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RISULTATI DI RICERCA

ESPLORA I PATRIMONI ARCHITETTONICI DI LIGNANO

Benvenuto nella sezione dei risultati di ricerca. Qui potrai trovare i contenuti che rispondono ai tuoi criteri di ricerca: articoli, video, mappe e schede dettagliate sulle ville e sull'architettura del Novecento a Lignano. Utilizza i le parole chiave per affinare ulteriormente la tua ricerca e scoprire il ricco patrimonio culturale della cittadina friulana.

130 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Gianni Avon. Architetture a Lignano 1954-1974 | Ville di Lignano

    Gianni Avon. Architetture a Lignano 1954-1974 2026 Giulio Avon Gaspari Editore Gianni Avon (1922-2006) è uno dei protagonisti di questa rinascita assieme ai colleghi Marcello D’Olivo, Gino Valle, Paolo Pascolo e Aldo Bernardis. Indietro Scopri di più... Gianni Avon. Architetture a Lignano 1954-1974 Il volume documenta l’attività dell’architetto friulano nella città balneare che, negli anni Cinquanta e Sessanta, rappresenta un laboratorio di sperimentazione dell’architettura nazionale, oltre che un caso culturale interessante all’interno del “miracolo italiano”. 2026 Giulio Avon Gaspari Editore Gianni Avon (1922-2006) è uno dei protagonisti di questa rinascita assieme ai colleghi Marcello D’Olivo, Gino Valle, Paolo Pascolo e Aldo Bernardis. Il libro presenta interessanti immagini d’epoca riprese da maestri della fotografia: Italo Zannier, noto fotografo e autorevole storico della fotografia, Giorgio Casali e l’occhio di Gio Ponti nella rivista Domus. Disponibile la pubblicazione “ Architetture a Lignano 1953-2003 ” monografia sull’Arch. Aldo Bernardis, spedizione gratuita. I fondi raccolti saranno impiegati per sostenere i progetti di valorizzazione culturale del patrimonio architettonico promossi dell’ Associazione Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano . Per info scrivere alla nostra mail: raggiearchitetture@villedilignano.it AUTORI Giulio Avon (1956) è architetto. Tra i suoi recenti lavori i restauri del Castello di Valvasone, la ricostruzione del Castello Savorgnan ad Artegna e la riqualificazione di Piazza Ursella a Lignano. Ha progettato allestimenti espositivi, tra i quali Carlo Ramous (Milano Triennale 2017; Malpensa 2018) e Floriano ponte di arte e Fede (Illegio 2014); curato e allestito le Mostre di architettura alla Terrazza a mare di Lignano Sabbiadoro (2015, 2016, 2017). È autore di ALDO BERNARDIS / ARCHITETTURE A LIGNANO 1953-2003 (Gaspari 2024) e ha curato il volume DENTRO LIGNANO / Inside Lignano (Gaspari 2019, con Ferruccio Luppi). Silvia Cattiodoro , professoressa Associata in Architettura degli Interni e Allestimento all’Università di Palermo, ha una specializzazione in Scenografia, un Master in Museografia e un Ph.D. in Espressione e Comunicazione visiva. È membro del Collegio di Dottorato in Architettura e delegata alle mostre e agli allestimenti. Collabora con archivi, fondazioni e associazioni culturali in Italia e all’estero per la realizzazione di esposizioni tematiche. La sua ricerca si dedica ai legami creati tra architettura durevole ed effimera negli interni e negli allestimenti. Ferruccio Luppi (1964), storico dell’architettura. Tra i suoi libri sui protagonisti dell’architettura lignanese, è autore con Paolo Nicoloso di Lignano. Guida all’architettura (Biblioteca dell’immagine 2002) e MARCELLO D’OLIVO (Gaspari 2024), ha curato i volumi su Marcello D’Olivo (Electa 1998, con Guido Zucconi e altri; Mazzotta 2002, con Paolo Nicoloso), Gianni Avon (Marsilio 2000, con Guido Zucconi), Studio Avon (Marsilio 2010, con Irene Giustina) e DENTRO LIGNANO / Inside Lignano (Gaspari 2019, con Giulio Avon). Guido Zucconi (1950), laureato in Architettura prima al Politecnico di Milano, poi alla Princeton University (USA); dal 1980 fino al settembre 2020 è docente di Storia dell’architettura presso l’Università Iuav di Venezia. Presidente dell’Associazione italiana di storia urbana (AISU) dal 2009 al 2013; dell’Ateneo Veneto, dal 2014 al 2017. Tra i volumi pubblicati: con Martina Carraro Officina IUAV, 1925-1980. Saggi sulla scuola di architettura di Venezia (Marsilio 2011), La città degli igienisti: riforme e utopie sanitarie nell’Italia umbertina (Carocci 2022). Precedente Successiva

