Studio Avon. Mostre e Musei 1980–2020
Presentazione del volume (Gaspari, 2025)
ADI Design Museum
Piazza Compasso d’Oro 1, Milano
Mercoledì 4 marzo 2026, ore 18.00
Interverranno: Paola Garbuglio, Matteo Iannello, Walter Patscheider, Giulio Avon
In dialogo con l’autore William Cortes Casarrubios
Ci sono progetti che non si esauriscono nello spazio di una mostra, ma generano visioni, consapevolezze, nuove responsabilità.
Quando lo Studio associato Architetti Avon curò, su incarico del Comune di Lignano Sabbiadoro e con il supporto della Biblioteca comunale, gli allestimenti dedicati alle Architetture di Lignano del Novecento, probabilmente non immaginava che quelle esposizioni avrebbero contribuito – negli anni successivi – alla nascita dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano”.
Quelle mostre, oggi documentate nel volume Studio Avon. Mostre e Musei 1980–2020 a cura di William Cortes Casarrubios, hanno rappresentato un momento fondamentale: non solo un’occasione espositiva, ma un passaggio culturale.
Attraverso fotografie, allestimenti e narrazioni, hanno restituito dignità e centralità a un patrimonio spesso silenzioso ma straordinariamente significativo.
È proprio in quel contesto che alcuni proprietari delle ville di Lignano – a Sabbiadoro, Pineta e Riviera – hanno maturato la consapevolezza della necessità di costituire un’associazione dedicata alla tutela e alla valorizzazione di questo patrimonio.
Da quella spinta nasce la nostra realtà.
I fondatori si sono sentiti – e si sentono tuttora – custodi di una parte di un patrimonio storico, culturale e architettonico che deve essere prima di tutto rispettato e poi condiviso.
Lignano è un vero e proprio museo a cielo aperto: testimonianza di un periodo di grande fervore creativo e di una visione urbanistica innovativa che ha saputo coniugare natura, sperimentazione e qualità progettuale.
La presentazione del volume allo ADI Design Museum rappresenta quindi non solo un momento editoriale, ma anche un’occasione per ripercorrere le radici culturali di un percorso che continua ancora oggi.
Un invito a guardare l’architettura non come semplice costruzione, ma come memoria viva e responsabilità collettiva.
