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- Stabilimenti balneari | Ville di Lignano
Stabilimenti balneari Gianni Avon 1955 – 1956 (solo 3 realizzati) Lungomare Trieste, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Stabilimenti a pianta circolare con ali orientate verso il mare. Solo tre realizzati, tra sperimentazione formale e funzionalismo costruttivo. Indietro L'architettura del paesaggio costiero tra forma e funzione Contesto: architettura della vacanza e visione urbana Nel pieno del boom turistico degli anni ’50, Lignano Sabbiadoro si afferma come una delle località balneari emergenti dell’Adriatico. In questo clima di espansione e trasformazione, l’ Azienda di Soggiorno affida all’architetto Gianni Avon l’ambizioso progetto di quindici stabilimenti balneari , destinati a punteggiare l’intero tratto costiero compreso tra la Terrazza a Mare progettata da Provino Valle e la colonia marina di Zanini . Di questa visione iniziale, solo tre stabilimenti verranno effettivamente realizzati tra il 1955 e il 1956, diventando tuttavia dei veri e propri manufatti simbolici dell’architettura del tempo, capaci di coniugare funzione, sperimentazione e riconoscibilità . Composizione: un “fungo” con ali aperte al mare Ogni stabilimento balneare è concepito secondo una pianta centrale a forma di fungo , con un corpo principale circolare da cui si dipartono due ali laterali disposte con un’inclinazione di 120° , orientate strategicamente verso il mare . Questa configurazione, oltre a offrire una distribuzione funzionale delle cabine , crea una prospettiva guidata verso l’orizzonte marino e contribuisce a racchiudere visivamente l’area dello stabilimento, garantendo privacy e una certa monumentalità dello spazio. Forma, funzione e paesaggio La scelta di utilizzare la pianta circolare non è solo un elemento di originalità formale: in essa si legge l’influenza di Marcello D’Olivo , con il quale Avon condivideva la riflessione sull’architettura organica e sul superamento della griglia ortogonale. Ma se in D’Olivo la spirale è gesto urbano, in Avon il cerchio diventa dispositivo spaziale funzionale : organizza l’accesso, il percorso, la relazione tra gli ambienti. È un’architettura razionale , ma non priva di poetica balneare , adatta alla leggerezza della vacanza. Materiali e tecniche: economia e rigore La realizzazione degli stabilimenti è affidata all’impresa Ursella , che esegue le opere con una particolare attenzione ai tempi e costi contenuti . I materiali utilizzati sono semplici e “poveri”: Cemento a vista Laterizio pieno e forato Elementi prefabbricati per le coperture rovesce , rialzate e sporgenti La copertura è uno degli elementi più riconoscibili del progetto: rialzata e concava , quasi sospesa sopra la struttura, offre protezione e ventilazione allo stesso tempo. La sua forma “a padiglione rovesciato” diventa tratto distintivo visivo , visibile da lontano e in grado di dialogare con il profilo della costa . Dettagli costruttivi e cura del disegno Avon, noto per la sua attenzione al disegno tecnico e al dettaglio esecutivo, cura con rigore ogni elemento costruttivo: i moduli ripetuti delle cabine i percorsi di accesso la logica modulare delle pensiline l’integrazione di struttura e funzione Questa attenzione si riflette in un’opera che, pur concepita per l’uso stagionale e spesso soggetta a obsolescenza, riesce a conservare dignità architettonica e qualità percettiva . Una visione interrotta: il sogno dei quindici Il progetto iniziale prevedeva una sequenza regolare di quindici stabilimenti , una sorta di “colonnato” balneare lungo il litorale. Le difficoltà economiche e logistiche portarono alla realizzazione solo di tre unità, lasciando incompiuta una visione urbana ambiziosa , che avrebbe potuto ridefinire il rapporto tra città e spiaggia. Tuttavia, la forza del linguaggio architettonico e la coerenza progettuale rendono questi tre stabilimenti esempi paradigmatici di edilizia costiera moderna , ancora oggi capaci di comunicare un’idea di vacanza colta e progettata. Un’eredità da riscoprire Gli stabilimenti balneari di Avon non sono semplici padiglioni funzionali, ma micro-architetture urbane , costruite con intelligenza formale e attenzione al contesto. Oggi più che mai, di fronte al rischio di sostituzione o abbandono, è importante rivalutare queste architetture minori , che raccontano l’identità progettuale della Lignano degli anni Cinquanta e restituiscono una dimensione architettonica alla vacanza . Precedente Successiva
- Fineste e aperture vetrate nella storia del costruire | Ville di Lignano
21 febbraio 2025 Fineste e aperture vetrate nella storia del costruire Viale Pier Andrea Mattioli, 39, Torino, TO, Italia La ricerca sulla storia delle finestre e aperture vetrate nel contesto architettonico, esplorando le innovazioni produttive, le tecniche progettuali e i cambiamenti sociali che hanno influenzato la costruzione di serramenti nei secoli. Indietro Scopri di più... Giornate di Studi: "Fin estre e Aperture Vetrate nella Storia del Costruire" Il Construction History Group (CHG) del Politecnico di Torino organizza la quinta edizione delle "Giornate di Studi", che si terranno il 20 e 21 febbraio 2025 presso il Castello del Valentino. Le giornate sono dedicate alla ricerca sulla storia delle finestre e delle aperture vetrate nel contesto architettonico, esplorando le innovazioni produttive, le tecniche progettuali e i cambiamenti sociali che hanno influenzato la costruzione di serramenti nel corso dei secoli. Dettagli dell'evento: Luogo : Castello del Valentino, Viale Mattioli 39, Torino Data : 20-21 febbraio 2025 Modalità : In presenza e con possibilità di partecipazione a distanza tramite link Organizzazione : Curatori : Rossella Maspoli, Gabriele Neri, Edoardo Piccoli (Politecnico di Torino, DAD) Organizzazione : Valentina Burgassi, Rosa Caruso (Politecnico di Torino, DAD) Programma delle Giornate: Prima gi ornata - 20 febbraio 2025, mattina 09:00 - Saluti istituzionali e introduzione dei curatori 09:15 - Nicoletta Marconi: "Divina lux parata est lucere: produzione, montaggio e manutenzione delle finestre della Basilica di San Pietro in Vaticano tra XVI e XIX secolo" 09:45 - Nigel Isaacs: "A need for air – development of English building code window area rules and their links to Italy" Sessione 1.1 – Età Moderna: Innovazioni Produttive e Progettuali 10:15 - Francesca Funis: "Dalle impannate (o incartate) alle invetriate. Le finestre a Firenze nel secondo Cinquecento" 10:40 - Pietro Giovanni Pistone: "La costruzione di grandi vetrate a Roma nel Seicento. Le finestre perdute di Borromini per San Giovanni in Laterano" 11:05 - Alberto Grimoldi, Angelo Giuseppe Landi: "Chiusure a vetri di aperture di grandi dimensioni nell’Italia del Seicento" 11:30 - Edoardo Piccoli: "Verso la normalizzazione: progetto e realizzazione dei serramenti vetrati nel Piemonte, secoli XVII-XVIII" 11:55 - Marica Forni: "Le voci delle finestre a Milano ‘gran cittadone’" 12:20 - Sandro Baroni, Giuseppe Maggi, Maria Pia Riccardi: "Vetri antichi come testimoni del tempo" Pranzo : 13:15 Prima giornata - 20 febbraio 2025, pomeriggio Sessione 