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ESPLORA I PATRIMONI ARCHITETTONICI DI LIGNANO
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117 risultati trovati con una ricerca vuota
- Giorgio Casali | Ville di Lignano
Giorgio Casali 1913 - 1995 Dal 1950 alla metà degli anni Ottanta, Giorgio Casali è stato il fotografo di riferimento per l'architettura italiana. Le sue immagini pubblicate su Domus hanno contribuito a raccontare il design e l'architettura post-bellica, diventando una testimonianza vivida di un'epoca di rinnovamento culturale e estetico. Indietro Scopri di più ... Giorgio Casali: lo sguardo che ha definito l’architettura moderna italiana Giorgio Casali, nato nel 1913 e scomparso nel 1995, si affermò come una figura centrale nella fotografia d’architettura italiana. Per più di trent’anni, i più influenti designer e architetti nazionali si affidarono al suo occhio sensibile e meticoloso per dare forma e visibilità alle loro creazioni. Attraverso le sue opere, pubblicate frequentemente su Domus, Casali condusse i lettori in un viaggio visivo che esaltava le forme, le strutture e l’anima delle opere di design contemporaneo. Il reportage dell’Italia del dopoguerra Le sue fotografie non erano mere rappresentazioni statiche degli spazi, bensì potenti narrazioni dei progetti architettonici. Ogni immagine racchiudeva estetica e contenuti, trasformandosi in veicoli di diffusione per una cultura architettonica in profonda evoluzione. Casali riuscì a valorizzare non solo i grandi maestri del design, ma anche talenti meno considerati, contribuendo così al rinnovamento dell'immagine del Paese nell’era del dopoguerra. Mostre e valorizzazione postuma Nel 2013, il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona gli dedicò una mostra monografica dal titolo "Giorgio Casali Fotografo. Domus 1951–1983". Curata da Angelo Maggi e Italo Zannier e realizzata in collaborazione con IUAV, l’Estorick Collection of Italian Modern Art di Londra e Domus, l’esposizione esibiva una selezione di fotografie emblematiche che avevano segnato una generazione. L’evento fu un omaggio postumo alla sua arte e alla sua capacità di immortalare momenti cruciali della creatività italiana. Un testimone della creatività italiana Casali fu un osservatore privilegiato della stagione di rinnovo culturale ed estetico che caratterizzò il dopoguerra. I suoi scatti catturarono oggetti, case, arredi e ambienti, ma anche le persone e il contesto che animavano il paesaggio architettonico del tempo. La sua collaborazione con Domus continua a rappresentare un punto di riferimento per comprendere il dialogo tra la modernità italiana e le influenze internazionali. L’eredità visiva Oggi l'eredità visiva lasciata da Giorgio Casali è custodita nell'archivio fotografico dell'Università IUAV di Venezia. Le sue composizioni, straordinariamente attente alla luce, alla materialità e alla forma, restano una fonte d’ispirazione per professionisti e appassionati del design e della fotografia. La sua abilità nel sintetizzare innovazione visiva e memoria storica lo rende un riferimento unico per lo studio dell'architettura moderna. Casali ha saputo costruire una narrazione visiva che trascende il semplice documento, facendosi interprete di un’intera stagione della cultura del progetto in Italia. La mostra a lui dedicata e il suo archivio fotografico costituiscono oggi un patrimonio indispensabile per chiunque voglia approfondire l’evoluzione del design, dell’architettura e dell’identità visiva del Paese. Precedente Successiva
- Gianni Avon | Ville di Lignano
Gianni Avon 1922 – 2006 Gianni Avon, Architetto modernista originario del Friuli, ha lasciato un'impronta significativa nella Lignano del dopoguerra attraverso edifici iconici e importanti opere pubbliche. Il suo stile progettuale si distingue per un equilibrio tra pragmatismo e attenzione al contesto, coniugando innovazione e legame con le tradizioni locali. Indietro Scopri di più ... Gianni Avon: architetto modernista tra Lignano e Friuli–Venezia Giulia Gianni Avon (1922–2006) rappresenta una delle figure di riferimento dell’architettura del secondo dopoguerra in Friuli–Venezia Giulia. Laureato presso l’Università IUAV di Venezia nel 1947 insieme a colleghi come Marcello D’Olivo, Avon ha incarnato il dialogo tra il modernismo internazionale e la valorizzazione delle specificità territoriali. Un moderno radicato al territorio Nel periodo immediatamente successivo al conflitto mondiale, Avon partecipa al programma INA-Casa, contribuendo alla progettazione di nuovi quartieri a Udine e Tarcento. Dalla metà degli anni Cinquanta diviene una figura centrale nell’urbanistica di Lignano Pineta, dove realizza opere emblematiche come il Grand Hotel Pineta Palace (1956–58), la Casa Albergo (1957–58) e la Torre Ariston (1960–63, in collaborazione con Silvano Zorzi). Tra i suoi progetti a Lignano spiccano anche la Residenza dei Pini, il Meublé e la già citata Torre Ariston, esempi esemplari dell’equilibrio tra intervento architettonico e ambiente naturale. Opere urbanistiche e culturali A Udine Avon firma alcune opere riconosciute e premiate. Tra queste figurano l’edificio residenziale di viale della Vittoria (1961–64), insignito della targa In/Arch nel 1964, il Palazzo delle Manifestazioni (1964–70), la sede della ex Banca Cattolica del Veneto (1965–72), l’ammodernamento della sede universitaria (1968–82) e il padiglione materno-infantile dell’Ospedale Civile (1975–84). Ricostruire comunità Avon si dedica anche alla ricostruzione post-alluvione di Longarone a partire dal 1964, collaborando alla realizzazione del cimitero di Muda Maè (1966–72, insieme al collega Marco Zanuso). Nel 1977 diviene protagonista di interventi emergenziali per le strutture scolastiche danneggiate dal terremoto in Friuli, sotto l’egida