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RISULTATI DI RICERCA

ESPLORA I PATRIMONI ARCHITETTONICI DI LIGNANO

Benvenuto nella sezione dei risultati di ricerca. Qui potrai trovare i contenuti che rispondono ai tuoi criteri di ricerca: articoli, video, mappe e schede dettagliate sulle ville e sull'architettura del Novecento a Lignano. Utilizza i le parole chiave per affinare ulteriormente la tua ricerca e scoprire il ricco patrimonio culturale della cittadina friulana.

121 risultati trovati con una ricerca vuota

  • RAI FVG: Con le mani, con i piedi, con il cuore | Ville di Lignano

    RAI FVG: Con le mani, con i piedi, con il cuore 2025, 17 Settembre Sabrina Mazza, Rai FVG Un viaggio tra cultura, comunità e architettura, che vedrà la partecipazione della nostra presidente Sabrina Mazza, in dialogo con Arianna Zani e Giacomo Plozner. Parleremo di Lignano e del suo periodo d’oro architettonico, delle mostre in corso e dei progetti che portiamo avanti con l’Associazione "Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano". Indietro Scopri di più... Con le mani, con i piedi, con il cuore: Ville di Lignano ospite su Rai Radio Uno FVG Il 17 settembre 2025, l’Associazione Raggi e Architetture – Ville di Lignano avrà un'importante occasione di dialogo e promozione culturale. Durante la trasmissione radiofonica “Con le mani, con i piedi, con il cuore”, in onda su Rai Radio Uno FVG dalle 11.20 alle 12.30, la presidente Sabrina Mazza parteciperà a un’intervista condotta da Elena Commessatti. Il programma, fedele al suo formato consolidato, accompagnerà gli ascoltatori in un percorso attraverso le storie, i patrimoni e i vissuti del Friuli Venezia Giulia. Questo approccio mira a celebrare il territorio intrecciando memoria e cultura, spaziando dalla letteratura alle arti visive, dall’inclusione sociale alle architetture che definiscono l’identità locale. Un viaggio tra talenti ed esperienze La puntata inizierà con l’Atlante Immaginario del Friuli Venezia Giulia, progetto dell’Associazione Scrittori FVG che esplora legami familiari, storie di rinascita e antiche leggende. Seguiranno approfondimenti su Accessibility for Future 2025, evento dedicato all’innovazione inclusiva in programma a Udine dal 18 al 20 settembre, e sul 33° Convegno del Centro Balducci. Inoltre, si parlerà dei gruppi AMA dell’ASPIC FVG, esempio di auto mutuo aiuto psicologico e comunitario. In questo ricco mosaico culturale ci sarà spazio anche per Ville di Lignano, che metterà in evidenza l'importanza dell’architettura nel riflettere l’anima della comunità. Lignano e la sua eredità architettonica L’intervento di Sabrina Mazza rappresenterà un’occasione per rivivere il periodo d’oro dell’architettura di Lignano, segnato dalle opere visionarie di progettisti come Marcello D’Olivo, Gianni Avon e Aldo Bernardis. Con le loro residenze private, hotel e spazi pubblici dal carattere innovativo, Lignano è diventata un esempio unico di fusione tra modernità, paesaggio e tecnica costruttiva. L’associazione continua oggi a valorizzare questo patrimonio attraverso mostre, passeggiate tematiche, eventi culturali e collaborazioni con enti e università. L’intervento radiofonico sarà l’opportunità perfetta per presentare progetti in corso e nuove iniziative che intrecciano memoria storica e fruizione contemporanea. Architettura al servizio della comunità Partecipare a “Con le mani, con i piedi, con il cuore” va oltre la semplice visibilità mediatica: è un’occasione per sensibilizzare un pubblico ampio sull'importanza dell’architettura come patrimonio comune. Gli edifici non sono solo costruzioni fisiche; raccontano storie di identità collettiva e visioni progettuali capaci di resistere nel tempo. In un periodo in cui la salvaguardia del patrimonio culturale diventa sempre più cruciale, iniziative come questa costruiscono ponti tra cittadini, memoria storica e consapevolezza territoriale, rafforzando il senso di appartenenza e partecipazione condivisa. Un appuntamento da non perdere Tutti i sostenitori e appassionati del territorio sono invitati a seguire la trasmissione mercoledì 17 settembre dalle 11.20 su Rai Radio Uno FVG. Sarà un’occasione speciale per immergersi in storie accomunate dal desiderio di valorizzare le eccellenze culturali della nostra terra. Per chi non riuscirà a seguire l’appuntamento in diretta, sarà disponibile lo streaming o il podcast tramite la piattaforma Rai Play Sound. Attraverso questa partecipazione radiofonica, Ville di Lignano ribadisce il proprio impegno a costruire connessioni tra passato e futuro, tra territori e comunità, utilizzando il linguaggio universale dell’architettura e della cultura. Maggiori informazioni sul sito Rai FVG Precedente Successiva

