivo per Lignano Pineta: una spirale perfetta che si sviluppa dal cuore del quartiere verso l’esterno, articolandosi in raggi e archi viari. Questa visione urbana, tanto innovativa quanto armonica, ha segnato profondamente l’identità architettonica di Lignano. Proprio questi raggi e archi, assieme alle architetture moderne che li hanno animati — ville, condomini, spazi pubblici — rappresentano l’anima del nostro lavoro di valorizzazione culturale. Da qui il gioco di parole nel nostro nome: Raggi e ArchiTetture rende omaggio non solo alla forma della città, ma anche al pensiero progettuale che l’ha generata, unendo territorio, architettura e visione. IL TEAM Avon Giulio Socio Fondatore Esperto Scopri di più... Barillari Diana Comitato Scientifico Scopri di più... Esposito Federica Consigliere Scopri di più... Mazza Sabrina Presidente Consiglio Direttivo Scopri di più... Riavis Veronica Comitato Scientifico Scopri di più... Sbaiz Valter Vice Presidente Scopri di più...
- MOSTRA - Biblioteca Lignano Sabbiadoro | Ville di Lignano
Mostra a Lignano Sabbiadoro A Lignano, la fotografia d’arte incontra l’architettura d’autore BIBLIOTECA COMUNALE Biblioteca Comunale, Via Treviso, 2, Lignano Sabbiadoro, Lignano Sabbiadoro UD, Italia DAL 12 LUGLIO AL 05 AGOSTO 2025 dal lunedì al venerdì ore 14.30 - 22.00 giovedì 10.00 - 12.00; 14.30 - 22.00 sabato 10.00 - 19.00 CONTENUTI MULTIMEDIALI Il percorso espositivo alla Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro intreccia lo sguardo del fotografo Italo Zannier con l’arte musiva di Gino Avon , attraverso le architetture progettate da Gianni Avon . Accanto alle fotografie d’archivio , messe a disposizione dallo Studio Associato Avon , trovano spazio anche gli scatti inediti della giovane fotografa Sara Trimarchi , che restituisce con sensibilità contemporanea la forza visiva dei mosaici firmati da Gino Avon per le ville del figlio. Collaborazione e passione per la diffusione della cultura. La mostra è frutto di un lavoro condiviso dai membri dell’Associazione "Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano" e da numerosi collaboratori, uniti dall’impegno nella valorizzazione del patrimonio architettonico e artistico della città. In questa sezione del sito mettiamo a disposizione gli ascolti che accompagneranno il percorso della mostra per i visitatori. Ringraziamo la Consigliera dell’Associazione, Federica Esposito , per aver prestato la sua voce a queste narrazioni e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. PRIMA STANZA R1 ITALO ZANNIER E GIORGIO CASALI INCONTRANO LE OPERE DI GINO E GIANNI AVON.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 02:22 R2 ITALO ZANNIER.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 05:07 R3 GIORGIO CASALI.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 04:31 R4 GINO AVON.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 04:06 R5 GIANNI AVON.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 04:22 R11 VILLA CASTELLARIN.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 00:54 R10 CASA STIRA.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:23 R6 ALBERGO DUNA FIORITA.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:19 R9 CASA PIVIDORI.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 00:54 R7 VILLA ZOPPOLA.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:17 R8 STABILIMENTI BALNEARI.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:16 SECONDA STANZA R13 GRAND HOTEL PINETA PALACE.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:20 R12 CASA CHRISTOFF.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:09
- Casa Romanelli | Ville di Lignano
Casa Romanelli Gino Biasi, Enor Milocco 1955 – 1956 Arco della Paranza, 13, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Villa a tre piani, articolata in due volumi uniti da un muro inclinato a 45°. Un solarium con telaio in cemento completa questa raffinata architettura. Indietro Articolazione volumetrica e soluzioni moderne nella Pineta degli anni '50 Una composizione spaziale innovativa nel cuore della spirale Costruita tra il 1955 e il 1956, Villa Romanelli è un esempio di residenza vacanziera dal linguaggio architettonico ricercato, che coniuga funzionalità moderna e attenzione compositiva . Inserita in uno dei rami della spirale di Lignano Pineta, la villa fu progettata da Antonio Biasi ed Enor Milocco , due tra i più assidui collaboratori di Marcello D’Olivo , figura di riferimento per l’urbanistica e l’architettura lignanese del Novecento. La casa si presenta come un dialogo tra volumi, piani e scorci visivi , con una distribuzione che si sviluppa verticalmente su tre livelli e obliquamente attraverso un interessante angolo strutturale. Due volumi e un muro inclinato: l’identità spaziale dell’edificio La villa è composta da due corpi di fabbrica uniti a 45° da un muro portante in mattoni a vista , elemento architettonico