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ESPLORA I PATRIMONI ARCHITETTONICI DI LIGNANO
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121 risultati trovati con una ricerca vuota
- Inaugurazione della Stagione Balneare 2025 | Ville di Lignano
3 maggio 2025 Inaugurazione della Stagione Balneare 2025 PalaPineta, Lungomare Alberto Kechler, Lignano Sabbiadoro, UD, Italia Cerimonia ufficiale di apertura della Stagione Balneare 2025 di Lignano. Indietro Scopri di più... Inaugurazione della Stagione Balneare 2025 Sabato 3 maggio 2025, l’Associazione culturale Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano ha partecipato alla Cerimonia Ufficiale di Inaugurazione della Stagione Balneare 2025 , ospitata al Pala Pineta di Lignano Pineta e promossa dal Comune di Lignano Sabbiadoro. L’incontro, intitolato “Incontri di visioni – Turismo, Sport e Cultura tra trend e opportunità” , ha offerto uno spazio di confronto pubblico tra istituzioni, professionisti e realtà culturali attive sul territorio. A moderare il talk, il giornalista Stefano Zurlo , volto noto del panorama nazionale, che ha condotto il dibattito con ritmo e profondità, stimolando una riflessione collettiva sulle prospettive della città in chiave culturale e turistica. Tra gli ospiti e relatori presenti, rappresentanti delle amministrazioni comunali e regionali, operatori del settore turistico, sportivo e culturale, oltre ad alcune voci autorevoli del panorama accademico e giornalistico. In questo contesto, la nostra associazione è stata invitata a rappresentare il patrimonio architettonico modernista di Lignano, contribuendo al dibattito con uno sguardo inedito e consapevole sulla storia urbana e sull’identità culturale della città. Abbiamo ribadito l'importanza di includere l’architettura del Novecento e le sue ville iconiche nella narrazione turistica del territorio, sia per la loro valenza storica che per il crescente interesse del pubblico nei confronti di una “cultura del paesaggio” che unisce natura, progettazione e memoria. Il Pala Pineta, affacciato sul Lungomare Kechler e circondato dal verde della pineta, si è rivelato una cornice perfetta per l’evento: ariosa, accessibile e immersa nel cuore della Lignano “residenziale”, quella dei viali curvilinei progettati da Marcello D’Olivo . L’evento ha confermato la volontà dell’amministrazione comunale di promuovere una visione integrata del turismo: non solo spiaggia e ospitalità , ma anche valorizzazione delle identità locali, investimenti culturali e nuove forme di racconto del territorio . Un approccio che trova piena sintonia con la nostra missione associativa. Come associazione, riteniamo fondamentali questi momenti di apertura e ascolto reciproco, in cui cultura, istituzioni e imprese possono lavorare insieme per disegnare un futuro sostenibile e consapevole per Lignano Sabbiadoro . Ringraziamo il Comune di Lignano Sabbiadoro per l’invito e l’accoglienza, con l’auspicio che il dialogo avviato possa tradursi in future collaborazioni e progetti condivisi. Precedente Successiva
- Bici e Ville - Luglio | Ville di Lignano
5 luglio 2025 Bici e Ville - Luglio Raggio di Levante, 35, Lignano Sabbiadoro, UD, Italia Bici e Ville storiche di Lignano. Sabato 5 luglio visita guidata all’architettura moderna: interni, esterni e storie. Contributo: €20. Ritrovo ore 9.45, Raggio di Levante 35. Indietro Scopri di più... BICI e VILLE – Tour guidato tra le architetture di Lignano Sabato 5 luglio 2025 – ore 10:00-12:00 Ritrovo: ore 9:45 – Raggio del Levante 35, Lignano Torna la stagione delle visite guidate in bicicletta alla scoperta dell’architettura moderna di Lignano. Un itinerario unico tra ville e condomini realizzati tra gli anni Cinquanta e Sessanta, firmati da alcuni dei protagonisti della scena architettonica friulana: Gianni Avon, Marcello D’Olivo, Aldo Bernardis. Il percorso si snoda tra la Pineta e il Lido, e include la visita con ingresso a due edifici di grande interesse: il Condominio Casa Albergo (1957–1958, arch. Gianni Avon) e la Casa Christoff (1956–1957, arch. Gianni Avon). Durante il tour si ammireranno inoltre – dalla pubblica via – la Villa Mainardis, Villa Spezzotti e Villa Sordi, opere iconiche che testimoniano la stagione più fertile e visionaria dell’architettura balneare lignanese. Contributo di partecipazione: €20,00 a persona. I fondi raccolti saranno interamente destinati ai progetti di valorizzazione culturale promossi dall’Associazione Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano. Nota: il noleggio bici non è incluso. Per registrarsi: https://www.villedilignano.it/contatti Precedente Successiva
- Bici e Ville - Settembre | Ville di Lignano
6 settembre 2025 Bici e Ville - Settembre Arco della Vela, 32, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Bici e Ville storiche di Lignano. Sabato 6 settembre visita guidata all’architettura moderna: interni, esterni e storie. Contributo: €20. Ritrovo ore 9.45, Arco della Vela 32. Indietro Scopri di più... BICI e VILLE – Tour guidato tra le architetture di Lignano Sabato 6 settembre 2025 – ore 10:00-12:00 Ritrovo: ore 9:45 – Arco della Vela 32, Lignano Pineta Prosegue la stagione delle visite guidate in bicicletta alla scoperta dell’architettura moderna di Lignano. Un itinerario speciale tra ville e condomini realizzati tra gli anni Cinquanta e Settanta, che raccontano l’evoluzione del turismo balneare attraverso il linguaggio del progetto. Durante il tour visiteremo tre opere emblematiche: Torre Ariston (1960-61 Arch. Gianni Avon con Silvio Zorzi) Villaggio Savio (1969-72 Arch. Ferdinando Anichini) Villa Schreurs (1960-61 Arch. Gianni Avon) Esposizione Mostra fotografica (Piazza del Sole n 3) – sede della mostra fotografica “Giorgio Casali e l’architettura come visione editoriale”, visitabile al termine del tour. Un’occasione unica per esplorare la città, conoscere il suo patrimonio architettonico e vivere un’esperienza culturale all’aria aperta. Contributo di partecipazione: €20,00 a persona Nota: il noleggio bici non è incluso Per registrarsi: www.villedilignano.it/contatti Info: raggiearchitetture@villedilignano.it Evento promosso da Associazione Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano Con il sostegno di IO SONO FVG Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia #IoSonoFVG Precedente Successiva