dell’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale. Famiglia e studio Dal 1983 lo studio di Avon si trasforma in "Avon Associati", con l’ingresso dei figli Elena e Giulio che ne arricchiscono l’attività. Tra i progetti più significativi di questo periodo figurano la chiesa di Lusevera (1988–90), nuovi padiglioni ospedalieri a Udine (1996–2001), interventi museografici e importanti opere di ristrutturazione come il Palazzo Antonini–Cernazai. Un moderno aperto alle influenze Il lavoro di Avon si distingue per la cura delle proporzioni, l’attenzione ai materiali e l’armonia con il paesaggio, affrontando il rapporto tra purezza del modernismo e le tradizioni locali. Ispirato da maestri come Le Corbusier, Asplund, il neoplasticismo olandese e le architetture organiche, Avon ha saputo tradurre queste influenze in edifici destinati a resistere nel tempo e a dialogare in modo sostenibile con il contesto circostante. Gianni Avon ha saputo combinare innovazione e radicamento territoriale, interpretando la modernità in sintonia con l’anima del Friuli–Venezia Giulia. Le sue opere, distribuite tra Lignano, Udine e il resto della regione, continuano a rappresentare esempi significativi di un’architettura pensata per rispondere alle esigenze contemporanee senza perdere la propria identità profonda. Precedente Successiva
- Riavis Veronica | Ville di Lignano
Riavis Veronica Insegnate Università di Udine (Sezione Laboratorio Architettura) Comitato Scientifico Ricercatrice in Disegno presso UNIUD, esperta in rappresentazione inclusiva e tecnologie BIM. Vincitrice della Targa d’Argento “Gaspare De Fiore” per i suoi studi sulla rappresentazione tattile di pittura e architettura. Indietro Scopri di più ... Veronica Riavis Ricercatrice in Disegno presso il Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura (DPIA) dell’Università degli Studi di Udine. Svolge attività di ricerca e didattica nell’ambito della rappresentazione architettonica, con un’attenzione particolare ai temi dell’inclusione, dell’accessibilità e della comunicazione visivo-tattile del patrimonio. Opera all'interno dell' Advanced 3DLab , laboratorio dedicato alla sperimentazione 3D e all’innovazione applicata alla fruizione dei beni culturali e architettonici. La sua attività si concentra sulla rappresentazione per la fruizione psico-sensoriale di opere d’arte, architetture e contesti urbani, con l’obiettivo di renderli accessibili a un pubblico più ampio, inclusi ipovedenti e non vedenti. Nel 2020 è stata insignita della prestigiosa Targa d’Argento “Gaspare De Fiore” , assegnata in occasione del Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione. Il riconoscimento è stato conferito per la sua tesi di dottorato dal titolo “Rappresentazioni tattili di pittura e architettura: ricostruzione geometrica della Chiesa di Sant’Ignazio a Gorizia e restituzione prospettica dell’affresco parietale” , sviluppata durante il suo Ph.D. in Ingegneria Civile Ambientale e Architettura (XXXII ciclo) nell’ambito del programma interateneo fra le Università di Udine e Trieste. Parallelamente all’attività di ricerca, Veronica Riavis è impegnata nell’insegnamento dei corsi di Laurea in Scienze dell’Architettura, Ingegneria Civile e Ambientale e Tecniche dell’Edilizia e del Territorio , contribuendo anche all’attività didattica del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Civile Ambientale e Architettura . Ha inoltre svolto attività come visiting professor presso l’Universitat Politècnica de València , ampliando il suo approccio al confronto internazionale. È coinvolta nel progetto PNRR “iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem” , dedicato all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione dei processi formativi e produttivi, contribuendo con competenze su BIM, modellazione 3D e rappresentazione avanzata. Oltre all’impegno accademico, partecipa attivamente a progetti di divulgazione scientifica, orientamento scolastico e promozione della cultura del disegno come linguaggio universale e accessibile. Nel contesto dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano”, Veronica Riavis apporta una visione tecnica e umanistica insieme, con particolare attenzione alla valorizzazione inclusiva del patrimonio architettonico . Il suo contributo mira a integrare tecnologie innovative e approcci sensibili alla narrazione delle architetture storiche, rendendole comprensibili e fruibili da tutti, senza barriere. La sua figura rappresenta un ponte tra mondo scientifico, cultura visiva e sensibilità sociale: una professionista che mette la tecnologia al servizio della memoria e dell’accessibilità del patrimonio comune. Precedente Successiva
- Casa Albergo | Ville di Lignano
Casa Albergo Gianni Avon 1957 – 1958 Raggio di Levante, 35, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Edificio residenziale multipiano con servizi integrati, progettato con soluzioni tecnologiche innovative per comfort abitativo e qualità estetica. Indietro Innovazione tipologica e comfort moderno nella spirale di Lignano Pineta Un nuovo concetto di abitare turistico Tra gli edifici più rappresentativi della sperimentazione tipologica a Lignano Pineta, la Casa Albergo si distingue per essere stata una delle prime architetture residenziali a proporre una forma mista tra residenza e servizi collettivi , anticipando in parte l’idea di condominio moderno attrezzato . Il nome stesso – “Casa Albergo” – indica l’intento originario: offrire non solo alloggi vacanza, ma una gamma di servizi integrati , tra cui un ristorante e una lavanderia, pensati per rendere il soggiorno estivo più confortevole e funzionale. Sebbene oggi questi servizi non siano più presenti, l’impianto architettonico conserva tutta la carica innovativa e il rigore progettuale con cui fu concepito. Composizione