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ESPLORA I PATRIMONI ARCHITETTONICI DI LIGNANO
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117 risultati trovati con una ricerca vuota
- Mostra Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro | Ville di Lignano
Mostra Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro 12 luglio 2025 Biblioteca Comunale, Via Treviso, 2, Lignano Sabbiadoro, Lignano Sabbiadoro UD, Italia A Lignano, la fotografia d’arte incontra l’architettura d’autore. Indietro CONTENUTI MULTIMEDIALI BIBLIOTECA COMUNALE DI LIGNANO SABBIADORO Via Treviso, 2 - Lignano Sabbiadoro Dal 12 LUGLIO al 05 AGOSTO 2025 dal lunedì al venerdì ore 14.30 - 22.00 giovedì 10.00 - 12.00; 14.30 - 22.00 sabato 10.00 - 19.00 INGRESSO LIBERO INFO: Tel.0431 409160 Email: biblio@lignano.org Sito: www.lignano.org Mostra alla Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro Italo Zannier, Sara Trimarchi e l’incontro tra mosaico e fotografia La prima tappa della mostra itinerante “A Lignano, la fotografia d’arte incontra l’architettura d’autore” si svolge nella Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro, con un percorso visivo che intreccia lo sguardo del fotografo Italo Zannier con l’arte musiva di Gino Avon, attraverso le architetture progettate da Gianni Avon. Le fotografie d’archivio, messe a disposizione dallo Studio Associato Avon, dialogano con una selezione di scatti inediti della giovane fotografa Sara Trimarchi, che restituisce in chiave contemporanea la forza espressiva dei mosaici realizzati da Gino Avon per le ville del figlio. Un’occasione per scoprire dettagli spesso invisibili, nei giochi di luce e materia, tra arte e architettura. Precedente Successiva
- Gino Avon | Ville di Lignano
Gino Avon 1896 - 1984 Maestro mosaicista friulano, ha lasciato un segno profondo nell’arte musiva del Novecento, tra restauri prestigiosi e opere internazionali. La sua eredità artistica vive oggi nel lavoro del nipote, l’architetto Giulio Avon. Indietro Scopri di più ... Gino Avon (1896 - 1984): Maestro del Mosaico e Artigiano del Patrimonio Artistico Friulano Gino Avon, nato a Udine nel 1896, è stato uno dei più talentuosi mosaicisti italiani del Novecento, lasciando un'impronta artistica profonda e duratura sia in Italia sia all’estero. Cresciuto in una famiglia di mosaicisti, fu avviato all’arte dal padre Andrea, e questo apprendimento familiare rimase una caratteristica centrale del suo sviluppo artistico. Tuttavia, la sua formazione, avvenuta senza il supporto di una solida base scolastica, fu per Avon un rammarico che lo accompagnò per tutta la vita. Gli Esordi e la Formazione Internazionale Giovanissimo, Gino Avon si trasferì a Nizza e successivamente a Parigi, dove già lavoravano come mosaicisti di talento i fratelli maggiori Vincenzo, Angelo e Tommaso. Queste esperienze all'estero permisero a Avon di approfondire le tecniche musive e di esplorare diversi approcci stilistici. Rientrato in Friuli nel 1923, intraprese la strada dell’insegnamento, ricoprendo un ruolo di rilievo alla Scuola di Mosaico di Spilimbergo. Qui, fino al 1930, trasmise le sue conoscenze alle nuove generazioni di artisti e contribuì significativamente alla diffusione della tecnica musiva in Friuli e non solo. L'Attività a Udine e la Sfida delle Leggi Protezionistiche Negli anni Venti, Avon aprì un proprio laboratorio a Spilimbergo, che rimase attivo fino al 1934, quando fu costretto a chiuderlo a causa delle leggi protezionistiche fasciste che limitarono l'esportazione delle opere d'arte. Questo lo portò a trasferirsi definitivamente a Udine, dove avviò un nuovo laboratorio specializzato in pavimenti musivi e "alla veneziana," ampliando così le sue competenze artistiche anche all’imprenditoria. Tra le sue opere di questo periodo spiccano il mosaico per il Monumento ai Caduti di Spilimbergo e le decorazioni per il tribunale di Porto Said in Egitto. Collaborazioni Internazionali e il Riconoscimento Artistico Gino Avon lavorò con alcuni dei più celebri architetti del suo tempo, come Umberto Nordio, D’Avanzo, Midena, Magistretti e Caccia Dominioni, con i quali realizzò opere che combinavano eleganza e abilità tecnica. La sua attenzione alla tradizione e l’elevata qualità del lavoro lo portarono a restaurare importanti mosaici storici. Grazie alla collaborazione con l’architetto De Grassi, fu incaricato del restauro dei pavimenti paleocristiani a Grado. A Trieste, invece, si occupò del restauro dei mosaici della chiesa serbo-ortodossa e di quelli della facciata del Palazzo del Governo, contribuendo alla salvaguardia di questi straordinari patrimoni artistici. Le Opere e l’Eredità Artistica L’opera di Avon si estese anche alle decorazioni musive della chiesa della polizia ferroviaria di Tarvisio, ai pavimenti di Palazzo Adria a Fiume e a quelli dell’Università di Trieste. Oltre a collaborare con architetti di grande rilievo, Gino Avon frequentò