  • Aldo Bernardis | Ville di Lignano

    Aldo Bernardis 1925 - 2012 Aldo Bernardis (1925-2012) ha contribuito a trasformare Lignano in una moderna città balneare. Attraverso la realizzazione della Terrazza a Mare e delle sue ville innovative, ha saputo combinare sperimentazione architettonica, maestria artigianale e tutela del paesaggio costiero. Indietro Scopri di più ... Aldo Bernardis: l’architetto dell’identità moderna di Lignano Aldo Bernardis (1925-2012) emerge come una figura cruciale nell'architettura del secondo Novecento, caratterizzandosi per il suo ruolo fondamentale nello sviluppo di Lignano Sabbiadoro come città turistica moderna e unica. Il volume “Aldo Bernardis Architetture a Lignano 1953-2003” celebra il suo lavoro, evidenziando come le sue creazioni, a partire dalla celeberrima Terrazza a Mare , abbiano incarnato il dinamismo e l'essenza identitaria di questa località balneare. Le “case al mare”: sperimentazione, artigianalità, natura Il percorso professionale di Bernardis prende avvio dall'architettura residenziale, riflettendo il suo approccio innovativo e radicato nell'artigianalità. La villa Prevedello (1954-55), soprannominata “la pagodina”, utilizza una combinazione di legno, acciaio e cemento per creare volumi originali e spazi dall'estetica unica. La villa Caselli-Troppina , tutt'oggi ben conservata, spicca per l'attenzione ai dettagli: gli infissi, il rivestimento in opus incertum delle pareti in pietra e la qualità delle lavorazioni artigianali sono elementi distintivi. Ancora più affascinante è la villa Borgnolo (1955-56), dove un pino marittimo attraversa la soletta in cemento, fungendo da colonna vivente e offrendo uno degli esempi precoci di integrazione tra architettura e sostenibilità ambientale. Icone urbane: Terrazza a Mare, Torre Zanier, Kursaal e altro Tra i progetti più rappresentativi di Bernardis troviamo senza dubbio la Terrazza a Mare (1967-72), sviluppata in seguito a un concorso indetto nel 1961. Questo elegante pontile sospeso sul mare Adriatico culmina con una piattaforma dotata di bar e ristorante e si distingue per la sua copertura a conchiglia, che richiama le forme sinuose delle opere di Niemeyer e della Sydney Opera House. La sua iconicità, celebrata persino con un francobollo commemorativo, la rende un vero emblema della città. La Torre Zanier (1958-60), grazie alla sua pianta a Y e i pannelli prefabbricati Ursella, rappresenta una delle prime sperimentazioni italiane nell'edilizia industrializzata. Anche il Kursaal (1965-68), sebbene distrutto nel 1977 e successivamente ricostruito negli anni Ottanta mantenendo la forma a tenda originale, e la sede dello Yachting Club (1970-71), con profili che evocano la prua di una nave, testimoniano il linguaggio architettonico dinamico e raffinato di Bernardis. Architettura pubblica e brutalismo: Municipio e chiesa Bernardis ha segnato profondamente anche il settore dell'architettura pubblica e istituzionale. Il Municipio di Lignano (1968-73) è un edificio definito da uno stile brutalista, con pilastri rastremati, cemento a vista e un atrio monumentale che riflette influenze dichiarate dei lavori di Le Corbusier e Kenzo Tange. Allo stesso modo, la chiesa del Cristo Redentore (1972-74) si caratterizza per le capriate reticolari che poggiano su una trave perimetrale e per le colonne che scandiscono una navata centrale ampia e dilatata. L'uomo e l’architetto: un rapporto profondo con Lignano Oltre alla straordinaria competenza professionale, Bernardis era profondamente legato alla città di Lignano. Ogni mercoledì lo si trovava tra cantieri e incontri con i clienti, incarnando una presenza viva nella comunità locale. Dalle case sperimentali alla Terrazza a Mare, con il suo contributo essenziale all'identità architettonica di Lignano, Aldo Bernardis ha saputo fondere innovazione tecnica, funzionalità estetica e un profondo rispetto per il territorio. Precedente Successiva