centrale che non solo organizza la distribuzione interna, ma dona carattere e dinamismo all’intera composizione . L’intersezione tra i volumi genera prospettive inaspettate , giochi di luce e una maggiore articolazione degli spazi interni ed esterni . Questo espediente compositivo, semplice ma efficace, anticipa alcune tendenze della progettazione residenziale contemporanea e rende l’abitazione ancora oggi estremamente attuale. Distribuzione funzionale su tre livelli L’abitazione è organizzata in maniera chiara e razionale: Al piano terra troviamo la zona notte , dotata di camere da letto e servizi. Il primo piano ospita invece la zona giorno , affacciata su un’ampia terrazza che diventa naturale estensione dello spazio interno. Una scala esterna in cemento armato , costruita a sbilzo sul muro laterale , conduce alla copertura praticabile , concepita come solarium . Questo percorso ascensionale progressivo — dal più intimo al più aperto — risponde pienamente alle esigenze del turismo balneare dell’epoca, ma anche alla volontà dei progettisti di creare una sequenza spaziale fluida e coerente . Il solarium: un tetto abitabile come spazio di relazione Elemento distintivo del progetto è proprio la copertura : un telaio in cemento armato , geometrico e rigoroso, genera una zona d’ombra e al tempo stesso funge da cornice architettonica al paesaggio circostante. Questo spazio, oggi diremmo "ibrido", era concepito come luogo di relazione, contemplazione e benessere climatico . In pieno spirito modernista, il tetto non è solo chiusura dell’edificio, ma quinta scenografica , belvedere , luogo attivo per l’abitare. Materiali e struttura: tra robustezza e trasparenza L’edificio adotta una struttura mista in: muratura in mattoni a vista , cemento armato a vista per gli elementi portanti e le scale, tamponamenti intonacati , serramenti ampi e scorrevoli per favorire luce e ventilazione. I contrasti materici tra mattone e cemento, e la plasticità delle superfici esterne, accentuano il carattere modernista dell’edificio, ma senza mai tradire il contesto naturale della pineta. La casa, infatti, si incastra tra gli alberi e li rispetta, mantenendo una scala contenuta e una forma spezzata che ne riduce l’impatto visivo. Un progetto che riflette l’eredità di D’Olivo Sebbene il nome di Marcello D’Olivo non compaia direttamente nella progettazione della villa, la sua influenza è evidente nella logica compositiva , nel rapporto con il terreno e nella predilezione per soluzioni distributive fluide .Biasi e Milocco — già attivi accanto a D’Olivo in altri progetti — qui dimostrano una maturità espressiva propria , che svilupperanno ulteriormente nei lavori successivi, spesso in collaborazione con l’impresa Ursella. Un laboratorio di idee architettoniche Villa Romanelli è un esempio di architettura domestica modernista , che riesce ad essere funzionale, espressiva e integrata al contesto , in equilibrio tra sperimentazione e rigore.I suoi elementi caratterizzanti — l’articolazione dei volumi, la scala esterna, il tetto-solarium — sono oggi testimonianze vive di una stagione progettuale straordinaria , in cui anche le seconde case di vacanza diventavano laboratori di ricerca architettonica . Riscoprirla e valorizzarla significa onorare la storia costruttiva di Lignano Pineta , promuovendo una visione dell’abitare fondata su qualità dello spazio, integrazione con il paesaggio e innovazione nel linguaggio architettonico. Precedente Successiva
- Casa Lena | Ville di Lignano
Casa Lena Giannino Furlan 1969 – 1971 Viale delle Terme, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Una villa unifamiliare caratterizzata da eleganti volumi collegati da un percorso sospeso e da tetti a padiglione distintivi. Indietro Un Esempio di Architettura Moderna a Lignano Riviera La Casa Lena , progettata tra il 1969 e il 1971, rappresenta uno degli esempi più significativi di villa unifamiliare nel contesto di Lignano Riviera. Questa residenza, che si inserisce armoniosamente nel paesaggio circostante, è un'opera che combina funzionalità, eleganza e audacia stilistica, riflettendo l'evoluzione dell'architettura residenziale nel periodo post-bellico. Progettata per una famiglia che cercava un’abitazione moderna e luminosa, la villa si sviluppa in modo innovativo, con una composizione di volumi distinti, ciascuno con una sua funzione e un proprio linguaggio architettonico. Il progetto è caratterizzato da un uso sapiente dello spazio e dei materiali, una qualità che emerge in ogni dettaglio, dai raffinati particolari architettonici agli accorgimenti strutturali che conferiscono a Casa Lena una personalità unica. Una Composizione Funzionale e Raffinata Casa Lena si articola in due nuclei separati ma collegati, concepiti per soddisfare le diverse esigenze funzionali della famiglia residente. La zona sud, la parte più esposta, ospita la zona giorno, ed