
Architettura leggera per la vita sociale di Lignano Pineta
Un’architettura simbolica nel cuore della spirale
Nel cuore della spirale urbanistica di Lignano Pineta, progettata da Marcello D’Olivo, sorge uno degli edifici più iconici e riconoscibili dell’intero assetto urbano: il Tenda Bar, progettato da Paolo Pascolo nel 1956. La sua funzione iniziale era semplice: ospitare un bar e l’alloggio per il custode. Tuttavia, nella sua essenzialità, questo piccolo edificio è diventato simbolo dell’architettura leggera e modernista applicata al contesto del turismo balneare del secondo dopoguerra.
Un progetto semplice e raffinato
L’intervento si distingue per la sua chiarezza compositiva:
una struttura a un solo piano,
due corpi rettangolari leggermente sfalsati,
una grande copertura a falde che protegge e definisce un ampio portico.
L’accesso avviene tramite due rampe simmetriche che sollevano la costruzione dal piano del suolo. Questa soluzione consente un distacco visivo dal terreno, alleggerendo ulteriormente l’impatto della costruzione e favorendo la ventilazione naturale.
La tenda come metafora architettonica
Ciò che rende questo progetto unico è la copertura sospesa, pensata come una vera “tenda architettonica”. La leggera convessità dei lati lunghi, lo spessore minimo del manto, l’ancoraggio alla maglia di pilastri e l’uso di travi in legno a sezione variabile creano un volume apparentemente teso, vibrante, che sembra fluttuare sulla struttura portante in acciaio.
I pilastri binati metallici, slanciati e minimali, sorreggono senza sforzo la copertura, e amplificano l’effetto di sospensione. La scelta di materiali poveri ma lavorati con cura – acciaio e legno – conferma la volontà di costruire un’architettura leggera ma espressiva, capace di dialogare con la modernità senza dimenticare il contesto naturale.
Struttura, tecnica e poetica
Dal punto di vista tecnico, il Tenda Bar rappresenta una sintesi tra precisione strutturale ed eleganza architettonica:
i profili binati in acciaio fungono da montanti e creano una maglia regolare;
le travi in legno lamellare assumono una sezione variabile, ottimizzando le forze e seguendo la forma della falda;
la copertura bassa e tesa funziona sia come riparo che come elemento di riconoscibilità urbana.
Questi dettagli tecnici danno forma a un’opera che va oltre la sua funzione utilitaria, trasformandosi in luogo di aggregazione e landmark architettonico.
Spazio pubblico, clima e comfort
Il portico definito dalla copertura non è solo un elemento estetico:
offre ombra nelle ore calde,
consente la ventilazione trasversale attraverso i volumi,
favorisce la socializzazione nello spazio intermedio tra interno ed esterno.
È proprio in questo equilibrio tra architettura e clima, tra progetto e abitudine balneare, che si esprime la forza del Tenda Bar. Un luogo semplice, dove prendere un caffè o ritrovarsi dopo la spiaggia, che diventa espressione di un’idea di comunità e di una nuova forma urbana moderna.
Modifiche e permanenza dell’impianto originale
Negli anni, l’edificio è stato in parte modificato per rispondere a mutate esigenze di capienza e funzionalità. Tuttavia, la struttura originaria rimane ancora perfettamente leggibile, sia per la chiarezza del linguaggio architettonico, sia per la coerenza tra forma e funzione che ne ha guidato la progettazione.
Architettura del quotidiano, icona senza tempo
Il Tenda Bar rappresenta una delle interpretazioni più riuscite di Paolo Pascolo, capace di unire in un unico gesto progettuale:
la leggerezza costruttiva,
la funzionalità urbana,
la poetica della forma.
Si tratta di un esempio emblematico di architettura del quotidiano che, senza eccessi, diventa icona locale e testimonianza preziosa di un modo innovativo e responsabile di costruire sul territorio.