  • Bici e Ville - Agosto | Ville di Lignano

    2 agosto 2025 Bici e Ville - Agosto Arco dell'Alba, n. 127, Lignano Sabbiadoro, UD, Italia Bici e Ville storiche di Lignano. Sabato 2 agosto visita guidata all’architettura moderna: interni, esterni e storie. Contributo: €20. Ritrovo ore 9.45, Arco dell’Alba 127. Indietro Scopri di più... BICI e VILLE – Tour guidato tra le architetture di Lignano Sabato 2 agosto 2025 – ore 10:00-12:00 Ritrovo: ore 9:45 – Arco dell’Alba 127, Lignano Pineta Prosegue la stagione delle visite guidate in bicicletta alla scoperta dell’architettura moderna di Lignano. Un itinerario speciale tra ville e condomini realizzati tra gli anni Cinquanta e Settanta, che raccontano l’evoluzione del turismo balneare attraverso il linguaggio del progetto. Durante il tour visiteremo tre opere emblematiche: Villa Chantal (1960–61, arch. Gianni Avon) Casa Caselli Troppina (1954–55, arch. Aldo Bernardis) Condominio Pineta Palace (1956–58, arch. Gianni Avon) – sede della mostra fotografica “Giorgio Casali e l’architettura come visione editoriale”, visitabile al termine del tour. Un’occasione unica per esplorare la città, conoscere il suo patrimonio architettonico e vivere un’esperienza culturale all’aria aperta. Contributo di partecipazione: €20,00 a persona Nota: il noleggio bici non è incluso Per registrarsi: www.villedilignano.it/contatti Info: raggiearchitetture@villedilignano.it Evento promosso da Associazione Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano Con il sostegno di IO SONO FVG Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia #IoSonoFVG Precedente Successiva

  • Gianni Avon | Ville di Lignano

    Gianni Avon 1922 – 2006 Gianni Avon, Architetto modernista originario del Friuli, ha lasciato un'impronta significativa nella Lignano del dopoguerra attraverso edifici iconici e importanti opere pubbliche. Il suo stile progettuale si distingue per un equilibrio tra pragmatismo e attenzione al contesto, coniugando innovazione e legame con le tradizioni locali. Indietro Scopri di più ... Gianni Avon: architetto modernista tra Lignano e Friuli–Venezia Giulia Gianni Avon (1922–2006) rappresenta una delle figure di riferimento dell’architettura del secondo dopoguerra in Friuli–Venezia Giulia. Laureato presso l’Università IUAV di Venezia nel 1947 insieme a colleghi come Marcello D’Olivo, Avon ha incarnato il dialogo tra il modernismo internazionale e la valorizzazione delle specificità territoriali. Un moderno radicato al territorio Nel periodo immediatamente successivo al conflitto mondiale, Avon partecipa al programma INA-Casa, contribuendo alla progettazione di nuovi quartieri a Udine e Tarcento. Dalla metà degli anni Cinquanta diviene una figura centrale nell’urbanistica di Lignano Pineta, dove realizza opere emblematiche come il Grand Hotel Pineta Palace (1956–58), la Casa Albergo (1957–58) e la Torre Ariston (1960–63, in collaborazione con Silvano Zorzi). Tra i suoi progetti a Lignano spiccano anche la Residenza dei Pini, il Meublé e la già citata Torre Ariston, esempi esemplari dell’equilibrio tra intervento architettonico e ambiente naturale. Opere urbanistiche e culturali A Udine Avon firma alcune opere riconosciute e premiate. Tra queste figurano l’edificio residenziale di viale della Vittoria (1961–64), insignito della targa In/Arch nel 1964, il Palazzo delle Manifestazioni (1964–70), la sede della ex Banca Cattolica del Veneto (1965–72), l’ammodernamento della sede universitaria (1968–82) e il padiglione materno-infantile dell’Ospedale Civile (1975–84). Ricostruire comunità Avon si dedica anche alla ricostruzione post-alluvione di Longarone a partire dal 1964, collaborando alla realizzazione del cimitero di Muda Maè (1966–72, insieme al collega Marco Zanuso). Nel 1977 diviene protagonista di interventi emergenziali per le strutture scolastiche danneggiate dal terremoto in Friuli, sotto l’egida dell’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale. Famiglia e studio Dal 1983 lo studio di Avon si trasforma in "Avon Associati", con l’ingresso dei figli Elena e Giulio che ne arricchiscono l’attività. Tra i progetti più significativi di questo periodo figurano la chiesa di Lusevera (1988–90), nuovi padiglioni ospedalieri a Udine (1996–2001), interventi museografici e importanti opere di ristrutturazione come il Palazzo Antonini–Cernazai. Un moderno aperto alle influenze Il lavoro di Avon si distingue per la cura delle proporzioni, l’attenzione ai materiali e l’armonia con il paesaggio, affrontando il rapporto tra purezza del modernismo e le tradizioni locali. Ispirato da maestri come Le Corbusier, Asplund, il neoplasticismo olandese e le architetture organiche, Avon ha saputo tradurre queste influenze in edifici destinati a resistere nel tempo e a dialogare in modo sostenibile con il contesto circostante. Gianni Avon ha saputo combinare innovazione e radicamento territoriale, interpretando la modernità in sintonia con l’anima del Friuli–Venezia Giulia. Le sue opere, distribuite tra Lignano, Udine e il resto della regione, continuano a rappresentare esempi significativi di un’architettura pensata per rispondere alle esigenze contemporanee senza perdere la propria identità profonda. Precedente Successiva