2.1 – Verso l'Industria: Tempi e Risultati della Produzione 14:30 - Manfredo di Robilant: "Luminosità, sicurezza e precisione. La promozione commerciale e ideologica delle finestre moderne" 15:00 - Mauro Volpiano: "Serramenti lignei a Torino dal secondo Settecento agli anni postunitari" 15:25 - Rossella Maspoli: "Evoluzione dei serramenti industriali fra fine ‘800 e metà ‘900. Il caso Torino a confronto" 15:50 - Tanja Marzi, Daniela Bosia, Virginia Bombelli: "Serramenti razionali metallici": innovazioni tecnologiche e brevetti della A. Bombelli 16:15 - Simona Salvo: "Facciate continue in metallo e vetro, finestre di una modernità ‘altra’ del Novecento italiano" Sessione 2.2 – Sistemi Tecnologici, Materiali e Brevetti 17:00 - Elena Vitagliano: "Un’armatura coperta di cristalli e formata a cono". Materiali, tecniche e vulnerabilità delle lanterne in ferro e vetro nelle cupole italiane di primo Ottocento 17:25 - Riccardo Segradin: "La finestra a nastro a Venezia. Racconto di un serramento moderno in vetro artistico di Murano" 17:50 - Alberto Bologna, Ilaria Giannetti: "Brevetti per finestre smontabili. Esperimenti di proto Design for Disassembly in Italia (1945-1950)" 18:15 - Conclusioni Seconda giornata - 21 febbraio 2025, mattina Sessione 3.1 – Il Progetto Costruttivo e il Prestigio dell'Autore 09:15 - Giulia Marino, Franz Graf, Giuseppe Galbiati: "Gli involucri vetrati del complesso delle Officine ICO di Ivrea (1908-1949): storia, conoscenza, restauro" 09:45 - Silvia Berselli: "Come un otturatore fotografico: le finestre regolabili di Eileen Gray" 10:10 - Michela Comba: "Il Palazzo degli Affari di Torino: un prisma luminoso ‘per evitare l’incombenza di quelle famose masse a tutto vetro’" Coffee Break : 10:35 11:00 - Diana Barillari, Massimo Bortolotti, Francesca Agostinelli: "La casa dell’artista: Giancarlo De Carlo e Giuseppe Zigaina a Cervignano del Friuli" 11:25 - Rita Vecchiattini: "Il Museo di Architettura e Scultura ligure a Sant’Agostino in Genova" 11:50 - Giovanni Bellucci: "Gaetano Minnucci e le vetrate. La tecnica e l’architettura" 12:15 - Monica Resmini, Eleonora Caggiati: "Una ‘finestra con panorama’ nell’architettura di Giuseppe Pizzigoni" 12:40 - Conclusioni Visita : 14:30 – Visita ai disegni di serramenti tra XIX e XX secolo delle Collezioni Storiche del Politecnico di Torino Contatti: Construction History Group Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di TorinoCastello del Valentino, Viale Mattioli 39 Email : chg@polito.it Le Giornate di Studi sono un’occasione imperdibile per approfondire la storia delle finestre e delle aperture vetrate, esplorando come questi elementi architettonici si sono evoluti nel corso dei secoli, dal Rinascimento all’epoca moderna. Precedente Successiva
- Arena Alpe Adria | Ville di Lignano
Arena Alpe Adria Studio Nizzoli 1978 – 1988 Viale Europa, 26, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Una delle opere architettoniche più emblematiche e innovative della città, rappresentando una fusione di storia, modernità e simbolismo. Indietro Combinazione di elementi L' Arena Alpe Adria , situata a Lignano Sabbiadoro in viale Europa, 26 , è una delle opere architettoniche più emblematiche e innovative della città, rappresentando una fusione di storia, modernità e simbolismo. Realizzata tra il 1978 e il 1988 , l'arena si propone come una rivisitazione postmoderna di un teatro romano , reinterpretando in modo creativo e sofisticato uno dei più celebri archetipi dell'architettura antica. Il progetto, concepito dallo Studio Nizzoli , che all'epoca era composto da Giuseppe Mario Oliveri , Antonio Susini , e Paolo Viola , ha visto una combinazione di elementi storici e simbolici, mescolando tradizione e innovazione con un linguaggio visivo unico. La sua costruzione si inserisce in un periodo in cui l'architettura postmoderna stava emergendo come risposta alle rigide forme moderniste, con una maggiore attenzione al contesto culturale e all'ironia visiva. L'ingresso "Anamorfico" e la Rivisitazione del Passato Una delle caratteristiche più affascinanti di questa struttura è l'ingresso, descritto dai progettisti come "anamorfico" . Si tratta di una soluzione che crea una dimensione riflessa , utilizzando uno specchio che restituisce un'immagine tridimensionale di se stessa. Questo approccio non solo fa riferimento a tecniche artistiche e architettoniche storiche, ma incorpora anche una riflessione sulla percezione visiva, che diventa una metafora del passaggio tra la realtà e la percezione alterata. L'ingresso non è solo un punto di accesso fisico ma anche un elemento simbolico che stimola il visitatore ad avvicinarsi all'opera in un modo nuovo, suggerendo un legame tra la memoria storica e la reinterpretazione contemporanea. In questo modo, l'Arena Alpe Adria non è semplicemente una replica di un antico modello architettonico, ma una reinterpretazione che dialoga con il presente attraverso l'uso di tecniche e simbolismi moderni. Il Giardino dei Sentieri che si Biforcano: Un Tributo a Borges Il design circostante dell'arena è un altro elemento distintivo, pensato come un paesaggio che gioca con le idee di labirinto e di spazio fragmentato. I progettisti, infatti, si ispirano all'opera letteraria di Jorge Luis Borges e in particolare al concetto di "giardino dei sentieri che si biforcano" . In omaggio a Borges, la progettazione del giardino non è lineare ma si sviluppa in modo complesso, come un percorso che si divide in molteplici direzioni. Questo spazio, concepito come un labirinto simbolico, è realizzato attraverso una combinazione di diversi tipi di mazes: dal labirinto mesopotamico a quello di Cnosso , fino alla versione "paleotecnica" costruita con sassi di fiume . Il labirinto, con la sua associazione al mito, al pensiero filosofico e al senso di esplorazione e di scoperta, diventa un elemento centrale del progetto, non solo come spazio fisico ma come metafora della ricerca e dell'incertezza. La scelta di utilizzare diversi tipi di labirinto e le varietà di materiali fa di questo giardino un'installazione che coinvolge i visitatori in un'esperienza sensoriale e intellettuale, invitandoli a riflettere sul rapporto tra il passato e il presente, tra l'arte e l'architettura. Il Colore, la Luce e la Struttura Postmoderna La struttura architettonica dell'Arena Alpe Adria è caratterizzata da un uso sapiente della luce e del colore, tipici dell'architettura postmoderna, che rifiuta la rigidità e la funzionalità a favore di un'espressione più libera e visivamente stimolante. Gli spazi sono progettati per essere vissuti e percepiti in modo dinamico, con l'uso di superfici che riflettono e modificano la luce, creando effetti scenografici che arricchiscono l'esperienza del visitatore. La scelta di includere un teatro romano come riferimento progettuale è interessante non solo per la sua rilevanza storica, ma anche per il modo in cui il design moderno riesce a riscoprire e rielaborare gli elementi tradizionali. L'arena non è una mera ripetizione del passato, ma piuttosto una continua rielaborazione della sua struttura e significato, contestualizzata in un’epoca in cui il concetto di