volumetrica dinamica e funzionale L’edificio si sviluppa su sette piani fuori terra e presenta una composizione articolata in tre corpi sfalsati . Questi volumi ruotano attorno al vano scala centrale , vero perno distributivo del progetto. La scelta di scomporre il volume principale in corpi autonomi ma connessi consente: una migliore esposizione alla luce , una maggiore articolazione funzionale , la possibilità di creare prospetti differenziati e vivaci. Ogni corpo accoglie due alloggi per piano , ad eccezione del terzo piano , in cui l’organizzazione spaziale si differenzia, portando a cinque nuclei abitativi distinti. Questa variazione programmatica si riflette anche nel linguaggio architettonico, introducendo un ritmo compositivo e volumetrico di forte interesse. Doppio solaio: tecnologia e qualità abitativa Uno degli aspetti più notevoli della Casa Albergo è l’adozione della tecnologia del doppio solaio . Pensato per garantire: un’ adeguata ventilazione tra i livelli, una maggiore insonorizzazione acustica , una maggiore efficienza climatica ,questo sistema costruttivo è un chiaro indice dell’attenzione posta al comfort abitativo , anche all’interno di una residenza turistica. Ma il doppio solaio non è solo funzionale: viene reinterpretato come elemento estetico , conferendo profondità e articolazione alle facciate, e trasformandosi in una vera forza espressiva del prospetto . L’eleganza del rivestimento e il gioco cromatico Dal punto di vista formale, l’edificio esprime una sobria eleganza modernista . Due elementi definiscono la lettura architettonica della facciata: il rivestimento in cotto , che dona calore e matericità all’intero edificio, le lesene intonacate bianche , che segnano il ritmo verticale, introducendo un contrasto cromatico raffinato . Questa alternanza di pieni e vuoti, di toni caldi e superfici chiare, costruisce un linguaggio architettonico sobrio e contemporaneo , in linea con le ricerche formali dell’architettura europea del dopoguerra. Un edificio residenziale con anima urbana Casa Albergo non è solo un edificio turistico: la sua concezione introduce una visione urbana del vivere la vacanza, con un mix di servizi comuni , spazi privati di qualità e soluzioni distributive innovative . In questo senso si pone in continuità con l’idea di città giardino che anima l’intera Pineta, proponendo una densità abitativa ben risolta , armonizzata con il paesaggio e con il disegno complessivo della spirale. Tipologia mista e modernità funzionale La Casa Albergo rappresenta una delle più interessanti sperimentazioni tipologiche a Lignano Pineta . Sintesi tra: residenza collettiva, servizi comuni, attenzione tecnica e materica,questo edificio testimonia l’ambizione di costruire un’architettura moderna, intelligente, vivibile anche nei contesti vacanzieri. Con la sua verticalità discreta, l’articolazione planimetrica sfalsata e la qualità dei dettagli, Casa Albergo rimane una testimonianza viva della ricerca progettuale degli anni Cinquanta , e un modello ancora attuale di edilizia turistica evoluta . Precedente Successiva
- Municipio | Ville di Lignano
Municipio Aldo Bernardis 1968 – 1973 Viale Europa, 26, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Una delle opere più significative della città, non solo per la sua funzione, ma anche per la sua progettazione innovativa e simbolica. Indietro La centralità della funzione pubblica Il Municipio di Lignano Sabbiadoro , progettato dall'architetto Bernardis , è una delle opere più significative della città, non solo per la sua funzione, ma anche per la sua progettazione innovativa e simbolica. Questo edificio è concepito come un complesso edilizio aperto verso uno spazio circostante ampio e ben definito, con l'intento di evidenziare la centralità della funzione pubblica e il legame tra l'edificio e la comunità. Struttura e design simbolico Il progetto presenta un'ampia area esterna , corrispondente a un atrio monumentale interno , che funge da spazio di transizione e accoglienza. L'edificio stesso è caratterizzato da una serie di pilastri rastremati che delimitano lo spazio e creano un portico che ritma l'architettura. La scelta dei pilastri rastremati conferisce un aspetto slanciato e imponente, rendendo l'edificio simbolicamente forte e introverso, quasi come una fortezza pubblica. Riferimenti e influenze culturali Bernardis, con il suo progetto, sembra rielaborare influenze provenienti da altre opere simboliche degli anni Sessanta, rievocando, in particolare, due architetture iconiche del periodo: Il Convento de La Tourette di Le Corbusier , con la sua struttura austera, che enfatizza il concetto di spazio monumentale e isolato. Il Municipio di Kurashiki di Kenzo Tange , che con il suo approccio innovativo e simmetrico, aveva già lasciato un'impronta nella progettazione degli spazi pubblici moderni. Questi riferimenti sono reinterpretati in chiave locale, cercando di fondere le influenze internazionali con le specificità culturali e paesaggistiche di Lignano. Architettura introversa e simbolica Il design del Municipio, con la sua imponente facciata e la ripetizione dei pilastri, crea un effetto di simbolismo architettonico , enfatizzando l’importanza del luogo come sede del potere pubblico. La scelta di un'architettura più introversa, che si apre attraverso portici ma al contempo rimane unita al suo contesto, riflette il desiderio di creare uno spazio solenne, ma anche accessibile e in armonia con l'ambiente circostante. Precedente Successiva
- Ville al Mare | Ville di Lignano