  • Targa Gino Avon (Item) | Ville di Lignano

    Gino Avon 1896 - 1984 Maestro mosaicista friulano, ha lasciato un segno profondo nell’arte musiva del Novecento, tra restauri prestigiosi e opere internazionali. La sua eredità artistica vive oggi nel lavoro del nipote, l’architetto Giulio Avon. Scopri di più ... Avon Giulio Gino Avon (1896 - 1984): Maestro del Mosaico e Artigiano del Patrimonio Artistico Friulano Gino Avon, nato a Udine nel 1896, è stato uno dei più talentuosi mosaicisti italiani del Novecento, lasciando un'impronta artistica profonda e duratura sia in Italia sia all’estero. Cresciuto in una famiglia di mosaicisti, fu avviato all’arte dal padre Andrea, e questo apprendimento familiare rimase una caratteristica centrale del suo sviluppo artistico. Tuttavia, la sua formazione, avvenuta senza il supporto di una solida base scolastica, fu per Avon un rammarico che lo accompagnò per tutta la vita. Gli Esordi e la Formazione Internazionale Giovanissimo, Gino Avon si trasferì a Nizza e successivamente a Parigi, dove già lavoravano come mosaicisti di talento i fratelli maggiori Vincenzo, Angelo e Tommaso. Queste esperienze all'estero permisero a Avon di approfondire le tecniche musive e di esplorare diversi approcci stilistici. Rientrato in Friuli nel 1923, intraprese la strada dell’insegnamento, ricoprendo un ruolo di rilievo alla Scuola di Mosaico di Spilimbergo. Qui, fino al 1930, trasmise le sue conoscenze alle nuove generazioni di artisti e contribuì significativamente alla diffusione della tecnica musiva in Friuli e non solo. L'Attività a Udine e la Sfida delle Leggi Protezionistiche Negli anni Venti, Avon aprì un proprio laboratorio a Spilimbergo, che rimase attivo fino al 1934, quando fu costretto a chiuderlo a causa delle leggi protezionistiche fasciste che limitarono l'esportazione delle opere d'arte. Questo lo portò a trasferirsi definitivamente a Udine, dove avviò un nuovo laboratorio specializzato in pavimenti musivi e "alla veneziana," ampliando così le sue competenze artistiche anche all’imprenditoria. Tra le sue opere di questo periodo spiccano il mosaico per il Monumento ai Caduti di Spilimbergo e le decorazioni per il tribunale di Porto Said in Egitto. Collaborazioni Internazionali e il Riconoscimento Artistico Gino Avon lavorò con alcuni dei più celebri architetti del suo tempo, come Umberto Nordio, D’Avanzo, Midena, Magistretti e Caccia Dominioni, con i quali realizzò opere che combinavano eleganza e abilità tecnica. La sua attenzione alla tradizione e l’elevata qualità del lavoro lo portarono a restaurare importanti mosaici storici. Grazie alla collaborazione con l’architetto De Grassi, fu incaricato del restauro dei pavimenti paleocristiani a Grado. A Trieste, invece, si occupò del restauro dei mosaici della chiesa serbo-ortodossa e di quelli della facciata del Palazzo del Governo, contribuendo alla salvaguardia di questi straordinari patrimoni artistici. Le Opere e l’Eredità Artistica L’opera di Avon si estese anche alle decorazioni musive della chiesa della polizia ferroviaria di Tarvisio, ai pavimenti di Palazzo Adria a Fiume e a quelli dell’Università di Trieste. Oltre a collaborare con architetti di grande rilievo, Gino Avon frequentò artisti noti, tra cui Mirko Basaldella, Ernesto Mitri, e Carlo Carrà. Fu grazie a questi contatti che il suo stile seppe sempre rimanere al passo con i tempi, fondendo tradizione e modernità in un perfetto equilibrio. La sua capacità di tradurre il linguaggio architettonico in superfici decorative durature, eleganti e integrate nell'ambiente circostante rappresenta una testimonianza unica della sua maestria e visione artistica. Veduta della Piazza della Libertà e l'Eredità di Avon Tra le opere più significative, troviamo una decorazione musiva della Piazza della Libertà di Udine, realizzata negli anni Sessanta e oggi custodita come preziosa testimonianza di un’epoca di rinascita e innovazione artistica. Con la sua scomparsa nel 1984, Udine e l'Italia hanno perso uno dei più appassionati interpreti della tecnica musiva, ma l'eredità di Avon continua a vivere nelle sue opere e nella memoria collettiva del patrimonio artistico friulano. Gino Avon rimane un simbolo di dedizione e passione per l'arte del mosaico, un artista che ha saputo preservare e innovare la tradizione musiva, rendendo onore al patrimonio artistico friulano e contribuendo, attraverso il suo lavoro, alla valorizzazione del nostro territorio. La Passione trasmessa al nipote Gino Avon ha trasmesso la sua passione e competenza per l’arte e il restauro al nipote Giulio Avon, che è oggi è Socio Fondatore Esperto dell’Associazione e rinomato architetto. Figlio dell'Architetto Gianni, Giulio ha seguito anche le orme del nonno Gino, distinguendosi nel campo del restauro e della riqualificazione architettonica con importanti interventi su monumenti come Villa Manin, il Duomo di Cividale e Piazza Ursella a Lignano Sabbiadoro. Con un amore innato per l’arte e l’architettura, Giulio Avon si è dedicato anche alla progettazione di allestimenti espositivi e alla valorizzazione del patrimonio culturale di Lignano attraverso volumi e mostre, proseguendo così l’eredità di famiglia con impegno e passione.