spazio pubblico e di performance si evolve rapidamente. Una Visione Urbanistica Integrata L'Arena Alpe Adria si inserisce anche in un più ampio disegno urbanistico che comprende il Marina Punta Faro , realizzato dagli stessi progettisti tra il 1977 e il 1984, e altre opere contemporanee a Lignano. La presenza di questi progetti nella stessa area riflette un tentativo di creare un insieme coeso di spazi pubblici e privati, dove l'arte, l'architettura e il paesaggio si incontrano. La strategia di progettazione urbana di quegli anni mirava a valorizzare le potenzialità del territorio, sia in termini estetici che funzionali, integrando le nuove opere con il paesaggio naturale e urbano preesistente. Un Progetto che Definisce l'Identità di Lignano L'Arena Alpe Adria non è solo un monumento architettonico, ma anche un elemento fondamentale nell'identità visiva e culturale di Lignano Sabbiadoro . La sua forte presenza nel paesaggio urbano la rende un punto di riferimento, non solo per la sua funzione come spazio per eventi e spettacoli, ma anche come simbolo dell'approccio innovativo e creativo che ha caratterizzato la città negli anni Settanta e Ottanta. Il progetto di Nizzoli Studio ha avuto un impatto significativo nel panorama architettonico dell'epoca, non solo per la sua originalità ma anche per la sua capacità di dialogare con il passato e con le esigenze della contemporaneità. Oggi, l'Arena Alpe Adria rimane un'icona di Lignano Sabbiadoro , un esempio di come l'architettura possa non solo rispondere a necessità funzionali ma anche trasformarsi in un'opera d'arte, ricca di simbolismo e di significato. In conclusione, l'Arena Alpe Adria rappresenta una delle realizzazioni più significative dell'architettura postmoderna in Italia, un'opera che, con la sua rivisitazione di temi storici e la sua esplorazione di spazi simbolici, continua a suscitare interesse e ammirazione. La sua presenza a Lignano non solo arricchisce il patrimonio architettonico della città, ma la rende anche un punto di riferimento culturale, attirando visitatori da tutto il mondo. Precedente Successiva
- Aldo Bernardis | Architetture a Lignano 1953-2003 | Ville di Lignano
Aldo Bernardis | Architetture a Lignano 1953-2003 2024 Giulio Avon Gaspari Editore "Architetture a Lignano 1953-2003" esplora il contributo dell'architetto Aldo Bernardis nella città balneare, evidenziando la sua visione unica e l’impronta che ha lasciato nelle costruzioni locali. Indietro Scopri di più... Aldo Bernardis: Architetto e Protagonista di Lignano Lignano Sabbiadoro, una località balneare celebre per la sua vivacità turistica e il fascino naturale, è anche un palcoscenico privilegiato per l'architettura del Novecento. Tra i protagonisti di questo fervente periodo di innovazione, emerge la figura di Aldo Bernardis (1925-2012), architetto che, a partire dagli anni Cinquanta, ha contribuito a definire l'identità urbana di Lignano attraverso edifici che ancora oggi rappresentano luoghi simbolo della città. Il volume "Architetture a Lignano 1953-2003" (Gaspari Editore), a cura di Giulio Avon e Ferruccio Luppi, si propone di restituire, attraverso una raccolta di fotografie, disegni e testimonianze, il percorso professionale di Bernardis e il suo legame con la città. Disponibile la pubblicazione “ Architetture a Lignano 1953-2003 ” monografia sull’Arch. Aldo Bernardis, spedizione gratuita. I fondi raccolti saranno impiegati per sostenere i progetti di valorizzazione culturale del patrimonio architettonico promossi dell’ Associazione Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano . Per info scrivere alla nostra mail: raggiearchitetture@villedilignano.it Un'Architettura che Dialoga con il Paesaggio Bernardis, noto per il suo approccio sperimentale, ha operato in un contesto che si stava rapidamente trasformando in una meta turistica internazionale. La sua architettura, pur radicata nella tradizione locale, ha saputo interpretare le nuove esigenze del tempo libero, creando edifici che sono diventati non solo funzionali ma anche estetici, fortemente riconoscibili e emblematici del paesaggio lignanese. La "terrazza", il Kursaal, lo Yachting Club, il Tenda Bar e la Marina Uno sono solo alcuni dei suoi progetti più celebri, luoghi che, per i residenti e i turisti, sono diventati parte integrante dell’esperienza della città. In un periodo in cui Lignano stava esplorando una propria identità architettonica e urbanistica, Bernardis riuscì a coniugare elementi di modernismo con il rispetto per il paesaggio naturale. Il suo approccio, influenzato anche dalle esperimentazioni avvenute a Venezia durante gli anni universitari, ha avuto un ruolo centrale nel definire un’estetica che sapesse dialogare con l’ambiente circostante. Le sue opere sono caratterizzate da una forte componente di innovazione, ma anche da una consapevolezza dei valori locali e tradizionali. Bernardis e la Creazione di Icone Visive: La Terrazza a Mare e il Kursaal Un aspetto interessante del lavoro di Bernardis è la sua capacità di conciliare funzionalità e bellezza. Le sue opere non sono semplici edifici, ma scenari che riflettono la vivacità e lo spirito della località turistica. La Terrazza a Mare, ad esempio, si erge come un’icona visiva lungo la spiaggia, un punto di riferimento che riesce a combinare il valore estetico con quello pratico, offrendo uno spazio aperto e accogliente per i visitatori. Questo approccio è anche evidente nel Kursaal, che continua a segnare il profilo costiero di Lignano, diventando non solo un edificio ma un simbolo di svago e divertimento. Sperimentazione e Tradizione nelle Prime Opere: La Villa Prevedello Il legame di Bernardis con la città non si limita alla progettazione di edifici pubblici e turistici. Le sue prime opere, come la Villa Prevedello (1954-1955), ribattezzata "la Pagodina", rappresentano un'importante fase di sperimentazione, in cui Bernardis esplorava nuove modalità di rapporto con lo spazio e la natura. Questo edificio, purtroppo demolito all'inizio del nuovo millennio, è un esempio lampante della sua capacità di fondere architettura moderna e paesaggio. La Villa Prevedello, progettata come rifugio estivo per la famiglia dell'architetto, è emblematica della sua ricerca di una sintesi tra funzionalità e poetica, dove ogni dettaglio contribuiva a creare un ambiente armonico e in sintonia con il paesaggio circostante. Casa Caselli: Innovazione e Connessione con l'Esterno Un altro progetto significativo di Bernardis è la Casa Caselli (1954-1955), che si distingue per la sua pianta articolata e la sua disposizione spaziale innovativa. La casa è composta da due appartamenti separati, ma strettamente legati da un’architettura che privilegia la visibilità verso l’esterno, con ampie vetrate angolari che creano un rapporto diretto con il giardino. Il restauro del 1976 a cura di Paolo Pascolo e successivamente quello di Alberto Barazzutti hanno permesso di conservare e attualizzare la qualità di questo edificio, che rappresenta uno degli esempi più riusciti di architettura residenziale a Lignano. Villa Borgnolo e Villa Brustio: Architettura e Paesaggio in Armonia Villa Borgnolo (1955-1956) e