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- Villa Sordi | Ville di Lignano
Villa Sordi Aldo Bernardis 1958 – 1959 Arco del Maestrale & Raggio del Bisato, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Si distingue per un'ampia copertura in coppi e una struttura introversa, ideata come rifugio privato per l'attore. Indietro Un Ritiro Privato per Alberto Sordi, tra Architettura e Funzionalità Nel cuore di Lignano Pineta, a cavallo tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60, nasce una delle abitazioni più emblematiche della zona: la Villa Sordi. Questo progetto, voluto fortemente dal celebre attore Alberto Sordi, si inserisce all’interno di un'iniziativa promossa dalla società Lignano Pineta, che intendeva attrarre personaggi del mondo dello spettacolo per contribuire alla visibilità e alla promozione turistica della località. Per incentivare questa partecipazione, l’offerta era quella di un lotto di terreno gratuito, a condizione che ogni personaggio famoso costruisse una casa che riflettesse la propria personalità. Alberto Sordi aderì a questa proposta e diede vita a quella che è oggi conosciuta come Villa Sordi. Un Progetto a Misura di Rifugio: Introversione e Privacy La villa si caratterizza per la sua essenza introversa, pensata non per essere esposta al mondo, ma per offrire al celebre attore un rifugio lontano dalla curiosità pubblica. Progettata da Bernardis tra il 1958 e il 1959, la casa si presenta come una sorta di "tana" moderna, un luogo sicuro dove Sordi potesse ritirarsi e godere della sua privacy. Questo carattere di riservatezza è accentuato dalla scelta architettonica di orientare e modellare gli spazi in modo che la villa sembri quasi "nascosta", protetta dal rumore e dalle sollecitazioni esterne. Il design di Villa Sordi è emblematico di un tipo di architettura che non si limita a rispondere a necessità funzionali, ma che gioca con la forma e la materia per creare un'atmosfera di intimità e sicurezza. La villa non è un edificio che si espone verso l'esterno, ma piuttosto si nasconde nel paesaggio, come una "capsula" che accoglie i suoi abitanti in un contesto protetto. La Copertura in Coppi: Un Elemento Caratterizzante Uno degli aspetti più riconoscibili di Villa Sordi è senza dubbio la sua copertura, costituita da un ampio tetto a coppi. Questa scelta non è solo una soluzione estetica, ma rappresenta anche un elemento simbolico. La copertura ampiamente inclinata ha un forte impatto visivo, connotando figurativamente l’edificio e amplificando il suo carattere introverso. La scelta dei coppi, un materiale tradizionale, richiama le tipiche abitazioni rurali italiane, ma qui viene reinterpretato in chiave moderna, integrandosi perfettamente con le linee sobrie e minimali del resto dell’architettura. La copertura è anche una risposta alle condizioni climatiche della zona: l’inclinazione permette un'efficace gestione delle acque piovane, proteggendo al contempo gli ambienti interni dalla luce solare diretta, elemento essenziale in un contesto residenziale pensato per la privacy e il riposo. Struttura e Forma: L’Articolazione del Tetto e dei Telai Il tetto di Villa Sordi si appoggia su una serie di telai in cemento piegati ad angolo ottuso, una soluzione che rappresenta un equilibrio perfetto tra funzionalità e ritmo visivo. Questi telai non solo svolgono una funzione statica fondamentale, supportando il peso del tetto, ma contribuiscono anche a definire un ritmo cadenzato nei prospetti della villa. L’inclinazione degli angoli e l’articolazione dei telai creano un effetto visivo dinamico che guida l’occhio lungo le facciate, rendendo l’edificio visivamente interessante senza mai perdere la sua sobrietà e il suo carattere riservato. Questa particolare attenzione alla struttura e alla forma evidenzia una delle qualità distintive del progetto: l'abilità del suo architetto, Bernardis, nel controllare e manipolare le forme strutturali in modo da rispondere in maniera efficace alle necessità pratiche senza sacrificare l'estetica. La scelta di telai piegati ad angolo ottuso non è solo una questione di estetica, ma anche una risoluzione ingegneristica che permette di ottenere un edificio solido e stabile, ma al contempo con un carattere innovativo e distintivo. La Collaborazione con Marcello D’Olivo e l’Impresa Ursella Un altro aspetto che merita di essere sottolineato è la lunga collaborazione di Bernardis con il progettista Marcello D'Olivo e l’impresa Ursella, che ha giocato un ruolo fondamentale nella realizzazione del progetto. D’Olivo, figura di spicco nel panorama architettonico italiano dell'epoca, ha condiviso con Bernardis la visione di un’architettura che fosse al tempo stesso innovativa e radicata nella tradizione. L’impresa Ursella, dal canto suo, ha contribuito con la sua esperienza nel campo delle costruzioni, garantendo che il progetto fosse realizzato con la massima attenzione ai dettagli e alla qualità dei materiali. Questa collaborazione ha permesso di ottenere una villa che non è solo un’opera architettonica, ma anche un esempio di come la sinergia tra progettista, ingegnere e costruttore possa dar vita a un edificio che resiste alla prova del tempo, sia dal punto di vista strutturale che estetico. Il Ruolo della Villa Sordi nella Promozione di Lignano Pineta La costruzione di Villa Sordi non fu solo un atto di creazione architettonica, ma anche un passo importante per la promozione di Lignano Pineta come località turistica di prestigio. Offrendo terreno gratuito a personalità del mondo dello spettacolo, la società Lignano Pineta mirava a attrarre l’attenzione dei media e a costruire una rete di vip che avrebbero contribuito a dare visibilità alla località. La presenza di Sordi, uno degli attori più amati e conosciuti in Italia, ha avuto un impatto significativo sulla popolarità di Lignano Pineta, contribuendo a far crescere l’interesse per la zona e a cementare la sua reputazione come meta turistica esclusiva. Un'Eleganza Discreta e Funzionale Villa Sordi non è solo un rifugio privato per Alberto Sordi, ma anche un esempio di architettura che riflette la ricerca dell’intimità e della privacy attraverso una forma innovativa e funzionale. La villa è un’opera di grande eleganza, ma allo stesso tempo è un luogo che nasconde il suo fascino, puntando sulla discrezione piuttosto che sull’esposizione. Il progetto di Bernardis, arricchito dalla collaborazione con Marcello D’Olivo e l’impresa Ursella, rappresenta una delle vette dell’architettura residenziale dell’epoca, capace di fondere tradizione e modernità in modo perfetto. Fonte testo: Riproduzione riservata © Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" www.villedilignano.it Consultare pagina: Fonti e Crediti Precedente Successiva
- Gianni Avon | Ville di Lignano