- SABAP 100: 1923-2023 | Ville di Lignano
14 novembre 2024 SABAP 100: 1923-2023 Via Antonio Zanon, 22, 33100 Udine, UD, Italia , 100 anni di Patrimonio Culturale in Friuli Venezia Giulia. Celebrazioni del centenario della Soprintendenza Archeologia. Indietro Scopri di più... Centenario della Soprintendenza SABAP del Friuli Venezia Giulia Tema: “Attenzione: FRAGILE! Riflessioni sulla tutela dell'architettura del XX secolo” L'Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" parteciperà alle celebrazioni del centenario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. L'evento sarà una riflessione sulla tutela dell'architettura contemporanea, con una particolare attenzione all'architettura del XX secolo. Programma della giornata Mattina (10:30 – 13:30) Modera : Valentina Minosi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia Luciano Antonino Scuderi (Direzione Generale Creatività Contemporanea): Il censimento delle architetture italiane dal 1945 a oggi come strumento di conoscenza Ugo Carughi (Past-President DOCOMOMO Italia): Procedure di tutela dell'architettura contemporanea in Italia e all'estero Paolo Nicoloso (Università di Trieste): Vecchie città e piani urbanistici: contrasti e accordi a Trieste, Udine, Gorizia e altrove. 1925-1941 Sara di Resta (Università IUAV): Il restauro dei materiali dell'architettura contemporanea tra teoria e prassi Pausa pranzo : 13:30 – 15:30 Pomeriggio (15:30 – 18:00) Sergio Pratali Maffei (Università di Trieste): L'architettura contemporanea in Friuli Venezia Giulia: conoscenza e conservazione nelle attività dell'Università degli Studi di Trieste e di Do. Co. Mo. Mo. FVG Alessandro Bertoli (Comune di Udine): TRA incantesimo e TRAsformazione Giulio Avon (Raggi e ArchiTetture): La Città di Lignano come laboratorio di sperimentazione dell'architettura degli anni '50 e '60 del Novecento Vincenzo Giampaolo (SABAP FVG): L'importanza della lettera d). Alcuni casi di tutela del contemporaneo in Friuli Venezia Giulia Conclusioni : 18:00 – 19:00 Concerto : 19:30 – Centenario di Bruno Tonazzi. Duo Viozzi. Concerto a cura della Camerata Strumentale Italiana Contatti : Trieste : Palazzo Economo, 040 4527511 Udine : Palazzo Clabassi, 0432-504559 Email : sabap.100-fvg@cultura.gov.it Ingresso :Fino ad esaurimento posti (capienza massima: 70 persone) Formazione :Verranno riconosciuti 6 CFP a fronte della partecipazione all'intera giornata formativa. Un evento imperdibile per tutti gli appassionati di architettura e per chi desidera approfondire la tutela del patrimonio architettonico del XX secolo in Friuli Venezia Giulia! Precedente Successiva
- The city since 1953 | Ville di Lignano
The city since 1953 2023 Lignano Sabbiadoro Nel 2023 Lignano Pineta ha compiuto 70 anni. Un anniversario che celebra un modello unico di urbanistica sostenibile e architettura integrata nel paesaggio, nato dal sogno di Marcello D’Olivo. Indietro Scopri di più... 70 anni di architettura, natura e visione urbanistica 1953 – 2023: una storia lunga settant’anni tra paesaggio, progettualità e futuro Nel giugno del 1953 prende forma uno dei progetti urbanistici più visionari e sostenibili del panorama italiano del dopoguerra: Lignano Pineta . Un luogo nato da un sogno e trasformato in realtà grazie a una pianificazione precisa, all’avanguardia e rispettosa dell’ambiente. A distanza di 70 anni , la spirale di Lignano continua ad affascinare architetti, studiosi, viaggiatori e cittadini, come esempio raro di integrazione tra natura, architettura e turismo. Un sogno nato nella sabbia L’idea di Lignano Pineta nasce in un momento di grande fermento. L’Italia si sta rialzando dal secondo conflitto mondiale e guarda con ottimismo alla crescita economica e sociale. Un gruppo di imprenditori friulani immagina una località balneare moderna , in armonia con la pineta litoranea , capace di attrarre turisti non solo per il mare, ma anche per la qualità del soggiorno, la bellezza dell’ambiente e l’eleganza architettonica. A concretizzare questa visione è chiamato Marcello D’Olivo , architetto udinese dal pensiero anticonvenzionale, che progetta un sistema urbano rivoluzionario: una spirale che si snoda dalla piazza centrale verso il mare , attraversando dune, alberi e percorsi pedonali. È l’inizio di un sogno urbanistico e architettonico. Architettura organica e pianificazione lungimirante Il progetto di D’Olivo non è solo iconico dal punto di vista formale: è anche una risposta etica e funzionale all’esigenza di costruire senza compromettere il paesaggio naturale. Il disegno a spirale consente infatti di distribuire le unità abitative su lotti circondati dal verde, evitando l’abbattimento indiscriminato degli alberi e integrando i percorsi viari nella morfologia esistente. Lignano Pineta diventa così un laboratorio urbano all’aperto , dove architetti come Gianni Avon, Aldo Bernardis, Paolo Pascolo e molti altri progettano ville, spazi pubblici e servizi che si inseriscono con eleganza e rispetto nell’ambiente circostante. Tra le opere emblematiche di questo periodo si ricordano l’edificio commerciale e residenziale noto come Il Treno , il bar-icona Tenda Bar , la Fontana all’inizio del Raggio dell’Ostro, il Pontile a Mare , gli stabilimenti balneari e le ville immerse nella pineta , ancora oggi esempio di architettura razionalista mediterranea. Un modello di sostenibilità ante