RISULTATI DI RICERCA
ESPLORA I PATRIMONI ARCHITETTONICI DI LIGNANO
Qui potrai trovare i contenuti che rispondono ai tuoi criteri di ricerca: articoli, video, mappe e schede dettagliate sulle ville e sull'architettura del Novecento a Lignano. Utilizza le parole chiave per affinare ulteriormente la tua ricerca e scoprire il ricco patrimonio culturale della cittadina friulana.
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133 risultati trovati con una ricerca vuota
- Incontro Introduttivo | Ville di Lignano
29 agosto 2021 Incontro Introduttivo Lignano Pineta, 33054 Lignano Sabbiadoro, Lignano Sabbiadoro UD, Italia I primi passi dell'Associazione. Il progetto sta iniziando! Prima serata fra i futuri soci. Indietro Scopri di più... I primi passi dell’Associazione Il progetto sta iniziando! Il 29 agosto 2021 si è tenuta la prima serata informale tra quelli che sarebbero poi diventati i soci fondatori dell’Associazione “Raggi e ArchiTetture – Ville di Lignano”. Un momento semplice ma significativo, fatto di idee condivise, entusiasmo e visione comune. Nel cuore di Lignano, si è iniziato a delineare il progetto: una rete per valorizzare l’architettura del Novecento , a partire dalle ville storiche, patrimonio prezioso e ancora poco raccontato. È stato il primo passo concreto , tra curiosità, passione e la voglia di dare forma a un’iniziativa culturale nuova, nata dal territorio e per il territorio. Precedente Successiva
- Fineste e aperture vetrate nella storia del costruire | Ville di Lignano
21 febbraio 2025 Fineste e aperture vetrate nella storia del costruire Viale Pier Andrea Mattioli, 39, Torino, TO, Italia La ricerca sulla storia delle finestre e aperture vetrate nel contesto architettonico, esplorando le innovazioni produttive, le tecniche progettuali e i cambiamenti sociali che hanno influenzato la costruzione di serramenti nei secoli. Indietro Scopri di più... Giornate di Studi: "Fin estre e Aperture Vetrate nella Storia del Costruire" Il Construction History Group (CHG) del Politecnico di Torino organizza la quinta edizione delle "Giornate di Studi", che si terranno il 20 e 21 febbraio 2025 presso il Castello del Valentino. Le giornate sono dedicate alla ricerca sulla storia delle finestre e delle aperture vetrate nel contesto architettonico, esplorando le innovazioni produttive, le tecniche progettuali e i cambiamenti sociali che hanno influenzato la costruzione di serramenti nel corso dei secoli. Dettagli dell'evento: Luogo : Castello del Valentino, Viale Mattioli 39, Torino Data : 20-21 febbraio 2025 Modalità : In presenza e con possibilità di partecipazione a distanza tramite link Organizzazione : Curatori : Rossella Maspoli, Gabriele Neri, Edoardo Piccoli (Politecnico di Torino, DAD) Organizzazione : Valentina Burgassi, Rosa Caruso (Politecnico di Torino, DAD) Programma delle Giornate: Prima gi ornata - 20 febbraio 2025, mattina 09:00 - Saluti istituzionali e introduzione dei curatori 09:15 - Nicoletta Marconi: "Divina lux parata est lucere: produzione, montaggio e manutenzione delle finestre della Basilica di San Pietro in Vaticano tra XVI e XIX secolo" 09:45 - Nigel Isaacs: "A need for air – development of English building code window area rules and their links to Italy" Sessione 1.1 – Età Moderna: Innovazioni Produttive e Progettuali 10:15 - Francesca Funis: "Dalle impannate (o incartate) alle invetriate. Le finestre a Firenze nel secondo Cinquecento" 10:40 - Pietro Giovanni Pistone: "La costruzione di grandi vetrate a Roma nel Seicento. Le finestre perdute di Borromini per San Giovanni in Laterano" 11:05 - Alberto Grimoldi, Angelo Giuseppe Landi: "Chiusure a vetri di aperture di grandi dimensioni nell’Italia del Seicento" 11:30 - Edoardo Piccoli: "Verso la normalizzazione: progetto e realizzazione dei serramenti vetrati nel Piemonte, secoli XVII-XVIII" 11:55 - Marica Forni: "Le voci delle finestre a Milano ‘gran cittadone’" 12:20 - Sandro Baroni, Giuseppe Maggi, Maria Pia Riccardi: "Vetri antichi come testimoni del tempo" Pranzo : 13:15 Prima giornata - 20 febbraio 2025, pomeriggio Sessione 2.1 – Verso l'Industria: Tempi e Risultati della Produzione 14:30 - Manfredo di Robilant: "Luminosità, sicurezza e precisione. La promozione commerciale e ideologica delle finestre moderne" 15:00 - Mauro Volpiano: "Serramenti lignei a Torino dal secondo Settecento agli anni postunitari" 15:25 - Rossella Maspoli: "Evoluzione dei serramenti industriali fra fine ‘800 e metà ‘900. Il caso Torino a confronto" 15:50 - Tanja Marzi, Daniela Bosia, Virginia Bombelli: "Serramenti razionali metallici": innovazioni tecnologiche e brevetti della A. Bombelli 16:15 - Simona Salvo: "Facciate continue in metallo e vetro, finestre di una modernità ‘altra’ del Novecento italiano" Sessione 2.2 – Sistemi Tecnologici, Materiali e Brevetti 17:00 - Elena Vitagliano: "Un’armatura coperta di cristalli e formata a cono". Materiali, tecniche e vulnerabilità delle lanterne in ferro e vetro nelle cupole italiane di primo Ottocento 17:25 - Riccardo Segradin: "La finestra a nastro a Venezia. Racconto di un serramento moderno in vetro artistico di Murano" 17:50 - Alberto Bologna, Ilaria Giannetti: "Brevetti per finestre smontabili. Esperimenti di proto Design for Disassembly in Italia (1945-1950)" 18:15 - Conclusioni Seconda giornata - 21 febbraio 2025, mattina Sessione 3.1 – Il Progetto Costruttivo e il Prestigio dell'Autore 09:15 - Giulia Marino, Franz Graf, Giuseppe Galbiati: "Gli involucri vetrati del complesso delle Officine ICO di Ivrea (1908-1949): storia, conoscenza, restauro" 09:45 - Silvia Berselli: "Come un otturatore fotografico: le finestre regolabili di Eileen Gray" 10:10 - Michela Comba: "Il Palazzo degli Affari di Torino: un prisma luminoso ‘per evitare l’incombenza di quelle famose masse a tutto vetro’" Coffee Break : 10:35 11:00 - Diana Barillari, Massimo Bortolotti, Francesca Agostinelli: "La casa dell’artista: Giancarlo De Carlo e Giuseppe Zigaina a Cervignano del Friuli" 11:25 - Rita Vecchiattini: "Il Museo di Architettura e Scultura ligure a Sant’Agostino in Genova" 11:50 - Giovanni Bellucci: "Gaetano Minnucci e le vetrate. La tecnica e l’architettura" 12:15 - Monica Resmini, Eleonora Caggiati: "Una ‘finestra con panorama’ nell’architettura di Giuseppe Pizzigoni" 12:40 - Conclusioni Visita : 14:30 – Visita ai disegni di serramenti tra XIX e XX secolo delle Collezioni Storiche del Politecnico di Torino Contatti: Construction History Group Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di TorinoCastello del Valentino, Viale Mattioli 39 Email : chg@polito.it Le Giornate di Studi sono un’occasione imperdibile per approfondire la storia delle finestre e delle aperture vetrate, esplorando come questi elementi architettonici si sono evoluti nel corso dei secoli, dal Rinascimento all’epoca moderna. Precedente Successiva
- Tenda Bar | Ville di Lignano
Tenda Bar Paolo Pascolo, Aldo Bernardis 1956 Piazza Marcello d’Olivo, 7, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Struttura leggera ed elegante in acciaio e legno, ispirata all’immagine di una tenda. Progetto semplice ma iconico, firmato da Paolo Pascolo nel cuore della spirale. Indietro Architettura leggera per la vita sociale di Lignano Pineta Un’architettura simbolica nel cuore della spirale Nel cuore della spirale urbanistica di Lignano Pineta , progettata da Marcello D’Olivo , sorge uno degli edifici più iconici e riconoscibili dell’intero assetto urbano: il Tenda Bar , progettato da Paolo Pascolo nel 1956. La sua