Gianni Avon 1922 – 2006 Gianni Avon, Architetto modernista originario del Friuli, ha lasciato un'impronta significativa nella Lignano del dopoguerra attraverso edifici iconici e importanti opere pubbliche. Il suo stile progettuale si distingue per un equilibrio tra pragmatismo e attenzione al contesto, coniugando innovazione e legame con le tradizioni locali. Indietro Scopri di più ... Gianni Avon: architetto modernista tra Lignano e Friuli–Venezia Giulia Gianni Avon (1922–2006) rappresenta una delle figure di riferimento dell’architettura del secondo dopoguerra in Friuli–Venezia Giulia. Laureato presso l’Università IUAV di Venezia nel 1947 insieme a colleghi come Marcello D’Olivo, Avon ha incarnato il dialogo tra il modernismo internazionale e la valorizzazione delle specificità territoriali. Un moderno radicato al territorio Nel periodo immediatamente successivo al conflitto mondiale, Avon partecipa al programma INA-Casa, contribuendo alla progettazione di nuovi quartieri a Udine e Tarcento. Dalla metà degli anni Cinquanta diviene una figura centrale nell’urbanistica di Lignano Pineta, dove realizza opere emblematiche come il Grand Hotel Pineta Palace (1956–58), la Casa Albergo (1957–58) e la Torre Ariston (1960–63, in collaborazione con Silvano Zorzi). Tra i suoi progetti a Lignano spiccano anche la Residenza dei Pini, il Meublé e la già citata Torre Ariston, esempi esemplari dell’equilibrio tra intervento architettonico e ambiente naturale. Opere urbanistiche e culturali A Udine Avon firma alcune opere riconosciute e premiate. Tra queste figurano l’edificio residenziale di viale della Vittoria (1961–64), insignito della targa In/Arch nel 1964, il Palazzo delle Manifestazioni (1964–70), la sede della ex Banca Cattolica del Veneto (1965–72), l’ammodernamento della sede universitaria (1968–82) e il padiglione materno-infantile dell’Ospedale Civile (1975–84). Ricostruire comunità Avon si dedica anche alla ricostruzione post-alluvione di Longarone a partire dal 1964, collaborando alla realizzazione del cimitero di Muda Maè (1966–72, insieme al collega Marco Zanuso). Nel 1977 diviene protagonista di interventi emergenziali per le strutture scolastiche danneggiate dal terremoto in Friuli, sotto l’egida dell’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale. Famiglia e studio Dal 1983 lo studio di Avon si trasforma in "Avon Associati", con l’ingresso dei figli Elena e Giulio che ne arricchiscono l’attività. Tra i progetti più significativi di questo periodo figurano la chiesa di Lusevera (1988–90), nuovi padiglioni ospedalieri a Udine (1996–2001), interventi museografici e importanti opere di ristrutturazione come il Palazzo Antonini–Cernazai. Un moderno aperto alle influenze Il lavoro di Avon si distingue per la cura delle proporzioni, l’attenzione ai materiali e l’armonia con il paesaggio, affrontando il rapporto tra purezza del modernismo e le tradizioni locali. Ispirato da maestri come Le Corbusier, Asplund, il neoplasticismo olandese e le architetture organiche, Avon ha saputo tradurre queste influenze in edifici destinati a resistere nel tempo e a dialogare in modo sostenibile con il contesto circostante. Gianni Avon ha saputo combinare innovazione e radicamento territoriale, interpretando la modernità in sintonia con l’anima del Friuli–Venezia Giulia. Le sue opere, distribuite tra Lignano, Udine e il resto della regione, continuano a rappresentare esempi significativi di un’architettura pensata per rispondere alle esigenze contemporanee senza perdere la propria identità profonda. Precedente Successiva
- 50 anni di Architettura a Lignano | Ville di Lignano
50 anni di Architettura a Lignano 2024/08/06 Diana Barillari Messaggero Veneto Culture Aldo Bernardis uno degli architetti più significativi che ha contribuito a plasmare l’identità di Lignano Sabbiadoro come una città moderna per le vacanze, unendo innovazione e rispetto per il paesaggio. Indietro Scopri di più... Aldo Bernardis: Un Architetto che Ha Trasformato Lignano Aldo Bernardis (1925-2012) è stato uno degli architetti più significativi che ha contribuito a plasmare l’identità di Lignano Sabbiadoro come una città moderna per le vacanze, unendo innovazione e rispetto per il paesaggio. La sua carriera si intreccia profondamente con la storia architettonica di Lignano, dove ha progettato alcuni degli edifici più iconici che caratterizzano ancora oggi la località balneare. Il libro Aldo Bernardis Architetture a Lignano 1953-2003 omaggia questo grande professionista, raccogliendo testimonianze, fotografie e riflessioni sulla sua opera. Il volume, curato da appassionati e studiosi, sottolinea come Bernardis abbia contribuito in modo determinante alla creazione di un contesto architettonico unico nel panorama nazionale. I Progetti Più Iconici di Bernardis a Lignano Bernardis, che ha collaborato con altri grandi architetti come Marcello D'Olivo e Gianni Avon, ha affrontato con originalità il tema della "casa al mare", creando residenze che rispondessero perfettamente alle esigenze di chi cercava una casa vacanze a contatto con la natura. Alcuni dei suoi lavori più celebri includono: Villa Prevedello (1954-55) : Conosciuta affettuosamente come "la pagodina", questa villa è stata una delle prime realizzazioni di Bernardis, che ha sperimentato l'uso innovativo di legno, acciaio e cemento armato per definire spazi e volumi. Villa Caiselli-Troppina : Anche dopo alcune modifiche, questa villa resta un esempio della qualità artigianale e del design che Bernardis ha saputo infondere nei suoi progetti, con un’attenta cura dei dettagli come l'“opus incertum” delle pareti. Villa Borgnolo (1955-56) : Un perfetto esempio di come Bernardis abbia integrato l’architettura con la natura. In questa villa, un pino marittimo cresce attraverso la soletta in cemento armato, creando un "virtuoso esempio di sostenibilità" e un legame tra l’opera umana e il paesaggio. La Terrazza a Mare (1967-72) : Il progetto che simbolizza l’amore di Lignano per il mare. Questa struttura, con il suo pontile coperto e la piattaforma con coperture a forma di conchiglia, è diventata il simbolo stesso della città. La sua leggerezza e la sua forma innovativa sono testimonianza della maestria di Bernardis, che ha saputo coniugare funzionalità e bellezza. L'Architettura del Mare: La Visione di Bernardis Bernardis ha affrontato con grande passione il tema dell'architettura sul mare, coniugando innovazione, estetica e il rispetto per il paesaggio naturale. La Terrazza a Mare è forse il suo progetto più celebre, un'opera che non solo ha reso Lignano una meta internazionale, ma ha anche trasformato il concetto di “luogo pubblico”. La sua struttura è un’ode al mare e alla leggerezza, con un uso innovativo del cemento armato che crea spazi dalle forme fluide, che sembrano fondersi