RISULTATI DI RICERCA
ESPLORA I PATRIMONI ARCHITETTONICI DI LIGNANO
Benvenuto nella sezione dei risultati di ricerca. Qui potrai trovare i contenuti che rispondono ai tuoi criteri di ricerca: articoli, video, mappe e schede dettagliate sulle ville e sull'architettura del Novecento a Lignano. Utilizza i le parole chiave per affinare ulteriormente la tua ricerca e scoprire il ricco patrimonio culturale della cittadina friulana.
121 risultati trovati con una ricerca vuota
- Riavis Veronica | Ville di Lignano
Riavis Veronica Insegnate Università di Udine (Sezione Laboratorio Architettura) Comitato Scientifico Ricercatrice in Disegno presso UNIUD, esperta in rappresentazione inclusiva e tecnologie BIM. Vincitrice della Targa d’Argento “Gaspare De Fiore” per i suoi studi sulla rappresentazione tattile di pittura e architettura. Indietro Scopri di più ... Veronica Riavis Ricercatrice in Disegno presso il Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura (DPIA) dell’Università degli Studi di Udine. Svolge attività di ricerca e didattica nell’ambito della rappresentazione architettonica, con un’attenzione particolare ai temi dell’inclusione, dell’accessibilità e della comunicazione visivo-tattile del patrimonio. Opera all'interno dell' Advanced 3DLab , laboratorio dedicato alla sperimentazione 3D e all’innovazione applicata alla fruizione dei beni culturali e architettonici. La sua attività si concentra sulla rappresentazione per la fruizione psico-sensoriale di opere d’arte, architetture e contesti urbani, con l’obiettivo di renderli accessibili a un pubblico più ampio, inclusi ipovedenti e non vedenti. Nel 2020 è stata insignita della prestigiosa Targa d’Argento “Gaspare De Fiore” , assegnata in occasione del Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione. Il riconoscimento è stato conferito per la sua tesi di dottorato dal titolo “Rappresentazioni tattili di pittura e architettura: ricostruzione geometrica della Chiesa di Sant’Ignazio a Gorizia e restituzione prospettica dell’affresco parietale” , sviluppata durante il suo Ph.D. in Ingegneria Civile Ambientale e Architettura (XXXII ciclo) nell’ambito del programma interateneo fra le Università di Udine e Trieste. Parallelamente all’attività di ricerca, Veronica Riavis è impegnata nell’insegnamento dei corsi di Laurea in Scienze dell’Architettura, Ingegneria Civile e Ambientale e Tecniche dell’Edilizia e del Territorio , contribuendo anche all’attività didattica del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Civile Ambientale e Architettura . Ha inoltre svolto attività come visiting professor presso l’Universitat Politècnica de València , ampliando il suo approccio al confronto internazionale. È coinvolta nel progetto PNRR “iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem” , dedicato all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione dei processi formativi e produttivi, contribuendo con competenze su BIM, modellazione 3D e rappresentazione avanzata. Oltre all’impegno accademico, partecipa attivamente a progetti di divulgazione scientifica, orientamento scolastico e promozione della cultura del disegno come linguaggio universale e accessibile. Nel contesto dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano”, Veronica Riavis apporta una visione tecnica e umanistica insieme, con particolare attenzione alla valorizzazione inclusiva del patrimonio architettonico . Il suo contributo mira a integrare tecnologie innovative e approcci sensibili alla narrazione delle architetture storiche, rendendole comprensibili e fruibili da tutti, senza barriere. La sua figura rappresenta un ponte tra mondo scientifico, cultura visiva e sensibilità sociale: una professionista che mette la tecnologia al servizio della memoria e dell’accessibilità del patrimonio comune. Precedente Successiva
- Le ville storiche di Lignano | Ville di Lignano
Le ville storiche di Lignano 2024, 09 Gennaio Diana Barillari Messaggero Veneto Culture L'associazione "Raggi&Architetture – Ville di Lignano" promuove la valorizzazione del patrimonio architettonico novecentesco della città, offrendo tour, eventi e attività per far conoscere e preservare le storiche ville progettate dai grandi architetti friulani. Indietro Scopri di più... Le Ville Storiche di Lignano: Un Patrimonio da Scoprire Lignano Sabbiadoro, nota soprattutto per la sua fama come località balneare, è anche un gioiello architettonico che ha saputo coniugare l’innovazione con la bellezza naturale del suo paesaggio. Tra gli anni ’50 e ’60, la cittadina friulana è diventata un vero e proprio laboratorio di architettura, grazie alla visione dei più grandi progettisti locali. In quegli anni, i celebri architetti friulani come Marcello D’Olivo, Gianni Avon, Aldo Bernardis, e Paolo Pascolo, hanno creato una serie di ville che sono oggi considerate opere di riferimento del Novecento, unendo estetica e funzionalità in modo innovativo. Un aspetto che rende ancora più interessante questo patrimonio architettonico è il fatto che molte delle ville progettate da questi architetti sono oggi ancora esistenti, testimoni di un’epoca che ha visto nascere la città balneare di Lignano Pineta. La struttura urbanistica di Lignano, disegnata da D’Olivo nel 1952, ha infatti creato una delle città più innovative dal punto di vista architettonico del XX secolo, la cui forma a spirale richiama l’idea di un “paesaggio dell’automobile” in cui le strade curve permettono di apprezzare la bellezza del territorio in continuo mutamento. Oggi, queste ville, che sono frutto della sperimentazione di architetti all’avanguardia, sono un patrimonio culturale di valore straordinario, e stanno finalmente ricevendo l’attenzione che meritano grazie all’iniziativa di un gruppo di proprietari che ha deciso di unirsi per promuovere la conservazione e la valorizzazione di queste architetture. È così nata l'associazione "Raggi&Architetture – Ville di Lignano", un’organizzazione che si propone di rendere questo tesoro accessibile al pubblico e preservarlo per le future generazioni. Un Laboratorio di Architettura del Novecento La città di Lignano, come molte altre località turistiche, è stata protagonista di un