litteram Già nei primi anni, la Società Lignano Pineta Spa affianca la progettazione urbana a una gestione attenta e puntuale del territorio. Le reti fognarie e idriche, l’illuminazione pubblica, gli stabilimenti balneari e le infrastrutture turistiche vengono realizzati con criteri di durabilità, efficienza e rispetto del luogo. Questa attenzione alla sostenibilità si è mantenuta anche nei decenni successivi. Negli ultimi anni, l’amministrazione della società ha promosso l’utilizzo esclusivo di energia verde , la produzione fotovoltaica condivisa , il riciclo di materiali di scarto – come nel caso dei teli da spiaggia trasformati in scarpe – e lo sviluppo di reti Wi-Fi e fibra ottica per rendere Lignano una meta moderna e connessa, senza perdere il contatto con le proprie radici. Arte, cultura e qualità della vita Fin dagli anni Sessanta, Lignano Pineta ha affiancato alla qualità architettonica anche una vivace vita culturale . Dalla visita di Ernest Hemingway , che la definì “la Florida d’Italia”, alla presenza di Alberto Sordi , testimonial della località, fino alla nascita di iniziative come “Incontri con l’autore e con il vino” , Lignano ha saputo coniugare villeggiatura e cultura, rendendosi punto di riferimento per un turismo colto e consapevole. Negli anni, si sono susseguiti simposi di scultura , interventi artistici (come i mosaici delle rotonde o il monumento di Giorgio Celiberti), mostre fotografiche , eventi sportivi e progetti di animazione capaci di coinvolgere famiglie, giovani e adulti in un’offerta turistica sempre ricca e diversificata. Un anniversario che guarda avanti Nel 2023, i 70 anni di Lignano Pineta non sono solo un’occasione celebrativa, ma un punto di partenza verso il futuro . Il modello creato nel 1953 resta attualissimo per chiunque si occupi di progettazione urbana sostenibile , conservazione del paesaggio , turismo di qualità . La sfida attuale è quella di continuare a innovare, mantenendo vivo lo spirito originario. La rete di relazioni con il territorio – tra amministrazione, residenti, imprese e associazioni – è oggi più che mai essenziale. E in questo dialogo costante si inserisce anche il lavoro dell’ Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" , nata per preservare e valorizzare il patrimonio architettonico della località, facendo conoscere le opere, i progettisti e le idee che ne hanno fatto un modello riconosciuto a livello nazionale. Un’eredità viva, uno slancio verso il futuro Lignano Pineta è una storia italiana di architettura e visione , una dimostrazione che costruire in armonia con la natura è possibile, se si uniscono creatività, pianificazione e rispetto del paesaggio. Da 70 anni Lignano Pineta è molto più di una località balneare: è un esperimento urbano riuscito , un luogo dove il tempo ha consolidato la bellezza delle idee e dove ogni angolo continua a raccontare la stessa storia: quella di un sogno diventato realtà. Precedente Successiva
- Tenda Bar | Ville di Lignano
Tenda Bar Paolo Pascolo, Aldo Bernardis 1956 Piazza Marcello d’Olivo, 7, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Struttura leggera ed elegante in acciaio e legno, ispirata all’immagine di una tenda. Progetto semplice ma iconico, firmato da Paolo Pascolo nel cuore della spirale. Indietro Architettura leggera per la vita sociale di Lignano Pineta Un’architettura simbolica nel cuore della spirale Nel cuore della spirale urbanistica di Lignano Pineta , progettata da Marcello D’Olivo , sorge uno degli edifici più iconici e riconoscibili dell’intero assetto urbano: il Tenda Bar , progettato da Paolo Pascolo nel 1956. La sua funzione iniziale era semplice: ospitare un bar e l’alloggio per il custode . Tuttavia, nella sua essenzialità, questo piccolo edificio è diventato simbolo dell’architettura leggera e modernista applicata al contesto del turismo balneare del secondo dopoguerra. Un progetto semplice e raffinato L’intervento si distingue per la sua chiarezza compositiva : una struttura a un solo piano , due corpi rettangolari leggermente sfalsati, una grande copertura a falde che protegge e definisce un ampio portico. L’accesso avviene tramite due rampe simmetriche che sollevano la costruzione dal piano del suolo. Questa soluzione consente un distacco visivo dal terreno , alleggerendo ulteriormente l’impatto della costruzione e favorendo la ventilazione naturale. La tenda come metafora architettonica Ciò che rende questo progetto unico è la copertura sospesa , pensata come una vera “tenda architettonica” . La leggera convessità dei lati lunghi , lo spessore minimo del manto , l’ ancoraggio alla maglia di pilastri e l’ uso di travi in legno a sezione variabile creano un volume apparentemente teso, vibrante, che sembra fluttuare sulla struttura portante in acciaio . I pilastri binati metallici , slanciati e minimali, sorreggono senza sforzo la copertura, e amplificano l’effetto di sospensione. La scelta di materiali poveri ma lavorati con cura – acciaio e legno – conferma la volontà di costruire un’architettura leggera ma espressiva , capace di dialogare con la modernità senza dimenticare il contesto naturale. Struttura, tecnica e poetica Dal punto di vista tecnico, il Tenda Bar rappresenta una sintesi tra precisione strutturale ed eleganza architettonica : i profili binati in acciaio fungono da montanti e creano una maglia regolare; le travi in legno lamellare assumono una sezione variabile, ottimizzando le forze e seguendo la forma della falda; la copertura bassa e tesa funziona sia come riparo che come elemento di riconoscibilità urbana. Questi dettagli tecnici danno forma a un’opera che va oltre la sua funzione utilitaria , trasformandosi in luogo di aggregazione e landmark architettonico . Spazio pubblico, clima e comfort Il portico definito dalla copertura non è solo un elemento estetico: offre ombra nelle ore