Villa Brustio (1955-1958) sono altre due opere significative di Bernardis, che riflettono la sua attenzione al paesaggio e alla necessità di adattare l’architettura alle peculiarità del territorio. Villa Borgnolo, con il suo tetto a falde che si estende oltre il perimetro, è un esempio di come l’architetto sappia sfruttare le piante e i cornicioni per proteggere gli abitanti dal sole, mentre Villa Brustio si distingue per la sua copertura in paglia e canne palustri, che evoca l’immagine del casone dei pescatori, creando un legame con le tradizioni locali. Villa Dada: Un'Espressione di Modernità e Leggerezza Tra le opere più audaci di Bernardis vi è anche Villa Dada (1961-1963), caratterizzata dalla sua copertura piana e dalle travi a vista, che allontanano l’edificio dalle tradizionali forme vernacolari, proponendo invece un'architettura di grande modernità e leggerezza. Un Omaggio alla Conservazione dell'Architettura Moderna di Lignano La pubblicazione a cura di Giulio Avon e Ferruccio Luppi si inserisce in un più ampio sforzo di conservazione e valorizzazione dell’architettura moderna a Lignano, un patrimonio che rischia di essere dimenticato o sovrastato da nuove costruzioni. Attraverso questo volume, si intende non solo celebrare il lavoro di Aldo Bernardis ma anche sensibilizzare il pubblico e le future generazioni sull'importanza di preservare e comprendere le radici architettoniche di una città che ha saputo coniugare bellezza, funzionalità e innovazione. La Memoria di Aldo Bernardis: Un Legato di Creatività e Innovazione Con questo omaggio, la memoria di Bernardis, così come quella delle sue opere, continua a vivere, testimoniando la forza creativa e la passione di un architetto che ha contribuito a dare forma all’identità di Lignano nel Novecento. Precedente Successiva
- Residenza dei Pini | Ville di Lignano
Residenza dei Pini Gianni Avon 1962 – 1963 Viale dell'Industria, 8, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Complesso immerso nella pineta litoranea, integrato nel paesaggio e articolato per offrire sempre viste verso il mare. Indietro Architettura e natura in perfetta sintonia nella Riviera di Lignano Nel 1962, il lembo di pineta in cui sorgerà la Residenza nei Pini era ancora un paesaggio intatto : un tratto di litorale ai margini della nuova lottizzazione balneare di Lignano Riviera , dove la presenza dell’uomo si limitava a pochi segni sparsi. È in questo contesto ancora vergine, tra sabbia, pini marittimi e mare, che prende forma un intervento residenziale capace di conciliare la modernità edilizia con il rispetto per l’ambiente naturale . La Residenza nei Pini non è solo un nome evocativo: è una dichiarazione d’intenti. L’edificio si pone con delicatezza nel contesto paesaggistico, cercando l’ integrazione visiva e funzionale con il verde circostante, grazie a una progettazione attenta sia in pianta sia in alzato. Il risultato è un’architettura che non domina , ma dialoga , che non esclude , ma abbraccia il paesaggio, configurandosi come uno dei migliori esempi di edilizia vacanziera rispettosa dell’ambiente. Un’impronta leggera nel paesaggio L’intervento si distingue da subito per una scelta progettuale precisa: articolazione e frammentazione , sia a livello planimetrico che volumetrico. Nessun blocco monolitico, nessuna massa compatta: la Residenza nei Pini si compone di volumi sfalsati, disassati, discontinui , che seguono la topografia del terreno e lasciano spazio tra un’unità e l’altra per la vegetazione preesistente. Questa scelta permette di preservare numerosi alberi originari, che non vengono abbattuti ma integrati nel progetto come parte del disegno architettonico. Gli edifici sembrano quasi galleggiare tra i pini , nascosti, protetti, ombreggiati. Ogni prospetto si apre verso scorci naturali, offrendo viste diverse ma sempre interessanti e mai banali. Una varietà controllata: tipologie e orientamenti Il complesso ospita diverse unità immobiliari per vacanze , variabili da un minimo di un vano monolocale fino a un massimo di tre stanze , offrendo così un ventaglio di soluzioni abitative adatte a varie esigenze. Questa varietà non è casuale ma inserita in una logica distributiva chiara , che punta a favorire la privacy , la ventilazione naturale , e soprattutto la vista sul mare . Ogni unità abitativa è orientata in modo differente, ma tutte condividono una caratteristica fondamentale: nessuna è cieca al paesaggio . Le aperture finestrate sono posizionate per offrire scorci sempre liberi verso l’orizzonte marino o verso la pineta, mai verso muri o cortili chiusi. Questa attenzione alla qualità dell’abitare si riflette anche nella presenza di logge e terrazze , che fungono da filtri tra interno ed esterno, estensioni vive dello spazio domestico. Materiali sobri e colori neutri: discrezione e misura Uno degli aspetti più eleganti e moderni della Residenza nei Pini è la scelta cromatica e materica . La tavolozza è essenziale, quasi monastica: intonaco bianco per le superfici murarie, persiane bianche , copertura e marcapiani in tonalità scure , probabilmente grigio antracite o marrone profondo. Questi colori neutri e naturali si mimetizzano perfettamente con l’ambiente : il bianco dialoga con la luce mediterranea e riflette il sole estivo senza abbagliare; le parti scure riprendono il tono del terreno sabbioso e della corteccia dei pini. È un approccio che potremmo oggi definire ecologico e bioclimatico , ma che all’epoca era soprattutto espressione di sobrietà e sensibilità progettuale . Dal punto di vista costruttivo, la struttura è semplice ma solida: muratura e cemento armato , impiegati con razionalità. Non vi sono elementi decorativi superflui, ma una ricerca precisa di equilibrio tra pieni e vuoti , tra luce e ombra, tra materiali grezzi e superfici trattate. Contesto urbanistico: tra sperimentazione e rispetto L’area di Lignano Riviera, nei primi anni ’60, rappresentava un terreno fertile per la sperimentazione urbanistica e architettonica . A differenza di Lignano Sabbiadoro, già più densamente edificata, Riviera veniva pensata come un quartiere più rarefatto , con edifici immersi nel verde, in grado di offrire esperienze di soggiorno alternative e più intime. In questo quadro, la Residenza nei Pini incarna pienamente lo spirito originario del piano urbanistico : bassa densità edilizia, rispetto della pineta, accessibilità ai servizi ma anche contatto diretto con la natura. L’edificio non solo si conforma al piano, ma ne rappresenta un’interpretazione colta e sofisticata . Una lezione per l’oggi: l’attualità di un’architettura discreta A oltre sessant’anni dalla sua realizzazione, la Residenza nei Pini resta un esempio attualissimo di buona architettura : un progetto che ha saputo coniugare esigenze abitative, rispetto ambientale e qualità estetica , anticipando molte delle tematiche oggi centrali nel dibattito contemporaneo su città e territorio. In un’epoca in cui l’impatto edilizio sulla natura è al centro delle riflessioni ecologiche, la Residenza nei Pini ci ricorda che l’architettura può inserirsi nel paesaggio senza deturparlo , contribuendo invece a valorizzarlo. Non è solo una residenza per le vacanze: è un piccolo manifesto silenzioso di ciò che può essere una cultura del costruire responsabile . Abitare tra i pini, vivere il paesaggio La Residenza nei Pini non colpisce per l’altezza, per l’ostentazione o per il design spettacolare. Colpisce per la misura, la coerenza, la naturalezza con cui si inserisce nel suo contesto . È un esempio raro di architettura capace di essere “minima” senza essere banale, moderna senza essere invasiva, funzionale senza rinunciare alla poesia dello spazio. Un modello prezioso, da custodire e da studiare, per chiunque voglia comprendere come si possa costruire bene, anche in riva al mare, anche tra i pini . Precedente Successiva