intenso sviluppo urbanistico nel dopoguerra, ma ciò che la distingue è il livello di sperimentazione architettonica che ha caratterizzato la costruzione delle sue ville. Negli anni Cinquanta, la progettazione delle residenze nella zona di Lignano Pineta ha visto la realizzazione di ville che non solo erano funzionali, ma anche perfettamente integrate nel paesaggio naturale circostante. Le opere di D’Olivo, per esempio, sono state un'evoluzione del pensiero architettonico di Frank Lloyd Wright, che ha portato l’architettura a dialogare con la natura circostante, rispettandola e valorizzandola. La progettazione delle ville non è mai stata solo una questione di stile, ma anche di funzionalità. Ogni progetto è stato pensato per rispondere alle esigenze dei residenti e dei turisti, con una particolare attenzione al comfort e alla vivibilità. Le ville di Lignano sono state pensate per essere perfettamente integrate nel paesaggio, con giardini che si fondono con la pineta e l’orientamento delle costruzioni che ottimizza l’esposizione solare. Molti dei progetti delle ville sono caratterizzati da piante a geometrie circolari e da soluzioni architettoniche innovative, come l'uso di muri curvi e ampie vetrate che permettono di godere della bellezza del paesaggio circostante. L’architettura di queste ville è, quindi, il risultato di un'attenzione particolare alla funzionalità, ma anche alla ricerca estetica, con l’intento di coniugare modernità e tradizione, natura e costruzione. Valorizzare e Conservare un Patrimonio Unico Con l’intento di far conoscere e tutelare questo patrimonio, un gruppo di proprietari ha creato l'associazione "Raggi&Architetture – Ville di Lignano". L’obiettivo dell’associazione è quello di valorizzare le ville storiche di Lignano e promuovere la loro conoscenza, non solo a livello locale ma anche internazionale. In tal senso, sono previste numerose iniziative culturali che daranno l’opportunità a turisti e appassionati di architettura di esplorare la città e scoprire le sue meraviglie. Una delle attività più apprezzate dell’associazione è il tour in bicicletta attraverso la spirale di Lignano Pineta, un percorso che permette di scoprire le ville storiche in un contesto eccezionale, immersi nella natura. Il tour offre la possibilità di apprezzare l’architettura delle ville in modo dinamico e coinvolgente, mettendo in luce non solo la bellezza delle case ma anche l'armonia tra costruzione e natura. Inoltre, l’associazione ha in programma di organizzare eventi, visite guidate e mostre, che permetteranno di conoscere meglio la storia di Lignano e dei suoi architetti, facendo luce sulla straordinaria capacità di questi professionisti di integrare la modernità con il contesto naturale. L’associazione ha anche l’obiettivo di sensibilizzare la comunità locale e i turisti sull’importanza di conservare questo patrimonio storico, che è diventato una parte integrante dell’identità di Lignano. Ogni villa, infatti, rappresenta un pezzo di storia che merita di essere preservato e tramandato alle future generazioni. La creazione dell’associazione "Raggi&Architetture – Ville di Lignano" è un passo importante per la tutela e la valorizzazione di un patrimonio architettonico unico, che racconta la storia di Lignano e della sua evoluzione nel Novecento. Le ville storiche della città, progettate dai più grandi architetti friulani, rappresentano un patrimonio culturale e architettonico di valore inestimabile, che merita di essere conosciuto, apprezzato e, soprattutto, preservato. Grazie a iniziative come i tour, le mostre e gli eventi, Lignano sta finalmente ottenendo il riconoscimento che merita come una delle città più importanti dal punto di vista architettonico in Italia. Precedente Successiva
- Festival Lignano Noir 2024 - Omaggio a Giorgio Scerbanenco | Ville di Lignano
27 ottobre 2024 Festival Lignano Noir 2024 - Omaggio a Giorgio Scerbanenco Via Treviso, 2, 33054 Lignano Sabbiadoro, Lignano Sabbiadoro UD, Italia Un appuntamento imperdibile per gli amanti della narrativa, del cinema, della musica e del teatro! Un evento dedicato ai misteri del noir, promosso dalla città di Lignano e dalla Biblioteca Comunale. Indietro Scopri di più... Omaggio a Giorgio Scerbanenco dal 24-10-2024 al 27-10-2024 Ritorna il Festival Lignano Noir 2024 dedicato allo scrittore Giorgio Scerbanenco Noi di Associazione Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano siamo felici di condividere con voi questa bella iniziativa, portata avanti dalla città e dalla sua Biblioteca Comunale. Non mancate! Dal 24 al 27 ottobre a Lignano Sabbiadoro, torna Lignano Noir : un appuntamento imperdibile per gli amanti della narrativa, del cinema, della musica e del teatro! Un evento dedicato ai misteri del noir, promosso dalla città di Lignano e dalla Biblioteca Comunale . Tra gli ospiti d'eccezione: - Giulio Avon , Socio Fondatore Esperto, Architetto e curatore di libri sull'architettura. - Cecilia Scerbanenco presenta Giorgio Scerbanenco, Cinema tra le donne, La Nave di Teseo Il Festival Lignano Noir è un omaggio allo scrittore Giorgio Scerbanenco, riconosciuto maestro del genere giallo e noir in Italia. 📍 Info evento: Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro , Via Treviso 2 📞 0431 409160 | ✉️ biblio@lignano.org Il programma completo dell'evento è disponibile al seguente link . fb: Festival Lignano Noir - Omaggio a Giorgio Scerbanenco IL PROGRAMMA: Giovedì 24 ottobre 2024 ore 21.00 - Cinecity Concerto jazz noir Francesco Bearzatti “Post atomic Zep” con Francesco Bearzatti - sax, elettronica Alessandro Turchet - basso, elettronica Marco D’Orlando - batteria, voce Venerdì 25 ottobre 2024 ore 18.00 - Biblioteca Comunale Crimini italiani incontro con il giornalista Pino Rinaldi ore 20.00 - Monaco Suites Hotel - The Taste & Al Bancut Restaurant A Cena con il Giallo tra ricette dello chef Rudi Santuz e conversazioni letterarie con l’amichevole intervento di Luca Crovi e Paola Alberti (su prenotazione, euro 50 – Hotel Monaco, Via Gorizia 24, Lignano Sabbiadoro tel. 0431.71926 - segreteria@hotelmonaco.net ) Sabato 26 ottobre 2024 ore 17.00 - Biblioteca Franco Forte presenta il suo nuovo romanzo