calde , consente la ventilazione trasversale attraverso i volumi, favorisce la socializzazione nello spazio intermedio tra interno ed esterno. È proprio in questo equilibrio tra architettura e clima , tra progetto e abitudine balneare , che si esprime la forza del Tenda Bar. Un luogo semplice, dove prendere un caffè o ritrovarsi dopo la spiaggia, che diventa espressione di un’idea di comunità e di una nuova forma urbana moderna . Modifiche e permanenza dell’impianto originale Negli anni, l’edificio è stato in parte modificato per rispondere a mutate esigenze di capienza e funzionalità. Tuttavia, la struttura originaria rimane ancora perfettamente leggibile , sia per la chiarezza del linguaggio architettonico , sia per la coerenza tra forma e funzione che ne ha guidato la progettazione. Architettura del quotidiano, icona senza tempo Il Tenda Bar rappresenta una delle interpretazioni più riuscite di Paolo Pascolo , capace di unire in un unico gesto progettuale: la leggerezza costruttiva , la funzionalità urbana , la poetica della forma . Si tratta di un esempio emblematico di architettura del quotidiano che, senza eccessi, diventa icona locale e testimonianza preziosa di un modo innovativo e responsabile di costruire sul territorio . Precedente Successiva
- Villa Sinisgalli | Ville di Lignano
Villa Sinisgalli Marcello D'Olivo 1954 – 1955 (modificata negli anni ’70) Arco del Bragozzo, 8, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Casa razionale su pilotis progettata per il poeta Leonardo Sinisgalli. Pianta quadrata, copertura concava e rigore compositivo firmato D’Olivo. Indietro Tra poesia, ingegneria e razionalismo mediterraneo Un poeta nell’architettura: il pensiero critico che diventa forma Villa Sinisgalli non è solo una delle prime opere residenziali realizzate da Marcello D’Olivo a Lignano Pineta: è soprattutto un’opera costruita in dialogo con un intellettuale d’eccezione , il poeta-ingegnere Leonardo Sinisgalli . Figura poliedrica, Sinisgalli fu poeta, saggista, disegnatore, e uomo di scienza, capace di mettere in discussione i dogmi della geometria euclidea , che considerava troppo rigida per descrivere la vita. Fu proprio questa tensione tra ragione e immaginazione a ispirare D’Olivo, che concepì una casa razionale, quasi severa, per l’amico che lo aveva avvicinato al pensiero curvilineo e alla spirale . Tipologia e distribuzione: un razionalismo sospeso Villa Sinisgalli si sviluppa su un solo piano di pianta perfettamente quadrata (9x9 metri), sollevato da terra su pilotis in cemento armato . L’accesso avviene tramite una rampa in lieve pendenza, che rafforza l’idea di distacco e leggerezza. Il linguaggio adottato è rigoroso: l’intero edificio è scandito da una maglia modulare derivata dalle dimensioni dei pannelli prefabbricati in cemento faccia a vista , che regolano non solo le facciate esterne, ma anche l’organizzazione interna. Ogni ambiente è una conseguenza logica del modulo costruttivo, in perfetto allineamento con i principi del razionalismo europeo , ma trasposto nel contesto mediterraneo. La planimetria quadrata e l’impianto modulare esprimono un rigore matematico , bilanciato però da soluzioni climatiche e funzionali intelligenti. Copertura e innovazione climatica Uno degli aspetti più interessanti del progetto è rappresentato dalla copertura concava , sostenuta da quattro pilastri centrali che non toccano le pareti dell’edificio. Questo distacco crea un’intercapedine ventilata tra tetto e struttura abitata, favorendo l’isolamento termico — una scelta avanzata per l’epoca, specie per una residenza estiva. La forma concava del tetto , una sorta di guscio rovesciato, rappresenta l’unico elemento curvilineo della villa. È come se D’Olivo avesse voluto lasciare un tributo discreto ma potente alla poetica sinisgalliana: una linea curva che sovrasta un impianto tutto basato sull’angolo retto . Contrasto simbolico e amicizia intellettuale L’ironia del progetto risiede proprio in questo contrasto: la casa dell’uomo che più ha criticato l’ortogonalità del pensiero scientifico, viene progettata secondo uno schema razionale e geometrico , quasi a voler affermare la possibilità di convivenza tra logica e immaginazione. La scelta di escludere qualsiasi elemento decorativo , di utilizzare materiali grezzi e modulari , e di sollevare l’edificio da terra, contribuisce a creare una tensione visiva e concettuale , in cui il pensiero architettonico si fa manifestazione di una relazione personale e culturale. Materiali e tecniche costruttive Struttura : pilotis in cemento armato Chiuse perimetrali : pannelli modulari in cemento faccia a vista Serramenti : metallo e vetro Tetto : soletta concava, sollevata dal corpo edilizio Le linee pulite , la scelta di un lessico minimale , e l’impiego di tecniche costruttive prefabbricate rivelano un’architettura “povera” ma pensata , in cui ogni dettaglio partecipa a una visione unitaria. Modifiche successive e stato attuale Negli anni ’70 l’edificio ha subito alcune modifiche , in particolare a livello di coperture e infissi, ma il progetto originario è ancora ben leggibile . L’assetto strutturale, la pianta, i volumi e la logica distributiva non hanno subito alterazioni significative. Villa Sinisgalli rappresenta ancora oggi una rarità nel panorama dell’architettura vacanziera italiana : un gesto progettuale consapevole, intimo, silenzioso — forse il più intellettuale tra quelli realizzati a Lignano Pineta. La casa come pensiero Villa Sinisgalli è più di una casa: è una dichiarazione di poetica architettonica , un dialogo tra due menti brillanti — un ingegnere-poeta e un architetto che cercava di trasformare lo spazio in narrazione. In un contesto come Lignano, dove le curve di D’Olivo diventano paesaggio, questa villa si impone per sottrazione , per rigore e misura, per quella volontà di fare dell’architettura un esercizio di pensiero prima ancora che di stile . Precedente Successiva