- Albergo delle Palme | Ville di Lignano
Albergo delle Palme Paolo Pascolo 1967 – 1968 Viale delle Palme, 24, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Un'architettura elegante e frazionata, con terrazze a gradoni immerse nel verde della pineta. Un raffinato equilibrio tra forma e natura. Indietro Eleganza discreta tra i pini di Lignano Tra le architetture più significative della Lignano Pineta degli anni Sessanta, l’ Albergo delle Palme , costruito tra il 1967 e il 1968 lungo viale delle Palme 24 , si distingue per la sobrietà e l’eleganza delle sue soluzioni formali , perfettamente inserite nel paesaggio della pineta costiera. In un contesto in cui lo sviluppo edilizio iniziava ad assumere toni più intensivi, questo edificio si propone come esempio virtuoso di architettura alberghiera integrata nel verde , con un impianto distributivo e volumetrico studiato per mitigare l’impatto sull’ambiente e offrire agli ospiti un soggiorno di qualità, anche dal punto di vista spaziale. Cinque piani, una volumetria "a gradoni" L’hotel si sviluppa su cinque piani , organizzati con il lato lungo perpendicolare rispetto all’asse del viale. Una delle sue scelte progettuali più significative riguarda le testate dei due fronti principali , dove i piani superiori arretrano progressivamente , generando ampie terrazze a ogni livello. Questo movimento verso l’interno crea un effetto a gradoni , che alleggerisce sensibilmente la massa del volume complessivo e introduce una dinamica geometrica coerente con il contesto naturale . L’edificio non si impone sul paesaggio, ma sembra modellarsi su di esso, lasciando spazio alla luce, alla vegetazione e alla ventilazione. Un inserimento attento nel verde della pineta Il frazionamento volumetrico ottenuto con i terrazzi aggettanti si traduce in una migliore armonia con il verde della pineta circostante , elemento caratterizzante e fondante dell’identità urbana di Lignano Pineta. Ogni terrazza si configura come uno spazio abitabile, ombreggiato e aperto sul paesaggio , un’estensione della camera verso l’esterno, che permette all’ospite di vivere il soggiorno in una dimensione più intima e naturale. Il verde non è solo sfondo, ma componente attiva dell’esperienza architettonica . Scelte cromatiche e dettagli sobri L’ intonaco chiaro del rivestimento contribuisce alla leggerezza visiva dell’edificio. In combinazione con la semplicità dei dettagli costruttivi , questa finitura conferisce all’Albergo delle Palme un tono raffinato ma sobrio , perfettamente in linea con la poetica del suo autore, che dimostra una chiara sensibilità verso la misura, il contesto e l’esperienza dell’abitare temporaneo . Le linee nette , i volumi puri e la pulizia formale contribuiscono a rendere l’edificio non solo funzionale, ma anche capace di trasmettere una sensazione di ordine e serenità. Nulla è eccessivo, tutto è calibrato. Una visione moderna dell’ospitalità Questo hotel rappresenta anche un’evoluzione del concetto di ospitalità turistica , che negli anni Sessanta stava rapidamente cambiando. Sempre più turisti, provenienti dal nord Europa e dalle città italiane, chiedevano strutture confortevoli ma non invasive , capaci di offrire relax senza rompere l’equilibrio naturale delle località balneari. L’Albergo delle Palme risponde a questa esigenza con una struttura che concilia densità e qualità spaziale , evitando l’effetto monolitico che spesso caratterizzava i grandi alberghi del periodo. Ogni camera, dotata di terrazzo o affaccio verso il verde, partecipa a una visione collettiva del paesaggio, evitando la serialità sterile e puntando su un’esperienza individuale, quasi domestica . L’importanza dell’autore: una firma sottile Anche se non sempre celebrato nelle narrazioni più note sull’architettura balneare friulana, il progettista dell’Albergo delle Palme dimostra una notevole capacità compositiva , che si manifesta nel saper fare con poco , valorizzando le proporzioni, la luce e il rapporto tra pieni e vuoti. Questa architettura non cerca il protagonismo, ma lavora in profondità, nei dettagli, con una sensibilità rara verso il paesaggio costruito . È un progetto che rispetta le promesse di Lignano Pineta: una località nata non come semplice lottizzazione, ma come esperimento urbanistico organico , in cui ogni edificio contribuisce a disegnare un ambiente unitario, equilibrato e sostenibile. Una lezione di equilibrio L’Albergo delle Palme si impone, ancora oggi, come modello di buona architettura turistica , capace di coniugare funzionalità, estetica e rispetto per il contesto. In un’epoca in cui il turismo spesso coincide con l’iper-sfruttamento del territorio, questo edificio ci ricorda che è possibile costruire nel paesaggio senza distruggerlo , anzi valorizzandolo. È un edificio che sa parlare sottovoce, senza mai urlare la propria presenza , e proprio per questo riesce a diventare parte dell’identità di Lignano: una presenza discreta ma duratura, capace di accogliere, proteggere e offrire bellezza. Precedente Successiva
- Municipio | Ville di Lignano
Municipio Aldo Bernardis 1968 – 1973 Viale Europa, 26, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Una delle opere più significative della città, non solo per la sua funzione, ma anche per la sua progettazione innovativa e simbolica. Indietro La centralità della funzione pubblica Il Municipio di Lignano Sabbiadoro , progettato dall'architetto Bernardis , è una delle opere più significative della città, non solo per la sua funzione, ma anche per la sua progettazione innovativa e simbolica. Questo edificio è concepito come un complesso edilizio aperto verso uno spazio circostante ampio e ben definito, con l'intento di evidenziare la centralità della funzione pubblica e il legame tra l'edificio e la comunità. Struttura e design simbolico Il progetto presenta un'ampia area esterna , corrispondente a un atrio monumentale interno , che funge da spazio di transizione e accoglienza. L'edificio stesso è caratterizzato da una serie di pilastri rastremati che delimitano lo spazio e creano un portico che ritma l'architettura. La scelta dei pilastri rastremati conferisce un aspetto slanciato e imponente, rendendo l'edificio simbolicamente forte e introverso, quasi come una fortezza pubblica. Riferimenti e influenze culturali Bernardis, con il suo progetto, sembra rielaborare influenze provenienti da altre opere simboliche degli anni Sessanta, rievocando, in particolare, due architetture iconiche del periodo: Il Convento de La Tourette di Le Corbusier , con la sua struttura austera, che enfatizza il concetto di spazio monumentale e isolato. Il Municipio di Kurashiki di Kenzo Tange , che con il suo approccio innovativo e simmetrico, aveva già lasciato un'impronta nella progettazione degli spazi pubblici moderni. Questi riferimenti sono reinterpretati in chiave locale, cercando di fondere le influenze internazionali con le specificità culturali e paesaggistiche di Lignano. Architettura introversa e simbolica Il design del Municipio, con la sua imponente facciata e la ripetizione dei pilastri, crea un effetto di simbolismo architettonico , enfatizzando l’importanza del luogo come sede del potere pubblico. La scelta di un'architettura più introversa, che si apre attraverso portici ma al contempo rimane unita al suo contesto, riflette il desiderio di creare uno spazio solenne, ma anche accessibile e in armonia con l'ambiente circostante. Precedente Successiva