L’alba di Cesare , Mondadori conduzione del vicesindaco Manuel Massimiliano La Placa a seguire 10a edizione Premio Scerbanenco@Lignano Cerimonia di premiazione dei vincitori ore 20.30 - Cinecity Proiezione del film Glory hole (2024) Ospiti d’onore: il regista Romano Montesarchio e l’attore Francesco Di Leva Interverrà il magistrato Dario Grohmann Domenica 27 ottobre 2024 ore 16.00 - Biblioteca Comunale Dalle indagini negli archivi: Cecilia Scerbanenco presenta Giorgio Scerbanenco , Cinema tra le donne , La Nave di Teseo Giulio Avon presenta Architetture in copertina a seguire Un tè con Agatha Christie divagazioni “in giallo” con Luca Crovi e delizie di pasticceria Nelle giornate del Festival, in Biblioteca, la mostra fotografica “Omaggio a Giorgio Scerbanenco” a cura del Fotocineclub Lignano Ingresso libero. Per partecipare consultare il regolamento ufficiale . Ringraziamo per l'iniziativa: https://lignanosabbiadoro.it/it/eventi/lignano-noir-2024/ https://comune.lignano-sabbiadoro.ud.it/vivere-il-comune/eventi/festival-lignano-noir-2024 Precedente Successiva
- Sahara Motel | Ville di Lignano
Sahara Motel 1955 – 1956 Aldo Bernardis, Gianni Avon Il Sara Motel, progettato da Bernardis e Avon nel 1955-56, fu una struttura d’avanguardia immersa nella pineta, simbolo del turismo moderno e internazionale a Lignano. Indietro Scopri di più... L’icona del turismo moderno a Lignano Pineta Nel cuore della pineta di Lignano, in Arco dell’Erica, sorgeva un’architettura innovativa che oggi è solo memoria documentata ma che, negli anni Cinquanta, rappresentava una vera rivoluzione nel concetto di ospitalità balneare: il Sara Motel , realizzato tra il 1955 e il 1956. Fu un progetto firmato da due grandi protagonisti dell’architettura friulana del secondo Novecento: l’architetto Aldo Bernardis e l’architetto Gian (Gianni) Avon , su incarico del committente Christoph di Vienna , figura imprenditoriale che già nel nome segnava una chiara vocazione internazionale. Contesto e architettura: una visione lungimirante Il Sara Motel nacque in un momento di fervore creativo per Lignano Pineta, quando l’intera località stava prendendo forma come città-giardino grazie alla visione di Marcello D’Olivo. In questo contesto di urbanistica organica e architettura integrata nella natura, Bernardis e Avon immaginarono una struttura ricettiva che rispecchiasse il nuovo stile di vita vacanziero, capace di fondere comfort moderno, contatto con la natura e funzionalità. L’edificio era immerso nella pineta, ed era progettato per offrire indipendenza, servizi, e una connessione diretta con il paesaggio circostante. Non un albergo tradizionale, bensì un motel moderno , come sottolineato dal materiale pubblicitario dell’epoca, rivolto a un pubblico italiano ma anche europeo. Le lingue del pieghevole – italiano, tedesco, francese e inglese – testimoniano una precisa strategia comunicativa orientata a una clientela internazionale, confermando il respiro cosmopolita del progetto. La comunicazione: un modello di promozione turistica L’apparato promozionale del Sara Motel era particolarmente curato e rappresenta un elemento distintivo del progetto. Il pieghevole pubblicitario, stampato in quattro lingue, metteva in evidenza sia la posizione strategica della struttura, nel centro della pineta di Lignano, sia l’ offerta completa di servizi . A ciò si aggiungeva una proposta di soggiorno che riprendeva i modelli d’oltreoceano, dove i motel erano pensati per un turismo indipendente, dinamico, a misura di famiglia. Il Sara Motel si inseriva pienamente in questa visione innovativa, offrendo agli ospiti una residenza funzionale e autonoma, senza rinunciare al comfort. Non mancava nemmeno l’attenzione ai dettagli affettivi e simbolici: il materiale promozionale includeva cartoline personalizzate , con immagini delle spiagge e scorci iconici di Lignano, che gli ospiti potevano inviare durante il soggiorno. Un gesto semplice ma significativo, che sottolinea l’idea di un’esperienza turistica da ricordare e condividere. Progetto e linguaggio architettonico Anche se oggi l’edificio originale non è più visibile – l’area è stata riconvertita e ora ospita residenze private – i materiali d’archivio e la documentazione rimasta ci permettono di ricostruire le principali caratteristiche del progetto. La pianta prevedeva alloggi disposti in sequenza, con accessi indipendenti e spazi privati protetti dalla vegetazione. L’uso del mattone, del legno e del cemento si integrava con l’ambiente, riprendendo il linguaggio semplice ma raffinato che contraddistingue molte realizzazioni di Bernardis e Avon a Lignano. L’approccio tipologico del motel, più che una mera soluzione funzionale, rappresentava una presa di posizione progettuale che superava il concetto di “albergo” tradizionale e prefigurava una nuova forma di ospitalità estiva . I protagonisti: Bernardis, Avon e il committente Aldo Bernardis , all’epoca giovane architetto friulano, già attivo a Lignano, fu tra i più originali interpreti dell’architettura organica, capace di fondere forme moderne con rimandi vernacolari. Gianni Avon , figlio del mosaicista Gino Avon, era allora all’inizio di una lunga carriera che lo avrebbe portato a distinguersi nel campo della progettazione architettonica e del restauro. Insieme, formarono una coppia progettuale dinamica e sinergica, in grado di rispondere alle esigenze di una committenza colta e ambiziosa. Il signor Christoff di Vienna , committente del progetto, fu figura lungimirante, capace di intuire le potenzialità turistiche del nascente villaggio di Lignano Pineta e di investirvi con un’idea chiara: offrire ospitalità moderna e sofisticata a un turismo internazionale. Memoria e trasformazione Oggi il Sara Motel non esiste più, se non nella memoria dei documenti, delle immagini e dei racconti. La sua area è stata edificata con nuove residenze, ma il valore storico e architettonico del progetto continua a vivere grazie all’attività dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano”, che si impegna nella raccolta e valorizzazione di queste esperienze straordinarie. La riscoperta del Sara Motel rappresenta un tassello importante nella narrazione dell’evoluzione turistica e architettonica di Lignano. Un modello di sviluppo sostenibile, integrato e pensato per il benessere degli ospiti, che può ispirare anche le strategie contemporanee nel settore dell’ospitalità. Precedente Successiva