  • Villa Sordi | Ville di Lignano

    Villa Sordi Aldo Bernardis 1958 – 1959 Arco del Maestrale & Raggio del Bisato, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Si distingue per un'ampia copertura in coppi e una struttura introversa, ideata come rifugio privato per l'attore. Indietro Un Ritiro Privato per Alberto Sordi, tra Architettura e Funzionalità Nel cuore di Lignano Pineta, a cavallo tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60, nasce una delle abitazioni più emblematiche della zona: la Villa Sordi. Questo progetto, voluto fortemente dal celebre attore Alberto Sordi, si inserisce all’interno di un'iniziativa promossa dalla società Lignano Pineta, che intendeva attrarre personaggi del mondo dello spettacolo per contribuire alla visibilità e alla promozione turistica della località. Per incentivare questa partecipazione, l’offerta era quella di un lotto di terreno gratuito, a condizione che ogni personaggio famoso costruisse una casa che riflettesse la propria personalità. Alberto Sordi aderì a questa proposta e diede vita a quella che è oggi conosciuta come Villa Sordi. Un Progetto a Misura di Rifugio: Introversione e Privacy La villa si caratterizza per la sua essenza introversa, pensata non per essere esposta al mondo, ma per offrire al celebre attore un rifugio lontano dalla curiosità pubblica. Progettata da Bernardis tra il 1958 e il 1959, la casa si presenta come una sorta di "tana" moderna, un luogo sicuro dove Sordi potesse ritirarsi e godere della sua privacy. Questo carattere di riservatezza è accentuato dalla scelta architettonica di orientare e modellare gli spazi in modo che la villa sembri quasi "nascosta", protetta dal rumore e dalle sollecitazioni esterne. Il design di Villa Sordi è emblematico di un tipo di architettura che non si limita a rispondere a necessità funzionali, ma che gioca con la forma e la materia per creare un'atmosfera di intimità e sicurezza. La villa non è un edificio che si espone verso l'esterno, ma piuttosto si nasconde nel paesaggio, come una "capsula" che accoglie i suoi abitanti in un contesto protetto. La Copertura in Coppi: Un Elemento Caratterizzante Uno degli aspetti più riconoscibili di Villa Sordi è senza dubbio la sua copertura, costituita da un ampio tetto a coppi. Questa scelta non è solo una soluzione estetica, ma rappresenta anche un elemento simbolico. La copertura ampiamente inclinata ha un forte impatto visivo, connotando figurativamente l’edificio e amplificando il suo carattere introverso. La scelta dei coppi, un materiale tradizionale, richiama le tipiche abitazioni rurali italiane, ma qui viene reinterpretato in chiave moderna, integrandosi perfettamente con le linee sobrie e minimali del resto dell’architettura. La copertura è anche una risposta alle condizioni climatiche della zona: l’inclinazione permette un'efficace gestione delle acque piovane, proteggendo al contempo gli ambienti interni dalla luce solare diretta, elemento essenziale in un contesto residenziale pensato per la privacy e il riposo. Struttura e Forma: L’Articolazione del Tetto e dei Telai Il tetto di Villa Sordi si appoggia su una serie di telai in cemento piegati ad angolo ottuso, una soluzione che rappresenta un equilibrio perfetto tra funzionalità e ritmo visivo. Questi telai non solo svolgono una funzione statica fondamentale, supportando il peso del tetto, ma contribuiscono anche a definire un ritmo cadenzato nei prospetti della villa. L’inclinazione degli angoli e l’articolazione dei telai creano un effetto visivo dinamico che guida l’occhio lungo le facciate, rendendo l’edificio visivamente interessante senza mai perdere la sua sobrietà e il suo carattere riservato. Questa particolare attenzione alla struttura e alla forma evidenzia una delle qualità distintive del progetto: l'abilità del suo architetto, Bernardis, nel controllare e manipolare le forme strutturali in modo da rispondere in maniera efficace alle necessità pratiche senza sacrificare l'estetica. La scelta di telai piegati ad angolo ottuso non è solo una questione di estetica, ma anche una risoluzione ingegneristica che permette di ottenere un edificio solido e stabile, ma al contempo con un carattere innovativo e distintivo. La Collaborazione con Marcello D’Olivo e l’Impresa Ursella Un altro aspetto che merita di essere sottolineato è la lunga collaborazione di Bernardis con il progettista Marcello D'Olivo e l’impresa Ursella, che ha giocato un ruolo fondamentale nella realizzazione del progetto. D’Olivo, figura di spicco nel panorama architettonico italiano dell'epoca, ha condiviso con Bernardis la visione di un’architettura che fosse al tempo stesso innovativa e radicata nella tradizione. L’impresa Ursella, dal canto suo, ha contribuito con la sua esperienza nel campo delle costruzioni, garantendo che il progetto fosse realizzato con la massima attenzione ai dettagli e alla qualità dei materiali. Questa collaborazione ha permesso di ottenere una villa che non è solo un’opera architettonica, ma anche un esempio di come la sinergia tra progettista, ingegnere e costruttore possa dar vita a un edificio che resiste alla prova del tempo, sia dal punto di vista strutturale che estetico. Il Ruolo della Villa Sordi nella Promozione di Lignano Pineta La costruzione di Villa Sordi non fu solo un atto di creazione architettonica, ma anche un passo importante per la promozione di Lignano Pineta come località turistica di prestigio. Offrendo terreno gratuito a personalità del mondo dello spettacolo, la società Lignano Pineta mirava a attrarre l’attenzione dei media e a costruire una rete di vip che avrebbero contribuito a dare visibilità alla località. La presenza di Sordi, uno degli attori più amati e conosciuti in Italia, ha avuto un impatto significativo sulla popolarità di Lignano Pineta, contribuendo a far crescere l’interesse per la zona e a cementare la sua reputazione come meta turistica esclusiva. Un'Eleganza Discreta e Funzionale Villa Sordi non è solo un rifugio privato per Alberto Sordi, ma anche un esempio di architettura che riflette la ricerca dell’intimità e della privacy attraverso una forma innovativa e funzionale. La villa è un’opera di grande eleganza, ma allo stesso tempo è un luogo che nasconde il suo fascino, puntando sulla discrezione piuttosto che sull’esposizione. Il progetto di Bernardis, arricchito dalla collaborazione con Marcello D’Olivo e l’impresa Ursella, rappresenta una delle vette dell’architettura residenziale dell’epoca, capace di fondere tradizione e modernità in modo perfetto. Precedente Successiva