artisti noti, tra cui Mirko Basaldella, Ernesto Mitri, e Carlo Carrà. Fu grazie a questi contatti che il suo stile seppe sempre rimanere al passo con i tempi, fondendo tradizione e modernità in un perfetto equilibrio. La sua capacità di tradurre il linguaggio architettonico in superfici decorative durature, eleganti e integrate nell'ambiente circostante rappresenta una testimonianza unica della sua maestria e visione artistica. Veduta della Piazza della Libertà e l'Eredità di Avon Tra le opere più significative, troviamo una decorazione musiva della Piazza della Libertà di Udine, realizzata negli anni Sessanta e oggi custodita come preziosa testimonianza di un’epoca di rinascita e innovazione artistica. Con la sua scomparsa nel 1984, Udine e l'Italia hanno perso uno dei più appassionati interpreti della tecnica musiva, ma l'eredità di Avon continua a vivere nelle sue opere e nella memoria collettiva del patrimonio artistico friulano. Gino Avon rimane un simbolo di dedizione e passione per l'arte del mosaico, un artista che ha saputo preservare e innovare la tradizione musiva, rendendo onore al patrimonio artistico friulano e contribuendo, attraverso il suo lavoro, alla valorizzazione del nostro territorio. La Passione trasmessa al nipote Gino Avon ha trasmesso la sua passione e competenza per l’arte e il restauro al nipote Giulio Avon, che è oggi è Socio Fondatore Esperto dell’Associazione e rinomato architetto. Figlio dell'Architetto Gianni, Giulio ha seguito anche le orme del nonno Gino, distinguendosi nel campo del restauro e della riqualificazione architettonica con importanti interventi su monumenti come Villa Manin, il Duomo di Cividale e Piazza Ursella a Lignano Sabbiadoro. Con un amore innato per l’arte e l’architettura, Giulio Avon si è dedicato anche alla progettazione di allestimenti espositivi e alla valorizzazione del patrimonio culturale di Lignano attraverso volumi e mostre, proseguendo così l’eredità di famiglia con impegno e passione. Precedente Successiva
- Villa Mainardis | Ville di Lignano
Villa Mainardis Marcello D’Olivo 1954 – 1955 Raggio di Levante, 37, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Villa a pianta circolare su due piani firmata da D’Olivo. Un’architettura organica ispirata a Frank Lloyd Wright, integrata nella pineta di Lignano. Indietro Un’architettura organica tra natura e sperimentazione Una villa circolare, tra modernismo e ispirazione americana Villa Mainardis rappresenta uno dei progetti più iconici dell’architettura residenziale di Lignano Pineta , non solo per la sua forma circolare , ma per la forza con cui l’edificio si distacca dalla tradizione edilizia del dopoguerra e si inserisce in una visione architettonica sperimentale , in linea con il piano urbanistico innovativo concepito dallo stesso Marcello D’Olivo nel 1953. Costruita tra il 1954 e il 1955, la villa è situata lungo il Raggio di Levante , perfettamente inserita nel disegno spiraliforme del quartiere. Il committente, uno degli azionisti della Società Lignano Pineta , affidò a D’Olivo la realizzazione di una residenza che fosse al tempo stesso funzionale, moderna e immersa nel paesaggio. Pianta circolare: una scelta non convenzionale La villa si sviluppa su pianta perfettamente circolare , elemento già di per sé radicale in un panorama edilizio italiano ancora largamente ancorato a volumi rettangolari e simmetrici. L’organizzazione si articola su due livelli: Il piano inferiore , in parte interrato, è destinato a garage e locali di servizio . Il piano superiore ospita invece l’intero spazio abitativo, articolato in una distribuzione fluida e funzionale. Al centro della composizione si impone il nucleo scala , anch’esso circolare, che non è solo elemento distributivo ma fulcro simbolico e spaziale del progetto. Da qui si accede all’appartamento e si percepisce l’unità spaziale dell’intero edificio. Distribuzione e qualità dello spazio La distribuzione degli ambienti interni segue la curvatura della pianta, favorendo un’articolazione radiale dei vani. L’uso del cerchio consente una continuità visiva e funzionale tra i diversi ambienti, con ampie vetrate a tutta altezza che si aprono verso la pineta circostante. Particolarmente interessante è la terrazza sagomata , che segue la curvatura della copertura, prolungando visivamente lo spazio interno verso l’esterno e rafforzando la connessione tra architettura e natura. Una casa atterrata tra le dune: l’immaginario futurista La villa è stata più volte definita come un “oggetto volante atterrato nella natura” , metafora visiva efficace per descrivere l’aspetto aerodinamico e sospeso dell’edificio. La copertura a spiovere si avvolge sull’intera struttura come una carena, proteggendola e nello stesso tempo rendendola riconoscibile. L’immagine evoca una dimensione quasi spaziale , in cui l’edificio perde le sue connotazioni tradizionali per trasformarsi in una macchina abitativa futurista , perfettamente inserita nel paesaggio. Influenze internazionali: il richiamo a Frank Lloyd Wright Il confronto più diretto, spesso evocato dagli studiosi, è con la David and Gladys Wright House (1950–1952) progettata da Frank Lloyd Wright a Phoenix, Arizona. La casa americana, anch’essa su pianta circolare e sollevata da terra, con scala centrale e terrazze sinuose, condivide con Villa Mainardis la volontà di superare la griglia rettangolare , esplorando nuove forme spaziali che si adattino al contesto e stimolino un diverso modo di abitare. D’Olivo riprende questa ispirazione reinterpretandola con linguaggio personale, mediterraneo, costruito su materiali locali e un rapporto profondo con il paesaggio della pineta friulana . Materiali e finiture: modernismo discreto Villa Mainardis presenta murature intonacate , tagli netti nelle aperture, parapetti leggeri e una copertura in materiali tradizionali reinterpretati con stile. Il tutto concorre a creare un’architettura organica, compatta ma elegante , che comunica sobrietà e innovazione insieme. L’assenza di ornamenti e la prevalenza della forma pura rendono l’edificio una dichiarazione progettuale : l’essenzialità diventa linguaggio, il volume si fa protagonista. Innovazione tipologica e importanza storica Villa Mainardis non è solo un esempio isolato: è una sintesi perfetta del progetto urbano e architettonico di D’Olivo , che concepiva ogni lotto edilizio come parte di un sistema coerente, armonico, dinamico. La pianta circolare è, in questo senso, anche una risposta urbanistica : consente di ruotare l’edificio sul lotto per ottimizzare esposizione e privacy, in una visione molto attuale di architettura adattiva . Dal punto di vista storiografico, rappresenta una delle prime vere sperimentazioni organiche della costa adriatica, aprendo la strada a linguaggi alternativi e più liberi nella progettazione di residenze estive. Una villa-manifesto Oggi Villa Mainardis è riconosciuta come una delle residenze più rappresentative della Lignano del dopoguerra , e uno dei capolavori di Marcello D’Olivo. La sua forma, il suo linguaggio e la sua capacità di evocare suggestioni internazionali la rendono un unicum nel panorama architettonico friulano . Preservarla, raccontarla e renderla accessibile significa valorizzare un patrimonio che unisce cultura del progetto, innovazione e identità territoriale . Precedente Successiva
- Case Ursella | Ville di Lignano
Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" Case Ursella LIGNANO IN BIANCO E NERO La ditta E.M.E. Ursella S.r.l., costruttrice di soluzioni residenziali in cemento armato, ci ha donato preziose fotografie in bianco e nero di Lignano, scattate durante o poco dopo la realizzazione degli edifici. Un contributo che arricchisce la memoria visiva della città e testimonia la cultura del costruire nel Friuli e nel Triveneto.
- Case Ursella | Ville di Lignano
Case Ursella 1976 La ditta E.M.E. Ursella S.r.l., costruttrice di soluzioni residenziali in cemento armato, ci ha donato preziose fotografie in bianco e nero di Lignano, scattate durante o poco dopo la realizzazione degli edifici. Un contributo che arricchisce la memoria visiva della città e testimonia la cultura del costruire nel Friuli e nel Triveneto. Indietro Scopri di più ... Precedente Successiva
- RAI FVG: Con le mani, con i piedi, con il cuore | Ville di Lignano
RAI FVG: Con le mani, con i piedi, con il cuore 2025, 17 Settembre Sabrina Mazza, Rai FVG Un viaggio tra cultura, comunità e architettura, che vedrà la partecipazione della nostra presidente Sabrina Mazza, in dialogo con Arianna Zani e Giacomo Plozner. Parleremo di Lignano e del suo periodo d’oro architettonico, delle mostre in corso e dei progetti che portiamo avanti con l’Associazione "Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano". Indietro Scopri di più... Con le mani, con i piedi, con il cuore: Ville di Lignano ospite su Rai Radio Uno FVG Il 17 settembre 2025, l’Associazione Raggi e Architetture – Ville di Lignano avrà un'importante occasione di dialogo e promozione culturale. Durante la trasmissione radiofonica “Con le mani, con i piedi, con il cuore”, in onda su Rai Radio Uno FVG dalle 11.20 alle 12.30, la presidente Sabrina Mazza parteciperà a un’intervista condotta da Elena Commessatti. Il programma, fedele al suo formato consolidato, accompagnerà gli ascoltatori in un percorso attraverso le storie, i patrimoni e i vissuti del Friuli Venezia Giulia. Questo approccio mira a celebrare il territorio intrecciando memoria e cultura, spaziando dalla letteratura alle arti visive, dall’inclusione sociale alle architetture che definiscono l’identità locale. Un viaggio tra talenti ed esperienze La puntata inizierà con l’Atlante Immaginario del Friuli Venezia Giulia, progetto dell’Associazione Scrittori FVG che esplora legami familiari, storie di rinascita e antiche leggende. Seguiranno approfondimenti su Accessibility