- Casa Romanelli | Ville di Lignano
Casa Romanelli Gino Biasi, Enor Milocco 1955 – 1956 Arco della Paranza, 13, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Villa a tre piani, articolata in due volumi uniti da un muro inclinato a 45°. Un solarium con telaio in cemento completa questa raffinata architettura. Indietro Articolazione volumetrica e soluzioni moderne nella Pineta degli anni '50 Una composizione spaziale innovativa nel cuore della spirale Costruita tra il 1955 e il 1956, Villa Romanelli è un esempio di residenza vacanziera dal linguaggio architettonico ricercato, che coniuga funzionalità moderna e attenzione compositiva . Inserita in uno dei rami della spirale di Lignano Pineta, la villa fu progettata da Antonio Biasi ed Enor Milocco , due tra i più assidui collaboratori di Marcello D’Olivo , figura di riferimento per l’urbanistica e l’architettura lignanese del Novecento. La casa si presenta come un dialogo tra volumi, piani e scorci visivi , con una distribuzione che si sviluppa verticalmente su tre livelli e obliquamente attraverso un interessante angolo strutturale. Due volumi e un muro inclinato: l’identità spaziale dell’edificio La villa è composta da due corpi di fabbrica uniti a 45° da un muro portante in mattoni a vista , elemento architettonico centrale che non solo organizza la distribuzione interna, ma dona carattere e dinamismo all’intera composizione . L’intersezione tra i volumi genera prospettive inaspettate , giochi di luce e una maggiore articolazione degli spazi interni ed esterni . Questo espediente compositivo, semplice ma efficace, anticipa alcune tendenze della progettazione residenziale contemporanea e rende l’abitazione ancora oggi estremamente attuale. Distribuzione funzionale su tre livelli L’abitazione è organizzata in maniera chiara e razionale: Al piano terra troviamo la zona notte , dotata di camere da letto e servizi. Il primo piano ospita invece la zona giorno , affacciata su un’ampia terrazza che diventa naturale estensione dello spazio interno. Una scala esterna in cemento armato , costruita a sbilzo sul muro laterale , conduce alla copertura praticabile , concepita come solarium . Questo percorso ascensionale progressivo — dal più intimo al più aperto — risponde pienamente alle esigenze del turismo balneare dell’epoca, ma anche alla volontà dei progettisti di creare una sequenza spaziale fluida e coerente . Il solarium: un tetto abitabile come spazio di relazione Elemento distintivo del progetto è proprio la copertura : un telaio in cemento armato , geometrico e rigoroso, genera una zona d’ombra e al tempo stesso funge da cornice architettonica al paesaggio circostante. Questo spazio, oggi diremmo "ibrido", era concepito come luogo di relazione, contemplazione e benessere climatico . In pieno spirito modernista, il tetto non è solo chiusura dell’edificio, ma quinta scenografica , belvedere , luogo attivo per l’abitare. Materiali e struttura: tra robustezza e trasparenza L’edificio adotta una struttura mista in: muratura in mattoni a vista , cemento armato a vista per gli elementi portanti e le scale, tamponamenti intonacati , serramenti ampi e scorrevoli per favorire luce e ventilazione. I contrasti materici tra mattone e cemento, e la plasticità delle superfici esterne, accentuano il carattere modernista dell’edificio, ma senza mai tradire il contesto naturale della pineta. La casa, infatti, si incastra tra gli alberi e li rispetta, mantenendo una scala contenuta e una forma spezzata che ne riduce l’impatto visivo. Un progetto che riflette l’eredità di D’Olivo Sebbene il nome di Marcello D’Olivo non compaia direttamente nella progettazione della villa, la sua influenza è evidente nella logica compositiva , nel rapporto con il terreno e nella predilezione per soluzioni distributive fluide .Biasi e Milocco — già attivi accanto a D’Olivo in altri progetti — qui dimostrano una maturità espressiva propria , che svilupperanno ulteriormente nei lavori successivi, spesso in collaborazione con l’impresa Ursella. Un laboratorio di idee architettoniche Villa Romanelli è un esempio di architettura domestica modernista , che riesce ad essere funzionale, espressiva e integrata al contesto , in equilibrio tra sperimentazione e rigore.I suoi elementi caratterizzanti — l’articolazione dei volumi, la scala esterna, il tetto-solarium — sono oggi testimonianze vive di una stagione progettuale straordinaria , in cui anche le seconde case di vacanza diventavano laboratori di ricerca architettonica . Riscoprirla e valorizzarla significa onorare la storia costruttiva di Lignano Pineta , promuovendo una visione dell’abitare fondata su qualità dello spazio, integrazione con il paesaggio e innovazione nel linguaggio architettonico. Precedente Successiva
- Between sky and sea | Ville di Lignano
Between sky and sea 2014 Diana Barillari Società Filologica Friulana Lignano come città-foresta: Diana Barillari racconta il mito urbano della “spiral city” progettata da D’Olivo, tra poesia e urbanistica moderna. Indietro Scopri di più... Lignano Sabbiadoro. Tra cielo e mare: la città a spirale di Marcello D’Olivo Nel volume Lignano Sabbiadoro – Between sky and sea , curato da Massimo Bortolotti con il patrocinio della Società Filologica Friulana, trova spazio l’intenso contributo della Prof.ssa Diana Barillari , dal titolo Urban Planning and Architecture of the Spiral City. The Projects by Marcello D’Olivo for Lignano Pineta . L’articolo approfondisce il valore culturale, simbolico e architettonico della celebre “città a spirale”, tracciando un racconto che fonde il mito fondativo con l’urbanistica del moderno, in un paesaggio lagunare tra natura e ambizione progettuale. Un racconto epico tra sabbia, pini e futuro Barillari apre la sua analisi