  • Case Ursella | Ville di Lignano

    Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" Case Ursella LIGNANO IN BIANCO E NERO La ditta E.M.E. Ursella S.r.l., costruttrice di soluzioni residenziali in cemento armato, ci ha donato preziose fotografie in bianco e nero di Lignano, scattate durante o poco dopo la realizzazione degli edifici. Un contributo che arricchisce la memoria visiva della città e testimonia la cultura del costruire nel Friuli e nel Triveneto.

  • Case Ursella | Ville di Lignano

    Case Ursella 1976 La ditta E.M.E. Ursella S.r.l., costruttrice di soluzioni residenziali in cemento armato, ci ha donato preziose fotografie in bianco e nero di Lignano, scattate durante o poco dopo la realizzazione degli edifici. Un contributo che arricchisce la memoria visiva della città e testimonia la cultura del costruire nel Friuli e nel Triveneto. Indietro Scopri di più ... Precedente Successiva

  • Gino Avon | Ville di Lignano

    Gino Avon 1896 - 1984 Maestro mosaicista friulano, ha lasciato un segno profondo nell’arte musiva del Novecento, tra restauri prestigiosi e opere internazionali. La sua eredità artistica vive oggi nel lavoro del nipote, l’architetto Giulio Avon. Indietro Scopri di più ... Gino Avon (1896 - 1984): Maestro del Mosaico e Artigiano del Patrimonio Artistico Friulano Gino Avon, nato a Udine nel 1896, è stato uno dei più talentuosi mosaicisti italiani del Novecento, lasciando un'impronta artistica profonda e duratura sia in Italia sia all’estero. Cresciuto in una famiglia di mosaicisti, fu avviato all’arte dal padre Andrea, e questo apprendimento familiare rimase una caratteristica centrale del suo sviluppo artistico. Tuttavia, la sua formazione, avvenuta senza il supporto di una solida base scolastica, fu per Avon un rammarico che lo accompagnò per tutta la vita. Gli Esordi e la Formazione Internazionale Giovanissimo, Gino Avon si trasferì a Nizza e successivamente a Parigi, dove già lavoravano come mosaicisti di talento i fratelli maggiori Vincenzo, Angelo e Tommaso. Queste esperienze all'estero permisero a Avon di approfondire le tecniche musive e di esplorare diversi approcci stilistici. Rientrato in Friuli nel 1923, intraprese la strada dell’insegnamento, ricoprendo un ruolo di rilievo alla Scuola di Mosaico di Spilimbergo. Qui, fino al 1930, trasmise le sue conoscenze alle nuove generazioni di artisti e contribuì significativamente alla diffusione della tecnica musiva in Friuli e non solo. L'Attività a Udine e la Sfida delle Leggi Protezionistiche Negli anni Venti, Avon aprì un proprio laboratorio a Spilimbergo, che rimase attivo fino al 1934, quando fu costretto a chiuderlo a causa delle leggi protezionistiche fasciste che limitarono l'esportazione delle opere d'arte. Questo lo portò a trasferirsi definitivamente a Udine, dove avviò un nuovo laboratorio specializzato in pavimenti musivi e "alla veneziana," ampliando così le sue competenze artistiche anche all’imprenditoria. Tra le sue opere di questo periodo spiccano il mosaico per il Monumento ai Caduti di Spilimbergo e le