for Future 2025, evento dedicato all’innovazione inclusiva in programma a Udine dal 18 al 20 settembre, e sul 33° Convegno del Centro Balducci. Inoltre, si parlerà dei gruppi AMA dell’ASPIC FVG, esempio di auto mutuo aiuto psicologico e comunitario. In questo ricco mosaico culturale ci sarà spazio anche per Ville di Lignano, che metterà in evidenza l'importanza dell’architettura nel riflettere l’anima della comunità. Lignano e la sua eredità architettonica L’intervento di Sabrina Mazza rappresenterà un’occasione per rivivere il periodo d’oro dell’architettura di Lignano, segnato dalle opere visionarie di progettisti come Marcello D’Olivo, Gianni Avon e Aldo Bernardis. Con le loro residenze private, hotel e spazi pubblici dal carattere innovativo, Lignano è diventata un esempio unico di fusione tra modernità, paesaggio e tecnica costruttiva. L’associazione continua oggi a valorizzare questo patrimonio attraverso mostre, passeggiate tematiche, eventi culturali e collaborazioni con enti e università. L’intervento radiofonico sarà l’opportunità perfetta per presentare progetti in corso e nuove iniziative che intrecciano memoria storica e fruizione contemporanea. Architettura al servizio della comunità Partecipare a “Con le mani, con i piedi, con il cuore” va oltre la semplice visibilità mediatica: è un’occasione per sensibilizzare un pubblico ampio sull'importanza dell’architettura come patrimonio comune. Gli edifici non sono solo costruzioni fisiche; raccontano storie di identità collettiva e visioni progettuali capaci di resistere nel tempo. In un periodo in cui la salvaguardia del patrimonio culturale diventa sempre più cruciale, iniziative come questa costruiscono ponti tra cittadini, memoria storica e consapevolezza territoriale, rafforzando il senso di appartenenza e partecipazione condivisa. Un appuntamento da non perdere Tutti i sostenitori e appassionati del territorio sono invitati a seguire la trasmissione mercoledì 17 settembre dalle 11.20 su Rai Radio Uno FVG. Sarà un’occasione speciale per immergersi in storie accomunate dal desiderio di valorizzare le eccellenze culturali della nostra terra. Per chi non riuscirà a seguire l’appuntamento in diretta, sarà disponibile lo streaming o il podcast tramite la piattaforma Rai Play Sound. Attraverso questa partecipazione radiofonica, Ville di Lignano ribadisce il proprio impegno a costruire connessioni tra passato e futuro, tra territori e comunità, utilizzando il linguaggio universale dell’architettura e della cultura. Maggiori informazioni sul sito Rai FVG Precedente Successiva
- Aldo Bernardis | Ville di Lignano
Aldo Bernardis 1925 - 2012 Aldo Bernardis (1925-2012) ha contribuito a trasformare Lignano in una moderna città balneare. Attraverso la realizzazione della Terrazza a Mare e delle sue ville innovative, ha saputo combinare sperimentazione architettonica, maestria artigianale e tutela del paesaggio costiero. Indietro Scopri di più ... Aldo Bernardis: l’architetto dell’identità moderna di Lignano Aldo Bernardis (1925-2012) emerge come una figura cruciale nell'architettura del secondo Novecento, caratterizzandosi per il suo ruolo fondamentale nello sviluppo di Lignano Sabbiadoro come città turistica moderna e unica. Il volume “Aldo Bernardis Architetture a Lignano 1953-2003” celebra il suo lavoro, evidenziando come le sue creazioni, a partire dalla celeberrima Terrazza a Mare , abbiano incarnato il dinamismo e l'essenza identitaria di questa località balneare. Le “case al mare”: sperimentazione, artigianalità, natura Il percorso professionale di Bernardis prende avvio dall'architettura residenziale, riflettendo il suo approccio innovativo e radicato nell'artigianalità. La villa Prevedello (1954-55), soprannominata “la pagodina”, utilizza una combinazione di legno, acciaio e cemento per creare volumi originali e spazi dall'estetica unica. La villa Caselli-Troppina , tutt'oggi ben conservata, spicca per l'attenzione ai dettagli: gli infissi, il rivestimento in opus incertum delle pareti in pietra e la qualità delle lavorazioni artigianali sono elementi distintivi. Ancora più affascinante è la villa Borgnolo (1955-56), dove un pino marittimo attraversa la soletta in cemento, fungendo da colonna vivente e offrendo uno degli esempi precoci di integrazione tra architettura e sostenibilità ambientale. Icone urbane: Terrazza a Mare, Torre Zanier, Kursaal e altro Tra i progetti più rappresentativi di Bernardis troviamo senza dubbio la Terrazza a Mare (1967-72), sviluppata in seguito a un concorso indetto nel 1961. Questo elegante pontile sospeso sul mare Adriatico culmina con una piattaforma dotata di bar e ristorante e si distingue per la sua copertura a conchiglia, che richiama le forme sinuose delle opere di Niemeyer e della Sydney Opera House. La sua iconicità, celebrata persino con un francobollo commemorativo, la rende un vero emblema della città. La Torre Zanier (1958-60), grazie