- Casa Cavazzini - Gino Valle | Ville di Lignano
23 febbraio 2024 Casa Cavazzini - Gino Valle Via Cavour, 14, 33100 Udine, UD, Italia Mostra Gino Valle e Collezione Friam Indietro Scopri di più... Visita Dedicata all'Architettura e all'Arte di Lignano Un Viaggio tra Passione e Sperimentazione Siamo entusiasti di invitarti a un'iniziativa speciale dedicata all'architettura, all'arte e alla sperimentazione continua che ha caratterizzato il paesaggio architettonico di Lignano. Questo evento esclusivo, pensato per appassionati, conoscitori e curiosi, offrirà un'opportunità unica di esplorare la ricca storia e le opere che hanno definito l'evoluzione dell'architettura nella nostra regione. Con il piacere di essere accompagnati dall' Architetto Gino Valle , che da sempre considera la professione come una continua sperimentazione, e dall' Architetto Giulio Avon , noto esperto di architettura e città di Lignano, i partecipanti avranno l'occasione di approfondire i legami tra l'arte contemporanea e la progettazione architettonica. La guida sarà curata anche dalla Prof.ssa Diana Barillari , storica dell'architettura, che ci guiderà attraverso un racconto affascinante delle Ville storiche di Lignano. Durante la visita, i partecipanti potranno esplorare le ville storiche di Lignano e immergersi nei progetti innovativi degli anni '50 e '60, un periodo in cui l'architettura di vacanza ha vissuto una grande stagione di sperimentazione. L'iniziativa è estesa a tutti gli appassionati e curiosi dell'architettura e dell'arte, offrendo uno spunto di riflessione e approfondimento su temi di grande attualità. Al termine della visita, è previsto un momento conviviale riservato ai partecipanti con un apericena presso Il Bacaro Foresto , in Piazza XX Settembre 4/A, Udine. Un'occasione perfetta per socializzare, scambiare opinioni e concludere la giornata in un'atmosfera informale ma affascinante. Dettagli dell'Evento : Costo : €30,00 a persona (include ingresso a Casa Cavazzini, guida dei Civici Musei e apericena) Prenotazioni : Posti limitati! Per riservare il tuo posto, invia una mail a raggiearchitetture@villedilignano.it Non perdere questa opportunità di vivere un'esperienza unica alla scoperta dell'architettura e dell'arte di Lignano! Precedente Successiva
- Chi siamo | Ville di Lignano
La pagina Chi siamo di Ville di Lignano presenta il team e i collaboratori dell'Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano". Scopri i professionisti e le competenze che supportano la valorizzazione dell'architettura modernista e la promozione del design, arte e paesaggio di Lignano Sabbiadoro. Un punto di riferimento per il mondo accademico e professionale nel settore dell'architettura e del design. Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" CHI SIAMO CONOSCICI MEGLIO "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" è un'associazione culturale no-profit, i cui soci sono proprietari di ville, case ed edifici a Lignano Sabbiadoro (Udine) nelle località Pineta, Riviera e Sabbiadoro. Quest'ultime sono state progettate nel Novecento da architetti noti, tra cui: Marcello D'Olivo, Gianni Avon, Aldo Bernardis, Paolo Pascolo, Claudio Nardi, Iginio Cappai e Pietro Mainardis. In quegli anni si è costituito un territorio ricco di opere architettoniche perfettamente inquadrate nell’ambiente. È nata qui l’architettura di Lignano Pineta! Un’architettura fatta con i materiali locali, con il legno e la pietra del retroterra, con i mattoni ed il cemento del posto. Un’architettura con prevalenza della linea orizzontale, adattata alle dune ed ai lievi dislivelli del terreno. Enti ed Aziende Partner LA NOSTRA STORIA Negli anni ’50 la zona del comune di Lignano Sabbiadoro era libera, l’urbanistica da poco tracciata, le architetture integravano con queste realtà. Eventi come: La mostra di Gianni Avon Architetture a Lignano 1954-1972 90 architetture del Novecento a Lignano I mercoledì dell’Architetto, omaggio di Lignano ad Aldo Bernardis, incontri prima alla Terrazza a Mare e poi presso la Biblioteca Comunale sono stati le premesse per la pubblicazione del libro “Dentro Lignano - Inside Lignano” del 2019. Il libro, curato dall’architetto Giulio Avon e dal dott. Ferruccio Luppi con editore Gaspari di Udine, ha coinvolto anche i proprietari delle ville ad aprire e fotografare queste pregiate architetture. Le immagini sono state impaginate inseguito alle fotografie d’epoca meno note. Con queste iniziative alcuni proprietari, consapevoli di detenere parte di un patrimonio storico, si sono resi disponibili verso l’esterno, hanno fondato l'Associazione Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano. "Associazione Raggi e Architetture - Ville di Lignano" Riconosciuta dall'Albo delle Associazioni della città di Lignano Sabbiadoro. Con determinazione N. Reg. Gen. 456 del giorno 05/06/2023 è stato aggiornato l’Albo delle Associazioni della Città di Lignano Sabbiadoro, alla "Associazione Raggi e Architetture - Ville di Lignano" è stata attribuita la numerazione: N. 117. Perché “Raggi e ArchiTetture” Il nome della nostra Associazione trae ispirazione dalla celebre “chiocciola” urbanistica ideata dall’architetto Marcello D’Olivo per Lignano Pineta: una spirale perfetta che si sviluppa dal cuore del quartiere verso l’esterno, articolandosi in raggi e archi viari. Questa visione urbana, tanto innovativa quanto armonica, ha segnato profondamente l’identità architettonica di Lignano. Proprio questi raggi e archi, assieme alle architetture moderne che li hanno animati — ville, condomini, spazi pubblici — rappresentano l’anima del nostro lavoro di valorizzazione culturale. Da qui il gioco di parole nel nostro nome: Raggi e ArchiTetture rende omaggio non solo alla forma della città, ma anche al pensiero progettuale che l’ha generata, unendo territorio, architettura e visione. IL TEAM Avon Giulio Socio Fondatore Esperto Scopri di più... Barillari Diana Comitato Scientifico Scopri di più... Esposito Federica Consigliere Scopri di più... Mazza Sabrina Presidente Consiglio Direttivo Scopri di più... Riavis Veronica Comitato Scientifico Scopri di più... Sbaiz Valter Vice Presidente Scopri di più...