decorazioni per il tribunale di Porto Said in Egitto. Collaborazioni Internazionali e il Riconoscimento Artistico Gino Avon lavorò con alcuni dei più celebri architetti del suo tempo, come Umberto Nordio, D’Avanzo, Midena, Magistretti e Caccia Dominioni, con i quali realizzò opere che combinavano eleganza e abilità tecnica. La sua attenzione alla tradizione e l’elevata qualità del lavoro lo portarono a restaurare importanti mosaici storici. Grazie alla collaborazione con l’architetto De Grassi, fu incaricato del restauro dei pavimenti paleocristiani a Grado. A Trieste, invece, si occupò del restauro dei mosaici della chiesa serbo-ortodossa e di quelli della facciata del Palazzo del Governo, contribuendo alla salvaguardia di questi straordinari patrimoni artistici. Le Opere e l’Eredità Artistica L’opera di Avon si estese anche alle decorazioni musive della chiesa della polizia ferroviaria di Tarvisio, ai pavimenti di Palazzo Adria a Fiume e a quelli dell’Università di Trieste. Oltre a collaborare con architetti di grande rilievo, Gino Avon frequentò artisti noti, tra cui Mirko Basaldella, Ernesto Mitri, e Carlo Carrà. Fu grazie a questi contatti che il suo stile seppe sempre rimanere al passo con i tempi, fondendo tradizione e modernità in un perfetto equilibrio. La sua capacità di tradurre il linguaggio architettonico in superfici decorative durature, eleganti e integrate nell'ambiente circostante rappresenta una testimonianza unica della sua maestria e visione artistica. Veduta della Piazza della Libertà e l'Eredità di Avon Tra le opere più significative, troviamo una decorazione musiva della Piazza della Libertà di Udine, realizzata negli anni Sessanta e oggi custodita come preziosa testimonianza di un’epoca di rinascita e innovazione artistica. Con la sua scomparsa nel 1984, Udine e l'Italia hanno perso uno dei più appassionati interpreti della tecnica musiva, ma l'eredità di Avon continua a vivere nelle sue opere e nella memoria collettiva del patrimonio artistico friulano. Gino Avon rimane un simbolo di dedizione e passione per l'arte del mosaico, un artista che ha saputo preservare e innovare la tradizione musiva, rendendo onore al patrimonio artistico friulano e contribuendo, attraverso il suo lavoro, alla valorizzazione del nostro territorio. La Passione trasmessa al nipote Gino Avon ha trasmesso la sua passione e competenza per l’arte e il restauro al nipote Giulio Avon, che è oggi è Socio Fondatore Esperto dell’Associazione e rinomato architetto. Figlio dell'Architetto Gianni, Giulio ha seguito anche le orme del nonno Gino, distinguendosi nel campo del restauro e della riqualificazione architettonica con importanti interventi su monumenti come Villa Manin, il Duomo di Cividale e Piazza Ursella a Lignano Sabbiadoro. Con un amore innato per l’arte e l’architettura, Giulio Avon si è dedicato anche alla progettazione di allestimenti espositivi e alla valorizzazione del patrimonio culturale di Lignano attraverso volumi e mostre, proseguendo così l’eredità di famiglia con impegno e passione. Precedente Successiva