citando un articolo del poeta-ingegnere Leonardo Sinisgalli , pubblicato nel 1954 sulla rivista Civiltà delle Macchine , in cui racconta una visita a Lignano Pineta, guidato dall’architetto Marcello D’Olivo. Sinisgalli descrive la nascita della nuova città come un’impresa epica: il viaggio da Milano a Trieste, la scoperta della pineta trasformata in cantiere, il lavoro delle prime squadre che scavano trincee e gettano cemento. I pionieri della Società Lignano Pineta sono visti come moderni esploratori, e D’Olivo come il demiurgo che disegna un luogo immaginario diventato reale. Questa lettura lirica si intreccia con una consapevolezza più ampia: il progetto di Lignano Pineta non è soltanto un’operazione immobiliare , ma un’esperienza intellettuale, culturale e paesaggistica, in cui la modernità architettonica si confronta con le forme della natura. La spirale come archetipo urbano La vera protagonista è naturalmente la celebre pianta a spirale ideata da Marcello D’Olivo nel 1953, che organizza l’intero tessuto urbano secondo una forma geometrica tanto iconica quanto funzionale. La spirale rappresenta un modello organico, antitetico alla griglia cartesiana della città industriale: segue le curve della pineta, preserva la vegetazione, distribuisce la densità edilizia in modo graduale e offre un'esperienza immersiva del paesaggio . Barillari sottolinea l’audacia del gesto urbanistico: non si tratta solo di disegnare lotti , ma di creare un modello urbano alternativo, in cui la natura non viene sacrificata alla costruzione, ma integrata come matrice del progetto. La città si costruisce attorno e con la pineta, non contro di essa. Dalla teoria alla realizzazione: un laboratorio moderno Il progetto di D’Olivo viene avviato nel 1953, grazie alla committenza visionaria della Società Lignano Pineta, fondata un anno prima con l’intento di sviluppare un nuovo insediamento turistico di qualità. L’urbanista udinese concepisce un piano urbanistico che mette in dialogo architettura, turismo e ambiente . Le strade sono chiamate “raggi” e si diramano dal centro della spirale verso il mare, organizzando l’abitato in un sistema fluido e decentralizzato. La realizzazione di questa visione fu resa possibile grazie a un’inedita collaborazione tra architetti, paesaggisti e ingegneri , tra cui Gianni Avon, Aldo Bernardis e Paolo Pascolo, che contribuirono a edificare alcune delle ville e strutture pubbliche più iconiche della località. In questo contesto, ogni edificio diventa parte di un progetto urbano unitario , pur mantenendo autonomia espressiva. Urbanistica e turismo: un dialogo ancora aperto Barillari inserisce il caso di Lignano all’interno di un dibattito più ampio sull’ urbanistica turistica nel Novecento , chiedendosi fino a che punto la disciplina si sia occupata – in modo consapevole – di progettare città per il tempo libero. L’esperienza di Lignano Pineta sembra rispondere positivamente: qui l’urbanistica non solo “tollera” il turismo, ma lo interpreta, lo anticipa, ne struttura le forme e le modalità di fruizione. La città a spirale è così un esempio concreto di pianificazione integrata per la villeggiatura , in cui si sperimenta un modello innovativo, capace di combinare esigenze abitative stagionali, tutela ambientale e qualità architettonica. Un laboratorio a cielo aperto di “architettura del paesaggio”. Una lezione da ricordare L’intervento di Diana Barillari si conclude sottolineando come Lignano Pineta rappresenti ancora oggi una lezione di progetto urbano . Nonostante le trasformazioni avvenute nel tempo, il disegno originario di D’Olivo mantiene una sorprendente attualità. In un’epoca segnata da emergenze climatiche, consumo di suolo e banalizzazione turistica, l’idea di una città che nasce per integrarsi con il paesaggio assume un valore esemplare. Non si tratta di mitizzare il passato, ma di recuperare una cultura del progetto fondata su visione, cura e responsabilità . Lignano non è solo una meta turistica: è un’idea di città, un modo di abitare il tempo libero, una prova che l’urbanistica può – se sostenuta da committenze illuminate – essere uno strumento potente per costruire futuro. Precedente Successiva
- Stabilimenti balneari | Ville di Lignano
Stabilimenti balneari Gianni Avon 1955 – 1956 (solo 3 realizzati) Lungomare Trieste, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Stabilimenti a pianta circolare con ali orientate verso il mare. Solo tre realizzati, tra sperimentazione formale e funzionalismo costruttivo. Indietro L'architettura del paesaggio costiero tra forma e funzione Contesto: architettura della vacanza e visione urbana Nel pieno del boom turistico degli anni ’50, Lignano Sabbiadoro si afferma come una delle località balneari emergenti dell’Adriatico. In questo clima di espansione e trasformazione, l’ Azienda di Soggiorno affida all’architetto Gianni Avon l’ambizioso progetto di quindici stabilimenti balneari , destinati a punteggiare l’intero tratto costiero compreso tra la Terrazza a Mare progettata da Provino Valle e la colonia marina di Zanini . Di questa visione iniziale, solo tre stabilimenti verranno effettivamente realizzati tra il 1955 e il 1956, diventando tuttavia dei veri e propri manufatti simbolici dell’architettura del tempo, capaci di coniugare funzione, sperimentazione e riconoscibilità . Composizione: un “fungo” con ali aperte al mare Ogni stabilimento balneare è concepito secondo una pianta centrale a forma di fungo , con un corpo principale circolare da cui si dipartono due ali laterali disposte con un’inclinazione di 120° , orientate strategicamente verso il mare . Questa configurazione, oltre a offrire una distribuzione funzionale delle cabine , crea una prospettiva guidata verso l’orizzonte marino e contribuisce a racchiudere visivamente l’area dello stabilimento, garantendo privacy e una certa