funzione iniziale era semplice: ospitare un bar e l’alloggio per il custode . Tuttavia, nella sua essenzialità, questo piccolo edificio è diventato simbolo dell’architettura leggera e modernista applicata al contesto del turismo balneare del secondo dopoguerra. Un progetto semplice e raffinato L’intervento si distingue per la sua chiarezza compositiva : una struttura a un solo piano , due corpi rettangolari leggermente sfalsati, una grande copertura a falde che protegge e definisce un ampio portico. L’accesso avviene tramite due rampe simmetriche che sollevano la costruzione dal piano del suolo. Questa soluzione consente un distacco visivo dal terreno , alleggerendo ulteriormente l’impatto della costruzione e favorendo la ventilazione naturale. La tenda come metafora architettonica Ciò che rende questo progetto unico è la copertura sospesa , pensata come una vera “tenda architettonica” . La leggera convessità dei lati lunghi , lo spessore minimo del manto , l’ ancoraggio alla maglia di pilastri e l’ uso di travi in legno a sezione variabile creano un volume apparentemente teso, vibrante, che sembra fluttuare sulla struttura portante in acciaio . I pilastri binati metallici , slanciati e minimali, sorreggono senza sforzo la copertura, e amplificano l’effetto di sospensione. La scelta di materiali poveri ma lavorati con cura – acciaio e legno – conferma la volontà di costruire un’architettura leggera ma espressiva , capace di dialogare con la modernità senza dimenticare il contesto naturale. Struttura, tecnica e poetica Dal punto di vista tecnico, il Tenda Bar rappresenta una sintesi tra precisione strutturale ed eleganza architettonica : i profili binati in acciaio fungono da montanti e creano una maglia regolare; le travi in legno lamellare assumono una sezione variabile, ottimizzando le forze e seguendo la forma della falda; la copertura bassa e tesa funziona sia come riparo che come elemento di riconoscibilità urbana. Questi dettagli tecnici danno forma a un’opera che va oltre la sua funzione utilitaria , trasformandosi in luogo di aggregazione e landmark architettonico . Spazio pubblico, clima e comfort Il portico definito dalla copertura non è solo un elemento estetico: offre ombra nelle ore calde , consente la ventilazione trasversale attraverso i volumi, favorisce la socializzazione nello spazio intermedio tra interno ed esterno. È proprio in questo equilibrio tra architettura e clima , tra progetto e abitudine balneare , che si esprime la forza del Tenda Bar. Un luogo semplice, dove prendere un caffè o ritrovarsi dopo la spiaggia, che diventa espressione di un’idea di comunità e di una nuova forma urbana moderna . Modifiche e permanenza dell’impianto originale Negli anni, l’edificio è stato in parte modificato per rispondere a mutate esigenze di capienza e funzionalità. Tuttavia, la struttura originaria rimane ancora perfettamente leggibile , sia per la chiarezza del linguaggio architettonico , sia per la coerenza tra forma e funzione che ne ha guidato la progettazione. Architettura del quotidiano, icona senza tempo Il Tenda Bar rappresenta una delle interpretazioni più riuscite di Paolo Pascolo , capace di unire in un unico gesto progettuale: la leggerezza costruttiva , la funzionalità urbana , la poetica della forma . Si tratta di un esempio emblematico di architettura del quotidiano che, senza eccessi, diventa icona locale e testimonianza preziosa di un modo innovativo e responsabile di costruire sul territorio . Precedente Successiva
- Tre appuntamenti sui libri di Architettura | Ville di Lignano