con l’orizzonte marino. L’architetto ha esplorato anche l’uso della prefabbricazione con la torre Zanier (1958-60), un edificio che rappresenta un unicum nell’architettura italiana dell’epoca, con la sua pianta a Y e l’uso di pannelli prefabbricati. Il Futuro di Lignano: Riconoscimento e Conservazione L'opera di Bernardis ha avuto un impatto duraturo su Lignano, che è stata trasformata in una città turistica moderna grazie alla sua visione architettonica. Oggi, la Terrazza a Mare rimane un simbolo iconico della località, ed è essenziale che venga preservata nella sua forma originale, come sottolinea il libro, affinché continui a rappresentare lo spirito di Lignano. Oltre alla Terrazza a Mare , il Kursaal (1965-68), sebbene distrutto da un incendio e successivamente ricostruito negli anni '80, continua a evocare l'innovazione e il design che hanno contraddistinto la città. Altri progetti significativi includono la sede dello Yachting Club e il Municipio di Lignano , quest'ultimo caratterizzato dall'uso del brutalismo che, attraverso il cemento faccia a vista, crea una sintesi tra modernità e tradizione. L'Architetto e l'Uomo Oltre alla sua carriera, il libro offre anche uno spunto sulla personalità di Aldo Bernardis, descritto da chi lo ha conosciuto come un uomo con un grande senso dell'umorismo, amico della socialità e profondamente legato alla città di Lignano. Una delle curiosità emerse dalle testimonianze è che Bernardis trascorreva ogni mercoledì a Lignano, dedicato alla visita di cantieri e clienti, consolidando così il suo legame con la città che tanto amava. Il volume, inoltre, racconta come la sua influenza architettonica abbia contribuito a formare una vera e propria "fan base" di appassionati di architettura, che oggi riconoscono in Lignano un patrimonio architettonico di grande valore. Lignano e la Sua Architettura Aldo Bernardis è stato fondamentale nel dare a Lignano un carattere distintivo, rendendola non solo una città di vacanza, ma anche un esempio di architettura innovativa e integrata con la natura. I suoi progetti, in particolare la Terrazza a Mare, continuano a essere il cuore pulsante della località, simbolo di un’architettura che riesce a fondere leggerezza e solidità, modernità e tradizione. Oggi, l'opera di Bernardis è celebrata non solo per la sua bellezza, ma anche per il suo valore storico e culturale, e il libro Aldo Bernardis Architetture a Lignano 1953-2003 è un'importante testimonianza di questo straordinario legame tra architettura, mare e natura. Fonte testo: Riproduzione riservata © Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" www.villedilignano.it Consultare pagina: Fonti e Crediti Precedente Successiva
- Appartamenti Cooperativa Marina | Ville di Lignano
Appartamenti Cooperativa Marina Firmino Toso 1958 Raggio di Ponente & Arco della Ginestra, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Il complesso residenziale degli Appartamenti Cooperativa Marina (1958) a Lignano Pineta è composto da due edifici a due piani, con 12 appartamenti, progettati con sensibilità compositiva e materiali tradizionali. Indietro Fonte immagine: ©foto C. Toso Un Esempio di Architettura Residenziale a Lignano Pineta Nel cuore di Lignano Pineta, il progetto degli Appartamenti Cooperativa Marina , completato nel 1958, rappresenta una delle realizzazioni più significative della città per la sua sintesi tra modernità e tradizione. Progettato dall’architetto Toso , laureato all’IUAV nel 1938, questo complesso residenziale non solo risponde a esigenze abitative pratiche, ma è anche un esempio di grande sensibilità compositiva, che si inserisce perfettamente nel contesto di Lignano, una località in pieno sviluppo turisticamente e urbanisticamente durante quel periodo. Un Complesso Residenziale a Misura d’Uomo Il progetto prevede la costruzione di due edifici principali, articolati ciascuno in tre nuclei abitativi, e organizzati in modo da rispondere alle necessità quotidiane di una famiglia tipica dell'epoca. Ogni nucleo di aggregazione è disobbligato da una scala comune, che funge da elemento di raccordo tra gli spazi e garantisce una certa indipendenza tra gli appartamenti. In totale, il complesso accoglie dodici appartamenti , distribuiti su due piani, ognuno progettato per offrire un livello di comfort ideale, con due camere da letto, un bagno, un soggiorno-cucina e una loggetta coperta. Questa suddivisione risponde perfettamente alle esigenze residenziali dell'epoca, dove l’idea di un’abitazione pratico-funzionale era al centro dell’attenzione. La loggetta coperta, per esempio, è un elemento ricorrente che permette agli abitanti di godere di uno spazio esterno protetto, aumentando il comfort abitativo e favorendo una connessione con l’ambiente circostante. L’Equilibrio tra Modernità e Tradizione Uno degli aspetti più rilevanti del progetto è l’uso sapiente dei materiali tradizionali e la composizione geometrica degli edifici. I volumi sono frazionati e proporzionati in modo da non risultare eccessivamente imponenti, conferendo al complesso un carattere a misura d'uomo . L’architettura è moderna, ma mai ostentata; l’equilibrio tra le forme e l’utilizzo di materiali come il mattone faccia a vista e il cemento armato, tipici dell’epoca, si combina con dettagli pi ù tradizionali, conferendo una sensazione di calore e familiarità agli edifici. Le finestre , poi, sono un altro esempio della cura progettuale: i tagli eleganti delle aperture permettono di illuminare naturalmente gli spazi interni senza compromettere la privacy degli abitanti. Questo gioco di proporzioni e di eleganza si riflette anche nei dettagli costruttivi, che sono sempre misurati e mai eccessivi, a conferma della volontà dell’architetto Toso di creare un edificio che si fondesse armoniosamente con il paesaggio circostante. Un Progetto in Sintonia con il Contesto L'architetto Toso ha dimostrato una notevole sensibilità compositiva, che si inserisce perfettamente nel panorama architettonico di Lignano Pineta, dove durante gli anni Cinquanta e Sessanta si assisteva a una rapida espansione urbana. Questo periodo segnò la nascita di numerose costruzioni che, pur adottando tecniche moderne, cercavano di mantenere un legame con la tradizione del luogo. L'approccio di Toso al progetto riflette questa esigenza, creando una residenza che fosse al contempo moderna, funzionale e in armonia con l’ambiente circostante. L'architettura degli Appartamenti Cooperativa Marina non si impone prepotentemente sul paesaggio, ma si inserisce in esso con discrezione e grazia. Le linee semplici, le proporzioni equilibrate e l'uso dei materiali tradizionali sono tutti elementi che dialogano con la natura circostante, creando un equilibrio tra costruito e naturale. Il Ruolo della Prefabbricazione e la Collaborazione con