  • Giorgio Casali | Ville di Lignano

    Giorgio Casali 1913 - 1995 Dal 1950 alla metà degli anni Ottanta, Giorgio Casali è stato il fotografo di riferimento per l'architettura italiana. Le sue immagini pubblicate su Domus hanno contribuito a raccontare il design e l'architettura post-bellica, diventando una testimonianza vivida di un'epoca di rinnovamento culturale e estetico. Indietro Scopri di più ... Giorgio Casali: lo sguardo che ha definito l’architettura moderna italiana Giorgio Casali, nato nel 1913 e scomparso nel 1995, si affermò come una figura centrale nella fotografia d’architettura italiana. Per più di trent’anni, i più influenti designer e architetti nazionali si affidarono al suo occhio sensibile e meticoloso per dare forma e visibilità alle loro creazioni. Attraverso le sue opere, pubblicate frequentemente su Domus, Casali condusse i lettori in un viaggio visivo che esaltava le forme, le strutture e l’anima delle opere di design contemporaneo. Il reportage dell’Italia del dopoguerra Le sue fotografie non erano mere rappresentazioni statiche degli spazi, bensì potenti narrazioni dei progetti architettonici. Ogni immagine racchiudeva estetica e contenuti, trasformandosi in veicoli di diffusione per una cultura architettonica in profonda evoluzione. Casali riuscì a valorizzare non solo i grandi maestri del design, ma anche talenti meno considerati, contribuendo così al rinnovamento dell'immagine del Paese nell’era del dopoguerra. Mostre e valorizzazione postuma Nel 2013, il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona gli dedicò una mostra monografica dal titolo "Giorgio Casali Fotografo. Domus 1951–1983". Curata da Angelo Maggi e Italo Zannier e realizzata in collaborazione con IUAV, l’Estorick Collection of Italian Modern Art di Londra e Domus, l’esposizione esibiva una selezione di fotografie emblematiche che avevano segnato una generazione. L’evento fu un omaggio postumo alla sua arte e alla sua capacità di immortalare momenti cruciali della creatività italiana. Un testimone della creatività italiana Casali fu un osservatore privilegiato della stagione di rinnovo culturale ed estetico che caratterizzò il dopoguerra. I suoi scatti catturarono oggetti, case, arredi e ambienti, ma anche le persone e il contesto che animavano il paesaggio architettonico del tempo. La sua collaborazione con Domus continua a rappresentare un punto di riferimento per comprendere il dialogo tra la modernità italiana e le influenze internazionali. L’eredità visiva Oggi l'eredità visiva lasciata da Giorgio Casali è custodita nell'archivio fotografico dell'Università IUAV di Venezia. Le sue composizioni, straordinariamente attente alla luce, alla materialità e alla forma, restano una fonte d’ispirazione per professionisti e appassionati del design e della fotografia. La sua abilità nel sintetizzare innovazione visiva e memoria storica lo rende un riferimento unico per lo studio dell'architettura moderna. Casali ha saputo costruire una narrazione visiva che trascende il semplice documento, facendosi interprete di un’intera stagione della cultura del progetto in Italia. La mostra a lui dedicata e il suo archivio fotografico costituiscono oggi un patrimonio indispensabile per chiunque voglia approfondire l’evoluzione del design, dell’architettura e dell’identità visiva del Paese. Precedente Successiva

  • Bici e Ville - Settembre | Ville di Lignano

    6 settembre 2025 Bici e Ville - Settembre Arco della Vela, 32, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Bici e Ville storiche di Lignano. Sabato 6 settembre visita guidata all’architettura moderna: interni, esterni e storie. Contributo: €20. Ritrovo ore 9.45, Arco della Vela 32. Indietro Scopri di più... BICI e VILLE – Tour guidato tra le architetture di Lignano Sabato 6 settembre 2025 – ore 10:00-12:00 Ritrovo: ore 9:45 – Arco della Vela 32, Lignano Pineta Prosegue la stagione delle visite guidate in bicicletta alla scoperta dell’architettura moderna di Lignano. Un itinerario speciale tra ville e condomini realizzati tra gli anni Cinquanta e Settanta, che raccontano l’evoluzione del turismo balneare attraverso il linguaggio del progetto. Durante il tour visiteremo tre opere emblematiche: Torre Ariston (1960-61 Arch. Gianni Avon con Silvio Zorzi) Villaggio Savio (1969-72 Arch. Ferdinando Anichini) Villa Schreurs (1960-61 Arch. Gianni Avon) Esposizione Mostra fotografica (Piazza del Sole n 3) – sede della mostra fotografica “Giorgio Casali e l’architettura come visione editoriale”, visitabile al termine del tour. Un’occasione unica per esplorare la città, conoscere il suo patrimonio architettonico e vivere un’esperienza culturale all’aria aperta. Contributo di partecipazione: €20,00 a persona Nota: il noleggio bici non è incluso Per registrarsi: www.villedilignano.it/contatti Info: raggiearchitetture@villedilignano.it Evento promosso da Associazione Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano Con il sostegno di IO SONO FVG Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia #IoSonoFVG Precedente Successiva