- Aldo Bernardis | Ville di Lignano
7 agosto 2024 Aldo Bernardis Lungomare Alberto Kechler, 33054 Lignano Sabbiadoro, Lignano Sabbiadoro UD, Italia Siamo lieti di annunciare la presentazione del libro: "Aldo Bernardis" Architetture a Lignano 1953-2003 di Giulio Avon Indietro Scopri di più... L’intensa attività dell’architetto Aldo Bernardis nella località balneare, disegnata da Marcello D'Olivo L’indagine mette in rilievo come Bernardis sia l’artefice di molti luoghi simbolo di Lignano, che concorrono alla sua rappresentazione turistica. Lo Yachting club, l’Azienda di Soggiorno, la Terrazza a Mare, il Kursaal, l’albergo President e la Marina Uno sono scenografie potenti e rappresentative. Il tempo libero e lo svago si celebrano in queste architetture, che per i frequentatori più affezionati di Lignano, sono ormai talmente familiari da costituire parte integrante del paesaggio vacanziero. L’ Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" ha contribuito alla realizzazione del volume grazie alla rappresentanza dell'Architetto Giulio Avon. Giulio Avon (1956) è architetto. Tra i suoi lavori i restauri dell'Esedra di Levante di Villa Manin di Passariano, dell'ex-Monte di Pietà, del Cimitero maggiore e del complesso del Duomo a Cividale del Friuli, del Castello di Valvasone (PN), la ricostruzione del Castello Savorgnan ad Artegna e la recente riqualificazione di Piazza Ursella a Lignano. Ha progettato gli allestimenti espositivi per le mostre su Carlo Ramous (Milano Triennale 2017; Malpensa 2018); Floriano ponte di arte e Fede (Illegio 2014) e con Gianni e Elena Avon Palmanova fortezza díEuropa (Palmanova 1993); I longobardi (Cividale del Friuli 1990); Sebastiano Ricci (Villa Manin Passariano, 1989). Ha curato con Ferruccio Luppi il volume Dentro Lignano, percorsi di architettura, Gaspari, Udine, 2019. PARTECIPAZIONE Laura Giorgi, Sindaco di Lignano Mario Anzil, Vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia Paolo Mosanghini, Vicedirettore del Messaggero Veneto Giorgio Ardito, Presidente Lignano Pineta Spa Sabrina Mazza, Presidente Consiglio Direttivo Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" Arch. Giulio Avon, Socio Fondatore Esperto Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" Dall'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Udine. Presentazione libro: Aldo Bernardis - Architetture a Lignano 1953-2003 Mercoledì 7 agosto 2024 alle ore 18.30 si terrà la presentazione dle libro di Giulio Avon dal titolo Aldo Bernardis. Architetture a Lignano 1953-2003 presso Pala Pineta - Parco del Mare di Lignano Pineta. Saranno presenti Laura Giorgi , sindaco di Lignano, Mario Anzil , Vicepresidente della Regione Friuli venezia Giulia, Giorgio Ardito , presidente lignano Pineta Spa, l'arch. Giulio Avon , autore del libro, Paolo Mosanghini , vicedirettore del Messaggero Veneto e moderatore dell'iniziativa. Precedente Successiva
- FAI CLICK | Ville di Lignano
21 giugno 2025 FAI CLICK Lignano Sabbiadoro, UD, Italia Passeggiata sulle tracce della storia di Lignano Sabbiadoro, promossa da FAI Giovani Udine. Sabato 21 giugno, dalle 15. Evento su prenotazione, aperto a tutti. Indietro Scopri di più... FAI CLICK PASSEGGIATA SULLE TRACCE DELLA STORIA DI LIGNANO SABBIADORO Sabato 21 giugno passeggiata fotografica per (ri)scoprire scorci della nota località balneare COMUNICATO STAMPA Udine, 19 giugno 2025 - Una passeggiata fotografica alla scoperta della storia del turismo balneare nella città di Lignano Sabbiadoro. È questa l’offerta culturale proposta dai giovani volontari del Fondo Ambiente Italiano di Udine, in collaborazione e sinergia con il Comune della città adriatica, che ha concesso il proprio patrocinio. Una passeggiata a piedi, di circa 2-3 km, sabato 21 giugno a partire dalle 15 accompagnati dai giovani volontari FAI per riscoprire insieme scorci e dettagli che spesso sfuggono allo sguardo del passante, accompagnati da storia e aneddoti. Dal rinomato Faro Rosso, agli esterni del bunker della Seconda Guerra Mondiale, testimonianza storica del periodo nazi-fascista, fino ad arrivare agli esterni della Villa Zuzzi Gattolini, esempio di architettura liberty e antica sede comunale. Dal lungomare Marin si giungerà infine alla centrale Piazza Fontana, e da lì si varcherà la soglia di uno storico albergo: il Monaco Suites Hotel. Qui verrà illustrato come un hotel possa raggiungere un risparmio del fabbisogno energetico della struttura pari al 90%. L’evento si concluderà con un piccolo aperitivo di saluto, per festeggiare l’inizio dell’estate. DETTAGLI Appuntamento sabato 21 giugno alle ore 15 davanti al Faro Rosso,vicinanze Piazza Porta del Mare, Lignano Sabbiadoro (UD). Orario massimo fine evento: 17.30. Percorso di 2 km circa sul piano. Non si richiede un particolare equipaggiamento, ma si consigliano calzature idonee, e si raccomandano sempre adeguate protezioni solari (crema, occhiali e cappellino) e riserve d’acqua. È richiesto di mantenersi sempre in gruppo e di rispettare le disposizioni degli accompagnatori. Questi si riservano la facoltà di modificare il percorso nel caso le condizioni meteorologiche o altri fattori lo rendessero necessario. Contributo a partire da 10€ per gli iscritti FAI e da 12€ per i non iscritti, che comprende la passeggiata e l’aperitivo. Evento aperto a tutti con possibilità di iscrizione al FAI alla quota di benvenuto di 15€ o rinnovo alla stessa quota per gli under 35. Possibilità per tutti di iscriversi o rinnovare l’iscrizione in loco. Evento su prenotazione su faiprenotazioni.fondoambiente.it Per informazioni: udine@faigiovani.fondoambiente.it Scopri di più: https://fondoambiente.it/eventi/fai-click-safari-fotografico-a-lignano-sabbiadoro Precedente Successiva
- Casa Chiesa | Ville di Lignano
