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Excelsior Residence

Luciano Gemin, Luciano Zambon

1963 – 1966

Raggio di Venere, 4, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia

Torre elegante e aperta verso il mare, con una pianta studiata per garantire vista alla spiaggia e un raffinato gioco di luci e volumi.

Excelsior Residence

Eleganza funzionale e apertura al paesaggio marino

Costruita tra il 1963 e il 1966 su progetto degli architetti Gemin e Zambon, la Excelsior Residence rappresenta una delle opere più raffinate e tecnicamente evolute della stagione architettonica di Lignano Pineta. Si tratta di una torre residenziale progettata con l’obiettivo chiaro di massimizzare il rapporto visivo e spaziale con il mare, pur mantenendo un’impronta discreta nel paesaggio naturale della pineta.

L’edificio nasce da una sfida progettuale ben precisa: consentire a tutti gli appartamenti una vista sulla spiaggia. Per riuscirci, gli architetti adottano una pianta fortemente articolata e orientata, che si apre a ventaglio verso il fronte marino e arretra sul lato della laguna, dove vengono concentrati gli spazi di servizio. Questa soluzione permette di massimizzare l’esposizione e l’illuminazione naturale, dando vita a un’architettura insieme funzionale e scenografica.


Una pianta aperta e intelligente

Il cuore dell’intervento risiede nella distribuzione planimetrica: a differenza di molte torri coeve che presentano impianti centrali e simmetrici, la Excelsior Residence rompe la rigidità tipologica grazie a un disegno che privilegia l’apertura visiva e il dialogo con il paesaggio.

La facciata rivolta verso il mare si sviluppa con ampie terrazze e aperture regolari, creando un effetto di continuità tra spazio interno e ambiente esterno. Ogni appartamento gode così di affacci privilegiati, una scelta che trasforma la permanenza stagionale in un’esperienza immersiva nella natura costiera.

Sul lato opposto, rivolto verso la laguna, il prospetto è più chiuso, definito da piccole aperture regolari che ospitano locali di servizio, scale e zone tecniche. Questa asimmetria compositiva si traduce in un effetto chiaroscurale molto sofisticato, in cui la massa edilizia viene visivamente “stemperata”, articolandosi in una sequenza ritmica di pieni e vuoti.


Materiali, colori e scelte compositive: tra modernismo e sensibilità artistica

Uno degli elementi più distintivi della Excelsior Residence è la cura estrema per le finiture. L’originale colorazione in bianco ottico fu una scelta coraggiosa e volutamente in contrasto con il verde intenso della pineta e con le cromie più sobrie delle altre torri di Lignano. Questo colore brillante e luminoso faceva letteralmente emergere la torre dal paesaggio, rendendola visibile da lontano e conferendole un’aura di eleganza severa e modernissima.

Questa attenzione cromatica, così come la raffinatezza della distribuzione spaziale, tradisce l’influenza culturale di Carlo Scarpa, con cui Gemin aveva collaborato a lungo. Il gusto per il dettaglio, l’uso sapiente della luce naturale e la volontà di creare un’architettura non solo funzionale ma anche “narrativa” rendono la Excelsior una costruzione che trascende il suo ruolo abitativo per farsi gesto poetico nel paesaggio.


La torre nel paesaggio: presenza e leggerezza

Pur essendo un edificio a sviluppo verticale, la Excelsior non appare mai ingombrante. Questo grazie alla frammentazione volumetrica della facciata e alla sottile modulazione degli aggetti e delle ombre, che ne riducono visivamente l’impatto. Le terrazze sporgenti non solo aumentano lo spazio abitabile ma scandiscono i piani con un ritmo leggero, che spezza la compattezza del volume e restituisce un senso di movimento fluido.

Il volume della torre si distingue anche per una verticalità addolcita: se le linee principali seguono un impianto ortogonale, le variazioni nella profondità e nelle ombreggiature conferiscono una lettura plastica e dinamica. In questo modo, l’edificio assume una doppia natura: da vicino appare come un organismo complesso, articolato e aperto; da lontano, si staglia come un monolite bianco, netto ma non aggressivo.


Un’eredità importante: il secondo intervento sul lotto

L’intervento sul lotto non si conclude con la costruzione della torre. Negli anni Settanta, Gemin realizza insieme a Isidoro Martin un secondo progetto, questa volta costituito da un complesso di nove case a schiera che si affacciano su via Giardini. Anche in questo caso si nota la stessa attenzione per il rapporto con il verde, la modulazione dei volumi e la cura per i dettagli materici e cromatici.

Questo secondo intervento conferma la capacità del progettista di adattarsi a scale diverse, mantenendo però coerenza formale e linguistica. L’intero lotto diventa così un piccolo laboratorio di architettura residenziale moderna, in cui si sperimenta un nuovo modo di abitare la costa: più intimo, più consapevole, più integrato nel paesaggio.


Un'architettura che guarda avanti

La Excelsior Residence non è soltanto un elegante esempio di torre residenziale degli anni Sessanta. È una dichiarazione di metodo, un esempio virtuoso di come si possa costruire in un contesto fragile come quello litoraneo senza imporsi, ma al contrario cercando un dialogo sottile e rispettoso.

Con il suo disegno planimetrico aperto, l’attenzione per il paesaggio, l’uso poetico della luce e l’equilibrio compositivo, la Excelsior rimane oggi un modello di modernità consapevole, capace di ispirare anche le pratiche architettoniche contemporanee più attente alla sostenibilità e alla qualità del vivere.

In un’epoca in cui la progettazione urbana è sempre più chiamata a confrontarsi con i limiti ambientali e sociali, opere come questa ci ricordano che la buona architettura è sempre anche un gesto di responsabilità: verso il luogo, verso chi lo abita, verso il futuro.


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