  • Marcello D'Olivo | Ville di Lignano

    Marcello D'Olivo 1921–1991 Marcello D’Olivo, architetto modernista, pittore e urbanista visionario, ha lasciato il suo segno indelebile su Lignano Pineta attraverso la famosa "Spirale" urbana. Un'opera che intreccia natura, design organico e innovazione, esplorando il connubio tra estetica, territorio e sperimentazione su scala internazionale. Indietro Scopri di più ... Marcello D’Olivo: visionario architetto della spirale e dell’architettura organica Marcello D’Olivo (1921–1991) è stato una figura di spicco dell’architettura contemporanea, lasciando un segno indelebile nel Friuli-Venezia Giulia e oltre. Nato in una famiglia di decoratori, si formò al liceo artistico di Venezia e completò gli studi in Architettura presso lo IUAV nel 1947, nel difficile contesto del secondo dopoguerra. Fin da allora si delineava la sua visione organica e innovativa. La spirale urbana di Lignano Pineta Nel 1953 firmò il piano urbanistico di Lignano Pineta, caratterizzato dall’iconica “chiocciola”, una struttura viaria spiraliforme pensata per armonizzarsi con la vegetazione e la pineta circostante. Pubblicato su Domus nel 1954, questo progetto esprimeva una sintesi tra rispetto ambientale e abitare turistico, precorrendo nuovi approcci architettonici. Tra architettura e pittura, oltre i confini Artista e urbanista poliedrico, D’Olivo non si limitò al panorama locale ma si cimentò in sfide internazionali, come la ricostruzione mediorientale e progetti urbanistici in Africa. Tra le sue opere spiccano anche sperimentazioni con la prefabbricazione e residenze organiche come Villa Spezzotti a Lignano, in cui esterni e interni sembrano fondersi in un dialogo continuo. Un maestro di visione e sperimentazione La sua produzione, vasta e variegata, comprende quasi 400 progetti che spaziano dall’architettura all’urbanistica, fino alla pittura. Attivo in Libia, Libano e Gabon, arrivò a progettare una città satellite a Libreville. Nel 1972 sintetizzò la sua filosofia in Discorso per un’altra architettura , un manifesto che riflette il suo equilibrio tra estetica artistica, rispetto naturale e innovazione tecnologica. Riscoperta e valorizzazione postuma Dopo la sua scomparsa, la città di Udine e altre istituzioni hanno celebrato la sua eredità attraverso mostre retrospettive e iniziative commemorative, come la piazza a Lignano Pineta dedicata al suo nome. Il centenario della sua nascita nel 2021 ha visto nuovi approfondimenti critici da parte di esponenti illustri come Massimiliano Fuksas e Gillo Dorfles. Marcello D’Olivo rimane una figura imprescindibile nell’architettura del Novecento. La sua ricerca organica, associata a un’audace visione del rapporto tra forme urbane e natura, offre spunti fondamentali per quanti oggi lavorano alla tutela e valorizzazione del paesaggio architettonico moderno. Precedente Successiva

  • SABAP 100: 1923-2023 | Ville di Lignano

    14 novembre 2024 SABAP 100: 1923-2023 Via Antonio Zanon, 22, 33100 Udine, UD, Italia , 100 anni di Patrimonio Culturale in Friuli Venezia Giulia. Celebrazioni del centenario della Soprintendenza Archeologia. Indietro Scopri di più... Centenario della Soprintendenza SABAP del Friuli Venezia Giulia Tema: “Attenzione: FRAGILE! Riflessioni sulla tutela dell'architettura del XX secolo” L'Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" parteciperà alle celebrazioni del centenario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. L'evento sarà una riflessione sulla tutela dell'architettura contemporanea, con una particolare attenzione all'architettura del XX secolo. Programma della giornata Mattina (10:30 – 13:30) Modera : Valentina Minosi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia Luciano Antonino Scuderi (Direzione Generale Creatività Contemporanea): Il censimento delle architetture italiane dal 1945 a oggi come strumento di conoscenza Ugo Carughi (Past-President DOCOMOMO Italia): Procedure di tutela dell'architettura contemporanea in Italia e all'estero Paolo Nicoloso (Università di Trieste): Vecchie città e piani urbanistici: contrasti e accordi a Trieste, Udine, Gorizia e altrove. 1925-1941 Sara di Resta (Università IUAV): Il restauro dei materiali dell'architettura contemporanea tra teoria e prassi Pausa pranzo : 13:30 – 15:30 Pomeriggio (15:30 – 18:00) Sergio Pratali Maffei (Università di Trieste): L'architettura contemporanea in Friuli Venezia Giulia: conoscenza e conservazione nelle attività dell'Università degli Studi di Trieste e di Do. Co. Mo. Mo. FVG Alessandro Bertoli (Comune di Udine): TRA incantesimo e TRAsformazione Giulio Avon (Raggi e ArchiTetture): La Città di Lignano come laboratorio di sperimentazione dell'architettura degli anni '50 e '60 del Novecento Vincenzo Giampaolo (SABAP FVG): L'importanza della lettera d). Alcuni casi di tutela del contemporaneo in Friuli Venezia Giulia Conclusioni : 18:00 – 19:00 Concerto : 19:30 – Centenario di Bruno Tonazzi. Duo Viozzi. Concerto a cura della Camerata Strumentale Italiana Contatti : Trieste : Palazzo Economo, 040 4527511 Udine : Palazzo Clabassi, 0432-504559 Email : sabap.100-fvg@cultura.gov.it Ingresso :Fino ad esaurimento posti (capienza massima: 70 persone) Formazione :Verranno riconosciuti 6 CFP a fronte della partecipazione all'intera giornata formativa. Un evento imperdibile per tutti gli appassionati di architettura e per chi desidera approfondire la tutela del patrimonio architettonico del XX secolo in Friuli Venezia Giulia! Precedente Successiva

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