  • Ville al Mare | Ville di Lignano

    Ville al Mare 1960 Görlich Editore Görlich Editore, Milano Un viaggio dentro un’idea di architettura profondamente etica, integrata nel paesaggio e orientata al vivere bene. Indietro Scopri di più... Architettura mediterranea, modernità e pianificazione: un modello urbanistico che ancora ispira Il volume "Ville al Mare – Lignano" , pubblicato da Görlich Editore nel 1960, è un tassello fondamentale per comprendere il panorama architettonico italiano del secondo dopoguerra, con un focus speciale sulla nascente località balneare di Lignano Pineta . Questa pubblicazione si inserisce in una serie dedicata alle residenze secondarie italiane — inaugurata con "Ville e chalet di montagna" e seguita da "Ville al lago e in collina" — ma assume un rilievo particolare grazie al ricco repertorio di architetture mediterranee e alla documentazione del progetto urbano di una delle più ambiziose e innovative operazioni di pianificazione costiera del Novecento. Un’architettura a misura di paesaggio Ciò che emerge sin dalle prime pagine del volume è la volontà di raccogliere e offrire al lettore un’ampia gamma di esempi di ville affacciate sul mare o situate in prossimità delle coste italiane. Le tipologie presentate spaziano dalla piccola dimora per un uso weekendiero, composta da uno o due ambienti essenziali, fino alla residenza estiva articolata, dotata di numerosi ambienti, giardino, solarium, aree per gli ospiti e servizi accessori. Oltre ad un notevole apparato iconografico composto da fotografie in bianco e nero e a colori, il volume fornisce piante, sezioni, prospetti e dettagli costruttivi delle architetture proposte. Questo approccio tecnico-divulgativo dimostra la volontà dell’editore di produrre un libro non solo ispirazionale ma anche strumentale , rivolto sia al grande pubblico sia ai professionisti del settore: architetti, geometri, costruttori. Lignano Pineta: il cuore progettuale del volume Il punto focale dell’opera è però il progetto di Lignano Pineta , sviluppato dall’architetto Marcello D’Olivo a partire dai primi anni Cinquanta. Inserita nel più vasto contesto del rinnovamento architettonico e turistico dell’Italia postbellica, Lignano Pineta rappresenta un caso unico di integrazione tra disegno urbanistico e paesaggio naturale. La scelta di adottare una pianta a spirale — ispirata al mondo organico, al disegno naturale e al pensiero urbanistico di stampo wrightiano — ha permesso la realizzazione di un centro turistico in grado di rispettare la morfologia del suolo, in particolare la fitta pineta costiera. Il sistema viario elicoidale, i lotti armonizzati con le curve di livello e il rispetto delle alberature esistenti rappresentano ancora oggi un modello di urbanistica sostenibile ante litteram . Un repertorio di architetture firmate All'interno di Lignano Pineta, Ville al Mare presenta numerosi esempi di edifici progettati da importanti figure del panorama architettonico friulano e italiano dell’epoca, come Gianni Avon , Paolo Pascolo , Aldo Bernardis , oltre allo stesso D’Olivo. Le architetture documentate offrono soluzioni formali e costruttive diverse, ma tutte accomunate da una forte attenzione al dialogo con l’ambiente, all’utilizzo di materiali locali (legno, laterizio, cemento a vista) e a un’estetica razionalista temperata dal calore mediterraneo. Il valore del libro risiede anche nella capacità di far emergere non solo le caratteristiche tecniche e distributive degli edifici, ma anche la loro componente culturale e ambientale. Si tratta infatti di architetture che non aspirano alla monumentalità, ma alla discreta armonia con il luogo e alla funzionalità per la vita estiva. Critica alla speculazione edilizia In un passaggio significativo dell’introduzione, gli autori sottolineano quanto la qualità architettonica e paesaggistica di Lignano Pineta sia stata possibile grazie all’esistenza di un piano regolatore coerente e rispettoso della morfologia del luogo. Lungi dall’essere un elogio nostalgico, questa affermazione suona oggi come una lucida anticipazione di tematiche ancora attuali: la lotta alla cementificazione selvaggia, la necessità di strumenti urbanistici sostenibili e la difesa del paesaggio come bene comune. In questo senso, Ville al Mare non si limita a essere un atlante di belle case, ma si configura come un vero e proprio manifesto culturale , volto a sensibilizzare sia il pubblico generico che gli operatori del settore alla responsabilità dell’atto di costruire. Un libro per progettisti e sognatori Concepito come una guida per chi desiderava costruire la propria casa al mare, il volume si rivolge anche a progettisti, studenti, appassionati e studiosi . Offre spunti pratici, suggerimenti compositivi, esempi di inserimento paesaggistico che ancora oggi possono risultare utili nell’ambito della progettazione residenziale in zone costiere. Al tempo stesso, è un documento prezioso per comprendere lo spirito culturale e architettonico degli anni ’50-’60 , un periodo in cui l’Italia si stava trasformando in una nazione moderna e dinamica, e in cui la qualità architettonica rappresentava un elemento chiave del benessere e dell’identità territoriale. "Ville al Mare – Lignano" è molto più di una raccolta di progetti: è un viaggio dentro un’idea di architettura profondamente etica, integrata nel paesaggio e orientata al vivere bene. Per l’Associazione Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano , questo volume rappresenta una testimonianza concreta del valore delle architetture del Novecento lignanese e uno strumento fondamentale per la diffusione della cultura architettonica del territorio. Oggi più che mai, tornare a riflettere su progetti come Lignano Pineta significa recuperare una visione del costruire che mette al centro l’armonia con l’ambiente, il rispetto del contesto e la bellezza come bene condiviso. Precedente Successiva

  • Presentazione: Studio Avon. Mostre e Musei 1980-2020 | Ville di Lignano

    4 marzo 2026 Presentazione: Studio Avon. Mostre e Musei 1980-2020 P.za Compasso d'Oro, 1, 20154 Milano MI, Italia Ci sono progetti che non si esauriscono nello spazio di una mostra, ma generano visioni, consapevolezze, nuove responsabilità. Indietro Scopri di più... Studio Avon. Mostre e Musei 1980–2020 Presentazione del volume (Gaspari, 2025) ADI Design Museum Piazza Compasso d’Oro 1, Milano Mercoledì 4 marzo 2026, ore 18.00 Interverranno: Paola Garbuglio, Matteo Iannello, Walter Patscheider, Giulio Avon In dialogo con l’autore William Cortes Casarrubios Ci sono progetti che non si esauriscono nello spazio di una mostra, ma generano visioni, consapevolezze, nuove responsabilità. Quando lo Studio associato Architetti Avon curò, su incarico del Comune di Lignano Sabbiadoro e con il supporto della Biblioteca comunale, gli allestimenti dedicati alle Architetture di Lignano del Novecento, probabilmente non immaginava che quelle esposizioni avrebbero contribuito – negli anni successivi – alla nascita dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano”. Quelle mostre, oggi documentate nel volume Studio Avon. Mostre e Musei 1980–2020 a cura di William Cortes Casarrubios, hanno rappresentato un momento fondamentale: non solo un’occasione espositiva, ma un passaggio culturale. Attraverso fotografie, allestimenti e narrazioni, hanno restituito dignità e centralità a un patrimonio spesso silenzioso ma straordinariamente significativo. È proprio in quel contesto che alcuni proprietari delle ville di Lignano – a Sabbiadoro, Pineta e Riviera – hanno maturato la consapevolezza della necessità di costituire un’associazione dedicata alla tutela e alla valorizzazione di questo patrimonio. Da quella spinta nasce la nostra realtà. I fondatori si sono sentiti – e si sentono tuttora – custodi di una parte di un patrimonio storico, culturale e architettonico che deve essere prima di tutto rispettato e poi condiviso. Lignano è un vero e proprio museo a cielo aperto: testimonianza di un periodo di grande fervore creativo e di una visione urbanistica innovativa che ha saputo coniugare natura, sperimentazione e qualità progettuale. La presentazione del volume allo ADI Design Museum rappresenta quindi non solo un momento editoriale, ma anche un’occasione per ripercorrere le radici culturali di un percorso che continua ancora oggi. Un invito a guardare l’architettura non come semplice costruzione, ma come memoria viva e responsabilità collettiva. Precedente Successiva