Tre appuntamenti sui libri di Architettura 2024, 19 Ottobre Riproduzione Riservata Messaggero Veneto Culture In mostra le foto di Italo Zannier e Giorgio Casali Indietro Scopri di più... Si parte da Marcello D'Olivo A ottobre 2023, la Fondazione Friuli di Udine ospiterà un ciclo di tre incontri che esploreranno il presente e il futuro dell'architettura, analizzando le opere di due grandi progettisti friulani del Novecento e la formazione delle nuove generazioni di architetti. Questi eventi sono organizzati da Gaspari Editore in collaborazione con l'Ordine degli Architetti di Udine e si terranno presso Palazzo Antonini-Stringher. Il primo incontro, il 2 ottobre alle 17.30 , avrà come protagonista Marcello D'Olivo , uno degli architetti più visionari del Friuli Venezia Giulia, noto per le sue idee moderne e innovative che ancora oggi influenzano la progettazione contemporanea. D'Olivo è stato un pioniere, capace di anticipare i tempi con la sua architettura, tanto che molte delle sue opere sono ancora oggi di straordinaria attualità. Il ricercatore Ferruccio Luppi e il professor Paolo Nicoloso ripercorreranno la vita e le opere di D'Olivo, affrontando anche la sua storia che, per molti aspetti, ha assunto i contorni del mito. Questo incontro offrirà una panoramica unica su uno dei grandi protagonisti dell'architettura friulana, con la partecipazione di Giovanni Vragnaz dell'Università di Udine e Paolo Bon , presidente dell'Ordine provinciale degli Architetti. Il 23 ottobre si terrà il secondo incontro, che si concentrerà su Aldo Bernardis , un altro pilastro dell'architettura del Novecento friulano. Bernardis ha lasciato un'impronta indelebile, specialmente a Lignano Sabbiadoro, dove ha progettato alcune delle opere che oggi definiscono l'aspetto della capitale turistica della regione. Nel corso della serata, il giornalista Oscar d'Agostino intervisterà Giulio Avon , architetto udinese e autore del libro su Bernardis, per discutere della sua lunga carriera e delle sue realizzazioni, molte delle quali sono ancora al centro dell'identità architettonica di Lignano. Il 30 ottobre , l'ultimo incontro di questo ciclo avrà uno sguardo più orientato al futuro dell'architettura. L'ospite principale sarà il rettore dell'Università IUAV di Venezia, professor Benno Albrecht , che guiderà una riflessione sulle nuove tendenze del costruire e sull'evoluzione del concetto di abitare. Questo incontro affronterà anche le sfide sociali ed economiche legate alla ricostruzione post-bellica e al ruolo dell'architettura nel ricostruire comunità e territori. La discussione si concentrerà sull'architettura come strumento di cambiamento e adattamento in un mondo che sta affrontando sfide globali. Un dettaglio interessante che rende ancora più affascinante questo ciclo di incontri è la scelta di organizzare gli eventi di mercoledì, in onore di Aldo Bernardis , che, come raccontato dai suoi colleghi, aveva l’abitudine di visitare i suoi cantieri ogni mercoledì, partendo dal suo studio a Udine per recarsi a Lignano e confrontarsi con i committenti. Questi appuntamenti rappresentano un’opportunità unica per riflettere sul passato e sul futuro dell’architettura, con un focus particolare sul Friuli Venezia Giulia e sul suo contributo alla scena architettonica internazionale. Ogni incontro non solo celebra le figure di Marcello D'Olivo e Aldo Bernardis, ma offre anche uno spunto per comprendere come l'architettura possa evolversi in risposta alle sfide dei nostri tempi. Precedente Successiva
- Terrazza a Mare | Ville di Lignano