alla sua pianta a Y e i pannelli prefabbricati Ursella, rappresenta una delle prime sperimentazioni italiane nell'edilizia industrializzata. Anche il Kursaal (1965-68), sebbene distrutto nel 1977 e successivamente ricostruito negli anni Ottanta mantenendo la forma a tenda originale, e la sede dello Yachting Club (1970-71), con profili che evocano la prua di una nave, testimoniano il linguaggio architettonico dinamico e raffinato di Bernardis. Architettura pubblica e brutalismo: Municipio e chiesa Bernardis ha segnato profondamente anche il settore dell'architettura pubblica e istituzionale. Il Municipio di Lignano (1968-73) è un edificio definito da uno stile brutalista, con pilastri rastremati, cemento a vista e un atrio monumentale che riflette influenze dichiarate dei lavori di Le Corbusier e Kenzo Tange. Allo stesso modo, la chiesa del Cristo Redentore (1972-74) si caratterizza per le capriate reticolari che poggiano su una trave perimetrale e per le colonne che scandiscono una navata centrale ampia e dilatata. L'uomo e l’architetto: un rapporto profondo con Lignano Oltre alla straordinaria competenza professionale, Bernardis era profondamente legato alla città di Lignano. Ogni mercoledì lo si trovava tra cantieri e incontri con i clienti, incarnando una presenza viva nella comunità locale. Dalle case sperimentali alla Terrazza a Mare, con il suo contributo essenziale all'identità architettonica di Lignano, Aldo Bernardis ha saputo fondere innovazione tecnica, funzionalità estetica e un profondo rispetto per il territorio. Precedente Successiva
- Annuali di storia dell'Urbanistica e Botanica | Ville di Lignano
Annuali di storia dell'Urbanistica e Botanica 2015 Ferruccio Canali ASUP Urbanistica tra utopia e realtà: la città a spirale di Lignano Pineta tra le visioni di D’Olivo e Piccinato, al centro del nuovo volume ASUP curato da Ferruccio Canali. Indietro Scopri di più... Lignano Pineta e la “città a spirale” tra utopia, turismo e urbanistica moderna Nel nuovo volume degli Annali di Storia dell’Urbanistica e del Paesaggio (ASUP), curato da Ferruccio Canali , intitolato Urbanistica per la Villeggiatura e per il Turismo nel Novecento , emerge con forza l’importanza del rapporto tra progetto urbano, architettura e turismo nella costruzione della città moderna. All’interno di questo quadro, trova spazio l’intervento della Professoressa Diana Barillari , che approfondisce un caso emblematico: la “città a spirale” di Lignano Pineta , concepita da Marcello D’Olivo nel 1953 e successivamente confrontata con l’intervento dell’urbanista Luigi Piccinato . La riflessione proposta da Barillari si inserisce in un ampio progetto di analisi che intende valutare in che misura l’urbanistica italiana del Novecento abbia dialogato con le esigenze del turismo e della villeggiatura. Se infatti esiste una consolidata letteratura su città balneari, colonie e paesaggi vacanzieri, mancava ancora una ricognizione capace di cogliere il ruolo attivo della disciplina urbanistica nella definizione di nuovi modelli insediativi e nella produzione di spazi dedicati al tempo libero. Lignano Pineta: nascita di un’utopia organica Il progetto di Lignano Pineta , nato nel 1953 per iniziativa della Società Lignano Pineta e affidato a Marcello D’Olivo, rappresenta uno dei più audaci tentativi di coniugare architettura, urbanistica e natura . L’idea alla base è tanto semplice quanto rivoluzionaria: disegnare un centro turistico che non intaccasse l’equilibrio della pineta costiera, ma che al contrario ne seguisse i flussi, i rilievi e le logiche naturali. Nasce così la celebre pianta a spirale , una forma urbana che si sviluppa a partire da un centro, il nodo commerciale e collettivo, per poi irradiare i suoi raggi – le vie residenziali – in maniera fluida e organica verso il mare. La spirale d’Olivo è molto più che un simbolo grafico: è un manifesto urbano , una proposta integrata in cui strade, abitazioni, servizi e aree verdi convivono secondo una logica centripeta e non invasiva. L’urbanistica per il turismo: modelli e sperimentazioni Nel contesto trattato dal volume ASUP, l’esperienza di Lignano Pineta si configura come uno dei primi tentativi consapevoli in Italia di utilizzare la progettazione urbanistica per rispondere non solo a esigenze residenziali, ma anche e soprattutto a finalità turistiche. L’intervento di Diana Barillari sottolinea come D’Olivo, nella sua proposta, non si limiti a pianificare un lotto o un quartiere, ma piuttosto disegni un nuovo modo di vivere la villeggiatura . Il centro commerciale, la promenade, i raggi alberati, le case a bassa densità immerse nel verde e la separazione funzionale degli spazi diventano strumenti per costruire una città dell’esperienza turistica , in cui la natura non è un limite ma una risorsa da integrare e valorizzare. In questo senso, Lignano Pineta si distacca da molte altre località balneari coeve, spesso frutto di