  • Albergo delle Palme | Ville di Lignano

    Albergo delle Palme Paolo Pascolo 1967 – 1968 Viale delle Palme, 24, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Un'architettura elegante e frazionata, con terrazze a gradoni immerse nel verde della pineta. Un raffinato equilibrio tra forma e natura. Indietro Eleganza discreta tra i pini di Lignano Tra le architetture più significative della Lignano Pineta degli anni Sessanta, l’ Albergo delle Palme , costruito tra il 1967 e il 1968 lungo viale delle Palme 24 , si distingue per la sobrietà e l’eleganza delle sue soluzioni formali , perfettamente inserite nel paesaggio della pineta costiera. In un contesto in cui lo sviluppo edilizio iniziava ad assumere toni più intensivi, questo edificio si propone come esempio virtuoso di architettura alberghiera integrata nel verde , con un impianto distributivo e volumetrico studiato per mitigare l’impatto sull’ambiente e offrire agli ospiti un soggiorno di qualità, anche dal punto di vista spaziale. Cinque piani, una volumetria "a gradoni" L’hotel si sviluppa su cinque piani , organizzati con il lato lungo perpendicolare rispetto all’asse del viale. Una delle sue scelte progettuali più significative riguarda le testate dei due fronti principali , dove i piani superiori arretrano progressivamente , generando ampie terrazze a ogni livello. Questo movimento verso l’interno crea un effetto a gradoni , che alleggerisce sensibilmente la massa del volume complessivo e introduce una dinamica geometrica coerente con il contesto naturale . L’edificio non si impone sul paesaggio, ma sembra modellarsi su di esso, lasciando spazio alla luce, alla vegetazione e alla ventilazione. Un inserimento attento nel verde della pineta Il frazionamento volumetrico ottenuto con i terrazzi aggettanti si traduce in una migliore armonia con il verde della pineta circostante , elemento caratterizzante e fondante dell’identità urbana di Lignano Pineta. Ogni terrazza si configura come uno spazio abitabile, ombreggiato e aperto sul paesaggio , un’estensione della camera verso l’esterno, che permette all’ospite di vivere il soggiorno in una dimensione più intima e naturale. Il verde non è solo sfondo, ma componente attiva dell’esperienza architettonica . Scelte cromatiche e dettagli sobri L’ intonaco chiaro del rivestimento contribuisce alla leggerezza visiva dell’edificio. In combinazione con la semplicità dei dettagli costruttivi , questa finitura conferisce all’Albergo delle Palme un tono raffinato ma sobrio , perfettamente in linea con la poetica del suo autore, che dimostra una chiara sensibilità verso la misura, il contesto e l’esperienza dell’abitare temporaneo . Le linee nette , i volumi puri e la pulizia formale contribuiscono a rendere l’edificio non solo funzionale, ma anche capace di trasmettere una sensazione di ordine e serenità. Nulla è eccessivo, tutto è calibrato. Una visione moderna dell’ospitalità Questo hotel rappresenta anche un’evoluzione del concetto di ospitalità turistica , che negli anni Sessanta stava rapidamente cambiando. Sempre più turisti, provenienti dal nord Europa e dalle città italiane, chiedevano strutture confortevoli ma non invasive , capaci di offrire relax senza rompere l’equilibrio naturale delle località balneari. L’Albergo delle Palme risponde a questa esigenza con una struttura che concilia densità e qualità spaziale , evitando l’effetto monolitico che spesso caratterizzava i grandi alberghi del periodo. Ogni camera, dotata di terrazzo o affaccio verso il verde, partecipa a una visione collettiva del paesaggio, evitando la serialità sterile e puntando su un’esperienza individuale, quasi domestica . L’importanza dell’autore: una firma sottile Anche se non sempre celebrato nelle narrazioni più note sull’architettura balneare friulana, il progettista dell’Albergo delle Palme dimostra una notevole capacità compositiva , che si manifesta nel saper fare con poco , valorizzando le proporzioni, la luce e il rapporto tra pieni e vuoti. Questa architettura non cerca il protagonismo, ma lavora in profondità, nei dettagli, con una sensibilità rara verso il paesaggio costruito . È un progetto che rispetta le promesse di Lignano Pineta: una località nata non come semplice lottizzazione, ma come esperimento urbanistico organico , in cui ogni edificio contribuisce a disegnare un ambiente unitario, equilibrato e sostenibile. Una lezione di equilibrio L’Albergo delle Palme si impone, ancora oggi, come modello di buona architettura turistica , capace di coniugare funzionalità, estetica e rispetto per il contesto. In un’epoca in cui il turismo spesso coincide con l’iper-sfruttamento del territorio, questo edificio ci ricorda che è possibile costruire nel paesaggio senza distruggerlo , anzi valorizzandolo. È un edificio che sa parlare sottovoce, senza mai urlare la propria presenza , e proprio per questo riesce a diventare parte dell’identità di Lignano: una presenza discreta ma duratura, capace di accogliere, proteggere e offrire bellezza. Precedente Successiva