Casa Chiesa Sergio Los, Federico Motterlo 1966 – 1967 Arco dell'Alba, 71, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Scultorea architettura in cemento a vista, due duplex simmetrici con aperture concave e influenze evidenti del maestro Carlo Scarpa. Indietro Geometrie concave e materia viva Realizzata tra il 1966 e il 1967 a Lignano Pineta , lungo l’arco dell’Alba, la Casa Chiesa rappresenta uno degli esempi più affascinanti di architettura residenziale sperimentale del secondo dopoguerra. Firmata da Sergio Los , architetto e docente di lunga data all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, questa villa bifamiliare porta con sé la traccia profonda della lezione di Carlo Scarpa , di cui Los fu stretto collaboratore tra il 1964 e il 1971. In un contesto naturalistico e urbano già fortemente connotato dalla spirale urbanistica di Marcello D’Olivo e dalle architetture moderniste di Bernardis, Barbin, Avon e altri, Casa Chiesa si distingue per la sua forza plastica e simbolica , espressa attraverso un uso espressivo del cemento armato a vista e una geometria rigorosa ma poetica. Un volume scultoreo per due duplex speculari Casa Chiesa accoglie due unità abitative simmetriche , entrambe organizzate su due livelli (duplex). La simmetria di base è però solo apparente: ciascun appartamento è infatti articolato con grande sensibilità spaziale, e le aperture non si limitano a seguire una logica funzionale, ma diventano elementi architettonici a sé stanti , capaci di scavare il volume e definire ambiti intimi ed evocativi. La soluzione più riconoscibile è costituita da due ampie aperture a semicerchio concavo , scavate nei lati lunghi opposti dell ’edificio. Queste cavità definiscono logge protette e sedute curvilinee esterne , creando un senso di protezione e intimità. Non semplici balconi, ma luoghi dell’abitare : spazi intermedi tra interno ed esterno, dove la domesticità incontra la natura circostante. Materia e spazio: il cemento come linguaggio poetico Il materiale protagonista della Casa Chiesa è il cemento armato lasciato a vista , in linea con le tendenze brutaliste dell’epoca ma interpretato qui con una delicatezza quasi artigianale. Non c’è brutalità in questa architettura, ma piuttosto una volontà di scolpire la materia , di farne emergere le potenzialità espressive. Le superfici ruvide , i tagli netti, i volumi pieni e quelli scavati dialogano tra loro in una composizione dinamica e bilanciata. Ogni parte dell’edificio – dagli sporti delle solette alle curve delle logge, dalle rientranze dei salotti ai terrazzini coperti – è trattata con attenzione al dettaglio e al rapporto con la luce , in un continuo gioco chiaroscurale. Questa attenzione è chiaramente debitrice dell’approccio di Carlo Scarpa, che Los assimila e rielabora in chiave personale. In Casa Chiesa, la lezione scarpiana si manifesta nella cura delle soglie, nella sezione articolata, nell’idea che ogni elemento architettonico debba avere anche un significato simbolico e poetico . Spazi circolari e percorsi interni fluidi All’interno, i due appartamenti duplex sono pensati per esaltare la verticalità dell’abitare , con zone giorno al piano inferiore e zone notte al piano superiore. Gli ambienti non sono rigidamente separati, ma messi in comunicazione da percorsi fluidi e da elementi di discontinuità spaziale. Ad esempio, il soggiorno ospita aree circolari leggermente ribassate , che introducono una variazione nel ritmo abitativo e creano nicchie conviviali di grande suggestione. Anche la passerella sopra l’ingresso , che collega le due unità al piano superiore, è molto più di un elemento funzionale: diventa un vero e proprio gesto architettonico , un ponte simbolico che articola il cuore dell’edificio e ne enfatizza la simmetria. Terrazzini e relazioni con l’esterno I prospetti sud e nord sono scanditi da terrazzini coperti da solette aggettanti , che segnano l’uscita della zona notte. Anche in questo caso, la funzione non si esaurisce nella fruizione pratica dello spazio: ogni elemento costruito è pensato per dialogare con l’intorno , per creare una relazione visiva e tattile con il paesaggio , con il cielo, con la pineta che circonda Lignano. Queste terrazze, insieme alle logge semicircolari, compongono un sistema spaziale aperto, poroso, che permette una percezione multisensoriale dell’architettura , coerente con l’idea di casa come rifugio ma anche come soglia verso il mondo. Un’opera "minore" dal valore altissimo Casa Chiesa, pur essendo un’opera residenziale relativamente piccola, racchiude in sé un altissimo livello progettuale . Non è solo una casa bifamiliare, ma una vera e propria architettura-manifesto , che condensa in sé le tensioni culturali dell’epoca, le ricerche sullo spazio domestico, l’amore per la materia e per il dettaglio. Nel panorama di Lignano Pineta, dominato da torri e villette moderniste spesso costruite in serie, questa architettura emerge per la sua unicità e per la forza espressiva , diventando un riferimento per chiunque cerchi un approccio più intimo, colto e riflessivo all’abitare. L’eredità di Scarpa e la voce di Los Casa Chiesa è, in un certo senso, una casa-laboratorio , un luogo in cui Sergio Los sperimenta una sua idea personale di architettura, pur restando profondamente legato all’insegnamento di Scarpa. È un'opera che parla con il silenzio della materia , con le ombre scavate nel cemento, con i gesti curvi e calibrati che definiscono lo spazio. Oggi più che mai, questa casa rappresenta una lezione preziosa sulla misura, sull’equilibrio tra forma e funzione, tra spazio privato e paesaggio pubblico . Un piccolo capolavoro della Lignano degli anni Sessanta, da riscoprire nella sua intensità silenziosa. Precedente Successiva