l’Impresa Ursella Anche se il progetto non fa un uso massiccio della prefabbricazione come nel caso di altre strutture a Lignano, gli elementi prefabbricati sono comunque presenti, in particolare per la realizzazione dei pannelli di rivestimento esterno. Questi pannelli sono stati realizzati dall'impresa Ursella , che si era già affermata come una delle principali realtà nel settore della prefabbricazione in Italia. L'uso di questi elementi prefabbricati ha permesso di ottimizzare i tempi di costruzione, pur mantenendo un alto livello di qualità dei materiali e della finitura. L’Evoluzione Urbana di Lignano: Un Passo Verso la Modernità La costruzione degli Appartamenti Cooperativa Marina fa parte di un più ampio progetto di sviluppo urbano che ha caratterizzato Lignano Pineta negli anni Cinquanta. Durante questo periodo, la località turistica stava attraversando una fase di forte espansione e modernizzazione, con la costruzione di nuovi complessi residenziali e strutture turistiche destinate ad accogliere un numero crescente di visitatori. L'architettura di Toso si inserisce in questo processo di rinnovamento, con il suo approccio sobrio e funzionale che risponde alle necessità pratiche senza rinunciare a un'estetica piacevole e ben equilibrata. L’adozione di soluzioni abitative moderne, come la presenza di appartamenti con spazi ben distribuiti e logge coperte, rispecchia le esigenze di una società che stava diventando sempre più orientata alla vita urbana e al confort. L'architettura, pur mantenendo una forte radicazione nel contesto locale, si apre alle nuove possibilità offerte dal modernismo e dalla prefabbricazione. Un'Architettura che Riconosce la Tradizione e Abbraccia la Modernità Gli Appartamenti Cooperativa Marina sono un perfetto esempio di come l'architettura residenziale possa rispondere alle necessità contemporanee senza rinunciare alla tradizione e all'eleganza. Il progetto di Toso rappresenta una sintesi perfetta tra funzionalità e bellezza, con un occhio attento alla qualità dei materiali e alla creazione di spazi abitativi che rispondono alle esigenze di una famiglia tipica dell'epoca. Grazie alla sua sensibilità compositiva e alla capacità di combinare elementi tradizionali e moderni, Toso ha creato una residenza che ancora oggi si inserisce perfettamente nel paesaggio di Lignano Pineta, testimoniando l’evoluzione dell’architettura residenziale nella località. La sua attenzione ai dettagli e il rispetto per il contesto rendono gli Appartamenti Cooperativa Marina una delle realizzazioni più significative dell'architettura residenziale a Lignano, un esempio di equilibrio e bellezza che continua a essere apprezzato oggi. Fonte testo: Riproduzione riservata © Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" www.villedilignano.it Consultare pagina: Fonti e Crediti Precedente Successiva
- Casa Cudini | Ville di Lignano
Casa Cudini Enor Milocco 1955 Arco della Paranza, 20, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Casa a un piano con due appartamenti. Quinte in mattoni e copertura leggera definiscono uno spazio abitativo integrato con la pineta. Indietro Fonte immagine: ©foto Arch. Giulio Avon Leggerezza costruttiva e integrazione nel paesaggio pinetato Un progetto discreto e coerente, immerso nel paesaggio Casa Cudini è una delle più riuscite espressioni della “casa-tipo” a Lignano Pineta. Costruita nel 1955 da Enor Milocco , uno dei principali collaboratori di Marcello D’Olivo , rappresenta un esempio emblematico della ricerca di continuità tra piano urbanistico e architettura abitativa. L’immobile si sviluppa in un lotto appartato dell’ Arco della Paranza , immerso nella pineta, ed è composto da due appartamenti affiancati su un unico piano , secondo un modello abitativo semplice e funzionale, perfetto per il contesto vacanziero e la scala del quartiere. Distribuzione funzionale e pianta razionale La casa adotta una pianta lineare e simmetrica , che accoglie due unità abitative con accessi separati e ambienti speculari. Le camere da letto si affacciano su spazi esterni protetti , mentre i soggiorni si aprono verso la pineta, assicurando privacy e continuità visiva con il giardino . La distribuzione è chiara, ben calibrata, riflette un principio razionale di ottimizzazione dello spazio senza sacrificare il rapporto con l’esterno, tanto caro all’architettura lignanese del dopoguerra. Le quinte murarie: elementi di spazio e filtro L’elemento architettonico più distintivo è dato dalle quinte in mattoni a vista , che si prolungano oltre il perimetro della copertura . Questi setti murari non solo fungono da filtri visivi , ma definiscono piccoli cortili privati all’aperto, a diretto servizio delle camere. Si tratta di spazi di transizione tra interno ed esterno, capaci di creare ambienti intimi , ombreggiati, ben ventilati, perfettamente inseriti nel clima mediterraneo e nella morfologia del lotto. L’uso del mattone come materiale a vista conferisce inoltre matericità e senso di permanenza , nonostante la scala contenuta dell’intervento. Copertura leggera: un gesto di eleganza strutturale A sovrastare l’intera struttura c’è una sottile lastra piana , sostenuta da setti murari e da esili pilastrini arretrati . La sua configurazione compositiva risponde a un preciso disegno: i pilastri arretrati rispetto alla muratura creano l’effetto di una copertura sospesa , l’interazione tra pieni e vuoti restituisce una sensazione di leggerezza e ritmo , le aperture sono calibrate sul passo dei pilastri , assicurando coerenza strutturale e visiva. Questa scelta progettuale rafforza la poetica della sospensione , un tema già presente nel lavoro di D’Olivo ma che Milocco reinterpreta con una propria voce, più pacata ma altrettanto efficace. In continuità con il piano urbanistico di D’Olivo Casa Cudini non è un episodio isolato, ma un tassello consapevole del disegno urbano spiraliforme della Lignano Pineta voluta da Marcello D’Olivo. La scala dell’edificio , la ritmica dei volumi , il rispetto del verde e delle distanze costruiscono un dialogo continuo tra architettura e natura , obiettivo fondamentale della visione urbanistica originaria. Milocco, pur firmando il progetto in autonomia, mostra un profondo rispetto per il disegno urbano del maestro , contribuendo con un linguaggio coerente e mai invadente alla costruzione di un quartiere dal carattere omogeneo ma non ripetitivo. Materiali e tecniche costruttive Murature in mattoni faccia a vista Copertura in laterocemento a vista Serramenti metallici, semplici e funzionali Setti murari a tutta altezza con funzione portante e di filtro L’uso di materiali locali, unito a una posa a secco e a una logica prefabbricata minimale, dimostra una notevole intelligenza economica e costruttiva , in linea con le esigenze della committenza e con il contesto residenziale. Architettura silenziosa, ma essenziale Casa Cudini è un esempio di architettura silenziosa , quasi mimetica, che però riesce a trasmettere un alto livello di coerenza, razionalità e comfort ambientale . È una delle tante "case-tipo" che popolano la Lignano degli anni Cinquanta, ma si distingue per la qualità del disegno , per la raffinatezza nella distribuzione e per l’intensità del rapporto con il paesaggio . In essa si riconosce una filosofia abitativa mediterranea , fondata sull’equilibrio tra interno ed esterno, tra spazio privato e contesto urbano, tra forma e funzione. Fonte testo: Riproduzione riservata © Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" www.villedilignano.it Consultare pagina: Fonti e Crediti Precedente Successiva