  • Casa Romanelli | Ville di Lignano

    Casa Romanelli Gino Biasi, Enor Milocco 1955 – 1956 Arco della Paranza, 13, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Villa a tre piani, articolata in due volumi uniti da un muro inclinato a 45°. Un solarium con telaio in cemento completa questa raffinata architettura. Indietro Articolazione volumetrica e soluzioni moderne nella Pineta degli anni '50 Una composizione spaziale innovativa nel cuore della spirale Costruita tra il 1955 e il 1956, Villa Romanelli è un esempio di residenza vacanziera dal linguaggio architettonico ricercato, che coniuga funzionalità moderna e attenzione compositiva . Inserita in uno dei rami della spirale di Lignano Pineta, la villa fu progettata da Antonio Biasi ed Enor Milocco , due tra i più assidui collaboratori di Marcello D’Olivo , figura di riferimento per l’urbanistica e l’architettura lignanese del Novecento. La casa si presenta come un dialogo tra volumi, piani e scorci visivi , con una distribuzione che si sviluppa verticalmente su tre livelli e obliquamente attraverso un interessante angolo strutturale. Due volumi e un muro inclinato: l’identità spaziale dell’edificio La villa è composta da due corpi di fabbrica uniti a 45° da un muro portante in mattoni a vista , elemento architettonico centrale che non solo organizza la distribuzione interna, ma dona carattere e dinamismo all’intera composizione . L’intersezione tra i volumi genera prospettive inaspettate , giochi di luce e una maggiore articolazione degli spazi interni ed esterni . Questo espediente compositivo, semplice ma efficace, anticipa alcune tendenze della progettazione residenziale contemporanea e rende l’abitazione ancora oggi estremamente attuale. Distribuzione funzionale su tre livelli L’abitazione è organizzata in maniera chiara e razionale: Al piano terra troviamo la zona notte , dotata di camere da letto e servizi. Il primo piano ospita invece la zona giorno , affacciata su un’ampia terrazza che diventa naturale estensione dello spazio interno. Una scala esterna in cemento armato , costruita a sbilzo sul muro laterale , conduce alla copertura praticabile , concepita come solarium . Questo percorso ascensionale progressivo — dal più intimo al più aperto — risponde pienamente alle esigenze del turismo balneare dell’epoca, ma anche alla volontà dei progettisti di creare una sequenza spaziale fluida e coerente . Il solarium: un tetto abitabile come spazio di relazione Elemento distintivo del progetto è proprio la copertura : un telaio in cemento armato , geometrico e rigoroso, genera una zona d’ombra e al tempo stesso funge da cornice architettonica al paesaggio circostante. Questo spazio, oggi diremmo "ibrido", era concepito come luogo di relazione, contemplazione e benessere climatico . In pieno spirito modernista, il tetto non è solo chiusura dell’edificio, ma quinta scenografica , belvedere , luogo attivo per l’abitare. Materiali e struttura: tra robustezza e trasparenza L’edificio adotta una struttura mista in: muratura in mattoni a vista , cemento armato a vista per gli elementi portanti e le scale, tamponamenti intonacati , serramenti ampi e scorrevoli per favorire luce e ventilazione. I contrasti materici tra mattone e cemento, e la plasticità delle superfici esterne, accentuano il carattere modernista dell’edificio, ma senza mai tradire il contesto naturale della pineta. La casa, infatti, si incastra tra gli alberi e li rispetta, mantenendo una scala contenuta e una forma spezzata che ne riduce l’impatto visivo. Un progetto che riflette l’eredità di D’Olivo Sebbene il nome di Marcello D’Olivo non compaia direttamente nella progettazione della villa, la sua influenza è evidente nella logica compositiva , nel rapporto con il terreno e nella predilezione per soluzioni distributive fluide .Biasi e Milocco — già attivi accanto a D’Olivo in altri progetti — qui dimostrano una maturità espressiva propria , che svilupperanno ulteriormente nei lavori successivi, spesso in collaborazione con l’impresa Ursella. Un laboratorio di idee architettoniche Villa Romanelli è un esempio di architettura domestica modernista , che riesce ad essere funzionale, espressiva e integrata al contesto , in equilibrio tra sperimentazione e rigore.I suoi elementi caratterizzanti — l’articolazione dei volumi, la scala esterna, il tetto-solarium — sono oggi testimonianze vive di una stagione progettuale straordinaria , in cui anche le seconde case di vacanza diventavano laboratori di ricerca architettonica . Riscoprirla e valorizzarla significa onorare la storia costruttiva di Lignano Pineta , promuovendo una visione dell’abitare fondata su qualità dello spazio, integrazione con il paesaggio e innovazione nel linguaggio architettonico. Precedente Successiva

  • Edificio Fontana | Ville di Lignano

    Edificio Fontana Gianni Avon 1966 – 1967 Piazza del Sole & Viale a Mare, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Armonia tra commercio e residenza, con fontana monumentale e spazi porticati pensati come luoghi urbani accoglienti e domestici. Indietro Architettura urbana tra paesaggio e spazio pubblico Progettato e realizzato tra il 1966 e il 1967, l’ Edificio Fontana rappresenta uno dei casi più emblematici della volontà, tipica dell’epoca, di coniugare funzione commerciale, residenziale e qualità dello spazio urbano . Situato nel cuore di Lignano Pineta , all’estremità orientale di piazza del Sole, lungo il viale a Mare, questo edificio si presenta come una prosecuzione naturale del treno commerciale che caratterizza la spirale disegnata da Marcello D’Olivo. La particolarità dell’edificio è data da una forte vocazione orizzontale , a contrasto con le torri residenziali che si stavano sviluppando negli stessi anni. L’ articolazione dei volumi e la presenza scenografica della fontana lo rendono un unicum nel contesto urbano lignanese: un'opera che, pur nella sua discrezione formale, ambisce a diventare un nodo urbano significativo , un luogo di passaggio ma anche di sosta, in dialogo diretto con il mare e con il paesaggio costruito. La composizione orizzontale e la fontana monumentale L’elemento più iconico dell’edificio è sicuramente la fontana a gradoni , collocata sul prospetto sud. Essa si articola su più livelli, con vasche disposte in sequenza decrescente , a partire dalla copertura dell’edificio fino a terra. Questa scelta non è solo decorativa: la fontana diventa un vero e proprio dispositivo urbano , capace di chiudere visivamente la testata dell’edificio con un gesto architettonico forte, ma anche dinamico e vibrante. L’acqua, elemento ricorrente nella tradizione mediterranea e nella poetica architettonica degli anni Sessanta, qui assume un ruolo scenografico e simbolico : rappresenta la connessione tra la vita urbana e quella naturale, tra l’interno dell’edificio e il suo contesto. Le vasche a cascata introducono un ritmo visivo e sonoro che accompagna chi percorre il viale a Mare, attirando lo sguardo e invitando alla sosta. Commercio e residenza in equilibrio L’edificio è pensato come un organismo misto , capace di rispondere alle diverse esigenze funzionali tipiche di una località turistica in espansione. Il piano terra è interamente destinato ad attività commerciali , che si affacciano su uno spazio porticato continuo, a sua volta collegato direttamente al flusso pedonale del viale. Il portico non è un semplice elemento distributivo: grazie al controsoffitto in legno a listelli , è trasformato in uno spazio intermedio, quasi domestico , accogliente, ombreggiato e ritmato da una scansione precisa degli elementi strutturali. Il legno, materiale caldo e naturale, contribuisce a rendere questo ambiente più vicino alla scala umana, contrastando la freddezza che spesso caratterizza gli spazi commerciali standardizzati. Il primo piano è invece dedicato ad abitazioni , che beneficiano della posizione privilegiata dell’edificio. Le residenze, pur collocate sopra a una fascia attiva e rumorosa, mantengono un buon grado di privacy e comfort grazie alla sapiente distribuzione interna e all’orientamento verso aree verdi e spazi più tranquilli. Un linguaggio architettonico coerente e ben calibrato Il progetto dell’Edificio Fontana si distingue anche per l’ accurata gestione dei materiali e dei dettagli costruttivi . La copertura, sviluppata su più livelli digradanti , accompagna il declivio naturale del terreno e rafforza il senso di orizzontalità dell’intero impianto. Non si tratta di un semplice tetto tecnico, ma di un vero e proprio elemento compositivo, che dialoga con la fontana e ne riprende la logica a gradoni. Questa scelta conferisce all’edificio una leggerezza visiva che si contrappone alla compattezza volumetrica di altri interventi coevi. L’intero complesso appare così inserito nel paesaggio urbano con garbo e discrezione , evitando l’effetto monolitico e puntando invece su una logica di continuità con gli spazi pubblici adiacenti. I materiali impiegati — cemento, klinker, legno — sono utilizzati con misura e coerenza. Nessun elemento è superfluo, ogni scelta costruttiva risponde a un’esigenza funzionale o spaziale. La cura per i dettagli riflette una cultura del progetto che non si accontenta della resa estetica, ma cerca di costruire ambienti significativi, vivi e relazionali . L’edificio come luogo urbano: un’idea di città a misura d’uomo In un contesto come quello di Lignano Pineta — segnato da un piano urbanistico d’avanguardia e da un'intensa sperimentazione architettonica — l’Edificio Fontana si inserisce con una funzione urbana ben precisa : fare da cerniera tra il tessuto commerciale e il paesaggio marino. Non è un edificio isolato, bensì un elemento di continuità , una soglia tra due mondi. La sua progettazione attenta agli spazi collettivi, alla qualità percettiva e sensoriale dei materiali, all’equilibrio tra le diverse destinazioni d’uso, lo rendono un modello virtuoso di architettura urbana moderna . A differenza delle architetture residenziali introverse e chiuse in sé stesse, qui troviamo un’apertura programmatica al pubblico , un desiderio di costruire non solo edifici ma spazi di relazione . È una lezione che ancora oggi mantiene tutta la sua validità, in un tempo in cui le città sono sempre più alla ricerca di luoghi che sappiano coniugare funzionalità e identità. L’acqua come architettura e la città come paesaggio L’Edificio Fontana non è solo una costruzione ben riuscita: è un frammento di città , una riflessione concreta sul modo in cui l’architettura può generare qualità urbana senza gesti eclatanti, ma attraverso l’armonia tra funzione, materia e spazio pubblico . La sua fontana monumentale, che scende dal tetto fino a terra, è il simbolo di questa visione: l’architettura che si fa paesaggio , che accoglie e accompagna, che celebra l’acqua come elemento naturale e urbano insieme. In un luogo come Lignano, dove la relazione con l’ambiente è fondamentale, questo edificio rimane un punto di riferimento silenzioso ma eloquente . 4o Precedente Successiva