- Studio Avon Mostre e Musei 1980-2020 | Ville di Lignano
Studio Avon Mostre e Musei 1980-2020 2025 William Cortes Casarrubios Gaspari Editore Il volume ripercorre quarant’anni di attività dello Studio Avon Architetti Associati, protagonista nella storia degli allestimenti museali ed espositivi del Friuli Venezia Giulia. Indietro Scopri di più... Studio Avon. Mostre e Musei 1980–2020 di William Cortes Casarrubios Gaspari Editore, 2025 – ISBN 9791256550470 Il volume ripercorre quarant’anni di attività dello Studio Avon Architetti Associati , protagonista nella storia degli allestimenti museali ed espositivi del Friuli Venezia Giulia. Attraverso un’ampia selezione di progetti, Mostre e Musei 1980–2020 racconta come lo studio udinese abbia saputo interpretare l’evoluzione del linguaggio dell’allestimento, in un dialogo continuo tra spazio, opera e pubblico. Tra gli interventi documentati figurano le grandi esposizioni degli anni Ottanta e Novanta a Udine e a Villa Manin di Passariano , i musei di Cividale del Friuli e di Artegna , fino alle più recenti rassegne milanesi dedicate allo scultore Carlo Ramous . Un percorso che restituisce la capacità dello Studio Avon di coniugare rigore progettuale, sensibilità artistica e attenzione alla fruizione contemporanea. L’autore, William Cortes Casarrubios , dottore di ricerca presso l’Università di Udine e assegnista alla Scuola Normale Superiore di Pisa (2024–2025), indaga nel volume le trasformazioni culturali che hanno accompagnato quarant’anni di allestimenti, interpretandoli come specchio dell’evoluzione museografica e architettonica italiana. Lo Studio Avon Architetti Associati , fondato nel 1947 da Gianni Avon (1922–1986) e successivamente guidato dagli architetti Elena Avon (1952) e Giulio Avon (1956) , continua ancora oggi l’attività di progettazione tra nuove edificazioni, restauri e valorizzazioni di architetture esistenti. Elena e Giulio Avon sono anche particolarmente dediti alle attività della nostra Associazione “Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano”, e riconosciamo con gratitudine il loro impegno costante nel sostenere le iniziative per la tutela del patrimonio architettonico lignanese. Tra le pubblicazioni dedicate all’opera dello studio ricordiamo: Gianni Avon: Architetture e progetti, 1947–1997 (Marsilio, 2000) Studio Avon: Architetture, 1990–2010 (Marsilio, 2010) Precedente Successiva
- Case Ursella | Ville di Lignano
Case Ursella 1976 La ditta E.M.E. Ursella S.r.l., costruttrice di soluzioni residenziali in cemento armato, ci ha donato preziose fotografie in bianco e nero di Lignano, scattate durante o poco dopo la realizzazione degli edifici. Un contributo che arricchisce la memoria visiva della città e testimonia la cultura del costruire nel Friuli e nel Triveneto. Indietro Scopri di più ... Precedente Successiva
- Gino Avon | Ville di Lignano
Gino Avon 1896 - 1984 Maestro mosaicista friulano, ha lasciato un segno profondo nell’arte musiva del Novecento, tra restauri prestigiosi e opere internazionali. La sua eredità artistica vive oggi nel lavoro del nipote, l’architetto Giulio Avon. Indietro Scopri di più ... Gino Avon (1896 - 1984): Maestro del Mosaico e Artigiano del Patrimonio Artistico Friulano Gino Avon, nato a Udine nel 1896, è stato uno dei più talentuosi mosaicisti italiani del Novecento, lasciando un'impronta artistica profonda e duratura sia in Italia sia all’estero. Cresciuto in una famiglia di mosaicisti, fu avviato all’arte dal padre Andrea, e questo apprendimento familiare rimase una caratteristica centrale del suo sviluppo artistico. Tuttavia, la sua formazione, avvenuta senza il supporto di una solida base scolastica, fu per Avon un rammarico che lo accompagnò per tutta la vita. Gli Esordi e la Formazione Internazionale Giovanissimo, Gino Avon si trasferì a Nizza e successivamente a Parigi, dove già lavoravano come mosaicisti di talento i fratelli maggiori Vincenzo, Angelo e Tommaso. Queste esperienze all'estero permisero a Avon di approfondire le tecniche musive e di esplorare diversi approcci stilistici. Rientrato in Friuli nel 1923, intraprese la strada dell’insegnamento, ricoprendo un ruolo di rilievo alla Scuola di Mosaico di Spilimbergo. Qui, fino al 1930, trasmise le sue conoscenze alle nuove generazioni di artisti e contribuì significativamente alla diffusione della tecnica musiva in Friuli e non solo. L'Attività a Udine e la Sfida delle Leggi Protezionistiche Negli anni Venti, Avon aprì un proprio laboratorio a Spilimbergo, che rimase attivo fino al 1934, quando fu costretto a chiuderlo a causa delle leggi protezionistiche fasciste che limitarono l'esportazione delle opere d'arte. Questo lo portò a trasferirsi definitivamente a Udine, dove avviò un nuovo laboratorio specializzato in pavimenti musivi e "alla veneziana," ampliando così le sue competenze artistiche anche all’imprenditoria. Tra le sue opere di questo periodo spiccano il mosaico per il Monumento ai Caduti di Spilimbergo e le decorazioni per il tribunale di Porto Said in Egitto. Collaborazioni Internazionali e il Riconoscimento Artistico Gino Avon lavorò con alcuni dei più celebri architetti del suo tempo, come Umberto Nordio, D’Avanzo, Midena, Magistretti e Caccia Dominioni, con i quali realizzò opere che combinavano eleganza e abilità tecnica. La sua attenzione alla tradizione e l’elevata qualità del lavoro lo portarono a restaurare importanti mosaici storici. Grazie alla collaborazione con l’architetto De Grassi, fu incaricato del restauro dei pavimenti paleocristiani a Grado. A Trieste, invece, si occupò del restauro dei mosaici della chiesa serbo-ortodossa e di quelli della facciata del Palazzo del Governo, contribuendo alla salvaguardia di questi straordinari patrimoni artistici. Le Opere e l’Eredità Artistica L’opera di Avon si estese anche alle decorazioni musive della chiesa della polizia ferroviaria di Tarvisio, ai pavimenti di Palazzo Adria a Fiume