Ville al Mare 1960 Görlich Editore Görlich Editore, Milano Un viaggio dentro un’idea di architettura profondamente etica, integrata nel paesaggio e orientata al vivere bene. Indietro Scopri di più... Architettura mediterranea, modernità e pianificazione: un modello urbanistico che ancora ispira Il volume "Ville al Mare – Lignano" , pubblicato da Görlich Editore nel 1960, è un tassello fondamentale per comprendere il panorama architettonico italiano del secondo dopoguerra, con un focus speciale sulla nascente località balneare di Lignano Pineta . Questa pubblicazione si inserisce in una serie dedicata alle residenze secondarie italiane — inaugurata con "Ville e chalet di montagna" e seguita da "Ville al lago e in collina" — ma assume un rilievo particolare grazie al ricco repertorio di architetture mediterranee e alla documentazione del progetto urbano di una delle più ambiziose e innovative operazioni di pianificazione costiera del Novecento. Un’architettura a misura di paesaggio Ciò che emerge sin dalle prime pagine del volume è la volontà di raccogliere e offrire al lettore un’ampia gamma di esempi di ville affacciate sul mare o situate in prossimità delle coste italiane. Le tipologie presentate spaziano dalla piccola dimora per un uso weekendiero, composta da uno o due ambienti essenziali, fino alla residenza estiva articolata, dotata di numerosi ambienti, giardino, solarium, aree per gli ospiti e servizi accessori. Oltre ad un notevole apparato iconografico composto da fotografie in bianco e nero e a colori, il volume fornisce piante, sezioni, prospetti e dettagli costruttivi delle architetture proposte. Questo approccio tecnico-divulgativo dimostra la volontà dell’editore di produrre un libro non solo ispirazionale ma anche strumentale , rivolto sia al grande pubblico sia ai professionisti del settore: architetti, geometri, costruttori. Lignano Pineta: il cuore progettuale del volume Il punto focale dell’opera è però il progetto di Lignano Pineta , sviluppato dall’architetto Marcello D’Olivo a partire dai primi anni Cinquanta. Inserita nel più vasto contesto del rinnovamento architettonico e turistico dell’Italia postbellica, Lignano Pineta rappresenta un caso unico di integrazione tra disegno urbanistico e paesaggio naturale. La scelta di adottare una pianta a spirale — ispirata al mondo organico, al disegno naturale e al pensiero urbanistico di stampo wrightiano — ha permesso la realizzazione di un centro turistico in grado di rispettare la morfologia del suolo, in particolare la fitta pineta costiera. Il sistema viario elicoidale, i lotti armonizzati con le curve di livello e il rispetto delle alberature esistenti rappresentano ancora oggi un modello di urbanistica sostenibile ante litteram . Un repertorio di architetture firmate All'interno di Lignano Pineta, Ville al Mare presenta numerosi esempi di edifici progettati da importanti figure del panorama architettonico friulano e italiano dell’epoca, come Gianni Avon , Paolo Pascolo , Aldo Bernardis , oltre allo stesso D’Olivo. Le architetture documentate offrono soluzioni formali e costruttive diverse, ma tutte accomunate da una forte attenzione al dialogo con l’ambiente, all’utilizzo di materiali locali (legno, laterizio, cemento a vista) e a un’estetica razionalista temperata dal calore mediterraneo. Il valore del libro risiede anche nella capacità di far emergere non solo le caratteristiche tecniche e distributive degli edifici, ma anche la loro componente culturale e ambientale. Si tratta infatti di architetture che non aspirano alla monumentalità, ma alla discreta armonia con il luogo e alla funzionalità per la vita estiva. Critica alla speculazione edilizia In un passaggio significativo dell’introduzione, gli autori sottolineano quanto la qualità architettonica e paesaggistica di Lignano Pineta sia stata possibile grazie all’esistenza di un piano regolatore coerente e rispettoso della morfologia del luogo. Lungi dall’essere un elogio nostalgico, questa affermazione suona oggi come una lucida anticipazione di tematiche ancora attuali: la lotta alla cementificazione selvaggia, la necessità di strumenti urbanistici sostenibili e la difesa del paesaggio come bene comune. In questo senso, Ville al Mare non si limita a essere un atlante di belle case, ma si configura come un vero e proprio manifesto culturale , volto a sensibilizzare sia il pubblico generico che gli operatori del settore alla responsabilità dell’atto di costruire. Un libro per progettisti e sognatori Concepito come una guida per chi desiderava costruire la propria casa al mare, il volume si rivolge anche a progettisti, studenti, appassionati e studiosi . Offre spunti pratici, suggerimenti compositivi, esempi di inserimento paesaggistico che ancora oggi possono risultare utili nell’ambito della progettazione residenziale in zone costiere. Al tempo stesso, è un documento prezioso per comprendere lo spirito culturale e architettonico degli anni ’50-’60 , un periodo in cui l’Italia si stava trasformando in una nazione moderna e dinamica, e in cui la qualità architettonica rappresentava un elemento chiave del benessere e dell’identità territoriale. "Ville al Mare – Lignano" è molto più di una raccolta di progetti: è un viaggio dentro un’idea di architettura profondamente etica, integrata nel paesaggio e orientata al vivere bene. Per l’Associazione Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano , questo volume rappresenta una testimonianza concreta del valore delle architetture del Novecento lignanese e uno strumento fondamentale per la diffusione della cultura architettonica del territorio. Oggi più che mai, tornare a riflettere su progetti come Lignano Pineta significa recuperare una visione del costruire che mette al centro l’armonia con l’ambiente, il rispetto del contesto e la bellezza come bene condiviso. Precedente Successiva
- Villa Paiani | Ville di Lignano