  • Casa Cavazzini - Gino Valle | Ville di Lignano

    23 febbraio 2024 Casa Cavazzini - Gino Valle Via Cavour, 14, 33100 Udine, UD, Italia Mostra Gino Valle e Collezione Friam Indietro Scopri di più... Visita Dedicata all'Architettura e all'Arte di Lignano Un Viaggio tra Passione e Sperimentazione Siamo entusiasti di invitarti a un'iniziativa speciale dedicata all'architettura, all'arte e alla sperimentazione continua che ha caratterizzato il paesaggio architettonico di Lignano. Questo evento esclusivo, pensato per appassionati, conoscitori e curiosi, offrirà un'opportunità unica di esplorare la ricca storia e le opere che hanno definito l'evoluzione dell'architettura nella nostra regione. Con il piacere di essere accompagnati dall' Architetto Gino Valle , che da sempre considera la professione come una continua sperimentazione, e dall' Architetto Giulio Avon , noto esperto di architettura e città di Lignano, i partecipanti avranno l'occasione di approfondire i legami tra l'arte contemporanea e la progettazione architettonica. La guida sarà curata anche dalla Prof.ssa Diana Barillari , storica dell'architettura, che ci guiderà attraverso un racconto affascinante delle Ville storiche di Lignano. Durante la visita, i partecipanti potranno esplorare le ville storiche di Lignano e immergersi nei progetti innovativi degli anni '50 e '60, un periodo in cui l'architettura di vacanza ha vissuto una grande stagione di sperimentazione. L'iniziativa è estesa a tutti gli appassionati e curiosi dell'architettura e dell'arte, offrendo uno spunto di riflessione e approfondimento su temi di grande attualità. Al termine della visita, è previsto un momento conviviale riservato ai partecipanti con un apericena presso Il Bacaro Foresto , in Piazza XX Settembre 4/A, Udine. Un'occasione perfetta per socializzare, scambiare opinioni e concludere la giornata in un'atmosfera informale ma affascinante. Dettagli dell'Evento : Costo : €30,00 a persona (include ingresso a Casa Cavazzini, guida dei Civici Musei e apericena) Prenotazioni : Posti limitati! Per riservare il tuo posto, invia una mail a raggiearchitetture@villedilignano.it Non perdere questa opportunità di vivere un'esperienza unica alla scoperta dell'architettura e dell'arte di Lignano! Precedente Successiva