lottizzazioni speculative, e si avvicina piuttosto alle esperienze internazionali più avanzate, come le Garden Cities o i piani urbanistici del Movimento Moderno. Il confronto con Luigi Piccinato: dalla teoria alla revisione Negli anni successivi, il progetto di Lignano Pineta viene parzialmente rivisto e aggiornato. A questo processo partecipa Luigi Piccinato , uno degli urbanisti più autorevoli dell’Italia del secondo dopoguerra. Barillari evidenzia come il contributo di Piccinato si inserisca in una fase di consolidamento della località, quando il disegno iniziale di D’Olivo si confronta con le necessità pratiche della costruzione, della gestione dei flussi turistici, della regolamentazione edilizia. Il confronto tra i due approcci – il gesto visionario e quasi organico di D’Olivo e la razionalità metodica di Piccinato – rappresenta un momento di dialogo tra utopia e realtà , in cui l’urbanistica cerca un equilibrio tra ispirazione artistica e concretezza funzionale. Se D’Olivo sogna una città-foresta, Piccinato ne gestisce la crescita, ne regola gli accessi, ne ottimizza le infrastrutture. Entrambi contribuiscono a definire un modello urbano turistico innovativo , che ancora oggi costituisce un unicum nel panorama italiano. Una lezione per il presente Il volume ASUP curato da Ferruccio Canali e l’intervento della prof.ssa Barillari ci invitano a riflettere su quanto l’urbanistica possa – e debba – occuparsi del tempo libero e del turismo . Lignano Pineta, con la sua città a spirale, dimostra che è possibile pensare spazi turistici sostenibili, integrati, non standardizzati. Spazi capaci di generare identità e qualità della vita , prima ancora che profitto. Nel momento storico in cui le coste italiane sono minacciate dalla cementificazione, dal turismo mordi-e-fuggi, e dall’erosione ambientale, guardare al modello di D’Olivo e al dibattito urbanistico sul turismo nel Novecento non è solo un esercizio storiografico, ma un atto di responsabilità. Significa recuperare una cultura del progetto urbano consapevole , che consideri la villeggiatura non come un intermezzo, ma come un laboratorio privilegiato per sperimentare nuove forme di convivenza tra uomo e natura. Precedente Successiva
- Sahara Motel | Ville di Lignano
Sahara Motel 1955 – 1956 Aldo Bernardis, Gianni Avon Il Sara Motel, progettato da Bernardis e Avon nel 1955-56, fu una struttura d’avanguardia immersa nella pineta, simbolo del turismo moderno e internazionale a Lignano. Indietro Scopri di più... L’icona del turismo moderno a Lignano Pineta Nel cuore della pineta di Lignano, in Arco dell’Erica, sorgeva un’architettura innovativa che oggi è solo memoria documentata ma che, negli anni Cinquanta, rappresentava una vera rivoluzione nel concetto di ospitalità balneare: il Sara Motel , realizzato tra il 1955 e il 1956. Fu un progetto firmato da due grandi protagonisti dell’architettura friulana del secondo Novecento: l’architetto Aldo Bernardis e l’architetto Gian (Gianni) Avon , su incarico del committente Christoph di Vienna , figura imprenditoriale che già nel nome segnava una chiara vocazione internazionale. Contesto e architettura: una visione lungimirante Il Sara Motel nacque in un momento di fervore creativo per Lignano Pineta, quando l’intera località stava prendendo forma come città-giardino grazie alla visione di Marcello D’Olivo. In questo contesto di urbanistica organica e architettura integrata nella natura, Bernardis e Avon immaginarono una struttura ricettiva che rispecchiasse il nuovo stile di vita vacanziero, capace di fondere comfort moderno, contatto con la natura e funzionalità. L’edificio era immerso nella pineta, ed era progettato per offrire indipendenza, servizi, e una connessione diretta con il paesaggio circostante. Non un albergo tradizionale, bensì un motel moderno , come sottolineato dal materiale pubblicitario dell’epoca, rivolto a un pubblico italiano ma anche europeo. Le lingue del pieghevole – italiano, tedesco, francese e inglese – testimoniano una precisa strategia comunicativa orientata a una clientela internazionale, confermando il respiro cosmopolita del progetto. La comunicazione: un modello di promozione turistica L’apparato promozionale del Sara Motel era particolarmente curato e rappresenta un elemento distintivo del progetto. Il pieghevole pubblicitario, stampato in quattro lingue, metteva in evidenza sia la posizione strategica della struttura, nel centro della pineta di Lignano, sia l’ offerta completa di servizi . A ciò si aggiungeva una proposta di soggiorno che riprendeva i modelli d’oltreoceano, dove i motel erano pensati per un turismo indipendente, dinamico, a misura di famiglia. Il Sara Motel si inseriva pienamente in questa visione innovativa, offrendo agli ospiti una residenza funzionale e autonoma, senza rinunciare al comfort. Non mancava nemmeno l’attenzione ai dettagli affettivi e simbolici: il materiale promozionale includeva