- Eurotel | Ville di Lignano
Eurotel Domenico Bortolotti 1968 – 1970 Calle Mendelssohn, 13, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Due corpi a "L" avvolgono un giardino con piscina. Chiusure cieche, rilievi verticali e spazi interni articolati rendono l’Eurotel un'icona moderna di villeggiatura. Indietro Fonte immagine: ©foto Arch. Giulio Avon Architettura moderna tra pineta e comfort vacanziero Realizzato tra il 1968 e il 1970 a Lignano Riviera , l’ Eurotel rappresenta un esempio significativo di come l’architettura turistica del secondo dopoguerra abbia saputo conciliare funzionalità alberghiera e qualità architettonica , interpretando in chiave moderna il concetto di villeggiatura mediterranea. Il complesso, firmato da progettisti attenti al contesto e all’uso, è situato in calle Mendelssohn 13 , all’interno di una pineta costiera, in un lotto che all’epoca faceva parte di un’area ancora in pieno sviluppo. Un impianto ad "L": spazio interno e orientamento L’Eurotel si compone di due volumi edilizi a forma di L , orientati rispettivamente a sud e a ponente. Questa disposizione planimetrica, oltre a garantire un’ottima esposizione solare , crea uno spazio interno protetto e raccolto che ospita un giardino privato con piscina . Il cuore del complesso è quindi rappresentato non dal costruito, ma dal vuoto centrale , un vero e proprio hortus conclusus moderno , pensato per offrire agli ospiti uno spazio intimo e tranquillo, in continuità con il verde circostante della pineta. Accesso centrale e organizzazione degli spazi L’ ingresso principale è collocato in posizione baricentrica , esattamente nel punto d’incontro dei due corpi edilizi. Questa scelta non solo è razionale dal punto di vista distributivo, ma restituisce anche una chiara gerarchia agli spazi: dal pubblico (la strada e i parcheggi esterni) al privato (l’atrio, le camere, il giardino) . Proprio l’ atrio interno colpisce per la sua articolazione spaziale: non si presenta come un semplice spazio di passaggio, ma come un ambiente ricercato, con lievi dislivelli e gradini curvilinei che lo rendono fluido e accogliente. Si percepisce un’intenzione progettuale che mira a qualificare ogni ambiente , anche quelli di servizio, con attenzione al dettaglio. Quinte cieche e giochi chiaroscurali Le testate dei due blocchi edilizi sono chiuse da quinte murarie cieche , caratterizzate da un rilievo verticale a righe , che crea un gioco di luci e ombre molto suggestivo, specie nelle ore del tramonto. Questi elementi, apparentemente semplici, svolgono una duplice funzione: decorativa e climatica . Proteggono dal sole diretto e dai venti, contribuendo alla regolazione termica dell’edificio, e allo stesso tempo conferiscono un carattere distintivo alla composizione architettonica. Il trattamento plastico di queste superfici denota un gusto per il dettaglio scultoreo che si rifà a certe sperimentazioni del modernismo europeo degli anni Sessanta, pur rimanendo sobrio ed equilibrato. Dialogo con la natura Uno degli aspetti più interessanti dell’Eurotel è il suo rapporto con l’ambiente naturale circostante . In un’epoca in cui la crescita edilizia rischiava spesso di compromettere i paesaggi costieri, questo progetto mostra invece una volontà di integrazione . Il complesso non sovrasta il contesto, ma si dispone orizzontalmente, con altezze contenute , lasciando spazio alla vegetazione e valorizzando l’esperienza del soggiorno all’aperto. Il giardino centrale con piscina, oltre alla funzione estetica e ricreativa, rappresenta anche una continuità visiva con la pineta , che filtra la luce e regala ombra e frescura agli ambienti interni. Un moderno concetto di ospitalità Nel complesso, l’Eurotel rappresenta un modello di ospitalità moderna : razionale nella distribuzione, elegante nei dettagli, sensibile al clima e al paesaggio. La combinazione tra comfort funzionale e raffinatezza architettonica è evidente sia negli spazi comuni , come l’atrio e il giardino, che nelle facciate disegnate con ritmo e misura. Questo approccio alla progettazione alberghiera è emblematico del clima culturale italiano alla fine degli anni Sessanta, quando la qualità architettonica era ancora un elemento centrale nella definizione del paesaggio turistico . Una gemma discreta tra gli alberghi del litorale Lontano dalle esuberanze formali o dai giganti dell’industria alberghiera contemporanea, l’Eurotel resta una gemma discreta , capace di esprimere l’equilibrio tra architettura e vacanza. Con la sua composizione misurata , i materiali scelti con attenzione e un’ idea chiara di spazio e luce , questo edificio non è solo un luogo dove soggiornare, ma un esempio di come anche un albergo possa essere un’opera d’architettura pensata con intelligenza e sensibilità . Oggi, in un’epoca che riscopre il valore della sostenibilità e del rapporto tra costruito e natura, l’Eurotel si conferma attuale e prezioso : un piccolo capolavoro nel verde della Riviera. Fonte testo: Riproduzione riservata © Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" www.villedilignano.it Consultare pagina: Fonti e Crediti Precedente Successiva
- L’architettura di Lignano conquista Milano: presentato il libro su Gianni Avon | Ville di Lignano