e a quelli dell’Università di Trieste. Oltre a collaborare con architetti di grande rilievo, Gino Avon frequentò artisti noti, tra cui Mirko Basaldella, Ernesto Mitri, e Carlo Carrà. Fu grazie a questi contatti che il suo stile seppe sempre rimanere al passo con i tempi, fondendo tradizione e modernità in un perfetto equilibrio. La sua capacità di tradurre il linguaggio architettonico in superfici decorative durature, eleganti e integrate nell'ambiente circostante rappresenta una testimonianza unica della sua maestria e visione artistica. Veduta della Piazza della Libertà e l'Eredità di Avon Tra le opere più significative, troviamo una decorazione musiva della Piazza della Libertà di Udine, realizzata negli anni Sessanta e oggi custodita come preziosa testimonianza di un’epoca di rinascita e innovazione artistica. Con la sua scomparsa nel 1984, Udine e l'Italia hanno perso uno dei più appassionati interpreti della tecnica musiva, ma l'eredità di Avon continua a vivere nelle sue opere e nella memoria collettiva del patrimonio artistico friulano. Gino Avon rimane un simbolo di dedizione e passione per l'arte del mosaico, un artista che ha saputo preservare e innovare la tradizione musiva, rendendo onore al patrimonio artistico friulano e contribuendo, attraverso il suo lavoro, alla valorizzazione del nostro territorio. La Passione trasmessa al nipote Gino Avon ha trasmesso la sua passione e competenza per l’arte e il restauro al nipote Giulio Avon, che è oggi è Socio Fondatore Esperto dell’Associazione e rinomato architetto. Figlio dell'Architetto Gianni, Giulio ha seguito anche le orme del nonno Gino, distinguendosi nel campo del restauro e della riqualificazione architettonica con importanti interventi su monumenti come Villa Manin, il Duomo di Cividale e Piazza Ursella a Lignano Sabbiadoro. Con un amore innato per l’arte e l’architettura, Giulio Avon si è dedicato anche alla progettazione di allestimenti espositivi e alla valorizzazione del patrimonio culturale di Lignano attraverso volumi e mostre, proseguendo così l’eredità di famiglia con impegno e passione. Precedente Successiva
- La Presidente alla UTE | Ville di Lignano
21 novembre 2025 La Presidente alla UTE Arco della Ginestra, 43, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia La Dott.ssa Sabrina Mazza, Presidente dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano”, sarà ospite dell’Università di Tutte le Età di Lignano Sabbiadoro. Indietro Scopri di più... La Presidente alla UTE Università di Tutte le Età di Lignano Sabbiadoro Venerdì 21 novembre 2025, dalle 17.00 alle 18.30, la Dott.ssa Sabrina Mazza, Presidente dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano”, sarà ospite dell’Università di Tutte le Età di Lignano Sabbiadoro – Nelly Del Forno APS per un incontro dedicato al tema: “Il patrimonio architettonico e culturale delle ville storiche di Lignano” Un’occasione per approfondire la storia, i linguaggi e il valore identitario delle architetture che hanno segnato la nascita e l’evoluzione di Lignano Pineta e Sabbiadoro, raccontate attraverso le attività di ricerca e divulgazione dell’Associazione. Università di Tutte le Età di Lignano Sabbiadoro – Arco della Ginestra, 43 Venerdì 21 novembre 2025 | Ore 17.00 – 18.30 Precedente Successiva
- Targa Gino Avon (Item) | Ville di Lignano
Gino Avon 1896 - 1984 Maestro mosaicista friulano, ha lasciato un segno profondo nell’arte musiva del Novecento, tra restauri prestigiosi e opere internazionali. La sua eredità artistica vive oggi nel lavoro del nipote, l’architetto Giulio Avon. Scopri di più ... Avon Giulio Gino Avon (1896 - 1984): Maestro del Mosaico e Artigiano del Patrimonio Artistico Friulano Gino Avon, nato a Udine nel 1896, è stato uno dei più talentuosi mosaicisti italiani del Novecento, lasciando un'impronta artistica profonda e duratura sia in Italia sia all’estero. Cresciuto in una famiglia di mosaicisti, fu avviato all’arte dal padre Andrea, e questo apprendimento familiare rimase una caratteristica centrale del suo sviluppo artistico. Tuttavia, la sua formazione, avvenuta senza il supporto di una solida base scolastica, fu per Avon un rammarico che lo accompagnò per tutta la vita. Gli Esordi e la Formazione Internazionale Giovanissimo, Gino Avon si trasferì a Nizza e successivamente a Parigi, dove già lavoravano come mosaicisti di talento i fratelli maggiori Vincenzo, Angelo e Tommaso. Queste esperienze all'estero permisero a Avon di approfondire le tecniche musive e di esplorare diversi approcci stilistici. Rientrato in Friuli nel 1923, intraprese la strada dell’insegnamento, ricoprendo un ruolo di rilievo alla Scuola di Mosaico di Spilimbergo. Qui, fino al 1930, trasmise le sue conoscenze alle nuove generazioni di artisti e contribuì significativamente alla diffusione della tecnica musiva in Friuli e non solo. L'Attività a Udine e la Sfida delle Leggi Protezionistiche Negli anni Venti, Avon aprì un proprio laboratorio a Spilimbergo, che rimase attivo fino al 1934, quando fu costretto a chiuderlo a causa delle leggi protezionistiche fasciste che limitarono l'esportazione delle opere d'arte. Questo lo portò a trasferirsi definitivamente a Udine, dove avviò un nuovo laboratorio specializzato in pavimenti musivi e "alla veneziana," ampliando così le sue competenze artistiche anche all’imprenditoria. Tra le sue opere di questo periodo spiccano il mosaico per il Monumento ai Caduti di Spilimbergo e le decorazioni per il tribunale di Porto Said in Egitto. Collaborazioni Internazionali e il Riconoscimento Artistico Gino Avon lavorò con alcuni dei più celebri architetti del suo tempo, come Umberto Nordio, D’Avanzo, Midena, Magistretti e Caccia Dominioni, con i quali realizzò opere che combinavano eleganza e abilità tecnica. La sua attenzione alla tradizione e l’elevata qualità del lavoro lo portarono a restaurare importanti mosaici storici. Grazie alla collaborazione con l’architetto De Grassi, fu incaricato del restauro dei pavimenti paleocristiani a Grado. A Trieste, invece, si occupò del restauro dei mosaici della chiesa serbo-ortodossa e di quelli della facciata del Palazzo del Governo, contribuendo alla salvaguardia di questi