è definita da un tetto a padiglione a pianta quadrata molto sporgente, che conferisce all’edificio un aspetto imponente e distintivo. Questo tetto, ampio e slanciato, è una delle caratteristiche principali della villa, creando un contrasto elegante con i volumi più contenuti delle stanze sottostanti. Al piano rialzato, la zona giorno si apre in un ambiente luminoso e arioso, caratterizzato dalla disposizione fluida degli spazi. La sala da pranzo e il soggiorno sono collocati in modo strategico per sfruttare la luce naturale e godere della vista sul giardino circostante. Le ampie finestre e la disposizione aperta degli ambienti favoriscono un forte legame con l’ambiente esterno, una qualità che rende la villa particolarmente adatta a un vivere in simbiosi con la natura. Un Collegamento Verticale e Orizzontale tra i Nuclei Un elemento distintivo di Casa Lena è il percorso sospeso che collega i due corpi principali dell’edificio. Questo corridoio in quota non solo ha una funzione pratica, ma diventa anche un elemento figurativo che valorizza l’aspetto architettonico della villa. Il collegamento tra la zona giorno e la zona notte, che avviene tramite una scala interna e un collegamento orizzontale , rafforza ulteriormente il concetto di separazione ma anche di continuità tra le diverse aree della casa. Il nucleo della zona notte è costituito da un corpo rettangolare, posto su due livelli, anch'esso coperto da un ampio tetto a padiglione. La zona notte è collocata al piano superiore, separata dalla zona giorno per garantire la privacy, ma sempre in perfetto equilibrio con il resto della villa. Qui trovano spazio le camere da letto, spaziose e luminose, tutte progettate per garantire il massimo comfort e la massima funzionalità. Al piano terra di questo corpo, si trovano il garage e i locali di servizio, fondamentali per completare la vita quotidiana della famiglia. Il Dettaglio Architettonico come Elemento di Unità Un aspetto fondamentale di Casa Lena è la cura maniacale per i dettagli architettonici, che elevano l’intero progetto a una delle residenze più raffinate della zona. I particolari architettonici sono il filo conduttore che lega i vari elementi della villa, creando un’armonia complessiva che si distingue per la sua eleganza senza tempo. La scelta dei materiali, tra cui il legno per il rivestimento degli interni e il cemento per le strutture portanti, è funzionale ma anche esteticamente piacevole, con una predilezione per le linee pulite e moderne. Una Villa nel Contesto di Lignano Riviera Lignano Riviera, con il suo paesaggio unico e la vicinanza al mare, offre il contesto ideale per una villa come Casa Lena. L'edificio si inserisce in modo delicato nel paesaggio naturale, con la sua configurazione che rispetta le linee del territorio circostante. La villa è una testimonianza del desiderio di costruire un rifugio moderno che allo stesso tempo non rompa con l'ambiente naturale, ma che lo esprima in modo contemporaneo. Casa Lena è un progetto che riesce a fondere in modo magistrale la funzionalità dell'abitare quotidiano con la bellezza e l'armonia estetica. I volumi della villa si sviluppano in modo tale da non risultare mai invadenti, ma al contrario si aprono verso il panorama circostante, offrendo una vista incredibile e godendo della luce naturale durante tutto l'anno. Preservare e Valorizzare un Patrimonio Architettonico Unico In un’epoca in cui le costruzioni moderne sono spesso sotto minaccia di demolizione o ristrutturazione che ne compromettono l’aspetto originario, Casa Lena rappresenta un esempio di architettura da preservare. La sua unicità e la sua importanza storica la rendono una delle ville di Lignano che merita di essere tutelata come patrimonio architettonico della città. Per l’associazione che si occupa della preservazione di queste ville, è fondamentale proteggere e valorizzare opere come Casa Lena, che raccontano la storia dell'architettura moderna e della cultura edilizia di Lignano. Il suo design innovativo e la sua eleganza senza tempo sono un tributo alla visione e alla creatività degli architetti che l'hanno concepita, e oggi più che mai è essenziale che il pubblico riconosca l’importanza di conservare tali edifici, non solo come testimonianze di un'epoca, ma anche come esempi di architettura che ancora oggi hanno molto da offrire. In conclusione, Casa Lena è molto più di una semplice villa residenziale. È un'opera architettonica che incarna lo spirito di un periodo e il desiderio di costruire in modo armonioso con l'ambiente. La sua conservazione è essenziale per mantenere viva la memoria di una parte importante della storia edilizia di Lignano e per ispirare le future generazioni di architetti e progettisti. Precedente Successiva
- Albergo delle Palme | Ville di Lignano