Terrazza a Mare Aldo Bernardis 1967 – 1972 Lungomare Trieste, 5, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Simbolo di Lignano che unisce architettura e paesaggio: un pontile scenografico culminante in una sala a forma di conchiglia sul mare. Indietro Il simbolo marino di Lign ano Tra le architetture più iconiche dell’intera costa adriatica friulana, la Terrazza a Mare di Lignano Sabbiadoro , progettata a partire dal 1961 e realizzata tra il 1967 e il 1972, rappresenta un punto d’incontro tra paesaggio, architettura e visione urbana . Affacciata sul lungomare Trieste, questa struttura scenografica segna la linea di congiunzione tra terra e mare , rinnovando radicalmente l’immagine balneare della città. Non è solo un'opera architettonica: è un manifesto. Dalla terrazza in legno alla nuova immagine della città L’intervento nasce con l’intento di sostituire la preesistente terrazza in legno progettata da Provino Valle , demolita perché considerata non più adeguata all’idea moderna e dinamica che Lignano voleva trasmettere negli anni del boom turistico. Nel 1961 viene quindi indetto un concorso per una nuova terrazza monumentale , capace di rappresentare la vocazione balneare e contemporanea della città . L’opera vincente risponde pienamente a queste ambizioni, offrendo un’architettura fortemente simbolica e allo stesso tempo profondamente funzionale. Un pontile scenografico sul mare La Terrazza a Mare si compone di un lungo pontile coperto , che si protende nel mare e culmina in una piattaforma allargata dove trovano spazio un ristorante e una sala per eventi. I fianchi traforati del pontile , con le loro aperture curve e geometriche, richiamano le forme organiche di Frank Lloyd Wright , mentre il disegno planimetrico si sviluppa con rigore lungo un asse prospettico perfettamente allineato alla spiaggia e al centro urbano. Alla fine del percorso, come una meta scenografica , il pontile termina con un piccolo faro: un dettaglio poetico che sottolinea la relazione fra uomo, mare e orizzonte . Una sala a ventaglio: lo spazio come spettacolo Il cuore compositivo e simbolico della Terrazza è il salone a pianta radiale , che si apre verso la spiaggia con un’angolazione di quasi 90°. Questa apertura scenica trasforma lo spazio interno in un luogo di osservazione privilegiata : il vero spettacolo non è al suo interno, ma oltre le vetrate, nella luce del mare e nella vita della spiaggia . La copertura a volta conchiglia , fortemente plastica e riconoscibile, diventa la firma visiva dell’edificio. Il suo profilo morbido ed evocativo ricorda una conchiglia marina poggiata sull’acqua e si è guadagnato, non a caso, il paragone con la Sydney Opera House : entrambi esempi di architetture civili che divengono emblemi urbani . Un’icona visiva e simbolica A più di cinquant’anni dalla sua costruzione, la Terrazza a Mare conserva una forte carica evocativa . La sua immagine è indissolubilmente legata a Lignano Sabbiadoro: ne è il simbolo più riconoscibile , il biglietto da visita architettonico, il luogo che rappresenta l’ideale di vacanza sul mare italiano degli anni Sessanta e Settanta . Oggi, come allora, l’edificio colpisce per la sua modernità senza tempo , capace di essere al contempo radicato nel suo tempo e ancora attuale. La sua forza figurativa non si è affievolita: continua a essere luogo di aggregazione, di eventi, di passeggiate, di memoria. Tra modernismo e paesaggio La Terrazza a Mare è un esempio perfetto di come l’ architettura modernista italiana si sia saputa confrontare con il tema del paesaggio senza snaturarlo. Il mare non viene nascosto, ma celebrato; il volume costruito non prevale, ma si integra e si apre , con trasparenze, aperture e prospettive. In un’epoca in cui la relazione tra costruito e natura è di nuovo al centro del dibattito architettonico, questa opera torna attuale per la sua capacità di trasformare un'infrastruttura urbana in un luogo simbolico, collettivo, esperienziale . Un monumento vivo La Terrazza a Mare non è un monumento statico, ma un’ architettura viva : usata, vissuta, fotografata, amata. È una scultura abitabile sul mare , dove architettura e paesaggio si fondono in una visione condivisa del futuro. Rappresenta un momento alto dell’architettura italiana del secondo Novecento, quando la fiducia nel progresso si traduceva in opere civili di qualità , capaci di durare e di parlare alle generazioni future. E la Terrazza continua a parlare, con la voce del mare. Precedente Successiva