monumentalità dello spazio. Forma, funzione e paesaggio La scelta di utilizzare la pianta circolare non è solo un elemento di originalità formale: in essa si legge l’influenza di Marcello D’Olivo , con il quale Avon condivideva la riflessione sull’architettura organica e sul superamento della griglia ortogonale. Ma se in D’Olivo la spirale è gesto urbano, in Avon il cerchio diventa dispositivo spaziale funzionale : organizza l’accesso, il percorso, la relazione tra gli ambienti. È un’architettura razionale , ma non priva di poetica balneare , adatta alla leggerezza della vacanza. Materiali e tecniche: economia e rigore La realizzazione degli stabilimenti è affidata all’impresa Ursella , che esegue le opere con una particolare attenzione ai tempi e costi contenuti . I materiali utilizzati sono semplici e “poveri”: Cemento a vista Laterizio pieno e forato Elementi prefabbricati per le coperture rovesce , rialzate e sporgenti La copertura è uno degli elementi più riconoscibili del progetto: rialzata e concava , quasi sospesa sopra la struttura, offre protezione e ventilazione allo stesso tempo. La sua forma “a padiglione rovesciato” diventa tratto distintivo visivo , visibile da lontano e in grado di dialogare con il profilo della costa . Dettagli costruttivi e cura del disegno Avon, noto per la sua attenzione al disegno tecnico e al dettaglio esecutivo, cura con rigore ogni elemento costruttivo: i moduli ripetuti delle cabine i percorsi di accesso la logica modulare delle pensiline l’integrazione di struttura e funzione Questa attenzione si riflette in un’opera che, pur concepita per l’uso stagionale e spesso soggetta a obsolescenza, riesce a conservare dignità architettonica e qualità percettiva . Una visione interrotta: il sogno dei quindici Il progetto iniziale prevedeva una sequenza regolare di quindici stabilimenti , una sorta di “colonnato” balneare lungo il litorale. Le difficoltà economiche e logistiche portarono alla realizzazione solo di tre unità, lasciando incompiuta una visione urbana ambiziosa , che avrebbe potuto ridefinire il rapporto tra città e spiaggia. Tuttavia, la forza del linguaggio architettonico e la coerenza progettuale rendono questi tre stabilimenti esempi paradigmatici di edilizia costiera moderna , ancora oggi capaci di comunicare un’idea di vacanza colta e progettata. Un’eredità da riscoprire Gli stabilimenti balneari di Avon non sono semplici padiglioni funzionali, ma micro-architetture urbane , costruite con intelligenza formale e attenzione al contesto. Oggi più che mai, di fronte al rischio di sostituzione o abbandono, è importante rivalutare queste architetture minori , che raccontano l’identità progettuale della Lignano degli anni Cinquanta e restituiscono una dimensione architettonica alla vacanza . Precedente Successiva
- Fineste e aperture vetrate nella storia del costruire | Ville di Lignano
21 febbraio 2025 Fineste e aperture vetrate nella storia del costruire Viale Pier Andrea Mattioli, 39, Torino, TO, Italia La ricerca sulla storia delle finestre e aperture vetrate nel contesto architettonico, esplorando le innovazioni produttive, le tecniche progettuali e i cambiamenti sociali che hanno influenzato la costruzione di serramenti nei secoli. Indietro Scopri di più... Giornate di Studi: "Fin estre e Aperture Vetrate nella Storia del Costruire" Il Construction History Group (CHG) del Politecnico di Torino organizza la quinta edizione delle "Giornate di Studi", che si terranno il 20 e 21 febbraio 2025 presso il Castello del Valentino. Le giornate sono dedicate alla ricerca sulla storia delle finestre e delle aperture vetrate nel contesto architettonico, esplorando le innovazioni produttive, le tecniche progettuali e i cambiamenti sociali che hanno influenzato la costruzione di serramenti nel corso dei secoli. Dettagli dell'evento: Luogo : Castello del Valentino, Viale Mattioli 39, Torino Data : 20-21 febbraio 2025 Modalità : In presenza e con possibilità di partecipazione a distanza tramite link Organizzazione : Curatori : Rossella Maspoli, Gabriele Neri, Edoardo Piccoli (Politecnico di Torino, DAD) Organizzazione : Valentina Burgassi, Rosa Caruso (Politecnico di Torino, DAD) Programma delle Giornate: Prima gi ornata - 20 febbraio 2025, mattina 09:00 - Saluti istituzionali e introduzione dei curatori 09:15 - Nicoletta Marconi: "Divina lux parata est lucere: produzione, montaggio e manutenzione delle finestre della Basilica di San Pietro in Vaticano tra XVI e XIX secolo" 09:45 - Nigel Isaacs: "A need for air – development of English building code window area rules and their links to Italy" Sessione 1.1 – Età Moderna: Innovazioni Produttive e Progettuali 10:15 - Francesca Funis: "Dalle impannate (o incartate) alle invetriate. Le finestre a Firenze nel secondo Cinquecento" 10:40 - Pietro Giovanni Pistone: "La costruzione di grandi vetrate a Roma nel Seicento. Le finestre perdute di Borromini per San Giovanni in Laterano" 11:05 - Alberto Grimoldi, Angelo Giuseppe Landi: "Chiusure a vetri di aperture di grandi dimensioni nell’Italia del Seicento" 11:30 - Edoardo Piccoli: "Verso la normalizzazione: progetto e realizzazione dei serramenti vetrati nel Piemonte, secoli XVII-XVIII" 11:55 - Marica Forni: "Le voci delle finestre a Milano ‘gran cittadone’" 12:20 - Sandro Baroni, Giuseppe Maggi, Maria Pia Riccardi: "Vetri antichi come testimoni del tempo" Pranzo : 13:15 Prima giornata - 20 febbraio 2025, pomeriggio Sessione 2.1 – Verso l'Industria: Tempi e Risultati della Produzione 14:30 - Manfredo di Robilant: "Luminosità, sicurezza e precisione. La promozione commerciale e ideologica delle finestre moderne" 15:00 - Mauro Volpiano: "Serramenti lignei a Torino dal secondo Settecento agli anni postunitari" 15:25 - Rossella Maspoli: "Evoluzione dei serramenti industriali fra fine ‘800 e metà ‘900. Il caso Torino a confronto" 