Villa Paiani Paolo Pascolo 1956 – 1957 Raggio delle Capelonghe, 11, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Villa a due appartamenti, parzialmente poggiata su una duna. Geometrie pure, laterizio a vista e finestre a nastro in dialogo con il paesaggio. Indietro Modernismo, paesaggio e volumi in equilibrio Un progetto scolpito nella sabbia Con Villa Paiani , l’architetto Paolo Pascolo realizza una delle sue opere più coerenti con la poetica dell’inserimento nel paesaggio. Costruita tra il 1956 e il 1957 lungo uno dei raggi della spirale urbanistica tracciata da Marcello D’Olivo, questa abitazione dialoga con la natura della pineta , rispettando la morfologia del terreno e interpretando in chiave moderna le suggestioni dello spazio domestico del secondo dopoguerra. L’edificio accoglie due appartamenti , di cui uno organizzato su due livelli (duplex), e si sviluppa in senso orizzontale , adagiandosi parzialmente su una duna , secondo una logica di integrazione morfologica e di sottrazione piuttosto che di sovrapposizione. Un'architettura che segue il suolo L’impianto architettonico di Villa Paiani non impone regole al paesaggio ma ne accoglie la forma , asseconda i rilievi naturali e si fonde con la pineta. Questa volontà progettuale è evidente nella configurazione volumetrica bassa e distesa , in cui i pieni e i vuoti si incastrano con equilibrio e precisione. L’edificio non si sviluppa in altezza, ma orizzontalmente , scegliendo la strada della connessione con il terreno piuttosto che del distacco. La villa diventa così prolungamento del suolo , architettura fusa con la duna . Materiali e finiture: la materia come linguaggio Paolo Pascolo lavora qui con grande attenzione all’espressività dei materiali: I volumi principali sono realizzati in laterizio a vista , Le superfici secondarie sono intonacate di bianco , Le aperture sono sottili finestre a nastro , Le linee orizzontali dominano , evitando spigoli inutili o eccessi decorativi. Il contrasto tra il caldo rossastro del mattone e il bianco puro dell’intonaco conferisce all’edificio una qualità scultorea . Le ombre che si proiettano sulle superfici variano durante il giorno, animando i prospetti e accentuando le geometrie pulite. Spazio, vento, luce: una casa per il clima di Lignano Elemento chiave nella progettazione sono i muri prolungati alle estremità , che assolvono a più funzioni: delimitano le pertinenze private tra le due abitazioni, proteggono dal vento di mare proveniente da est e da sud, generano una percezione plastica dei volumi . Le finestre a nastro , distribuite con misura lungo il perimetro, illuminano le camere con luce naturale zenitale e garantiscono una ventilazione incrociata adatta al clima estivo. Anche qui, come in molte architetture coeve della costa adriatica, l’attenzione al comfort ambientale è parte integrante del progetto. L'influenza californiana: una modernità internazionale In questa villa si avverte l’eco delle esperienze moderniste californiane degli anni '50, in particolare nei riferimenti all’opera di Richard Neutra , Craig Ellwood , Charles e Ray Eames .Come in quei casi, anche in Villa Paiani l’architettura si presenta come: pura geometria , struttura a vista , rapporto fluido tra interno ed esterno , uso intelligente dei materiali locali e industriali . Pascolo guarda quindi a una modernità internazionale , ma la radica nella specificità del luogo : la sabbia, il vento, la pineta, la luce. Una villa per due: privacy, orizzontalità e modularità I due appartamenti che compongono la villa sono indipendenti ma progettati in continuità volumetrica , secondo un principio di modularità abitativa . Uno dei due è su due livelli, con zona giorno e zona notte separate, mentre l’altro si sviluppa in piano. La disposizione è pensata per garantire la privacy e al contempo mantenere una coerenza architettonica . Il linguaggio è unitario, ma mai ripetitivo. Le soluzioni tipologiche parlano il linguaggio della casa vacanze funzionale , compatta e razionale. Una modernità silenziosa e integrata Villa Paiani è uno degli esempi più maturi dell'architettura moderna a Lignano Pineta.Non fa sfoggio di ardite sperimentazioni formali, ma propone una modernità misurata, concreta e profonda , fatta di scelte tipologiche raffinate , materiali onesti e rispetto per il contesto naturale . In un'epoca in cui l’urbanizzazione delle località costiere correva il rischio di snaturare il paesaggio, questo progetto dimostra come si potesse costruire con misura , abitare il paesaggio senza distruggerlo e tradurlo in architettura . Promuovere oggi la conoscenza di opere come Villa Paiani significa restituire centralità a un’idea di progettazione etica, estetica e ambientale , che può ancora offrire modelli virtuosi per il nostro tempo. Precedente Successiva
- The city since 1953 | Ville di Lignano
The city since 1953 2023 Lignano Sabbiadoro Nel 2023 Lignano Pineta ha compiuto 70 anni. Un anniversario che celebra un modello unico di urbanistica sostenibile e architettura integrata nel paesaggio, nato dal sogno di Marcello D’Olivo. Indietro Scopri di più... 70 anni di architettura, natura e visione urbanistica 1953 – 2023: una storia lunga settant’anni tra paesaggio, progettualità e futuro Nel giugno del 1953 prende forma uno dei progetti urbanistici più visionari e sostenibili del panorama italiano del dopoguerra: Lignano Pineta . Un luogo nato da un sogno e trasformato in realtà grazie a una pianificazione precisa, all’avanguardia e rispettosa dell’ambiente. A distanza di 70 anni , la spirale di Lignano continua ad affascinare architetti, studiosi, viaggiatori e cittadini, come esempio raro di integrazione tra natura, architettura e turismo. Un sogno nato nella sabbia L’idea di Lignano Pineta nasce in un momento di grande fermento. L’Italia si sta rialzando dal secondo conflitto mondiale e guarda con ottimismo alla crescita economica e sociale. Un gruppo di imprenditori friulani immagina una località balneare moderna , in armonia con la pineta litoranea , capace di attrarre turisti non solo per il mare, ma anche per la qualità del soggiorno, la bellezza dell’ambiente e l’eleganza architettonica. A concretizzare questa visione è chiamato Marcello D’Olivo , architetto udinese dal pensiero anticonvenzionale, che progetta un sistema urbano rivoluzionario: una spirale che si snoda dalla piazza centrale verso il mare , attraversando dune, alberi e percorsi pedonali. È l’inizio di un sogno urbanistico e architettonico. Architettura organica e pianificazione lungimirante Il progetto di D’Olivo non è solo iconico dal punto di vista formale: è anche una risposta etica e funzionale all’esigenza di costruire senza compromettere il paesaggio naturale. Il disegno a spirale consente infatti di distribuire le unità abitative su lotti circondati dal verde, evitando l’abbattimento indiscriminato degli alberi e integrando i percorsi viari nella morfologia esistente. Lignano Pineta diventa così un laboratorio urbano all’aperto , dove architetti come Gianni Avon, Aldo Bernardis, Paolo Pascolo e molti altri progettano ville, spazi pubblici e servizi che si inseriscono con eleganza e rispetto nell’ambiente circostante. Tra le opere emblematiche di questo periodo si ricordano l’edificio commerciale e residenziale noto come Il Treno , il bar-icona Tenda Bar , la Fontana all’inizio del Raggio dell’Ostro, il Pontile a Mare , gli stabilimenti balneari e le ville immerse nella pineta , ancora oggi esempio di architettura razionalista mediterranea. Un modello di sostenibilità ante litteram Già nei primi anni, la Società Lignano Pineta Spa affianca la progettazione urbana a una gestione attenta e puntuale del territorio. Le reti fognarie e idriche, l’illuminazione pubblica, gli stabilimenti balneari e le infrastrutture turistiche vengono realizzati con criteri di durabilità, efficienza e rispetto del luogo. Questa attenzione alla sostenibilità si è mantenuta anche nei decenni successivi. Negli ultimi anni, l’amministrazione della società ha promosso l’utilizzo esclusivo di energia verde , la produzione fotovoltaica condivisa , il riciclo di materiali di scarto – come nel caso dei teli da spiaggia trasformati in scarpe – e lo sviluppo di reti Wi-Fi e fibra ottica per rendere Lignano una meta moderna e connessa, senza perdere il contatto con le proprie radici. Arte, cultura e qualità della vita Fin dagli anni Sessanta, Lignano Pineta ha affiancato alla qualità architettonica anche una vivace vita culturale . Dalla visita di Ernest Hemingway , che la definì “la Florida d’Italia”, alla presenza di Alberto Sordi , testimonial della località, fino alla nascita di iniziative come “Incontri con l’autore e con il vino” , Lignano ha saputo coniugare villeggiatura e cultura, rendendosi punto di riferimento per un turismo colto e consapevole. Negli anni, si sono susseguiti simposi di scultura , interventi artistici (come i mosaici delle rotonde o il monumento di Giorgio Celiberti), mostre fotografiche , eventi sportivi e progetti di animazione capaci di coinvolgere famiglie, giovani e adulti in un’offerta turistica sempre ricca e diversificata. Un anniversario che guarda avanti Nel 2023, i 70 anni di Lignano Pineta non sono solo un’occasione celebrativa, ma un punto di partenza verso il futuro . Il modello creato nel 1953 resta attualissimo per chiunque si occupi di progettazione urbana sostenibile , conservazione del paesaggio , turismo di qualità . La sfida attuale è quella di continuare a innovare, mantenendo vivo lo spirito originario. La rete di relazioni con il territorio – tra amministrazione, residenti, imprese e associazioni – è oggi più che mai essenziale. E in questo dialogo costante si inserisce anche il lavoro dell’ Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" , nata per preservare e valorizzare il patrimonio architettonico della località, facendo conoscere le opere, i progettisti e le idee che ne hanno fatto un modello riconosciuto a livello nazionale. Un’eredità viva, uno slancio verso il futuro Lignano Pineta è una storia italiana di architettura e visione , una dimostrazione che costruire in armonia con la natura è possibile, se si uniscono creatività, pianificazione e rispetto del paesaggio. Da 70 anni Lignano Pineta è molto più di una località balneare: è un esperimento urbano riuscito , un luogo dove il tempo ha consolidato la bellezza delle idee e dove ogni angolo continua a raccontare la stessa storia: quella di un sogno diventato realtà. Precedente Successiva
- Paolo Pascolo | Ville di Lignano
Paolo Pascolo 2002 Architetto essenziale del Novecento friulano, Paolo Pascolo ha coniugato eleganza funzionale e identità locale. Le sue ville a Lignano, come Casa Mondolo e l’American Hotel, incarnano la modernità tranquilla di un patrimonio da valorizzare. Indietro Scopri di più ... Paolo Pascolo: l’architetto del Novecento nella quiete della pineta Paolo Pascolo rappresenta una figura di spicco nell’architettura moderna del Novecento, con un forte legame alla quiete naturale di Lignano Pineta. Il suo stile si caratterizza per l’armonia tra innovazione e rispetto del contesto, come si evince dalle ville da lui progettate durante gli anni del boom turistico balneare. Eleganza domestica a Lignano Tra le sue opere più notevoli a Lignano: Casa Mondolo (1954–55, Arco della Paranza, Lignano Pineta): questa struttura, composta da due appartamenti simmetrici racchiusi all’interno di un design equilibrato, esemplifica il metodo di Pascolo nel concepire abitazioni private in ambienti naturali. American Hotel (1962–65, Lignano Sabbiadoro, lungomare Trieste): un progetto iconico dell’ospitalità moderna, oggi parte integrante del patrimonio dei luoghi.. Un’eredità familiare e culturale Nel 2022, a vent’anni dalla morte dell’architetto, i figli Sandro e Sergio hanno offerto uno sguardo esclusivo