- Casa Veronese | Ville di Lignano
Casa Veronese Mario Ravegnani, Bubi Brunori 1955 Raggio di Levante, 6/8, 33054 Lignano Sabbiadoro UD, Italia Due volumi sfalsati con tetto a falda unica. Colori, materiali e arte concreta per una casa che dialoga con la natura e la pittura. Indietro Architettura integrata tra terreno, colore e arte concreta Contesto: quando architettura e arte si incontrano Nel cuore della Lignano Pineta degli anni Cinquanta, Casa Veronese rappresenta un raro caso di sperimentazione cromatica e volumetrica integrata , frutto della collaborazione tra l’architetto Mario Ravegnani e il pittore Bobi Brunori , entrambi attivi nello studio B24 di via Borgonuovo a Milano — sede di mostre e attività del Movimento Arte Concreta (MAC) . La casa è un esempio brillante di come l’interazione tra architettura e arte possa tradursi in un progetto abitativo profondamente innovativo, in cui la forma segue la natura , il colore accompagna la struttura e l'abitare diventa esperienza visiva . Organizzazione volumetrica: due blocchi che seguono il terreno La costruzione si articola in due volumi sfalsati posti a quote differenti , secondo l’andamento naturale del suolo pinetato. Questa scelta non è solo formale ma funzionale , permettendo: una migliore integrazione con il contesto naturale , una netta distinzione spaziale tra le diverse funzioni abitative, un dialogo con la topografia , che evita sbancamenti o modifiche invasive. I due corpi di fabbrica sono collegati visivamente e strutturalmente grazie a una copertura a falda unica , che si estende in due ali laterali, rafforzando la coerenza compositiva dell’edificio. Distribuzione interna e relazione con il giardino Gli appartamenti si affacciano sul giardino con ampie superfici vetrate e serramenti scorrevoli , che sfumano i confini tra interno ed esterno.Le finestre alte e strette completano l’illuminazione zenitale degli ambienti interni, generando un’atmosfera luminosa e discreta , coerente con il clima e la vegetazione del luogo. L’apertura verso l’esterno non è solo un vezzo estetico, ma esprime una visione dell’abitare vacanziero , fondata su continuità visiva , luce naturale e spazi dinamici . Materiali, struttura e dettagli cromatici Casa Veronese è costruita con una struttura in cemento armato a vista , accostata a murature portanti intonacate e tinteggiate in bianco , e tamponamenti dipinti in blu cobalto , in netto contrasto visivo.Le parti metalliche — come i serramenti e i camini — sono invece verniciate in nero , per enfatizzare linee, tagli e profili. Questa scelta cromatica decisa e calibrata nasce dalla collaborazione tra Ravegnani e Brunori, e trasforma la casa in una composizione pittorica tridimensionale . I colori non sono decorazione, ma materia progettuale , capaci di articolare volumi, orientamenti e percezioni. Arte concreta e design: lo studio B24 Il progetto affonda le radici nella cultura del design milanese del secondo dopoguerra. Lo studio B24 , fondato da Ravegnani e Brunori, non era solo uno spazio di progettazione architettonica, ma anche un laboratorio creativo in cui si confrontavano arte, grafica, design e architettura . Da questo background culturale nasce l’attenzione al dettaglio grafico e al linguaggio visivo che caratterizza Casa Veronese. L’edificio è pensato come un corpo integrato nel paesaggio , ma anche come un oggetto autonomo