15:50 - Tanja Marzi, Daniela Bosia, Virginia Bombelli: "Serramenti razionali metallici": innovazioni tecnologiche e brevetti della A. Bombelli 16:15 - Simona Salvo: "Facciate continue in metallo e vetro, finestre di una modernità ‘altra’ del Novecento italiano" Sessione 2.2 – Sistemi Tecnologici, Materiali e Brevetti 17:00 - Elena Vitagliano: "Un’armatura coperta di cristalli e formata a cono". Materiali, tecniche e vulnerabilità delle lanterne in ferro e vetro nelle cupole italiane di primo Ottocento 17:25 - Riccardo Segradin: "La finestra a nastro a Venezia. Racconto di un serramento moderno in vetro artistico di Murano" 17:50 - Alberto Bologna, Ilaria Giannetti: "Brevetti per finestre smontabili. Esperimenti di proto Design for Disassembly in Italia (1945-1950)" 18:15 - Conclusioni Seconda giornata - 21 febbraio 2025, mattina Sessione 3.1 – Il Progetto Costruttivo e il Prestigio dell'Autore 09:15 - Giulia Marino, Franz Graf, Giuseppe Galbiati: "Gli involucri vetrati del complesso delle Officine ICO di Ivrea (1908-1949): storia, conoscenza, restauro" 09:45 - Silvia Berselli: "Come un otturatore fotografico: le finestre regolabili di Eileen Gray" 10:10 - Michela Comba: "Il Palazzo degli Affari di Torino: un prisma luminoso ‘per evitare l’incombenza di quelle famose masse a tutto vetro’" Coffee Break : 10:35 11:00 - Diana Barillari, Massimo Bortolotti, Francesca Agostinelli: "La casa dell’artista: Giancarlo De Carlo e Giuseppe Zigaina a Cervignano del Friuli" 11:25 - Rita Vecchiattini: "Il Museo di Architettura e Scultura ligure a Sant’Agostino in Genova" 11:50 - Giovanni Bellucci: "Gaetano Minnucci e le vetrate. La tecnica e l’architettura" 12:15 - Monica Resmini, Eleonora Caggiati: "Una ‘finestra con panorama’ nell’architettura di Giuseppe Pizzigoni" 12:40 - Conclusioni Visita : 14:30 – Visita ai disegni di serramenti tra XIX e XX secolo delle Collezioni Storiche del Politecnico di Torino Contatti: Construction History Group Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di TorinoCastello del Valentino, Viale Mattioli 39 Email : chg@polito.it Le Giornate di Studi sono un’occasione imperdibile per approfondire la storia delle finestre e delle aperture vetrate, esplorando come questi elementi architettonici si sono evoluti nel corso dei secoli, dal Rinascimento all’epoca moderna. Precedente Successiva
- Festival Lignano Noir 2024 - Omaggio a Giorgio Scerbanenco | Ville di Lignano
27 ottobre 2024 Festival Lignano Noir 2024 - Omaggio a Giorgio Scerbanenco Via Treviso, 2, 33054 Lignano Sabbiadoro, Lignano Sabbiadoro UD, Italia Un appuntamento imperdibile per gli amanti della narrativa, del cinema, della musica e del teatro! Un evento dedicato ai misteri del noir, promosso dalla città di Lignano e dalla Biblioteca Comunale. Indietro Scopri di più... Omaggio a Giorgio Scerbanenco dal 24-10-2024 al 27-10-2024 Ritorna il Festival Lignano Noir 2024 dedicato allo scrittore Giorgio Scerbanenco Noi di Associazione Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano siamo felici di condividere con voi questa bella iniziativa, portata avanti dalla città e dalla sua Biblioteca Comunale. Non mancate! Dal 24 al 27 ottobre a Lignano Sabbiadoro, torna Lignano Noir : un appuntamento imperdibile per gli amanti della narrativa, del cinema, della musica e del teatro! Un evento dedicato ai misteri del noir, promosso dalla città di Lignano e dalla Biblioteca Comunale . Tra gli ospiti d'eccezione: - Giulio Avon , Socio Fondatore Esperto, Architetto e curatore di libri sull'architettura. - Cecilia Scerbanenco presenta Giorgio Scerbanenco, Cinema tra le donne, La Nave di Teseo Il Festival Lignano Noir è un omaggio allo scrittore Giorgio Scerbanenco, riconosciuto maestro del genere giallo e noir in Italia. 📍 Info evento: Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro , Via Treviso 2 📞 0431 409160 | ✉️ biblio@lignano.org Il programma completo dell'evento è disponibile al seguente link . fb: Festival Lignano Noir - Omaggio a Giorgio Scerbanenco IL PROGRAMMA: Giovedì 24 ottobre 2024 ore 21.00 - Cinecity Concerto jazz noir Francesco Bearzatti “Post atomic Zep” con Francesco Bearzatti - sax, elettronica Alessandro Turchet - basso, elettronica Marco D’Orlando - batteria, voce Venerdì 25 ottobre 2024 ore 18.00 - Biblioteca Comunale Crimini italiani incontro con il giornalista Pino Rinaldi ore 20.00 - Monaco Suites Hotel - The Taste & Al Bancut Restaurant A Cena con il Giallo tra ricette dello chef Rudi Santuz e conversazioni letterarie con l’amichevole intervento di Luca Crovi e Paola Alberti (su prenotazione, euro 50 – Hotel Monaco, Via Gorizia 24, Lignano Sabbiadoro tel. 0431.71926 - segreteria@hotelmonaco.net ) Sabato 26 ottobre 2024 ore 17.00 - Biblioteca Franco Forte presenta il suo nuovo romanzo L’alba di Cesare , Mondadori conduzione del vicesindaco Manuel Massimiliano La Placa a seguire 10a edizione Premio Scerbanenco@Lignano Cerimonia di premiazione dei vincitori ore 20.30 - Cinecity Proiezione del film Glory hole (2024) Ospiti d’onore: il regista Romano Montesarchio e l’attore Francesco Di Leva Interverrà il magistrato Dario Grohmann Domenica 27 ottobre 2024 ore 16.00 - Biblioteca Comunale Dalle indagini negli archivi: Cecilia Scerbanenco presenta Giorgio Scerbanenco , Cinema tra le donne , La Nave di Teseo Giulio Avon presenta Architetture in copertina a seguire Un tè con Agatha Christie divagazioni “in giallo” con Luca Crovi e delizie di pasticceria Nelle giornate del Festival, in Biblioteca, la mostra fotografica “Omaggio a Giorgio Scerbanenco” a cura del Fotocineclub Lignano Ingresso libero. Per partecipare consultare il regolamento ufficiale . Ringraziamo per l'iniziativa: https://lignanosabbiadoro.it/it/eventi/lignano-noir-2024/ https://comune.lignano-sabbiadoro.ud.it/vivere-il-comune/eventi/festival-lignano-noir-2024 Precedente Successiva