sulla casa-studio del padre. Quest’ultima, arricchita da mobili disegnati su misura e complementi d’arredo emblematici, costituisce uno spazio che riflette perfettamente l’essenza progettuale e personale di Paolo Pascolo. Questo contesto familiare racchiude la bellezza silenziosa del suo stile e celebra una visione architettonica profondamente umana. Verso una memoria condivisa Pascolo si pone come figura centrale nel movimento modernista che ha modellato il paesaggio balneare friulano. Le sue opere incarnano un’architettura discreta e integrata, profondamente radicata nei luoghi. Insieme ai lavori di D’Olivo, Avon e Bernardis, le creazioni di Pascolo sono fondamentali nella storia culturale e urbana di Lignano. Le ville e le strutture concepite dall’architetto lasciano un segno indelebile nel panorama locale e oltre. Attraverso il suo lavoro è evidente la dedizione a un moderno pensiero architettonico che dialoga con la natura, gli spazi quotidiani e il territorio circostante. Preservare e valorizzare questa eredità significa celebrare l’identità architettonica e culturale friulana in tutta la sua ricchezza. Precedente Successiva
- Villa Borgnolo | Ville di Lignano
Villa Borgnolo Aldo Bernardis 1955 – 1956 modificata (portico chiuso e convertito in spazio abitativo) Arco del Grecale, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Villa a due piani pensata per seguire l’andamento naturale del terreno. Un tetto a sbalzo e dettagli raffinati la integrano nel verde. Indietro Architettura organica e controllo del paesaggio Una casa che cresce con la terra: l'adattamento come principio progettuale Villa Borgnolo è un esempio raffinato di architettura organica domestica , pensata per integrarsi con l’ambiente e il paesaggio pinetato di Lignano. Progettata tra il 1955 e il 1956, la villa adotta una struttura a due livelli sfalsati per seguire il naturale declivio del terreno , offrendo così una soluzione funzionale e paesaggistica coerente con la morfologia locale. La costruzione rappresenta la sintesi tra razionalità costruttiva e rispetto del contesto , ponendosi come una delle architetture più espressive dell’epoca, ancora riconoscibile nonostante gli interventi successivi. Due livelli per funzioni distinte L’organizzazione della villa riflette una logica distributiva moderna e precisa : Al livello inferiore , in parte interrato, trovano posto i servizi generali , il garage , l’ alloggio del personale e un ampio porticato , pensato come spazio filtro tra interno ed esterno. Il piano superiore , più aperto e luminoso, ospita l’ appartamento padronale , affacciato verso il giardino e la pineta. Questa distinzione consente non solo una separazione netta tra zone pubbliche e private , ma anche un’ottimizzazione dell’orientamento solare e della ventilazione naturale. Tetto a sbalzo: dialogo tra funzione e linguaggio Uno degli elementi più affascinanti della villa è il suo tetto a due falde , che si proietta oltre la linea delle murature con cornicioni a sbalzo , offrendo ombreggiatura naturale e protezione dagli agenti atmosferici . Questa copertura, realizzata con una straordinaria cura costruttiva, integra anche fori passanti posizionati con precisione , pensati per interagire con la vegetazione sovrastante : un dettaglio tecnico ma anche simbolico, che ricorda il principio di trasparenza e permeabilità tra architettura e natura . Il tetto non è un semplice elemento funzionale: è parte del paesaggio e si relaziona con esso in modo poetico e tecnico insieme. Il portico: filtro spaziale tra dentro e fuori Il portico originario , aperto e generosamente dimensionato, rappresentava un punto di contatto tra la casa e il giardino, configurandosi come ambiente di transizione , luogo di ombra, conversazione e contemplazione. Purtroppo, una modifica recente ha comportato la chiusura del portico e la sua trasformazione in spazio abitativo . Sebbene questa alterazione abbia compromesso parte dell’idea progettuale originaria, la struttura della villa rimane leggibile , e il valore dell’impianto architettonico è ancora evidente. Materiali e colori: la sobrietà come valore La villa adotta materiali semplici e coerenti con il contesto: Murature portanti intonacate e tinteggiate in bianco Copertura in coppi tradizionali , ma con disegno moderno Parti metalliche e serramenti in tinta scura , per minimizzare l’impatto visivo Forature del tetto come elemento distintivo, raro e tecnicamente impegnativo L’insieme restituisce un linguaggio discreto ma autorevole , che si integra perfettamente nel tessuto edilizio di Lignano Pineta e ne rappresenta una delle espressioni più eleganti. Un linguaggio architettonico consapevole Villa Borgnolo si inserisce in una stagione architettonica straordinaria per Lignano, dove la progettazione delle singole case è pensata in funzione del piano urbanistico a spirale voluto da Marcello D’Olivo. Sebbene l'autore del progetto non sia esplicitamente indicato nei documenti oggi noti, l’intervento riprende temi cari all’architettura organica e mediterranea : integrazione con il suolo , volumi bassi , coperture che dialogano con la vegetazione , spazi ibridi tra interno ed esterno. Un esempio da rileggere e valorizzare Villa Borgnolo è un’architettura che racconta molto del modo in cui, negli anni Cinquanta, a Lignano si pensava l’abitare vacanziero: sobrio, immerso nel verde, costruito con intelligenza e misura .Oggi, anche se modificata, rimane una testimonianza importante di quella stagione progettuale e del modo in cui l’architettura può farsi paesaggio senza dominarlo . Rivalutarne il progetto significa anche riconoscere il valore del dettaglio, della distribuzione funzionale, e di quella sensibilità costruttiva che ancora oggi può ispirare nuove generazioni di progettisti. Precedente Successiva