e riconoscibile , in cui l’arte concreta si traduce in architettura concreta . Una casa per Lignano: architettura come manifesto Nel contesto di Lignano Pineta — spesso dominato da case tipo modulari e da una ricerca più funzionalista — Casa Veronese si distingue per la qualità plastica dei volumi , per l’ uso raffinato del colore e per l’attenzione al terreno . Non è solo un’abitazione ben progettata, ma anche una dichiarazione culturale : una casa che racconta l’identità artistica dei suoi progettisti e testimonia una stagione di sperimentazione dove il confine tra design, architettura e arte era più fluido che mai . Architettura cromatica come linguaggio Casa Veronese è un esempio prezioso di architettura d’autore per il turismo balneare , capace di coniugare efficienza abitativa, eleganza formale e poetica del colore .Il gioco tra i volumi sfalsati, la leggerezza del tetto, il rigore dei materiali e la sensibilità cromatica ne fanno una delle residenze più sofisticate del primo sviluppo di Lignano Pineta. Un’opera che merita di essere riscoperta, documentata e valorizzata , non solo per il suo valore estetico, ma per il suo contributo alla cultura del progetto del secondo Novecento italiano. Precedente Successiva
- Marcello D'Olivo | Ville di Lignano
Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" FOTO CASE URSELLA LIGNANO IN BIANCO E NERO Marcello D’Olivo, architetto modernista, pittore e urbanista visionario, ha lasciato il suo segno indelebile su Lignano Pineta attraverso la famosa "Spirale" urbana. Un'opera che intreccia natura, design organico e innovazione, esplorando il connubio tra estetica, territorio e sperimentazione su scala internazionale.
- Giorgio Casali | Ville di Lignano
Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" FOTO CASE URSELLA LIGNANO IN BIANCO E NERO Dal 1950 alla metà degli anni Ottanta, Giorgio Casali è stato il fotografo di riferimento per l'architettura italiana. Le sue immagini pubblicate su Domus hanno contribuito a raccontare il design e l'architettura post-bellica, diventando una testimonianza vivida di un'epoca di rinnovamento culturale e estetico.
- Paolo Pascolo | Ville di Lignano
Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" FOTO CASE URSELLA LIGNANO IN BIANCO E NERO Architetto essenziale del Novecento friulano, Paolo Pascolo ha coniugato eleganza funzionale e identità locale. Le sue ville a Lignano, come Casa Mondolo e l’American Hotel, incarnano la modernità tranquilla di un patrimonio da valorizzare.
- Gianni Avon | Ville di Lignano
Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" FOTO CASE URSELLA LIGNANO IN BIANCO E NERO Gianni Avon, Architetto modernista originario del Friuli, ha lasciato un'impronta significativa nella Lignano del dopoguerra attraverso edifici iconici e importanti opere pubbliche. Il suo stile progettuale si distingue per un equilibrio tra pragmatismo e attenzione al contesto, coniugando innovazione e legame con le tradizioni locali.
- Gino Avon | Ville di Lignano
Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" FOTO CASE URSELLA LIGNANO IN BIANCO E NERO Maestro mosaicista friulano, ha lasciato un segno profondo nell’arte musiva del Novecento, tra restauri prestigiosi e opere internazionali. La sua eredità artistica vive oggi nel lavoro del nipote, l’architetto Giulio Avon.
- Aldo Bernardis | Ville di Lignano
Associazione "Raggi e ArchiTetture - Ville di Lignano" FOTO CASE URSELLA LIGNANO IN BIANCO E NERO Aldo Bernardis (1925-2012) ha contribuito a trasformare Lignano in una moderna città balneare. Attraverso la realizzazione della Terrazza a Mare e delle sue ville innovative, ha saputo combinare sperimentazione architettonica, maestria artigianale e tutela del paesaggio costiero.