Albergo delle Palme Paolo Pascolo 1967 – 1968 Viale delle Palme, 24, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Un'architettura elegante e frazionata, con terrazze a gradoni immerse nel verde della pineta. Un raffinato equilibrio tra forma e natura. Indietro Eleganza discreta tra i pini di Lignano Tra le architetture più significative della Lignano Pineta degli anni Sessanta, l’ Albergo delle Palme , costruito tra il 1967 e il 1968 lungo viale delle Palme 24 , si distingue per la sobrietà e l’eleganza delle sue soluzioni formali , perfettamente inserite nel paesaggio della pineta costiera. In un contesto in cui lo sviluppo edilizio iniziava ad assumere toni più intensivi, questo edificio si propone come esempio virtuoso di architettura alberghiera integrata nel verde , con un impianto distributivo e volumetrico studiato per mitigare l’impatto sull’ambiente e offrire agli ospiti un soggiorno di qualità, anche dal punto di vista spaziale. Cinque piani, una volumetria "a gradoni" L’hotel si sviluppa su cinque piani , organizzati con il lato lungo perpendicolare rispetto all’asse del viale. Una delle sue scelte progettuali più significative riguarda le testate dei due fronti principali , dove i piani superiori arretrano progressivamente , generando ampie terrazze a ogni livello. Questo movimento verso l’interno crea un effetto a gradoni , che alleggerisce sensibilmente la massa del volume complessivo e introduce una dinamica geometrica coerente con il contesto naturale . L’edificio non si impone sul paesaggio, ma sembra modellarsi su di esso, lasciando spazio alla luce, alla vegetazione e alla ventilazione. Un inserimento attento nel verde della pineta Il frazionamento volumetrico ottenuto con i terrazzi aggettanti si traduce in una migliore armonia con il verde della pineta circostante , elemento caratterizzante e fondante dell’identità urbana di Lignano Pineta. Ogni terrazza si configura come uno spazio abitabile, ombreggiato e aperto sul paesaggio , un’estensione della camera verso l’esterno, che permette all’ospite di vivere il soggiorno in una dimensione più intima e naturale. Il verde non è solo sfondo, ma componente attiva dell’esperienza architettonica . Scelte cromatiche e dettagli sobri L’ intonaco chiaro del rivestimento contribuisce alla leggerezza visiva dell’edificio. In combinazione con la semplicità dei dettagli costruttivi , questa finitura conferisce all’Albergo delle Palme un tono raffinato ma sobrio , perfettamente in linea con la poetica del suo autore, che dimostra una chiara sensibilità verso la misura, il contesto e l’esperienza dell’abitare temporaneo . Le linee nette , i volumi puri e la pulizia formale contribuiscono a rendere l’edificio non solo funzionale, ma anche capace di trasmettere una sensazione di ordine e serenità. Nulla è eccessivo, tutto è calibrato. Una visione moderna dell’ospitalità Questo hotel rappresenta anche un’evoluzione del concetto di ospitalità turistica , che negli anni Sessanta stava rapidamente cambiando. Sempre più turisti, provenienti dal nord Europa e dalle città italiane, chiedevano strutture confortevoli ma non invasive , capaci di offrire relax senza rompere l’equilibrio naturale delle località balneari. L’Albergo delle Palme risponde a questa esigenza con una struttura che concilia densità e qualità spaziale , evitando l’effetto monolitico che spesso caratterizzava i grandi alberghi del periodo. Ogni camera, dotata di terrazzo o affaccio verso il verde, partecipa a una visione collettiva del paesaggio, evitando la serialità sterile e puntando su un’esperienza individuale, quasi domestica . L’importanza dell’autore: una firma sottile Anche se non sempre celebrato nelle narrazioni più note sull’architettura balneare friulana, il progettista dell’Albergo delle Palme dimostra una notevole capacità compositiva , che si manifesta nel saper fare con poco , valorizzando le proporzioni, la luce e il rapporto tra pieni e vuoti. Questa architettura non cerca il protagonismo, ma lavora in profondità, nei dettagli, con una sensibilità rara verso il paesaggio costruito . È un progetto che rispetta le promesse di Lignano Pineta: una località nata non come semplice lottizzazione, ma come esperimento urbanistico organico , in cui ogni edificio contribuisce a disegnare un ambiente unitario, equilibrato e sostenibile. Una lezione di equilibrio L’Albergo delle Palme si impone, ancora oggi, come modello di buona architettura turistica , capace di coniugare funzionalità, estetica e rispetto per il contesto. In un’epoca in cui il turismo spesso coincide con l’iper-sfruttamento del territorio, questo edificio ci ricorda che è possibile costruire nel paesaggio senza distruggerlo , anzi valorizzandolo. È un edificio che sa parlare sottovoce, senza mai urlare la propria presenza , e proprio per questo riesce a diventare parte dell’identità di Lignano: una presenza discreta ma duratura, capace di accogliere, proteggere e offrire bellezza. Precedente Successiva