straordinari patrimoni artistici. Le Opere e l’Eredità Artistica L’opera di Avon si estese anche alle decorazioni musive della chiesa della polizia ferroviaria di Tarvisio, ai pavimenti di Palazzo Adria a Fiume e a quelli dell’Università di Trieste. Oltre a collaborare con architetti di grande rilievo, Gino Avon frequentò artisti noti, tra cui Mirko Basaldella, Ernesto Mitri, e Carlo Carrà. Fu grazie a questi contatti che il suo stile seppe sempre rimanere al passo con i tempi, fondendo tradizione e modernità in un perfetto equilibrio. La sua capacità di tradurre il linguaggio architettonico in superfici decorative durature, eleganti e integrate nell'ambiente circostante rappresenta una testimonianza unica della sua maestria e visione artistica. Veduta della Piazza della Libertà e l'Eredità di Avon Tra le opere più significative, troviamo una decorazione musiva della Piazza della Libertà di Udine, realizzata negli anni Sessanta e oggi custodita come preziosa testimonianza di un’epoca di rinascita e innovazione artistica. Con la sua scomparsa nel 1984, Udine e l'Italia hanno perso uno dei più appassionati interpreti della tecnica musiva, ma l'eredità di Avon continua a vivere nelle sue opere e nella memoria collettiva del patrimonio artistico friulano. Gino Avon rimane un simbolo di dedizione e passione per l'arte del mosaico, un artista che ha saputo preservare e innovare la tradizione musiva, rendendo onore al patrimonio artistico friulano e contribuendo, attraverso il suo lavoro, alla valorizzazione del nostro territorio. La Passione trasmessa al nipote Gino Avon ha trasmesso la sua passione e competenza per l’arte e il restauro al nipote Giulio Avon, che è oggi è Socio Fondatore Esperto dell’Associazione e rinomato architetto. Figlio dell'Architetto Gianni, Giulio ha seguito anche le orme del nonno Gino, distinguendosi nel campo del restauro e della riqualificazione architettonica con importanti interventi su monumenti come Villa Manin, il Duomo di Cividale e Piazza Ursella a Lignano Sabbiadoro. Con un amore innato per l’arte e l’architettura, Giulio Avon si è dedicato anche alla progettazione di allestimenti espositivi e alla valorizzazione del patrimonio culturale di Lignano attraverso volumi e mostre, proseguendo così l’eredità di famiglia con impegno e passione.
- Casa Mondolo | Ville di Lignano
Casa Mondolo Paolo Pascolo 1954 – 1955 Arco della Paranza, 34, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Casa bifamiliare su pianta quadrata con copertura piana e ampie finestre angolari. Progetto razionale e ben distribuito firmato da Paolo Pascolo nel 1954. Indietro Architettura essenziale nella Lignano del dopoguerra Nell’ottica della ricostruzione e dello sviluppo urbanistico che caratterizzò Lignano Pineta negli anni Cinquanta, Casa Mondolo rappresenta un perfetto esempio di architettura residenziale pensata per coniugare rapidità costruttiva, contenimento dei costi e qualità del progetto . Progettata dall’architetto Paolo Pascolo , l’edificio si inserisce nella tipologia delle case-tipo : piccole abitazioni unifamiliari o bifamiliari destinate a lotti standardizzati all’interno del disegno spiraliforme di Marcello D’Olivo. Contesto e tipologia: la casa-tipo nella pineta Negli anni successivi al piano urbanistico del 1953, la Società Lignano Pineta avviò una politica edilizia mirata alla rapida urbanizzazione di lotti boschivi , mantenendo però un forte rispetto per la morfologia naturale del territorio. Le “case-tipo” divennero strumenti chiave per costruire in modo diffuso e controllato, con volumetrie compatte e materiali locali. Casa Mondolo rientra appieno in questo modello: una costruzione semplice, ben calibrata, su pianta quadrata e sviluppata su un solo livello. Un’abitazione che, pur nella sua economicità, evidenzia una notevole attenzione alla distribuzione interna e alla qualità spaziale . Distribuzione e organizzazione dello spazio L’abitazione si sviluppa in due unità simmetriche , ciascuna pensata per una piccola famiglia. Il fulcro del progetto è la zona dei servizi centrali , organizzata attorno a un lucernario che garantisce illuminazione e ventilazione naturale ai bagni e ai vani tecnici. La zona giorno , collocata verso gli angoli della casa, è valorizzata da ampie finestre ad angolo , che aprono il soggiorno e la zona pranzo verso il verde della pineta, garantendo continuità visiva tra interno ed esterno. Le camere da letto , invece, sono illuminate da sottili finestre a nastro , soluzione che assicura privacy e ombreggiatura, particolarmente efficace nel clima estivo del Friuli Venezia Giulia. Materiali e struttura: razionalità e durabilità La struttura della casa è in muratura portante di mattoni e cemento armato , una scelta che garantisce solidità ma anche facilità costruttiva, in linea con le esigenze dell’epoca. La copertura è una massiccia soletta piana , elemento visivo forte e orizzontale che contribuisce all’inserimento armonico nel paesaggio: l’edificio sembra appoggiarsi al terreno in modo sobrio, quasi mimetico, in perfetto equilibrio con la vegetazione della pineta. Paolo Pascolo: rigore e funzionalismo La figura di Paolo Pascolo si distingue nel panorama architettonico lignanese per l’ attenzione al dettaglio distributivo , l’ uso essenziale dello spazio e la capacità di coniugare funzione e linguaggio architettonico . In Casa Mondolo, come in altri suoi progetti, l’equilibrio tra forma, funzione e contesto è palpabile. Nonostante le dimensioni ridotte, la casa offre una qualità abitativa sorprendente: la disposizione degli spazi è razionale, ben illuminata, ben aerata, e perfettamente calibrata per la vita estiva ma anche per un uso residenziale continuativo. Una casa-pilota per un nuovo modo di abitare Casa Mondolo non è solo una piccola abitazione ben progettata: è espressione di un approccio culturale che caratterizzò gli anni della ricostruzione italiana. È l’esempio concreto di come fosse possibile produrre architettura economica ma non banale , rispettosa del sito e innovativa nei dettagli. Si tratta di un edificio che anticipa molti dei temi dell’abitare contemporaneo : efficienza spaziale, rapporto con il paesaggio, sostenibilità passiva, modularità. In un’epoca in cui la costruzione era spesso sinonimo di saturazione e standardizzazione, Pascolo risponde con un progetto misurato, elegante, funzionale . Stato attuale e potenzialità di valorizzazione Casa Mondolo si trova in buono stato di conservazione e mantiene molte delle sue caratteristiche originarie. È un esempio emblematico di quella “modernità diffusa” che caratterizza Lignano Pineta: edifici sobri, radicati nel contesto, progettati con intelligenza e rispetto per l’ambiente. Oggi, un intervento di valorizzazione culturale e visiva su edifici come questo è fondamentale per preservare la memoria del paesaggio costruito del Novecento , tutelando opere architettoniche che, pur di piccola scala, hanno avuto grande impatto culturale. Precedente Successiva