cartoline personalizzate , con immagini delle spiagge e scorci iconici di Lignano, che gli ospiti potevano inviare durante il soggiorno. Un gesto semplice ma significativo, che sottolinea l’idea di un’esperienza turistica da ricordare e condividere. Progetto e linguaggio architettonico Anche se oggi l’edificio originale non è più visibile – l’area è stata riconvertita e ora ospita residenze private – i materiali d’archivio e la documentazione rimasta ci permettono di ricostruire le principali caratteristiche del progetto. La pianta prevedeva alloggi disposti in sequenza, con accessi indipendenti e spazi privati protetti dalla vegetazione. L’uso del mattone, del legno e del cemento si integrava con l’ambiente, riprendendo il linguaggio semplice ma raffinato che contraddistingue molte realizzazioni di Bernardis e Avon a Lignano. L’approccio tipologico del motel, più che una mera soluzione funzionale, rappresentava una presa di posizione progettuale che superava il concetto di “albergo” tradizionale e prefigurava una nuova forma di ospitalità estiva . I protagonisti: Bernardis, Avon e il committente Aldo Bernardis , all’epoca giovane architetto friulano, già attivo a Lignano, fu tra i più originali interpreti dell’architettura organica, capace di fondere forme moderne con rimandi vernacolari. Gianni Avon , figlio del mosaicista Gino Avon, era allora all’inizio di una lunga carriera che lo avrebbe portato a distinguersi nel campo della progettazione architettonica e del restauro. Insieme, formarono una coppia progettuale dinamica e sinergica, in grado di rispondere alle esigenze di una committenza colta e ambiziosa. Il signor Christoff di Vienna , committente del progetto, fu figura lungimirante, capace di intuire le potenzialità turistiche del nascente villaggio di Lignano Pineta e di investirvi con un’idea chiara: offrire ospitalità moderna e sofisticata a un turismo internazionale. Memoria e trasformazione Oggi il Sara Motel non esiste più, se non nella memoria dei documenti, delle immagini e dei racconti. La sua area è stata edificata con nuove residenze, ma il valore storico e architettonico del progetto continua a vivere grazie all’attività dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano”, che si impegna nella raccolta e valorizzazione di queste esperienze straordinarie. La riscoperta del Sara Motel rappresenta un tassello importante nella narrazione dell’evoluzione turistica e architettonica di Lignano. Un modello di sviluppo sostenibile, integrato e pensato per il benessere degli ospiti, che può ispirare anche le strategie contemporanee nel settore dell’ospitalità. 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- Un Libro...un Caffè - 8^ Edizione: Aldo Bernardis | Ville di Lignano
15 settembre 2024 Un Libro...un Caffè - 8^ Edizione: Aldo Bernardis Lungomare Riccardo Riva, 1, 33054 Lignano Sabbiadoro, Lignano Sabbiadoro UD, Italia Torna l'appuntamento settimanale culturale della domenica mattina "Un libro...un caffè", una serie di incontri con degli scrittori che presentano il proprio libro. Indietro Scopri di più... L'architetto udinese Giulio Avon parla del suo libro "Aldo Bernardis. Architetture a Lignano". L'indagine mette in rilievo come il noto architetto Aldo Bernardis sia l'artefice di molti luoghi simbolo di Lignano: lo Yachting Club, l'Azienda di Soggiorno, la Terrazza a Mare, il Kursaal, l'albergo President e la Marina Uno sono scenografie potenti e rappresentative. Queste architetture sono ormai talmente familiari per i frequentatori più affezionati di Lignano, che costituiscono parte integrante del paesaggio vacanziero. Info: info@rivieraresorthotel.it Tel. 0431 1938211 Organizzato da: Comune di Lignano Sabbiadoro Viale Europa, 26 Tel: +39 0431 409111 e Riviera Resort Kursaal www.riviersaresorthotel.it Precedente Successiva
- Barillari Diana | Ville di Lignano
Barillari Diana Ex. Docente Università di Trieste (Storica Dell'Arte) Comitato Scientifico Storica dell’architettura con lunga esperienza accademica, ha insegnato all’Università di Trieste e pubblicato ricerche su figure chiave come D’Aronco, Nordio, D’Olivo, Valle, Scarpa, Zanuso. Partecipa attivamente a convegni e progetti di valorizzazione. Indietro Scopri di più ... Diana Barillari Ricerca, didattica e impegno per la conoscenza e la tutela dell’architettura moderna e contemporanea. Con una formazione solida tra letteratura, arte e architettura, la sua attività professionale e accademica ha contribuito in modo significativo alla valorizzazione del patrimonio architettonico italiano ed europeo. Si laurea in Lettere Moderne all’Università di Trieste nel 1983, con una tesi incentrata su Raimondo D’Aronco e il Palazzo Comunale di Udine, seguita dal professor Decio Gioseffi e dal professor Marco Pozzetto. Sin dagli esordi, il suo interesse si focalizza sulla storia dell’architettura, in particolare sui protagonisti del passaggio tra XIX e XX secolo. Prosegue