- MOSTRA - Biblioteca Lignano Sabbiadoro | Ville di Lignano
Mostra a Lignano Sabbiadoro A Lignano, la fotografia d’arte incontra l’architettura d’autore BIBLIOTECA COMUNALE Biblioteca Comunale, Via Treviso, 2, Lignano Sabbiadoro, Lignano Sabbiadoro UD, Italia DAL 12 LUGLIO AL 05 AGOSTO 2025 dal lunedì al venerdì ore 14.30 - 22.00 giovedì 10.00 - 12.00; 14.30 - 22.00 sabato 10.00 - 19.00 CONTENUTI MULTIMEDIALI Il percorso espositivo alla Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro intreccia lo sguardo del fotografo Italo Zannier con l’arte musiva di Gino Avon , attraverso le architetture progettate da Gianni Avon . Accanto alle fotografie d’archivio , messe a disposizione dallo Studio Associato Avon , trovano spazio anche gli scatti inediti della giovane fotografa Sara Trimarchi , che restituisce con sensibilità contemporanea la forza visiva dei mosaici firmati da Gino Avon per le ville del figlio. Collaborazione e passione per la diffusione della cultura. La mostra è frutto di un lavoro condiviso dai membri dell’Associazione "Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano" e da numerosi collaboratori, uniti dall’impegno nella valorizzazione del patrimonio architettonico e artistico della città. In questa sezione del sito mettiamo a disposizione gli ascolti che accompagneranno il percorso della mostra per i visitatori. Ringraziamo la Consigliera dell’Associazione, Federica Esposito , per aver prestato la sua voce a queste narrazioni e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. PRIMA STANZA R1 ITALO ZANNIER E GIORGIO CASALI INCONTRANO LE OPERE DI GINO E GIANNI AVON.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 02:22 R2 ITALO ZANNIER.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 05:07 R3 GIORGIO CASALI.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 04:31 R4 GINO AVON.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 04:06 R5 GIANNI AVON.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 04:22 R11 VILLA CASTELLARIN.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 00:54 R10 CASA STIRA.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:23 R6 ALBERGO DUNA FIORITA.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:19 R9 CASA PIVIDORI.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 00:54 R7 VILLA ZOPPOLA.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:17 R8 STABILIMENTI BALNEARI.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:16 SECONDA STANZA R13 GRAND HOTEL PINETA PALACE.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:20 R12 CASA CHRISTOFF.MP3 Ville di Lignano 00:00 / 01:09
- Sbaiz Valter | Ville di Lignano
Sbaiz Valter Ex. Sbaiz Negozio Lignano Sabbiadoro Vice Presidente La sua esperienza arricchisce le iniziative di valorizzazione artistica dell'associazione. Figlio d'arte, sua madre, Antonietta Sbaiz, imprenditrice lignanese, ha portato l'alta moda in Friuli con la boutique “Sbaiz Spazio Moda”, inserita tra i cento migliori negozi di moda al mondo nel 2014. Indietro Scopri di più ... Valter Sabaiz Figura di riferimento per il dialogo tra impresa, arte e territorio. Lignanese di origine, è cresciuto in un ambiente familiare segnato dalla passione per il gusto, l’estetica e l’innovazione. Figlio di Antonietta Sbaiz , pioniera della moda in Friuli Venezia Giulia e fondatrice della storica boutique Sbaiz , Valter ha contribuito con la sorella Marinella all’evoluzione dell’attività familiare, trasformandola in un concept store d’avanguardia che fonde moda, design, arte e lifestyle. Il “ Sbaiz Concept Store ” di Lignano Sabbiadoro è diventato negli anni un punto di riferimento internazionale, premiato nel 2014 come uno dei 100 migliori negozi di moda al mondo . Nel suo ruolo di Art Director , Valter ha guidato la trasformazione dello spazio commerciale in un ambiente esperienziale e immersivo: un luogo in continua evoluzione dove convivono corner di design d’autore (Vitra, Kartell, Fornasetti), tecnologia (Bang & Olufsen), profumeria artistica (Tom Ford), occhialeria di alta gamma (Linda Farrow) e una galleria d’arte permanente al piano superiore. La progettazione degli spazi, curata con attenzione architettonica e sensibilità espositiva, è parte integrante della sua visione: proporre uno stile di vita intelligente , in cui la cultura del bello dialoga con la funzionalità e l’innovazione. La struttura accoglie anche eventi temporanei, progetti creativi, startup e collaborazioni con brand internazionali, diventando una vera e propria piattaforma culturale sul territorio. Convinto, come Alvin Toffler, che “ il cambiamento non è solo necessario alla vita, è la vita ”, Valter Sbaiz ha sempre promosso un approccio dinamico, fluido e aperto al contemporaneo. Questa attitudine lo ha portato a sostenere numerose iniziative culturali, mostre ed eventi, contribuendo alla vitalità artistica di Lignano. All’interno dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture”, mette a disposizione la sua esperienza di curatore di ambienti, esperto di comunicazione visiva e promotore di contaminazioni culturali . Il suo contributo si concentra sull’organizzazione di eventi e sulla valorizzazione del patrimonio architettonico locale attraverso una narrazione emozionale e sensoriale, capace di connettere generazioni e linguaggi diversi. Con uno sguardo che unisce il design alla memoria dei luoghi, la sua visione si allinea perfettamente alla missione dell’Associazione: promuovere le ville storiche di Lignano come elementi identitari di una cultura del progetto, dell’abitare e del paesaggio, che va oltre la semplice conservazione. Valter Sbaiz , con il suo bagaglio imprenditoriale e culturale, rappresenta un ponte tra la tradizione e la contemporaneità , rafforzando il legame tra valorizzazione del patrimonio e creatività applicata. Precedente Successiva