11 giugno 2026 L’architettura di Lignano conquista Milano: presentato il libro su Gianni Avon Via Isernia, 5, 20148 Milano MI, Italia Il contributo di Gianni Avon alla trasformazione urbanistica di Lignano tra il 1954 e il 1974 attraverso opere divenute oggi simboli della città. Indietro Scopri di più... L’architettura di Lignano conquista Milano: presentato il libro su Gianni Avon Desideriamo esprimere il nostro più sincero ringraziamento a Marco Donà , Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Lignano Sabbiadoro , per aver partecipato come relatore alla presentazione del volume Gianni Avon. Architetture a Lignano 1954-1974 , svoltasi presso il CASVA: Centro di Alti Studi sulle Arti Visive di Milano. Il suo intervento ha saputo mettere in luce il valore dell'opera di Gianni Avon e il ruolo determinante che l'architettura moderna ha avuto nella costruzione dell'identità di Lignano Sabbiadoro, evidenziando come il dialogo tra progetto, paesaggio e ambiente rappresenti ancora oggi un modello di straordinaria attualità. Un sentito ringraziamento anche per aver sostenuto la divulgazione di questo nostro appuntamento dello scorso 11 giugno attraverso la pubblicazione dell'articolo " L'architettura di Lignano conquista Milano: presentato il libro su Gianni Avon ", contribuendo a far conoscere a un pubblico sempre più ampio il patrimonio architettonico del Novecento lignanese e il lavoro di ricerca, tutela e valorizzazione che la nostra Associazione porta avanti. Essere presenti a Milano, in una sede prestigiosa come il CASVA, ha rappresentato un traguardo significativo per la nostra Associazione e un'importante occasione per promuovere, anche in ambito nazionale, il valore culturale dell'architettura di Lignano. Crediamo profondamente che la collaborazione tra istituzioni, professionisti, amministrazioni e associazioni culturali sia uno degli strumenti più efficaci per preservare, studiare e trasmettere questo patrimonio alle future generazioni. L'articolo ripercorre i principali temi affrontati durante l'incontro milanese, illustrando il contributo di Gianni Avon alla trasformazione urbanistica di Lignano tra il 1954 e il 1974 attraverso opere divenute oggi simboli della città. Vengono ricordati il valore della monografia presentata al CASVA, il percorso di valorizzazione promosso dalla nostra Associazione e il ruolo delle iniziative divulgative, delle mostre e dei tour guidati nel promuovere la conoscenza dell'architettura del Novecento. Ampio spazio è dedicato anche agli interventi dei relatori, che hanno evidenziato come l'opera di Avon rappresenti ancora oggi un esempio di equilibrio tra qualità progettuale, innovazione e rispetto del contesto naturale, confermando Lignano come uno dei più importanti laboratori italiani dell'architettura moderna. Articolo completo su: https://www.friulioggi.it/lignano-sabbiadoro/architettura-lignano-conquista-milano-presentato-libro-gianni-avon-18-giugno-2026/ Precedente Successiva
- Villa Schreurs | Ville di Lignano
Villa Schreurs Gianni Avon 1960 – 1961 Raggio delle Capelonghe, 10, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Raffinata residenza su due piani per una famiglia olandese, con passerella interna e terrazze immerse nel verde. Indietro Geometrie moderne e sensibilità nordica nel cuore di Lignano Pineta Nel cuore verde e ordinato di Lignano Pineta , al civico 10 del Raggio delle Capelonghe, si nasconde una villa che esprime perfettamente il sodalizio tra architettura razionale italiana e gusto nordico . Realizzata tra il 1960 e il 1961 per una famiglia olandese innamorata della località friulana, Villa Schreurs rappresenta una delle espressioni più equilibrate e raffinate della stagione modernista lignanese. Pur senza eccessi formali, la casa conquista per la purezza delle sue geometrie , per l’attenzione alla funzionalità degli spazi e per l’inserimento discreto nel contesto ambientale circostante. È un’opera che parla il linguaggio dell’architettura del benessere, della vacanza sobria e contemplativa, in piena armonia con l’idea originale di Lignano Pineta come “città-giardino”. Un progetto su misura: tra razionalismo e domesticità La villa si sviluppa su due livelli , con una chiara distinzione funzionale tra gli ambienti diurni e notturni. Il piano terra accoglie le attività comuni della giornata: la cucina e la zona pranzo , leggermente rialzate rispetto al livello del soggiorno, definiscono una prima interessante articolazione spaziale. Questo dislivello interno contribuisce a suddividere le funzioni senza ricorrere a pareti, in un gioco di spazi semiaperti e continui , coerente con le istanze del Movimento Moderno. Il piano superiore ospita la zona notte: una camera padronale con bagno privato e altre tre camere da letto , tutte dotate di accesso diretto a una delle due ampie terrazze esterne , spazi all’aperto pensati non solo come affacci ma come estensioni abitabili della casa , in linea con lo stile di vita balneare e rilassato che Lignano proponeva e propone tutt’oggi. L’elemento scenografico: la passerella a ponte Un dettaglio architettonico che caratterizza in modo inequivocabile Villa Schreurs è la passerella a ponte sospesa sopra l’ingresso. Pensata inizialmente come semplice collegamento tra due porzioni del piano superiore, questa struttura assume un valore figurativo centrale : introduce una dimensione quasi scenografica all’interno della casa, enfatizzando la verticalità dello spazio interno. La passerella si configura così come elemento narrativo , quasi teatrale, che accompagna il visitatore nella scoperta della casa, mettendo in comunicazione visiva i due piani e offrendo prospettive sempre diverse e dinamiche. È un gesto progettuale semplice, ma di grande efficacia, che rivela la cura con cui è stato pensato ogni dettaglio della villa. Materiali, luce, proporzioni Dal punto di vista costruttivo, la villa adotta soluzioni sobrie ma raffinate . Le murature sono intonacate con un bianco brillante, scelta che accentua i volumi puri e fa risaltare i tagli netti delle aperture. Le finestre, di dimensioni variabili ma sempre ben proporzionate, sono disposte con criterio compositivo preciso , e definiscono le facciate con un ritmo misurato fatto di pieni e vuoti, luce e ombra. I tagli verticali e quadrati delle finestre danno alla casa un volto moderno, ma non freddo: l’architettura qui è al servizio della vita quotidiana, e si percepisce una forte attenzione al comfort abitativo . Le ampie superfici vetrate garantiscono una perfetta illuminazione naturale in ogni ora del giorno, mentre le terrazze e le schermature naturali assicurano la giusta protezione dal sole nelle stagioni più calde. All’interno, il gioco dei livelli e l’uso del legno in alcuni dettagli suggeriscono un’atmosfera calda e accogliente. Le soluzioni distributive e formali sembrano evocare un’ influenza nordica (coerente con la committenza), ma sono perfettamente declinate nel contesto mediterraneo. Dialogo con il paesaggio e sostenibilità ante litteram Come molte delle ville realizzate in quegli anni a Lignano Pineta, anche Villa Schreurs è pensata per inserirsi in modo discreto nel verde . Nessun recinto opprimente, nessuna chiusura ostentata: l’edificio dialoga con il giardino circostante attraverso le sue terrazze, le sue grandi vetrate, i suoi percorsi fluidi. La casa è orientata con attenzione per garantire ventilazione naturale , protezione solare e privacy, senza mai perdere il contatto visivo con l’esterno. Si tratta di una forma di sostenibilità progettuale ante litteram , che non ha bisogno di tecnologie