  • Dentro Lignano | Inside Lignano | Ville di Lignano

    Dentro Lignano | Inside Lignano 2019 Giulio Avon e Ferruccio Luppi Gaspari Editore L’evoluzione dell'architettura evidenziando il ruolo della città come laboratorio di sperimentazione del "miracolo italiano". Documenta opere di architetti di spicco, testimoniando l'influenza di riferimenti internazionali e il valore compositivo di numerose realizzazioni. Indietro Scopri di più... Un viaggio tra le architetture della città balneare Lignano Sabbiadoro, località turistica della riviera adriatica, non è solo una meta di villeggiatura estiva, ma anche un importante laboratorio architettonico che ha visto nel secondo Novecento una fioritura di progetti innovativi e sperimentali. Questo aspetto, tuttavia, non è sempre stato al centro dell'attenzione, fino a quando due architetti, Giulio Avon e Ferruccio Luppi, hanno deciso di dedicare al tema un volume che indaga in profondità le trasformazioni della città. Il libro Dentro Lignano , edito da Gaspari, racconta la storia di questa evoluzione architettonica, risalendo soprattutto agli anni Cinquanta e Sessanta, periodi in cui Lignano si è affermata come un vero e proprio laboratorio per la sperimentazione architettonica nazionale. Il volume non solo documenta, ma celebra anche un periodo che ha visto la città come un microcosmo di "miracolo italiano", in cui la modernizzazione e l’urbanizzazione si sono fuse con l’innovazione estetica e funzionale. Lignano tra il "miracolo italiano" e la sperimentazione architettonica Il secondo dopoguerra in Italia è stato segnato da un fervore di cambiamenti, che ha coinvolto in modo particolare l’architettura. In un contesto segnato da una rapida crescita economica e sociale, Lignano è stata una delle località in cui il paesaggio urbano ha subito profonde trasformazioni, mantenendo però una forte impronta sperimentale. La città, meta prediletta per le vacanze estive, ha rappresentato per gli architetti un’occasione unica di progettare edifici che, pur rispondendo alle esigenze turistiche, si distinguevano per la qualità compositiva e l'uso innovativo dei materiali. Questo fenomeno non era isolato, ma rientrava in un movimento più ampio che ha caratterizzato l’Italia del boom economico. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono stati dunque cruciali per il rinnovamento del paesaggio architettonico italiano, e Lignano ha giocato un ruolo di primo piano in questa evoluzione. In particolare, la località ha visto l’avvento di soluzioni moderne che rispondevano sia ai cambiamenti sociali che alle esigenze di una clientela sempre più esigente. Gli edifici progettati durante questo periodo rispecchiano la volontà di innovare, cercando di conciliare la funzionalità con una nuova sensibilità estetica che risentiva degli influssi internazionali, dalle correnti europee al linguaggio modernista che spopolava negli Stati Uniti. La qualità compositiva e l’influenza internazionale Nel volume Dentro Lignano , il lettore può scoprire come la città sia stata teatro di numerose realizzazioni firmate da architetti di rilievo, che si sono espressi attraverso una produzione di alta qualità. Tra gli esempi più significativi ci sono gli interventi di architetti che, pur operando all’interno di un contesto nazionale, hanno saputo intrecciare riferimenti internazionali, creando opere che sono al contempo moderne e radicate nel contesto italiano. L’opera si caratterizza non solo per l'approfondimento storico-architettonico, ma anche per una raffinata selezione di apparati fotografici e grafici, che permettono di apprezzare appieno la bellezza e l’originalità delle realizzazioni. La documentazione visiva è un elemento fondamentale del libro, poiché consente di rendere tangibile l’evoluzione del linguaggio architettonico a Lignano, consentendo al lettore di rivivere le atmosfere di un’epoca straordinaria. I protagonisti dell'architettura a Lignano Tra gli architetti che hanno contribuito in modo determinante al panorama architettonico di Lignano, spiccano figure come Gianni Avon, Marcello D'Olivo e Piero Castellini Baldissera. Ognuno di questi professionisti ha portato un proprio stile, una propria visione dell’architettura, che ha saputo rispondere alle esigenze di una città in continua trasformazione. Le loro opere, sebbene rispondano a bisogni pratici come la costruzione di alberghi, residenze e strutture turistiche, mostrano una cura estetica e compositiva che è tutt'altro che casuale. A questo proposito, il libro Dentro Lignano non si limita a una mera descrizione delle opere architettoniche, ma offre anche una riflessione sul contesto storico e culturale che ha plasmato queste creazioni. Il volume si inserisce così in un quadro più ampio che riguarda l’evoluzione dell’architettura italiana nel secondo Novecento e le sue interconnessioni con il processo di crescita e modernizzazione del paese. Il contributo di Giulio Avon e Ferruccio Luppi Giulio Avon, architetto e curatore del volume, ha una lunga carriera fatta di progetti di restauro e di allestimenti espositivi, che testimoniano la sua sensibilità verso l’architettura e il patrimonio storico. La sua esperienza, unita alla collaborazione con Ferruccio Luppi, che ha dedicato parte della sua carriera alla ricerca storica e alla documentazione architettonica, rende questo libro una risorsa imprescindibile per chi desidera comprendere la storia di Lignano e del suo sviluppo architettonico. Entrambi i curatori sono stati protagonisti di importanti mostre e pubblicazioni che hanno affrontato il tema dell’architettura del Novecento, portando alla luce aspetti spesso poco conosciuti di un periodo storico ricco di trasformazioni. Dentro Lignano è quindi il frutto di una lunga ricerca, che ha permesso di ricostruire un tassello fondamentale della storia dell’architettura italiana, attraverso una visione inedita e approfondita. La testimonianza Dentro Lignano è molto più di un semplice volume di architettura. Esso è una testimonianza di un periodo straordinario nella storia dell'architettura e della società italiane, e offre una riflessione sulla città di Lignano, che, pur non essendo un grande centro urbano, ha saputo affermarsi come un laboratorio d’innovazione e sperimentazione. La qualità delle opere documentate, il valore delle architetture che caratterizzano la città e il contributo degli architetti che hanno lavorato a Lignano sono aspetti che rendono questo libro un contributo fondamentale per chiunque desideri comprendere l’evoluzione dell’architettura italiana del secondo Novecento. Precedente Successiva

  • Casa Veronese | Ville di Lignano

    Casa Veronese Mario Ravegnani, Bubi Brunori 1955 Raggio di Levante, 6/8, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Due volumi sfalsati con tetto a falda unica. Colori, materiali e arte concreta per una casa che dialoga con la natura e la pittura. Indietro Architettura integrata tra terreno, colore e arte concreta Contesto: quando architettura e arte si incontrano Nel cuore della Lignano Pineta degli anni Cinquanta, Casa Veronese rappresenta un raro caso di sperimentazione cromatica e volumetrica integrata , frutto della collaborazione tra l’architetto Mario Ravegnani e il pittore Bobi Brunori , entrambi attivi nello studio B24 di via Borgonuovo a Milano — sede di mostre e attività del Movimento Arte Concreta (MAC) . La casa è un esempio brillante di come l’interazione tra architettura e arte possa tradursi in un progetto abitativo profondamente innovativo, in cui la forma segue la natura , il colore accompagna la struttura e l'abitare diventa esperienza visiva . Organizzazione volumetrica: due blocchi che seguono il terreno La costruzione si articola in due volumi sfalsati posti a quote differenti , secondo l’andamento naturale del suolo pinetato. Questa scelta non è solo formale ma funzionale , permettendo: una migliore integrazione con il contesto naturale , una netta distinzione spaziale tra le diverse funzioni abitative, un dialogo con la topografia , che evita sbancamenti o modifiche invasive. I due corpi di fabbrica sono collegati visivamente e strutturalmente grazie a una copertura a falda unica , che si estende in due ali laterali, rafforzando la coerenza compositiva dell’edificio. Distribuzione interna e relazione con il giardino Gli appartamenti si affacciano sul giardino con ampie superfici vetrate e serramenti scorrevoli , che sfumano i confini tra interno ed esterno.Le finestre alte e strette completano l’illuminazione zenitale degli ambienti interni, generando un’atmosfera luminosa e discreta , coerente con il clima e la vegetazione del luogo. L’apertura verso l’esterno non è solo un vezzo estetico, ma esprime una visione dell’abitare vacanziero , fondata su continuità visiva , luce naturale e spazi dinamici . Materiali, struttura e dettagli cromatici Casa Veronese è costruita con una struttura in cemento armato a vista , accostata a murature portanti intonacate e tinteggiate in bianco , e tamponamenti dipinti in blu cobalto , in netto contrasto visivo.Le parti metalliche — come i serramenti e i camini — sono invece verniciate in nero , per enfatizzare linee, tagli e profili. Questa scelta cromatica decisa e calibrata nasce dalla collaborazione tra Ravegnani e Brunori, e trasforma la casa in una composizione pittorica tridimensionale . I colori non sono decorazione, ma materia progettuale , capaci di articolare volumi, orientamenti e percezioni. Arte concreta e design: lo studio B24 Il progetto affonda le radici nella cultura del design milanese del secondo dopoguerra. Lo studio B24 , fondato da Ravegnani e Brunori, non era solo uno spazio di progettazione architettonica, ma anche un laboratorio creativo in cui si confrontavano arte, grafica, design e architettura . Da questo background culturale nasce l’attenzione al dettaglio grafico e al linguaggio visivo che caratterizza Casa Veronese. L’edificio è pensato come un corpo integrato nel paesaggio , ma anche come un oggetto autonomo e riconoscibile , in cui l’arte concreta si traduce in architettura concreta . Una casa per Lignano: architettura come manifesto Nel contesto di Lignano Pineta — spesso dominato da case tipo modulari e da una ricerca più funzionalista — Casa Veronese si distingue per la qualità plastica dei volumi , per l’ uso raffinato del colore e per l’attenzione al terreno . Non è solo un’abitazione ben progettata, ma anche una dichiarazione culturale : una casa che racconta l’identità artistica dei suoi progettisti e testimonia una stagione di sperimentazione dove il confine tra design, architettura e arte era più fluido che mai . Architettura cromatica come linguaggio Casa Veronese è un esempio prezioso di architettura d’autore per il turismo balneare , capace di coniugare efficienza abitativa, eleganza formale e poetica del colore .Il gioco tra i volumi sfalsati, la leggerezza del tetto, il rigore dei materiali e la sensibilità cromatica ne fanno una delle residenze più sofisticate del primo sviluppo di Lignano Pineta. Un’opera che merita di essere riscoperta, documentata e valorizzata , non solo per il suo valore estetico, ma per il suo contributo alla cultura del progetto del secondo Novecento italiano. Precedente Successiva