- Meublè | Ville di Lignano
Meublè Gianni Avon 1959 – 1960 Arco del Grecale, 26, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Un edificio a tre piani con monolocali disposti attorno a un corridoio centrale, caratterizzato da una facciata con balconi aggettanti e rivestimenti in klinker. Indietro Un Esempio di Architettura Funzionale a Lignano Pineta Costruito tra il 1959 e il 1960, l’edificio Meublé a Lignano Pineta si inserisce perfettamente nel contesto architettonico della località turistica, rispondendo alle esigenze di ospitalità e comfort richieste dal boom turistico del periodo. Appartenente al medesimo insediamento della Casa Albergo , l'edificio sfrutta i servizi di quest'ultima, integrandosi così in un sistema di residenze pensate per offrire agli ospiti spazi funzionali e ben distribuiti. Caratterizzato da un design razionale e sobrio, il Meublé rappresenta un esempio di architettura moderna ma accessibile, pensata per una fruizione pratica e quotidiana. Un Edificio Funzionale con Una Pianta a Monolocali Il Meublé è concepito come una struttura di accoglienza, con una pianta che prevede l’aggregazione di monolocali disposti lungo un corridoio centrale . Questa soluzione garantisce una distribuzione razionale degli spazi, ottimizzando l'uso delle superfici e consentendo una gestione efficiente degli ambienti. Ogni unità abitativa è indipendente, ma parte di un sistema collettivo che facilita la vivibilità dell’intero edificio. L'edificio si sviluppa su tre piani principali, più uno aggiuntivo ricavato nel sottotetto. La struttura portante è realizzata in cemento armato e laterizio , materiali robusti e durevoli, scelti per garantire stabilità e resistenza nel tempo. La scelta di un'unica scala centrale come elemento di collegamento tra i vari piani riflette l’intento di semplificare la circolazione all’interno del complesso, creando un flusso diretto e senza inutili complicazioni per gli abitanti e gli ospiti. La copertura, alternata tra piana e a falde , si adatta alle esigenze architettoniche e climatiche della zona, fornendo funzionalità e stile, e armonizzandosi con il paesaggio circostante. Il Design Esterno: Un Gioco di Proporzioni e Dettagli Uno degli aspetti distintivi del Meublé è senza dubbio la sua facciata, che si sviluppa con una ritmica regolare di terrazzini aggettanti e finestre , creando una composizione visiva equilibrata e interessante. Ogni piano dell’edificio è caratterizzato da balconi che sporgono dalla facciata, dando un senso di leggerezza e dinamismo alla struttura. I terrazzini, pur nella loro semplicità, si aggiungono al carattere elegante del progetto, conferendo un aspetto articolato che rompe la potenziale rigidità di un edificio altrimenti semplice. Il rivestimento esterno è realizzato con mattonelle in klinker posato a semina , una scelta che, oltre a conferire un effetto visivo distintivo, assicura la durabilità e la resistenza alle intemperie. Le mattonelle in klinker, scelte per la loro robustezza, sono in grado di resistere alle condizioni atmosferiche particolarmente aggressive della zona costiera, mantenendo la facciata in buone condizioni per lungo tempo senza necessità di costante manutenzione. Un Progetto Semplice e Razionale per Rispondere a Nuove Esigenze Abitative Il Meublé è un esempio lampante della crescente attenzione all’architettura residenziale di Lignano durante gli anni ‘50. Con la crescente affluenza di turisti e la rapida espansione della località, gli edifici residenziali come questo hanno risposto alla domanda di soluzioni pratiche e funzionali, offrendo alloggi semplici ma ben progettati. Ogni appartamento, infatti, è stato pensato per ottimizzare lo spazio a disposizione, pur mantenendo un’alta qualità architettonica e costruttiva. Il progetto si inserisce in un contesto più ampio di sviluppo della località turistica di Lignano Pineta , che, proprio a partire dalla metà del XX secolo, ha visto la nascita di numerose strutture residenziali destinate ad accogliere i turisti in modo pratico e funzionale. La struttura del Meublé si distingue per la sua sobrietà, che però non rinuncia a una qualità estetica e compositiva, rispondendo pienamente alle esigenze di un pubblico in cerca di soluzioni confortevoli e moderne, ma comunque funzionali. Un Approccio Sostenibile e a Misura d'Uomo L’aspetto più interessante del Meublé è sicuramente la sua capacità di unire funzionalità e sostenibilità. Il progetto dell’edificio, pur essendo semplice nella sua composizione, si inserisce in modo armonico nel paesaggio urbano di Lignano Pineta, rispettando le necessità di un utilizzo efficiente dello spazio senza compromessi sul comfort. La scelta di materiali resistenti e l’utilizzo di soluzioni moderne ma contenute conferiscono all’edificio una qualità senza tempo, in grado di rispondere alle esigenze contemporanee senza mai risultare eccessivo o fuori luogo. Inoltre, il design compatto dell’edificio e la sua organizzazione interna, pensata per essere fruibile da un numero relativamente elevato di persone senza creare disagi, riflettono un’attenzione particolare verso l’abitare collettivo e l’ottimizzazione delle risorse, un concetto che si sarebbe sviluppato maggiormente negli anni successivi con il progredire delle tecniche di costruzione e della domanda abitativa. Il Meublé come Testimonianza di un’Architettura Funzionale In conclusione, il Meublé rappresenta un esempio significativo di architettura residenziale a Lignano Pineta. Semplice, ma elegante, l’edificio risponde alle esigenze di un periodo in cui la funzionalità e l’efficienza erano al centro della progettazione, ma senza rinunciare a un’estetica ben definita. Il suo design razionale, unito all’uso di materiali durevoli e alla composizione armoniosa della facciata, lo rende ancora oggi un esempio di buon design che ha contribuito alla crescita e all’evoluzione architettonica di Lignano. Con la sua costruzione, il Meublé è diventato parte integrante del paesaggio urbano di Lignano, un edificio che continua a testimoniare l’evoluzione della località verso una modernità sobria e funzionale. Precedente Successiva