sofisticate per funzionare: bastano il buon senso e un’ intelligente gestione dello spazio e della luce . Una villa d’autore, senza ostentazioni Anche se l’autore del progetto non è indicato con certezza nelle fonti principali, l’alta qualità compositiva e l’equilibrio delle soluzioni fanno pensare a un professionista esperto e consapevole , probabilmente legato al vivace ambiente culturale e tecnico di quegli anni a Lignano. Non si tratta di un’architettura “firmata” nel senso mediatico del termine, ma di una villa d’autore nel senso più profondo e autentico : progettata con attenzione, amore per i dettagli, e una visione moderna del vivere, in cui estetica e funzionalità si fondono. Un rifugio moderno tra cielo, sabbia e pini Villa Schreurs è una delle tante piccole meraviglie che punteggiano il tessuto di Lignano Pineta: un esempio perfetto di quella “architettura del quotidiano” che ha costruito nel tempo l’identità della città. Raffinata ma non ostentata, moderna ma accogliente, disegnata per chi cerca un luogo di quiete, di natura e di bel vivere. Rappresenta oggi una testimonianza concreta del valore durevole dell’architettura ben fatta , capace di attraversare il tempo senza perdere il suo fascino e la sua funzionalità. E continua, silenziosamente, a raccontare la storia di una famiglia che da lontano ha scelto Lignano come casa. Fonte testo: Riproduzione riservata © Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" www.villedilignano.it Consultare pagina: Fonti e Crediti Precedente Successiva
- Fineste e aperture vetrate nella storia del costruire | Ville di Lignano
21 febbraio 2025 Fineste e aperture vetrate nella storia del costruire Viale Pier Andrea Mattioli, 39, Torino, TO, Italia La ricerca sulla storia delle finestre e aperture vetrate nel contesto architettonico, esplorando le innovazioni produttive, le tecniche progettuali e i cambiamenti sociali che hanno influenzato la costruzione di serramenti nei secoli. Indietro Scopri di più... Giornate di Studi: "Fin estre e Aperture Vetrate nella Storia del Costruire" Il Construction History Group (CHG) del Politecnico di Torino organizza la quinta edizione delle "Giornate di Studi", che si terranno il 20 e 21 febbraio 2025 presso il Castello del Valentino. Le giornate sono dedicate alla ricerca sulla storia delle finestre e delle aperture vetrate nel contesto architettonico, esplorando le innovazioni produttive, le tecniche progettuali e i cambiamenti sociali che hanno influenzato la costruzione di serramenti nel corso dei secoli. Dettagli dell'evento: Luogo : Castello del Valentino, Viale Mattioli 39, Torino Data : 20-21 febbraio 2025 Modalità : In presenza e con possibilità di partecipazione a distanza tramite link Organizzazione : Curatori : Rossella Maspoli, Gabriele Neri, Edoardo Piccoli (Politecnico di Torino, DAD) Organizzazione : Valentina Burgassi, Rosa Caruso (Politecnico di Torino, DAD) Programma delle Giornate: Prima gi ornata - 20 febbraio 2025, mattina 09:00 - Saluti istituzionali e introduzione dei curatori 09:15 - Nicoletta Marconi: "Divina lux parata est lucere: produzione, montaggio e manutenzione delle finestre della Basilica di San Pietro in Vaticano tra XVI e XIX secolo" 09:45 - Nigel Isaacs: "A need for air – development of English building code window area rules and their links to Italy" Sessione 1.1 – Età Moderna: Innovazioni Produttive e Progettuali 10:15 - Francesca Funis: "Dalle impannate (o incartate) alle invetriate. Le finestre a Firenze nel secondo Cinquecento" 10:40 - Pietro Giovanni Pistone: "La costruzione di grandi vetrate a Roma nel Seicento. Le finestre perdute di Borromini per San Giovanni in Laterano" 11:05 - Alberto Grimoldi, Angelo Giuseppe Landi: "Chiusure a vetri di aperture di grandi dimensioni nell’Italia del Seicento" 11:30 - Edoardo Piccoli: "Verso la normalizzazione: progetto e realizzazione dei serramenti vetrati nel Piemonte, secoli XVII-XVIII" 11:55 - Marica Forni: "Le voci delle finestre a Milano ‘gran cittadone’" 12:20 - Sandro Baroni, Giuseppe Maggi, Maria Pia Riccardi: "Vetri antichi come testimoni del tempo" Pranzo : 13:15 Prima giornata - 20 febbraio 2025, pomeriggio Sessione 2.1 – Verso l'Industria: Tempi e Risultati della Produzione 14:30 - Manfredo di Robilant: "Luminosità, sicurezza e precisione. La promozione commerciale e ideologica delle finestre moderne" 15:00 - Mauro Volpiano: "Serramenti lignei a Torino dal secondo Settecento agli anni postunitari" 15:25 - Rossella Maspoli: "Evoluzione dei serramenti industriali fra fine ‘800 e metà ‘900. Il caso Torino a confronto" 15:50 - Tanja Marzi, Daniela Bosia, Virginia Bombelli: "Serramenti razionali metallici": innovazioni tecnologiche e brevetti della A. Bombelli 16:15 - Simona Salvo: "Facciate continue in metallo e vetro, finestre di una modernità ‘altra’ del Novecento italiano" Sessione 2.2 – Sistemi Tecnologici, Materiali e Brevetti 17:00 - Elena Vitagliano: "Un’armatura coperta di cristalli e formata a cono". Materiali, tecniche e vulnerabilità delle lanterne in ferro e vetro nelle cupole italiane di primo Ottocento 17:25 - Riccardo Segradin: "La finestra a nastro a Venezia. Racconto di un serramento moderno in vetro artistico di Murano" 17:50 - Alberto Bologna, Ilaria Giannetti: "Brevetti per finestre smontabili. Esperimenti di proto Design for Disassembly in Italia (1945-1950)" 18:15 - Conclusioni Seconda giornata - 21 febbraio 2025, mattina Sessione 3.1 – Il Progetto Costruttivo e il Prestigio dell'Autore 09:15 - Giulia Marino, Franz Graf, Giuseppe Galbiati: "Gli involucri vetrati del complesso delle Officine ICO di Ivrea (1908-1949): storia, conoscenza, restauro" 09:45 - Silvia Berselli: "Come un otturatore fotografico: le finestre regolabili di Eileen Gray" 10:10 - Michela Comba: "Il Palazzo degli Affari di Torino: un prisma luminoso ‘per evitare l’incombenza di quelle famose masse a tutto vetro’" Coffee Break : 10:35 11:00 - Diana Barillari, Massimo Bortolotti, Francesca Agostinelli: "La casa dell’artista: Giancarlo De Carlo e Giuseppe Zigaina a Cervignano del Friuli" 11:25 - Rita Vecchiattini: "Il Museo di Architettura e Scultura ligure a Sant’Agostino in Genova" 11:50 - Giovanni Bellucci: "Gaetano Minnucci e le vetrate. La tecnica e l’architettura" 12:15 - Monica Resmini, Eleonora Caggiati: "Una ‘finestra con panorama’ nell’architettura di Giuseppe Pizzigoni" 12:40 - Conclusioni Visita : 14:30 – Visita ai disegni di serramenti tra XIX e XX secolo delle Collezioni Storiche del Politecnico di Torino Contatti: Construction History Group Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di TorinoCastello del Valentino, Viale Mattioli 39 Email : chg@polito.it Le Giornate di Studi sono un’occasione imperdibile per approfondire la storia delle finestre e delle aperture vetrate, esplorando come questi elementi architettonici si sono evoluti nel corso dei secoli, dal Rinascimento all’epoca moderna. Precedente Successiva