il suo percorso con un dottorato in Storia dell’Architettura all’Università di Firenze (1993), affrontando il rapporto tra architettura islamica e le Secessioni mitteleuropee, con un approfondito studio sul caso D’Aronco, sotto la guida del professor Ezio Godoli. Ottiene poi un post-dottorato all’Università di Ferrara, concentrandosi sulla storia e lo stato degli archivi dell’architettura moderna in Italia, con il professor Sergio Polano come tutor. Dal 2012 consegue anche l’Abilitazione Scientifica Nazionale per l’insegnamento universitario nel settore scientifico-disciplinare ICAR 18 (Storia dell’Architettura). Dal 2000 al 2022 è docente presso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Trieste. Qui ha tenuto corsi fondamentali come Storia dell’Architettura, Architettura del Paesaggio, Storia delle Tecniche Architettoniche (in italiano e, dal 2015, anche in inglese con il corso “History of Building Construction”). Ha fatto parte del Consiglio del Corso di Laurea in Ingegneria Civile e Ambientale ed è stata membro esterno del Collegio del Dottorato di Ricerca in Ingegneria e Architettura. La sua attività scientifica si è concentrata sull’approfondimento di autori e movimenti del XIX e XX secolo, con studi, pubblicazioni e conferenze dedicate a Raimondo D’Aronco, Arduino Nordio, Marcello D’Olivo, Gino Valle, Carlo Scarpa, Marco Zanuso e altri protagonisti dell’architettura italiana. Ha partecipato a numerosi convegni e progetti di ricerca, contribuendo alla conoscenza e alla diffusione dell’architettura moderna, in particolare nel Nord-Est italiano. Nel corso degli anni, ha accompagnato alla ricerca storica una costante attività di divulgazione e valorizzazione: partecipa a mostre, curatele, eventi culturali e attività associative legate alla promozione del patrimonio costruito, con una particolare attenzione ai contesti urbani di Udine, Trieste, Gorizia e Lignano Sabbiadoro. La sua presenza all’interno dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano” rappresenta un contributo prezioso per il rigore storico, la profondità degli studi e la capacità di leggere l’architettura non solo come opera estetica, ma come espressione di un’identità culturale da preservare, raccontare e trasmettere alle nuove generazioni. Precedente Successiva
- SABAP 100: 1923-2023 | Ville di Lignano
14 novembre 2024 SABAP 100: 1923-2023 Via Antonio Zanon, 22, 33100 Udine, UD, Italia , 100 anni di Patrimonio Culturale in Friuli Venezia Giulia. Celebrazioni del centenario della Soprintendenza Archeologia. Indietro Scopri di più... Centenario della Soprintendenza SABAP del Friuli Venezia Giulia Tema: “Attenzione: FRAGILE! Riflessioni sulla tutela dell'architettura del XX secolo” L'Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" parteciperà alle celebrazioni del centenario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. L'evento sarà una riflessione sulla tutela dell'architettura contemporanea, con una particolare attenzione all'architettura del XX secolo. Programma della giornata Mattina (10:30 – 13:30) Modera : Valentina Minosi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia Luciano Antonino Scuderi (Direzione Generale Creatività Contemporanea): Il censimento delle architetture italiane dal 1945 a oggi come strumento di conoscenza Ugo Carughi (Past-President DOCOMOMO Italia): Procedure di tutela dell'architettura contemporanea in Italia e all'estero Paolo Nicoloso (Università di Trieste): Vecchie città e piani urbanistici: contrasti e accordi a Trieste, Udine, Gorizia e altrove. 1925-1941 Sara di Resta (Università IUAV): Il restauro dei materiali dell'architettura contemporanea tra teoria e prassi Pausa pranzo : 13:30 – 15:30 Pomeriggio (15:30 – 18:00) Sergio Pratali Maffei (Università di Trieste): L'architettura contemporanea in Friuli Venezia Giulia: conoscenza e conservazione nelle attività dell'Università degli Studi di Trieste e di Do. Co. Mo. Mo. FVG Alessandro Bertoli (Comune di Udine): TRA incantesimo e TRAsformazione Giulio Avon (Raggi e ArchiTetture): La Città di Lignano come laboratorio di sperimentazione dell'architettura degli anni '50 e '60 del Novecento Vincenzo Giampaolo (SABAP FVG): L'importanza della lettera d). Alcuni casi di tutela del contemporaneo in Friuli Venezia Giulia Conclusioni : 18:00 – 19:00 Concerto : 19:30 – Centenario di Bruno Tonazzi. Duo Viozzi. Concerto a cura della Camerata Strumentale Italiana Contatti : Trieste : Palazzo Economo, 040 4527511 Udine : Palazzo Clabassi, 0432-504559 Email : sabap.100-fvg@cultura.gov.it Ingresso :Fino ad esaurimento posti (capienza massima: 70 persone) Formazione :Verranno riconosciuti 6 CFP a fronte della partecipazione all'intera giornata formativa. Un evento imperdibile per tutti gli appassionati di architettura e per chi desidera approfondire la tutela del patrimonio architettonico del XX secolo in Friuli Venezia Giulia! Precedente Successiva