- Fineste e aperture vetrate nella storia del costruire | Ville di Lignano
21 febbraio 2025 Fineste e aperture vetrate nella storia del costruire Viale Pier Andrea Mattioli, 39, Torino, TO, Italia La ricerca sulla storia delle finestre e aperture vetrate nel contesto architettonico, esplorando le innovazioni produttive, le tecniche progettuali e i cambiamenti sociali che hanno influenzato la costruzione di serramenti nei secoli. Indietro Scopri di più... Giornate di Studi: "Fin estre e Aperture Vetrate nella Storia del Costruire" Il Construction History Group (CHG) del Politecnico di Torino organizza la quinta edizione delle "Giornate di Studi", che si terranno il 20 e 21 febbraio 2025 presso il Castello del Valentino. Le giornate sono dedicate alla ricerca sulla storia delle finestre e delle aperture vetrate nel contesto architettonico, esplorando le innovazioni produttive, le tecniche progettuali e i cambiamenti sociali che hanno influenzato la costruzione di serramenti nel corso dei secoli. Dettagli dell'evento: Luogo : Castello del Valentino, Viale Mattioli 39, Torino Data : 20-21 febbraio 2025 Modalità : In presenza e con possibilità di partecipazione a distanza tramite link Organizzazione : Curatori : Rossella Maspoli, Gabriele Neri, Edoardo Piccoli (Politecnico di Torino, DAD) Organizzazione : Valentina Burgassi, Rosa Caruso (Politecnico di Torino, DAD) Programma delle Giornate: Prima gi ornata - 20 febbraio 2025, mattina 09:00 - Saluti istituzionali e introduzione dei curatori 09:15 - Nicoletta Marconi: "Divina lux parata est lucere: produzione, montaggio e manutenzione delle finestre della Basilica di San Pietro in Vaticano tra XVI e XIX secolo" 09:45 - Nigel Isaacs: "A need for air – development of English building code window area rules and their links to Italy" Sessione 1.1 – Età Moderna: Innovazioni Produttive e Progettuali 10:15 - Francesca Funis: "Dalle impannate (o incartate) alle invetriate. Le finestre a Firenze nel secondo Cinquecento" 10:40 - Pietro Giovanni Pistone: "La costruzione di grandi vetrate a Roma nel Seicento. Le finestre perdute di Borromini per San Giovanni in Laterano" 11:05 - Alberto Grimoldi, Angelo Giuseppe Landi: "Chiusure a vetri di aperture di grandi dimensioni nell’Italia del Seicento" 11:30 - Edoardo Piccoli: "Verso la normalizzazione: progetto e realizzazione dei serramenti vetrati nel Piemonte, secoli XVII-XVIII" 11:55 - Marica Forni: "Le voci delle finestre a Milano ‘gran cittadone’" 12:20 - Sandro Baroni, Giuseppe Maggi, Maria Pia Riccardi: "Vetri antichi come testimoni del tempo" Pranzo : 13:15 Prima giornata - 20 febbraio 2025, pomeriggio Sessione 2.1 – Verso l'Industria: Tempi e Risultati della Produzione 14:30 - Manfredo di Robilant: "Luminosità, sicurezza e precisione. La promozione commerciale e ideologica delle finestre moderne" 15:00 - Mauro Volpiano: "Serramenti lignei a Torino dal secondo Settecento agli anni postunitari" 15:25 - Rossella Maspoli: "Evoluzione dei serramenti industriali fra fine ‘800 e metà ‘900. Il caso Torino a confronto" 15:50 - Tanja Marzi, Daniela Bosia, Virginia Bombelli: "Serramenti razionali metallici": innovazioni tecnologiche e brevetti della A. Bombelli 16:15 - Simona Salvo: "Facciate continue in metallo e vetro, finestre di una modernità ‘altra’ del Novecento italiano" Sessione 2.2 – Sistemi Tecnologici, Materiali e Brevetti 17:00 - Elena Vitagliano: "Un’armatura coperta di cristalli e formata a cono". Materiali, tecniche e vulnerabilità delle lanterne in ferro e vetro nelle cupole italiane di primo Ottocento 17:25 - Riccardo Segradin: "La finestra a nastro a Venezia. Racconto di un serramento moderno in vetro artistico di Murano" 17:50 - Alberto Bologna, Ilaria Giannetti: "Brevetti per finestre smontabili. Esperimenti di proto Design for Disassembly in Italia (1945-1950)" 18:15 - Conclusioni Seconda giornata - 21 febbraio 2025, mattina Sessione 3.1 – Il Progetto Costruttivo e il Prestigio dell'Autore 09:15 - Giulia Marino, Franz Graf, Giuseppe Galbiati: "Gli involucri vetrati del complesso delle Officine ICO di Ivrea (1908-1949): storia, conoscenza, restauro" 09:45 - Silvia Berselli: "Come un otturatore fotografico: le finestre regolabili di Eileen Gray" 10:10 - Michela Comba: "Il Palazzo degli Affari di Torino: un prisma luminoso ‘per evitare l’incombenza di quelle famose masse a tutto vetro’" Coffee Break : 10:35 11:00 - Diana Barillari, Massimo Bortolotti, Francesca Agostinelli: "La casa dell’artista: Giancarlo De Carlo e Giuseppe Zigaina a Cervignano del Friuli" 11:25 - Rita Vecchiattini: "Il Museo di Architettura e Scultura ligure a Sant’Agostino in Genova" 11:50 - Giovanni Bellucci: "Gaetano Minnucci e le vetrate. La tecnica e l’architettura" 12:15 - Monica Resmini, Eleonora Caggiati: "Una ‘finestra con panorama’ nell’architettura di Giuseppe Pizzigoni" 12:40 - Conclusioni Visita : 14:30 – Visita ai disegni di serramenti tra XIX e XX secolo delle Collezioni Storiche del Politecnico di Torino Contatti: Construction History Group Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di TorinoCastello del Valentino, Viale Mattioli 39 Email : chg@polito.it Le Giornate di Studi sono un’occasione imperdibile per approfondire la storia delle finestre e delle aperture vetrate, esplorando come questi elementi architettonici si sono evoluti nel corso dei secoli, dal Rinascimento all’epoca moderna. Precedente Successiva