  • Bici e Ville - Settembre | Ville di Lignano

    6 settembre 2025 Bici e Ville - Settembre Arco della Vela, 32, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Bici e Ville storiche di Lignano. Sabato 6 settembre visita guidata all’architettura moderna: interni, esterni e storie. Contributo: €20. Ritrovo ore 9.45, Arco della Vela 32. Indietro Scopri di più... BICI e VILLE – Tour guidato tra le architetture di Lignano Sabato 6 settembre 2025 – ore 10:00-12:00 Ritrovo: ore 9:45 – Arco della Vela 32, Lignano Pineta Prosegue la stagione delle visite guidate in bicicletta alla scoperta dell’architettura moderna di Lignano. Un itinerario speciale tra ville e condomini realizzati tra gli anni Cinquanta e Settanta, che raccontano l’evoluzione del turismo balneare attraverso il linguaggio del progetto. Durante il tour visiteremo tre opere emblematiche: Torre Ariston (1960-61 Arch. Gianni Avon con Silvio Zorzi) Villaggio Savio (1969-72 Arch. Ferdinando Anichini) Villa Schreurs (1960-61 Arch. Gianni Avon) Esposizione Mostra fotografica (Piazza del Sole n 3) – sede della mostra fotografica “Giorgio Casali e l’architettura come visione editoriale”, visitabile al termine del tour. Un’occasione unica per esplorare la città, conoscere il suo patrimonio architettonico e vivere un’esperienza culturale all’aria aperta. Contributo di partecipazione: €20,00 a persona Nota: il noleggio bici non è incluso Per registrarsi: www.villedilignano.it/contatti Info: raggiearchitetture@villedilignano.it Evento promosso da Associazione Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano Con il sostegno di IO SONO FVG Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia #IoSonoFVG Precedente Successiva

  • FAI CLICK | Ville di Lignano

    21 giugno 2025 FAI CLICK Lignano Sabbiadoro, UD, Italia Passeggiata sulle tracce della storia di Lignano Sabbiadoro, promossa da FAI Giovani Udine. Sabato 21 giugno, dalle 15. Evento su prenotazione, aperto a tutti. Indietro Scopri di più... FAI CLICK PASSEGGIATA SULLE TRACCE DELLA STORIA DI LIGNANO SABBIADORO Sabato 21 giugno passeggiata fotografica per (ri)scoprire scorci della nota località balneare COMUNICATO STAMPA Udine, 19 giugno 2025 - Una passeggiata fotografica alla scoperta della storia del turismo balneare nella città di Lignano Sabbiadoro. È questa l’offerta culturale proposta dai giovani volontari del Fondo Ambiente Italiano di Udine, in collaborazione e sinergia con il Comune della città adriatica, che ha concesso il proprio patrocinio. Una passeggiata a piedi, di circa 2-3 km, sabato 21 giugno a partire dalle 15 accompagnati dai giovani volontari FAI per riscoprire insieme scorci e dettagli che spesso sfuggono allo sguardo del passante, accompagnati da storia e aneddoti. Dal rinomato Faro Rosso, agli esterni del bunker della Seconda Guerra Mondiale, testimonianza storica del periodo nazi-fascista, fino ad arrivare agli esterni della Villa Zuzzi Gattolini, esempio di architettura liberty e antica sede comunale. Dal lungomare Marin si giungerà infine alla centrale Piazza Fontana, e da lì si varcherà la soglia di uno storico albergo: il Monaco Suites Hotel. Qui verrà illustrato come un hotel possa raggiungere un risparmio del fabbisogno energetico della struttura pari al 90%. L’evento si concluderà con un piccolo aperitivo di saluto, per festeggiare l’inizio dell’estate. DETTAGLI Appuntamento sabato 21 giugno alle ore 15 davanti al Faro Rosso,vicinanze Piazza Porta del Mare, Lignano Sabbiadoro (UD). Orario massimo fine evento: 17.30. Percorso di 2 km circa sul piano. Non si richiede un particolare equipaggiamento, ma si consigliano calzature idonee, e si raccomandano sempre adeguate protezioni solari (crema, occhiali e cappellino) e riserve d’acqua. È richiesto di mantenersi sempre in gruppo e di rispettare le disposizioni degli accompagnatori. Questi si riservano la facoltà di modificare il percorso nel caso le condizioni meteorologiche o altri fattori lo rendessero necessario. Contributo a partire da 10€ per gli iscritti FAI e da 12€ per i non iscritti, che comprende la passeggiata e l’aperitivo. Evento aperto a tutti con possibilità di iscrizione al FAI alla quota di benvenuto di 15€ o rinnovo alla stessa quota per gli under 35. Possibilità per tutti di iscriversi o rinnovare l’iscrizione in loco. Evento su prenotazione su faiprenotazioni.fondoambiente.it Per informazioni: udine@faigiovani.fondoambiente.it Scopri di più: https://fondoambiente.it/eventi/fai-click-safari-fotografico-a-lignano-sabbiadoro Precedente Successiva

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