- Le amiche di Villa Ascot e il lusso di ereditare storie | Ville di Lignano
Le amiche di Villa Ascot e il lusso di ereditare storie 2026/08/24 Elisabetta De Dominis Messaggero Veneto Ci sono luoghi che, più di altri, riescono a custodire una parte della nostra memoria. Indietro Scopri di più... Le amiche di Villa Ascot e il lusso di ereditare storie Ci sono luoghi che, più di altri, riescono a custodire una parte della nostra memoria. Per molte generazioni di villeggianti, Lignano è stata soprattutto questo: un luogo di relazioni, incontri, amicizie e storie destinate a rimanere nel tempo. Il Messaggero Veneto del Lunedì, nell’edizione del 24 agosto 2026, dedica un intenso racconto a Lignano attraverso la memoria personale della giornalista Elisabetta De Dominis, che ripercorre le estati della propria infanzia e adolescenza tra La Pergola, Villa Grimm e Villa Ascot , restituendo il ritratto di una Lignano cosmopolita e profondamente legata alla cultura mitteleuropea. Automobili, biciclette, gelati, krapfen, spiaggia, piscine, feste e la discoteca Charlie diventano nel racconto frammenti di una biografia affettiva, ma anche testimonianze di un’epoca e di una particolare dimensione sociale della villeggiatura lignanese. Al centro emerge soprattutto il valore della villa come luogo di incontro e di memoria: non semplicemente uno spazio architettonico, ma una casa capace di mettere in relazione famiglie, culture e generazioni diverse. Villa Ascot diventa così il teatro di amicizie e feste, mentre le ville e le strade di Lignano Pineta fanno da sfondo a ricordi personali che oggi assumono anche un valore documentario. Un racconto che ci ricorda come il patrimonio di Lignano non sia costituito soltanto dagli edifici, ma anche dalle storie, dalle persone e dalle relazioni che quegli spazi hanno accolto. Fonte: Messaggero Veneto del Lunedì, 24 agosto 2026 – “Le amiche di villa Ascot e il lusso di ereditare storie”, Elisabetta De Dominis. Fonte testo: Riproduzione riservata © Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" www.villedilignano.it Consultare pagina: Fonti e Crediti Precedente Successiva
- KIT Fakultät für Architektur, Institut Entwerfen von Stadt und Landschaft di Karlsruhe | Ville di Lignano
27 maggio 2026 KIT Fakultät für Architektur, Institut Entwerfen von Stadt und Landschaft di Karlsruhe Piazza del Sole, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Mercoledì 27 maggio l’Associazione ha avuto il piacere di accompagnare un gruppo di studenti e docenti del KIT. Indietro Scopri di più... Karlsruher Institut für Technologie (KIT) Fakultät für Architektur, Institut Entwerfen von Stadt und Landschaft di Karlsruhe Mercoledì 27 maggio l’Associazione "Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano" ha avuto il piacere di accompagnare un gruppo di studenti e docenti del Karlsruher Institut für Technologie (KIT) – Fakultät für Architektur, Institut Entwerfen von Stadt und Landschaft di Karlsruhe, in visita studio nel NordEst Italia. Contattati dai docenti lo scorso aprile per contribuire alla tappa lignanese del loro itinerario, abbiamo organizzato un percorso dedicato alla scoperta delle architetture che hanno reso Lignano un laboratorio d’eccellenza per la progettazione moderna del secondo Novecento. La visita ha rappresentato un’importante occasione di confronto internazionale sui temi dell’architettura, del paesaggio e della tutela del patrimonio costruito, confermando l’interesse che le opere di Lignano continuano a suscitare anche oltre i confini nazionali. Ringraziamo i docenti e gli studenti del KIT per l’attenzione e la partecipazione, certi che la conoscenza e la condivisione siano strumenti fondamentali per valorizzare e preservare questo straordinario patrimonio architettonico. Precedente Successiva
- Marcello D'Olivo | Ville di Lignano
Marcello D'Olivo 1921–1991 Marcello D’Olivo, architetto modernista, pittore e urbanista visionario, ha lasciato il suo segno indelebile su Lignano Pineta attraverso la famosa "Spirale" urbana. Un'opera che intreccia natura, design organico e innovazione, esplorando il connubio tra estetica, territorio e sperimentazione su scala internazionale. Indietro Scopri di più ... Marcello D’Olivo: visionario architetto della spirale e dell’architettura organica Marcello D’Olivo (1921–1991) è stato una figura di spicco dell’architettura contemporanea, lasciando un segno indelebile nel Friuli-Venezia Giulia e oltre. Nato in una famiglia di decoratori, si formò al liceo artistico di Venezia e completò gli studi in Architettura presso lo IUAV nel 1947, nel difficile contesto del secondo dopoguerra. Fin da allora si delineava la sua visione organica e innovativa. La spirale urbana di Lignano Pineta Nel 1953 firmò il piano urbanistico di Lignano Pineta, caratterizzato dall’iconica “chiocciola”, una struttura viaria spiraliforme pensata per armonizzarsi con la vegetazione e la pineta circostante. Pubblicato su Domus nel 1954, questo progetto esprimeva una sintesi tra rispetto ambientale e abitare turistico, precorrendo nuovi approcci architettonici. Tra architettura e pittura, oltre i confini Artista e urbanista poliedrico, D’Olivo non si limitò al panorama locale ma si cimentò in sfide internazionali, come la ricostruzione mediorientale e progetti urbanistici in Africa. Tra le sue opere spiccano anche sperimentazioni con la prefabbricazione e residenze organiche come Villa Spezzotti a Lignano, in cui esterni e interni sembrano fondersi in un dialogo continuo. Un maestro di visione e sperimentazione La sua produzione, vasta e variegata, comprende quasi 400 progetti che spaziano dall’architettura all’urbanistica, fino alla pittura. Attivo in Libia, Libano e Gabon, arrivò a progettare una città satellite a Libreville. Nel 1972 sintetizzò la sua filosofia in Discorso per un’altra architettura , un manifesto che riflette il suo equilibrio tra estetica artistica, rispetto naturale e innovazione tecnologica. Riscoperta e valorizzazione postuma Dopo la sua scomparsa, la città di Udine e altre istituzioni hanno celebrato la sua eredità attraverso mostre retrospettive e iniziative commemorative, come la piazza a Lignano Pineta dedicata al suo nome. Il centenario della sua nascita nel 2021 ha visto nuovi approfondimenti critici da parte di esponenti illustri come Massimiliano Fuksas e Gillo Dorfles. Marcello D’Olivo rimane una figura imprescindibile nell’architettura del Novecento. La sua ricerca organica, associata a un’audace visione del rapporto tra forme urbane e natura, offre spunti fondamentali per quanti oggi lavorano alla tutela e valorizzazione del paesaggio architettonico moderno. Precedente Successiva









